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Cassino, FR. Stellantis (ex Fiat) può essere un asset nazionale. Il 20 a Cassino: Solidarietà e lotta coi lavoratori contro declino, distorsione produttiva e vendita a pezzi! Intervento del PCI
10/03/2026Questo articolo è stato letto 1650 volte!

Anche a voler osservare le cose drammatiche riguardanti la situazione attuale di Stellantis, ed in particolare quella che fa capo alle attività a Cassino (Piedimonte San Germano), non è vero che l’unica via di uscita sia il declino per produrre strumenti di morte per le guerre; non è vero che l’unico indirizzo possibile è una agonia assistita attraverso vendita per quote dell’enorme bagaglio di conoscenza e capacità produttiva delle migliaia di operaie e operai che oltre a reggere la produzione, reggono l’economia familiare e quindi della società e comunità provinciale e regionale. Queste verità le possiamo desumere dalle scelte macroeconomiche che, pure in regime di capitalismo, non è vero che siano date per quali vediamo oggi. Ovvero sono modificabili. Ad esempio sono modificabili dalle volontà dei governi che possono, se lo vogliono, intervenire negli accordi internazionali (intraeuropei ed extraeuropei) per garantire fette di produzione che consentano ad un Paese, ad esempio l’Italia, a non dover rinunciare, anzi il contrario, a reclamare, un degno posto tra i produttori mondiali di auto per la storia, per la cultura dell’auto, per la conoscenza diffusa e qualificata nel tempo che gli operai italiano hanno dimostrato nelle varie generazioni succedutesi. Qui sta il punto vero. Non cedere ai ricatti finanziari, non cedere agli accordi intergovernativi al ribasso, non cedere di fronte al convincimento, come stanno reclamando i sindacati, che è possibile salvare e rilanciare il comparto produttivo, anche a Cassino, in Ciociaria, nel Lazio. Dello stesso pressante avviso, sono i comunisti di Frosinone e provincia che tramite il proprio segretario, Ugo Moro, ci ha fatto pervenire un appello, con giudizio e solidarietà per contribuire al sostegno delle mobilitazioni operaie.

Ugo Moro, segretario provinciale del PCI di Frosinone qui in una iniziativa operaia del partito
“IL PCI CON I LAVORATORI DI STELLANTIS IL 20 MARZO A CASSINO
Il Partito Comunista Italiano sarà in piazza ed ai cancelli della fabbrica Stellantis il prossimo 20 marzo con i lavoratori, i sindacati, i sindaci, le forze di progresso e quanti sentono il dovere di difendere unitariamente il nostro territorio, la sua socialità e la sua economia.
La situazione di difficoltà e di incertezza che un tale, fondamentale sito produttivo vive da troppo tempo, confermata dai dati negativi di produzione e dalla reiterata cassa integrazione, va trattata e risolta.
La Stellantis, ex FIAT, azienda di primaria rilevanza nazionale nel settore dell’auto, direttamente ed attraverso le imprese dell’indotto, è una realtà centrale nell’occupazione e nell’economia della provincia e della regione, quindi a tutela di tutte le categorie vanno effettuate azioni serie di approfondimento e di programmazione, iniziando con un piano industriale degno della sua storica tradizione.
Oltre i cali produttivi, mai cosi consistenti, si ipotizzano cessioni di quote ad aziende che riconvertirebbero in produzioni militari lo stabilimento, determinando la distorsione della capacità industriale, sovente prodromica della chiusura.
Immorale che, in un periodo di enormi tensioni internazionali e con diversi conflitti in corso, si chieda ad operai specializzati, che hanno reso famosi marchi quali Alfa Romeo, Maserati e Lancia, di mortificare la loro professionalità obbligandoli, addirittura, a produrre strumenti di morte per salvare lo stipendio…
Il Partito Comunista Italiano conferma il proprio impegno totale contro tale inaudita aberrazione e ribadisce la mobilitazione a difesa dei diritti dei lavoratori e delle aspettative di tutta la provincia, reiterando la richiesta alla Regione ed al Governo, attraverso i rappresentanti pro-tempore, di fornire, predisponendo gli adeguati confronti democratici, le attività che consentano rapide e positive soluzioni.
Il Segretario Provinciale, Ugo Moro.
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Un operatore dell’informazione. Un attivista culturale impegnato a diffondere le buone pratiche che aumentano ed estendono la fruizione del miglior bene immateriale di cui l’umanità dispone: il sapere, la conoscenza, la cultura. Questo il mio intimo a cui mi ispiro e la mia veste “giornalistica”. Professionalmente provengo da esperienze “strutturate” come sono gli Uffici Stampa pesanti: La Lega delle Cooperative, Botteghe Oscure. Ma anche esperienze di primo impatto: Italia Radio; e il mondo delle Rassegne Stampa cooperativa DIRE, Diretel, Rastel, Telpress. Per la carta stampata oltre una esperienza “in proprio” come direttore scientifico della rivista “Vini del Lazio”, ho collaborato con Paese Sera, con L’Unità, con Oggi Castelli.

