Cassino. (FR). Sciopero e Corteo venerdì 20. Domande drammatiche, attendono risposte forti e coraggiose!

Cassino. (FR). Sciopero e Corteo venerdì 20. Domande drammatiche, attendono risposte forti e coraggiose!

18/03/2026 0 Di Maurizio Aversa

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Vener­dì 20 a Cas­si­no, dal­le 8.30, a piaz­za De Gaspe­ri, ci sarà una pro­va di gran­de con­sa­pe­vo­lez­za, di pla­sti­co scon­tro di clas­se, ma ori­gi­na­le: non solo ope­rai, lavo­ra­to­ri, con­tro i padro­ni; ma sin­da­ci e isti­tu­zio­ni, asso­cia­zio­ni­smo e sin­da­ca­ti e cit­ta­di­ni a fian­co dei dipen­den­ti e del­l’in­dot­to di Stel­lan­tis. Non solo i “loca­li” del Lazio con­tro il nazio­na­le, ma tut­ti i “loca­li” — per­fi­no Unin­du­stria (cioè i padro­ni loca­li) — con­tro il nazionale/internazionale. Per­chè la par­ti­ta non è come “sal­va­re” qual­che pez­zo di pro­du­zio­ne, ma come met­te­re in discus­sio­ne tut­ta la sud­di­vi­sio­ne mon­dia­le — che ruo­lo può aver l’I­ta­lia con un pro­prio Pia­no indu­stria­le del­l’au­to­mo­ti­ve mai pre­sen­ta­to da alcun gover­no da parec­chio tem­po? — che così non reg­ge! Per­fi­no la gra­ni­ti­ca indu­stria tede­sca sta con­tan­do i licen­zia­men­ti a deci­ne di miglia­ia! I con­ti inter­na­zio­na­li nel­la sud­di­vi­sio­ne degli asset ori­gi­na­li che pure esi­sto­no nel set­to­re, cer­to dovran­no fare i con­ti con tut­to — dal­le mate­rie pri­me e dal­l’e­ner­gia — , ma, soprat­tut­to, dovran­no fare i con­ti coi van­tag­gi e gli sce­na­ri del­l’in­tel­li­gen­za arti­fi­cia­le. Banal­men­te, più velo­ci­tà di ese­cu­zio­ne, più auto­ma­zio­ne, più sicu­rez­za, non pos­so­no voler dire stes­si para­me­tri di ora­rio lavo­ra­ti­vo. E’ così che sarà pos­si­bi­le, non con ritoc­chi, ma con scel­te rivo­lu­zio­na­rie, per que­sto da con­dur­re con pia­ni con­di­vi­si, inter­na­zio­nal­men­te (vedi la lun­gi­mi­ran­za del­la pro­po­sta cine­se del­la via nuo­va Via del­la seta), da far svol­ge­re un ruo­lo non ragio­nie­ri­sti­co e pas­si­vo all’Eu­ro­pa, e con una appro­pria­tez­za ita­lia­na che sia capa­ce di pro­por­re un vero pia­no indu­stria­le per que­sto set­to­re e in gene­ra­le per l’e­co­no­mia pro­dut­ti­va del Pae­se. Chi avrà corag­gio e lun­gi­mi­ran­za per affron­ta­re tut­to ciò? I lavo­ra­to­ri, i loro rap­pre­sen­tan­ti orga­niz­za­ti sem­bra abbia­no abban­do­na­to la sola richie­sta di assi­sten­za (che pure occor­re per sal­va­re la vita quo­ti­dia­na con i fami­ge­ra­ti ammor­tiz­za­to­ri socia­li). Ma il livel­lo è altro e alto: devo­no mostra­re capa­ci­tà e con­sa­pe­vo­lez­za par­la­men­to e gover­no e la UE. Ne saran­no capa­ci?

Il Par­ti­to Comu­ni­sta Ita­lia­no — che non gover­na nè la Regio­ne, nè il Pae­se, nè l’Eu­ro­pa, intan­to ha com­piu­to una scel­ta chia­ra: sarà in piaz­za ed ai can­cel­li del­la fab­bri­ca Stel­lan­tis il pros­si­mo 20 mar­zo con i lavo­ra­to­ri, i sin­da­ca­ti, i sin­da­ci, le for­ze di pro­gres­so e quan­ti sen­to­no il dove­re di difen­de­re uni­ta­ria­men­te il nostro ter­ri­to­rio, la sua socia­li­tà e la sua eco­no­mia.
La situa­zio­ne di dif­fi­col­tà e di incer­tez­za che un tale, fon­da­men­ta­le sito pro­dut­ti­vo vive da trop­po tem­po, con­fer­ma­ta dai dati nega­ti­vi di pro­du­zio­ne e dal­la rei­te­ra­ta cas­sa inte­gra­zio­ne, va trat­ta­ta e risol­ta.
La Stel­lan­tis, ex FIAT, azien­da di pri­ma­ria rile­van­za nazio­na­le nel set­to­re dell’auto, diret­ta­men­te ed attra­ver­so le impre­se dell’indotto, è una real­tà cen­tra­le nell’occupazione e nell’economia del­la pro­vin­cia e del­la regio­ne, quin­di a tute­la di tut­te le cate­go­rie van­no effet­tua­te azio­ni serie di appro­fon­di­men­to e di pro­gram­ma­zio­ne, ini­zian­do con un pia­no indu­stria­le degno del­la sua sto­ri­ca tra­di­zio­ne.
Oltre i cali pro­dut­ti­vi, mai cosi con­si­sten­ti, si ipo­tiz­za­no ces­sio­ni di quo­te ad azien­de che ricon­ver­ti­reb­be­ro in pro­du­zio­ni mili­ta­ri lo sta­bi­li­men­to, deter­mi­nan­do la distor­sio­ne del­la capa­ci­tà indu­stria­le, soven­te pro­dro­mi­ca del­la chiu­su­ra.
Immo­ra­le che, in un perio­do di enor­mi ten­sio­ni inter­na­zio­na­li e con diver­si con­flit­ti in cor­so, si chie­da ad ope­rai spe­cia­liz­za­ti, che han­no reso famo­si mar­chi qua­li Alfa Romeo, Mase­ra­ti e Lan­cia, di mor­ti­fi­ca­re la loro pro­fes­sio­na­li­tà obbli­gan­do­li, addi­rit­tu­ra, a pro­dur­re stru­men­ti di mor­te per sal­va­re lo sti­pen­dio…
Il Par­ti­to Comu­ni­sta Ita­lia­no con­fer­ma il pro­prio impe­gno tota­le con­tro tale inau­di­ta aber­ra­zio­ne e riba­di­sce la mobi­li­ta­zio­ne a dife­sa dei dirit­ti dei lavo­ra­to­ri e del­le aspet­ta­ti­ve di tut­ta la pro­vin­cia, rei­te­ran­do la richie­sta alla Regio­ne ed al Gover­no, attra­ver­so i rap­pre­sen­tan­ti pro-tem­po­re, di for­ni­re, pre­di­spo­nen­do gli ade­gua­ti con­fron­ti demo­cra­ti­ci, le atti­vi­tà che con­sen­ta­no rapi­de e posi­ti­ve solu­zio­ni.

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