Cemento Divino Amore/Mugilla, Concerto ambientalista per la difesa del paesaggio e la terra di Marino…
Amore ed Eros
03/06/2026Questo articolo è stato letto 343 volte!
“Non conosco felicità più grande che stare con te tutto il tempo, senza interruzione, senza fine.” Franz Kafka
di Giammarco Graziano
Nel corso della storia, l’essere umano ha sempre cercato di comprendere quella forza misteriosa e totalizzante che chiamiamo amore. Filosofi, poeti, scrittori e artisti hanno tentato di descriverne la natura, attribuendogli il potere di orientare le scelte, trasformare le vite e perfino dare senso all’esistenza.
Accanto all’amore, tuttavia, vive un’altra forza altrettanto potente: l’eros.
Nel linguaggio comune questi due termini vengono spesso sovrapposti, quasi fossero sinonimi. Eppure, amore ed eros rappresentano dimensioni profondamente differenti dell’esperienza umana, pur intrecciandosi continuamente tra loro.
L’amore coinvolge la totalità dell’essere: il corpo, certo, ma anche la mente, la memoria, la coscienza, la psiche. È quella condizione capace di farci uscire da noi stessi, di renderci vulnerabili e, allo stesso tempo, incredibilmente vivi. Nell’amore l’altro non è più un semplice oggetto del desiderio, ma diventa presenza essenziale, centro silenzioso delle nostre azioni e dei nostri pensieri.
La letteratura ci consegna immagini straordinarie di questa esperienza. Dante attraversa simbolicamente la morte e l’Inferno per raggiungere Beatrice: non semplice figura di passione, ma donna amata, presenza spirituale che illumina il cammino umano. In quell’amore ogni gesto, anche il più lieve, assume il valore di un universo emotivo.
L’eros appartiene invece a una dimensione diversa. Nasce dalla carne, dall’attrazione, dall’istinto, dal desiderio di contatto e di possesso. È l’impulso originario che ci richiama alla nostra natura più corporea e animale.
Persino le neuroscienze, oggi, sembrano confermare questa distinzione: l’attrazione fisica attiva circuiti cerebrali legati al piacere e alla dipendenza, mostrando come il desiderio possa trasformarsi in una necessità emotiva e biologica dell’altro.
Eppure la relazione umana nasce spesso proprio dall’incontro di queste due forze. La coppia si costruisce nel fragile equilibrio tra amore ed eros: tra il desiderio di comprendere l’altro e quello di possederne la vicinanza; tra la tenerezza e la passione; tra il bisogno di cura e quello di contatto.
Definire ciò che accade tra due persone resta, tuttavia, estremamente difficile. Non sempre siamo lucidi nelle nostre scelte, né capaci di distinguere con chiarezza il bene dall’attrazione, l’amore dalla passione. Talvolta confondiamo l’intensità del desiderio con la profondità del sentimento.
L’amore ci porta a vivere emozioni che sembrano sfuggire alla razionalità. Piccoli gesti, una carezza, una parola, una presenza silenziosa, si imprimono nella memoria come tracce indelebili. La tenerezza, la vicinanza, l’empatia diventano forme di linguaggio più potenti di qualsiasi discorso.
L’amore è anche la capacità di esserci, persino quando non condividiamo le scelte dell’altro. È la volontà di rimanere accanto a qualcuno nel fallimento e nella sconfitta, nei momenti di smarrimento e di fragilità. Esserci davvero significa condividere non soltanto la gioia e la felicità, ma anche quei giorni in cui tutto sembra perduto e l’unica forma possibile di amore diventa la presenza.
Ma l’amore possiede anche una dimensione fragile: può condurci a smarrire noi stessi, a fare nostra la sofferenza dell’altro fino a dimenticare il confine tra condividere un dolore e lasciarsene travolgere.
Amare non significa annullarsi, ma imparare a essere luce reciproca, come un faro nella nebbia.
L’eros incarna il corpo, così come l’amore incarna la mente e la dimensione spirituale. Sono aspetti differenti della stessa esperienza umana, nei quali convivono animalità e umanità, istinto e coscienza.
L’amore ci fa guardare l’altro con occhi nuovi, quasi con quello sguardo ‘fanciullino’ di cui parlava Pascoli: ci spinge a desiderare il bene dell’altro, a riconoscerne la fragilità e la bellezza. L’eros, invece, è la forza della passione, l’impulso che accende il desiderio e rende il corpo linguaggio.
Ma allora resta una domanda inevitabile: cosa rimane dell’amore quando viene privato dell’eros?
Forse un affetto profondo. Forse una forma altissima di vicinanza. Oppure, in alcuni casi, una lenta malinconia fatta di assenza, di desiderio incompiuto, di distanza emotiva.
In un mese come questo, in cui ricorre il Pride Month, forse vale ancora di più ricordare quanto sia importante poter vivere liberamente la propria identità e i propri sentimenti.
Forse è anche per questo che il Pride Month continua ad avere un significato profondo: non soltanto come rivendicazione di diritti, ma come richiamo universale alla libertà di amare ed essere amati senza paura, senza vergogna, senza il bisogno di nascondere la propria identità.
Perché, al di là di ogni definizione, l’essere umano vive costantemente sospeso tra queste due dimensioni: il bisogno di essere amato e il desiderio di essere desiderato. E forse la vera difficoltà dell’amore consiste proprio nel riuscire a custodire entrambe senza che una finisca per divorare l’altra.
Related Images:

Giammarco, nato nel 1992, è laureato magistrale in Filosofia e insegna da circa un decennio nella scuola secondaria di primo grado. Parallelamente all’attività scolastica, svolge il ruolo di allenatore di pallavolo, occupandosi attivamente di sport sia agonistico sia amatoriale.

