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Marino/Roma. Morire per risparmiare: è questa la nuova frontiera del Governo responsabile?
22/05/2026Questo articolo è stato letto 400 volte!

Siamo a Roma, non c’è nè Gregory dr. House, nè Douglas “Doug” Ross. Ma c’è la signora Antonella (nome di fantasia per un fatto drammatico vero) che è assistita dalla signora Luana che ogni giorno da Marino si reca nella sua abitazione (altro nome di fantasia per questa che si rivelerà essere una donna eccezionale, oltre che provvidenziale), la quale in un giorno dell’ultima decade di maggio 2026 le salva la vita!
Si, perchè accade questo: di buon mattino, come al solito, Luana si reca presso l’abitazione della signora Antonella che ha alcune patologie croniche, che hanno anche a vedere con malattie invalidanti come l’alzheimer. Però c’è qualcosa che non va.

Se ne avvede subito Luana, e pur prendendo con la tara del caso le spiegazioni di Antonella, si convince ancor di più che qualcosa di grave è in atto. Non solo perchè ha trovato la sua assistita riversa sul pavimento in bagno, poteva anche accadere. E non solo perchè a dire di Antonella erano giorni che era lì, cosa non vera perchè Luana la sera prima l’aveva lasciata tranquillamente in casa, ma… c’era comunque qualcosa che non era la solita routine. Tendenzialmente Luana ha cercato di normalizzare la situazione, ha accompagnato a letto Antonella e si apprestava a servirle la colazione. Però in un momento in cui si è recata nuovamente dalla cucina alla camera da letto per accertarsi del procedere delle cose, Luana capisce che qualcosa proprio è drammatica. Antonella giace con bocca aperta e sguardo fisso. Allora, contatta i familiari e chiama il 118. C’è l’intervento: la squadra in modo scrupoloso, controlla i parametri vitali, e, apparentemente, sembra tutto a posto. Tanto che nel dialogo serrato che segue, si insiste nel dire che poichè la signora non ha nulla non dovevano neppure essere chiamati. Anche perchè — e questo ha fatto trasalire Luana — la sanità costa, i soldi non ci sono, e non si possono fare interventi così, poteva bastare il medico di famiglia (che non si sa se fosse reperibile a quell’ora).

Si alzano i toni e, con caparbietà, Luana ottiene che Antonella fosse trasferita in ospedale. Avvisa i familiari della decisione e dell’accoglienza in nosocomio della signora Antonella, e arrabbiatissima per quelle risposte ricevute da personale che dovrebbe mettere la vita al primo posto — a cominciare dal principio di cautela — e che erano stati indotti (dal sistema, da comportamenti scorretti che in altri casi magari sono esistiti, etc) ad agire “secondo il bilancio”! Il punto vero, ecco perchè il principio di cautela, è che date le condizioni patologiche di Antonella non si riusciva a comprendere se nell’essere riversa in bagno avesse battuto la testa, oppure fosse caduta in modo da compromettere il buono stato di ossa fondamentali come femori o costole ecc. Come l’altro punto vero è che in una situazione data, questa descritta, se la persona addetta ad accudire, mostra piena empatia, mostra accortezza, e certifica per l’esperienza quotidiana diretta, che l’assistita non è come al solito, va presa sul serio, e non arringata coi temi di bilancio della sanità! Infatti, ecco il risvolto drammatico ma forse con esito positivo, nella notte di degenza in ospedale che cosa è accaduto? Che a seguito di approfonditi esami diagnostici la signora Antonella è stata sottoposta ad intervento chirurgico per la riduzione di un ematoma nel cranio! Ovviamente sono seguiti, ad esempio dalla famiglia della malcapitata, elogi e ringraziamenti di cuore a questa donna coraggiosa, determinata, competente nel riconoscere nei rapporti umani la valenza essenziale dello svolgere qualsiasi attività, ancor di più se ha a che fare con persone fragili di cui alcuni si devono occupare. Senza Doug e senza House, semplicemente con la sanità e il socio sanitario che funzionasse secondo la Costituzione italiana, non avremmo necessità di trattare da eroina del giorno Luana, che invece è fiera di svolgere con coscienza la propria attività.
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Un operatore dell’informazione. Un attivista culturale impegnato a diffondere le buone pratiche che aumentano ed estendono la fruizione del miglior bene immateriale di cui l’umanità dispone: il sapere, la conoscenza, la cultura. Questo il mio intimo a cui mi ispiro e la mia veste “giornalistica”. Professionalmente provengo da esperienze “strutturate” come sono gli Uffici Stampa pesanti: La Lega delle Cooperative, Botteghe Oscure. Ma anche esperienze di primo impatto: Italia Radio; e il mondo delle Rassegne Stampa cooperativa DIRE, Diretel, Rastel, Telpress. Per la carta stampata oltre una esperienza “in proprio” come direttore scientifico della rivista “Vini del Lazio”, ho collaborato con Paese Sera, con L’Unità, con Oggi Castelli.

