PRIME VIDEO: “ALBERTO SORDI SECRET” DI IGOR RIGHETTI 1° NEI TREND

PRIME VIDEO: “ALBERTO SORDI SECRET” DI IGOR RIGHETTI 1° NEI TREND

07/10/2026 0 Di Redazione

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PRIME VIDEO: “ALBERTO SORDI SECRET” DI IGOR RIGHETTI È IN TENDENZA E PRIMO NEI FILM DOCUMENTARI

L’opera indipendente ha ricevuto finora 36 premi in Italia e all’estero. Nel cast ci sono Fioretta Mari, Maurizio Mattioli, Emanuela Aureli, Daniela Giordano, Mirko Frezza, Enzo Salvi, Lorenzo Castelluccio ed Emily Shaqiri

Il docu­film inter­na­zio­na­le “Alber­to Sor­di secret”, il pri­mo sul­la vita pri­va­ta del gran­de atto­re sce­neg­gia­to e diret­to da suo cugi­no-bio­gra­fo Igor Righet­ti, è entra­to subi­to in ten­den­za con­qui­stan­do la vet­ta su Pri­me Video nel­la cate­go­ria film docu­men­ta­ri:

https://www.primevideo.com/detail/0MQM4PX725JDV1C9G55GFRK78M?ref_=share_ios_movie

“Que­sto risul­ta­to mi ren­de dav­ve­ro feli­ce — dice Igor Righet­ti — per­ché dimo­stra quan­to Alber­to sia anco­ra così pro­fon­da­men­te ama­to in Ita­lia e all’estero e quan­to il pub­bli­co non lo abbia dimen­ti­ca­to. C’è il desi­de­rio di cono­scer­lo più da vici­no, non sol­tan­to come l’attore che tut­ti apprez­za­no e ama­no, ma anche come uomo, con la sua sto­ria, la sua per­so­na­li­tà e la sua dimen­sio­ne più pri­va­ta. Cre­do che que­sto affet­to testi­mo­ni quan­to sia anco­ra vivo il lega­me tra lui e il pub­bli­co e quan­to le nuo­ve gene­ra­zio­ni abbia­no voglia di sco­pri­re la per­so­na che si nascon­de­va die­tro il gran­de atto­re. Esse­re arri­va­ti in ten­den­za e al pri­mo posto in una cate­go­ria così ampia, ric­ca di miglia­ia di film docu­men­ta­ri e di impor­tan­ti pro­du­zio­ni inter­na­zio­na­li, con­fer­ma che anche un’opera indi­pen­den­te, rea­liz­za­ta sen­za richie­de­re finan­zia­men­ti pub­bli­ci, può con­qui­sta­re un pub­bli­co vastis­si­mo quan­do die­tro ci sono pas­sio­ne, impe­gno e la voglia di fare bene”.

Il docu­film, pro­dot­to da Mas­si­mi­lia­no Filip­pi­ni e Came­ra­Works, è attual­men­te pre­sen­te anche nei cata­lo­ghi di Pri­me Video negli Sta­ti Uni­ti, Nuo­va Zelan­da, Austra­lia, Cina e Gran Bre­ta­gna. Ha già rice­vu­to 36 pre­sti­gio­si pre­mi in Ita­lia e all’estero e con­ti­nua a otte­ne­re rico­no­sci­men­ti inter­na­zio­na­li. L’ultimo, arri­va­to dagli Sta­ti Uni­ti pochi gior­ni fa, è sta­to il New York Film & Cine­ma­to­gra­phy Awards come miglior docu­film. Nel cast d’eccezione figu­ra­no Fio­ret­ta Mari, Mau­ri­zio Mat­tio­li, Ema­nue­la Aure­li, Danie­la Gior­da­no, Mir­ko Frez­za, Enzo Sal­vi, Danie­le Fore­si, Vin­cen­zo Boc­cia­rel­li, Loren­zo Castel­luc­cio, Emi­ly Sha­qi­ri, Fabri­zio Rag­gi, Vale­rio Mam­mo­lot­ti, Moi­ra De Ros­si e Fla­vio Rag­gi.

“Alber­to Sor­di Secret”, del­la dura­ta di 90 minu­ti, è pro­dot­to da Mas­si­mi­lia­no Filip­pi­ni e Came­ra­Works, con la foto­gra­fia di Gian­ni Mam­mo­lot­ti, le musi­che di Maria Sica­ri e i costu­mi di Ste­fa­no Gio­va­ni. L’opera, rea­liz­za­ta con spon­sor pri­va­ti, nasce dal libro “Alber­to Sor­di segre­to” scrit­to da Igor Righet­ti (Rub­bet­ti­no edi­to­re) con la pre­fa­zio­ne del cri­ti­co Gian­ni Cano­va e arri­va­to alla 12ª ristam­pa. Un per­cor­so nato anche da una pre­ci­sa richie­sta del­lo stes­so Alber­to Sor­di, che ai fami­lia­ri più stret­ti dice­va di non voler vede­re la pro­pria vita pri­va­ta tra­sfor­ma­ta in mate­ria pub­bli­ca, ma che, quan­do fos­se arri­va­to il momen­to, avreb­be desi­de­ra­to esse­re ricor­da­to. “Ci ave­va chie­sto di con­di­vi­de­re ricor­di e aned­do­ti — ricor­da Igor Righet­ti — sol­tan­to quan­do lui fos­se anda­to, come dice­va con la sua pro­ver­bia­le sca­ra­man­zia e iro­nia, ‘in oriz­zon­ta­le’. Così mi fare­te pia­ce­re per­ché mi ricor­de­re­te ai miei tan­ti esti­ma­to­ri e mi fare­te cono­sce­re alle nuo­ve gene­ra­zio­ni. È quel­lo che ho fat­to pri­ma con il libro e poi con il docu­film”.

Per la pri­ma vol­ta, nel­la par­te fil­mi­ca, com­pa­io­no i geni­to­ri, gli zii, i non­ni e i suoi ami­ci. La nar­ra­zio­ne arri­va fino all’adolescenza e al ritor­no a Roma di Alber­to, dicias­set­ten­ne, dopo il perio­do tra­scor­so a Mila­no. “Rac­con­ta­re l’uomo che si nascon­de­va die­tro la masche­ra del gran­de atto­re — spie­ga Righet­ti — signi­fi­ca anche com­pren­de­re meglio il suo cine­ma. Il sen­so più pro­fon­do del docu­film è impe­di­re che il tem­po can­cel­li la memo­ria di un arti­sta che ha lascia­to un segno irri­pe­ti­bi­le nel­la sto­ria del cine­ma ita­lia­no, facen­do cono­sce­re anche alle nuo­ve gene­ra­zio­ni non sol­tan­to i suoi film e i suoi per­so­nag­gi, ma l’uomo, la sua sto­ria e ciò che ha con­tri­bui­to a ren­der­lo uni­co”.

Le sce­ne ambien­ta­te tra gli anni Ven­ti e Tren­ta sono sta­te gira­te in bian­co e nero, con costu­mi e auto d’epoca. Alla rico­stru­zio­ne cine­ma­to­gra­fi­ca dove nul­la è frut­to di fan­ta­sia, si intrec­cia­no le testi­mo­nian­ze di paren­ti, ami­ci e per­so­na­li­tà del cine­ma, del­la tele­vi­sio­ne e del­lo spet­ta­co­lo, tra cui Pupi Ava­ti, Rosan­na Vau­det­ti, Ele­na de Cur­tis, Patri­zia e Gia­da de Blanck, Rino Baril­la­ri, Sabri­na Sam­ma­ri­ni, Jason Pic­cio­ni e tan­ti altri. La voce nar­ran­te di Dado Colet­ti accom­pa­gna il pub­bli­co, men­tre imma­gi­ni e fil­ma­ti ine­di­ti dell’Istituto Luce, audio ori­gi­na­li e foto­gra­fie pro­ve­nien­ti dagli album di fami­glia di Igor Righet­ti e dagli archi­vi per­so­na­li dei pro­ta­go­ni­sti arric­chi­sco­no il rac­con­to.

Il docu­film. rea­liz­za­to anche in ingle­se e spa­gno­lo, por­ta lo spet­ta­to­re all’interno di luo­ghi mai mostra­ti al pub­bli­co, come la blin­da­tis­si­ma vil­la di Casti­glion­cel­lo, in Tosca­na — dimo­ra esti­va di Alber­to Sor­di -, la mera­vi­glio­sa tenu­ta del vero Mar­che­se del Gril­lo a Fabria­no (dove l’attore ama­va anda­re a rilas­sar­si) e la casa nata­le del­la madre Maria Righet­ti, a Sgur­go­la, in pro­vin­cia di Fro­si­no­ne. Le ripre­se sono sta­te rea­liz­za­te anche nel Par­co archeo­lo­gi­co di Ostia anti­ca, nel bor­go dove abi­ta­va Pie­tro Mar­chet­ti, il per­so­nag­gio del Tas­si­na­ro, oltre che a Casti­glion­cel­lo, Nar­ni e nel­la Repub­bli­ca di San Mari­no. Un patri­mo­nio arti­sti­co e uma­no che, gra­zie alla dif­fu­sio­ne inter­na­zio­na­le del docu­film, con­ti­nua a viag­gia­re oltre i con­fi­ni ita­lia­ni, con­tri­buen­do a por­ta­re nel mon­do il valo­re del­la nostra cine­ma­to­gra­fia e a ren­de­re nuo­vo lustro al gran­de cine­ma ita­lia­no.

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