Facce piene di pugni: il libro inedito di Gianni Minà a Bologna il 27 marzo

Facce piene di pugni: il libro inedito di Gianni Minà a Bologna il 27 marzo

24/03/2026 0 Di Redazione

Que­sto arti­co­lo è sta­to let­to 496 vol­te!

In libreria dal 25 marzo

Facce piene di pugni — Storie non solo di ring

Un libro inedito di Gianni Minà

A cura di Loredana Macchietti

Prefazione di Isabella Rossellini

Presentazione aperta al pubblico 27 marzo ore 18.00 Libreria Mondadori

 

Bolo­gna, 12 mar­zo 2026 — Un libro atte­so quarant’anni. Un’opera rima­sta incom­piu­ta e oggi final­men­te resti­tui­ta ai let­to­ri. Con Fac­ce pie­ne di pugni. Sto­rie non solo di ring, Edi­zio­ni Miner­va ripor­ta in libre­ria un pro­get­to edi­to­ria­le di Gian­ni Minà che attra­ver­sa la sto­ria del pugi­la­to mon­dia­le e, insie­me, rac­con­ta un modo di fare gior­na­li­smo che oggi appa­re qua­si irri­pe­ti­bi­le. Il volu­me sarà pre­sen­ta­to per la pri­ma vol­ta vener­dì 27 mar­zo 2026 alle ore 11:00 a Roma, pres­so il CONI – Foro Ita­li­co (Piaz­za Lau­ro de Bosis, 15), in occa­sio­ne del ter­zo anni­ver­sa­rio del­la scom­par­sa di Gian­ni Minà. L’incontro è orga­niz­za­to insie­me all’USSI – Unio­ne Stam­pa Spor­ti­va Ita­lia­na, che quest’anno cele­bra gli ottant’anni dal­la sua fon­da­zio­ne e che fa del rac­con­to del­lo sport il pro­prio impe­gno quo­ti­dia­no.Inter­ver­ran­no Gian­fran­co Cop­po­la (gior­na­li­sta e Pre­si­den­te USSI), Rober­to Muga­ve­ro (Edi­to­re Miner­va), Ema­nue­la Audi­sio (gior­na­li­sta, scrit­tri­ce), Dario Tor­ro­meo (gior­na­li­sta, scrit­to­re), Fran­ce­sca E. Minà (ricer­ca­tri­ce visi­va, scrit­tri­ce), Lore­da­na Mac­chiet­ti Minà (Pre­si­den­te Fon­da­zio­ne Gian­ni Minà) e Wal­ter De Giu­sti (Segre­ta­rio Gene­ra­le FPI).

La gior­na­ta dedi­ca­ta al libro pro­se­gui­rà poi nel pome­rig­gio con un incon­tro aper­to al pub­bli­co.Alle ore 18, pres­so la libre­ria Mon­da­do­ri di piaz­za Colon­na (c/o Gal­le­ria Alber­to Sor­di Roma), si ter­rà infat­ti una pre­sen­ta­zio­ne rivol­ta ai let­to­ri, con gli inter­ven­ti di Dani­lo Di Tom­ma­so (Diret­to­re comu­ni­ca­zio­ne CONI), Fran­ce­sca E. Minà (ricer­ca­tri­ce visi­va, scrit­tri­ce) e Lore­da­na Mac­chiet­ti Minà (Pre­si­den­te Fon­da­zio­ne Gian­ni Minà). L’appuntamento sarà arric­chi­to dal­la par­te­ci­pa­zio­ne straor­di­na­ria di gran­di cam­pio­ni del­la boxe, pro­ta­go­ni­sti di una sera­ta dedi­ca­ta al rac­con­to del ring e alla memo­ria del gior­na­li­smo di Gian­ni Minà.

Fac­ce pie­ne di pugni. Sto­rie non solo di ring nasce dal­la gran­de sta­gio­ne tele­vi­si­va che Minà dedi­cò alla boxe tra gli anni Set­tan­ta e Ottan­ta. La sua “Sto­ria del­la boxe” per Rai Due dove­va arti­co­lar­si in ven­ti­due pun­ta­te, ma il pro­get­to si inter­rup­pe pri­ma di esse­re com­ple­ta­to. Da quel mate­ria­le – inter­vi­ste fil­ma­te negli Sta­ti Uni­ti e in Euro­pa, dat­ti­lo­scrit­ti, appun­ti, tele­cro­na­che – pre­se for­ma l’idea di un libro che non vide mai la luce. Oggi gra­zie al lavo­ro di Lore­da­na Mac­chiet­ti e alla col­la­bo­ra­zio­ne con la Fon­da­zio­ne Gian­ni Minà, quel pro­get­to diven­ta final­men­te real­tà.

Fac­ce pie­ne di pugni non è sol­tan­to una rico­stru­zio­ne tec­ni­ca del pugi­la­to dal­le ori­gi­ni fino alla fine degli anni Set­tan­ta. È soprat­tut­to un gran­de rac­con­to uma­no. Minà non si limi­ta a elen­ca­re incon­tri e tito­li mon­dia­li: entra nel­le vite dei pugi­li, ne rac­con­ta le fra­gi­li­tà, le ambi­zio­ni, le cadu­te, il rap­por­to con il pote­re e con il dena­ro. La boxe diven­ta così una len­te attra­ver­so cui leg­ge­re il Nove­cen­to.

Il libro attra­ver­sa le gran­di sta­gio­ni del ring: dal­le ori­gi­ni del­la “noble art” in Inghil­ter­ra alla nasci­ta del­le cate­go­rie di peso negli Sta­ti Uni­ti, dall’epopea dei pesi mas­si­mi alla pro­li­fe­ra­zio­ne del­le sigle mon­dia­li che han­no tra­sfor­ma­to il pugi­la­to con­tem­po­ra­neo.

Ma al cen­tro resta­no sem­pre le sto­rie: da Jack John­son, il “Gigan­te di Gal­ve­ston”, pri­mo cam­pio­ne nero dei pesi mas­si­mi, figu­ra rivo­lu­zio­na­ria che sfi­dò non solo gli avver­sa­ri sul ring ma l’America segre­ga­zio­ni­sta dell’inizio del  Nove­cen­to; Joe Louis, sim­bo­lo di un riscat­to col­let­ti­vo; Max Sch­me­linge Pri­mo Car­ne­ra, spec­chi del­le dit­ta­tu­re euro­pee e poi Roc­ky Mar­cia­no, Floyd Pat­ter­son, Ray “Sugar” Robin­son, fino alla sta­gio­ne irri­pe­ti­bi­le di Cas­sius Clay-Muham­mad Ali, che Minà seguì da vici­no, rac­con­tan­do­ne non solo le impre­se spor­ti­ve ma la dimen­sio­ne poli­ti­ca e civi­le.”

Ali occu­pa un posto cen­tra­le nel libro, come nel­la vita pro­fes­sio­na­le di Minà. Non solo il cam­pio­ne capa­ce di rein­ven­ta­re il lin­guag­gio spor­ti­vo, ma l’uomo che rifiu­tò la guer­ra in Viet­nam, che tra­sfor­mò il ring in tri­bu­na poli­ti­ca, che fece del­la paro­la uno stru­men­to di lot­ta e di poe­sia. In que­ste pagi­ne emer­ge la sti­ma del gior­na­li­sta per un atle­ta che sep­pe incar­na­re il pro­prio tem­po.

Accan­to ai gran­di nomi, il libro dà spa­zio anche ai “pic­co­li gigan­ti”: i pesi leg­ge­ri, i welt­er, i gal­lo, atle­ti meno cele­bra­ti ma spes­so pro­ta­go­ni­sti di car­rie­re straor­di­na­rie. È una boxe fat­ta di emi­gran­ti ita­lia­ni in Ame­ri­ca, di ragaz­zi cre­sciu­ti nei quar­tie­ri pove­ri, di uomi­ni che han­no tro­va­to nel ring una pos­si­bi­li­tà di riscat­to socia­le. Le loro vicen­de resti­tui­sco­no la dimen­sio­ne popo­la­re di uno sport nato dal bas­so e per lun­go tem­po lega­to ai ceti più umi­li.

Il volu­me si arric­chi­sce del­le due testi­mo­nian­ze pre­zio­se di Isa­bel­la Ros­sel­li­ni, che da gio­va­nis­si­ma col­la­bo­rò con Gian­ni Minà a New York e di  Lore­da­na Mac­chiet­ti che rico­strui­sce l’incontro con la boxe e con Minà.

Non man­ca una rifles­sio­ne sul pre­sen­te. Minà osser­va come la fram­men­ta­zio­ne del­le fede­ra­zio­ni e la mol­ti­pli­ca­zio­ne dei tito­li abbia­no inde­bo­li­to il pre­sti­gio del tito­lo mon­dia­le, e come il pugi­la­to attra­ver­si oggi una fase di cri­si. Ma ricor­da anche che que­sto sport è sta­to, e può tor­na­re a esse­re, uno stru­men­to di edu­ca­zio­ne, disci­pli­na e recu­pe­ro socia­le. Le radi­ci, sug­ge­ri­sce, resta­no soli­de.

Con Fac­ce pie­ne di pugni, Edi­zio­ni Miner­va pub­bli­ca non solo un libro di sport, ma un’opera di memo­ria cul­tu­ra­le. È il ritrat­to di un’epoca in cui il gior­na­li­smo spor­ti­vo sape­va uni­re rigo­re, pas­sio­ne e pro­fon­di­tà nar­ra­ti­va. Ed è, insie­me, un omag­gio a Gian­ni Minà, al suo sguar­do curio­so, alla sua capa­ci­tà di ascol­ta­re i pro­ta­go­ni­sti e di tra­sfor­ma­re le loro paro­le in rac­con­to. Un libro che par­la di boxe, ma soprat­tut­to di uomi­ni, di sogni, di scon­fit­te e di digni­tà.

L’AUTORE

Gian­ni Minà è sta­to un gior­na­li­sta, docu­men­ta­ri­sta, scrit­to­re e con­dut­to­re tele­vi­si­vo ita­lia­no.
Anno­ve­ra­to tra i più impor­tan­ti gior­na­li­sti ita­lia­ni, ha col­la­bo­ra­to con quo­ti­dia­ni e set­ti­ma­na­li ita­lia­ni e stra­nie­ri, ha rea­liz­za­to repor­ta­ge per la Rai, ha idea­to e con­dot­to pro­gram­mi tele­vi­si­vi, ha gira­to film docu­men­ta­ri su Muham­mad Ali, Fidel Castro, Rigo­ber­ta Men­chú Tum, Gabriel Gar­cía Már­quez, il sub­co­man­dan­te Mar­cos, Die­go Arman­do Mara­do­na, e altri.

Minà ha lavo­ra­to a lun­go con la casa edi­tri­ce Sper­ling & Kup­fer di Tizia­no Bar­bie­ri; è sta­to diret­to­re del­la col­la­na “Con­ti­nen­te desa­pa­re­ci­do” dedi­ca­ta a real­tà e auto­ri lati­noa­me­ri­ca­ni e ha pub­bli­ca­to, sem­pre con que­sta casa edi­tri­ce diret­ta da Car­la Tan­zi, nume­ro­si libri sull’America Lati­na.
Dal 2000 al 2015 è sta­to edi­to­re e diret­to­re, con Ales­san­dra Ric­cio, del­la rivi­sta tri­me­stra­le “Lati­noa­me­ri­ca e tut­ti i sud del mon­do” dove han­no scrit­to gli intel­let­tua­li più pre­sti­gio­si del con­ti­nen­te ame­ri­ca­no. Minà ha ini­zia­to la car­rie­ra gior­na­li­sti­ca in ambi­to spor­ti­vo nel 1959 a “Tut­to­sport” sot­to la dire­zio­ne di Anto­nio Ghi­rel­li, poi è sta­to diret­to­re di que­sta sto­ri­ca testa­ta dal 1996 al 1998.

 

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