Speciale Elezioni 2021 — Stefano Enderle: programma, liste, simboli

Speciale Elezioni 2021 — Stefano Enderle: programma, liste, simboli

07/09/2021 0 Di puntoacapo

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STEFANO ENDERLE

Candidato a Sindaco di Marino

Ste­fano Ender­le è nato a Pomezia 24-12-1967. Ha vis­su­to negli anni gio­vanili tra il litorale e Roma. E’ coni­u­ga­to con Luciana Zampil­loni da 31 anni ed insieme han­no avu­to una figlia, Melis­sa. I titoli di stu­dio acquisi­ti nel tem­po sono: un diplo­ma di istruzione pro­fes­sion­ale (tipografia) e un Attes­ta­to di infor­mat­i­ca. Ha svolto servizio mil­itare (fuciliere assalta­tore). E’ un operaio edile spe­cial­iz­za­to. Gra­zie a questo ha potu­to avere, pri­ma del­la crisi degli ulti­mi anni, una dit­ta indi­vid­uale edile. Ha svolto con man­sioni uffi­ciali e non: Oper­a­tore eco­logi­co; Gia­r­diniere; Mag­a­zz­iniere; Autista (trasporti); Facchi­no; Servizio di sicurez­za non arma­to; Manutentore.

E’ res­i­dente a Mari­no dal ’90, Seg­re­tario del PCI sezione “E. Berlinguer” da 4 anni, Diri­gente ANPI “Sezione A. Del Gob­bo” MARINO, Diri­gente asso­ci­azione Acab/BiblioPop, dell’ asso­ci­azione Italia Cuba Cir­co­lo “G. Donè” di Mari­no, Com­po­nente del comi­ta­to di quartiere di Cava dei sel­ci ( anco­ra non reg­is­tra­to). Ha pre­so parte alla real­iz­zazione del PEC-piano emer­gen­za comu­nale. Ha parte­ci­pa­to alle gior­nate di sol­i­da­ri­età per la pro­tezione civile. E’ dona­tore AFERESI da cir­ca 20 anni per la Croce Rossa.

Nel­la sua attiv­ità politi­co-sociale, oltre al con­trib­u­to fat­ti­vo ver­so le asso­ci­azioni in cui opera, ha par­ti­co­lar­mente con­sen­ti­to, per il PCI, facen­do parte dell’organismo diri­gente del­la Fed­er­azione Castel­li romani, e dell’organismo diri­gente regionale del Lazio, lo svilup­po e raf­forza­men­to dell’insediamento dei comu­nisti in varie par­ti del ter­ri­to­rio castel­lano e laziale. Ha gran­di doti orga­niz­za­tive ed umane. E’ par­ti­co­lar­mente atten­to e disponi­bile alle tem­atiche dell’aiuto, alla battaglia con­tro le dis­crim­i­nazioni di genere, di raz­za, di reli­gione e politica.

SIMBOLO

 

 

LISTA 

PROGRAMMA ELETTORALE

Il pro­gram­ma di Essere Mari­no rap­p­re­sen­ta­to dal­la Lista elet­torale del Par­ti­to Comu­nista Ital­iano si riv­olge a tut­ti perché a tut­ti sente di appartenere. Cre­di­amo che la visione e la parte­ci­pazione comu­ni­taria rap­p­re­senti­no una via pri­maria per con­cen­trar­si in modo anco­ra più effi­cace sulle reali neces­si­tà dei cit­ta­di­ni. Con­di­vidi­amo l’obiettivo di ele­vare la quali­tà del­la vita dei cit­ta­di­ni mari­ne­si con una serie di mis­ure che preve­dono: miglio­ra­men­to dei servizi, cresci­ta eco­nom­i­ca, atten­zione par­ti­co­lare alla salute e mag­giore tutela del ter­ri­to­rio. Per attuar­lo serve che Mari­no torni a par­lare con i Comu­ni vici­ni, con la Regione e la Cit­tà Met­ro­pol­i­tana. Fare squadra, stare insieme. Trasfor­mare le cose sen­za per questo peg­gio­rar­le o rovinarle.

Le schede che seguono han­no lo scopo di illus­trare, in modo sem­plice e chiaro, quale mod­el­lo di cit­tà immag­ini­amo e inten­di­amo real­iz­zare. Tan­ti argo­men­ti sono volu­ta­mente dif­fusi, come il lavoro, la sicurez­za e la lot­ta alla cor­ruzione. Si attiver­an­no da soli se vivre­mo in un Comune più bel­lo, ordi­na­to e cul­tural­mente vivo.

L’obiettivo ad ampio rag­gio è quel­lo di parte­ci­pare da pro­tag­o­nisti al proces­so di riforme che investe diret­ta­mente anche il nos­tro Comune con la cos­ti­tuzione del­la Cit­tà Met­ro­pol­i­tana di Roma Cap­i­tale, con le sue nuove e diverse com­pe­ten­ze. Essere altre­sì cen­trali ad una nuo­va for­ma di coor­di­na­men­to fra i Comu­ni esterni ad essa. Per una buona

ges­tione dei servizi pub­bli­ci occorre raf­forzare il con­trol­lo pub­bli­co. La nos­tra idea è di resti­tuire ai cit­ta­di­ni di Mari­no alcu­ni servizi pub­bli­ci diven­tati fon­da­men­tali nel­la ges­tione eco­nom­i­ca del paese, ovvero la riv­is­i­tazione degli stes­si con ind­i­rizzi politi­ci di svilup­po e sosteni­bili­tà ambi­en­tali, appli­can­do le nor­ma­tive inter­es­sate. Occorre, nel­lo specifico:

-com­pletare e raf­forzare il ruo­lo del Comune quale Ente di ges­tione diret­ta dei servizi e di ammin­is­trazione atti­va per la pro­pria collettività;

- cos­ti­tuire Organi con­sul­tivi, anche con pareri vin­colan­ti su atti e deci­sioni di com­pe­ten­ze riv­olte alle diverse forme di vita sociale orga­niz­za­ta e di sin­gole soggettività;

- ripen­sare il ruo­lo e rior­ga­niz­zare l’assetto del­la Mul­ti­servizi, ren­den­dola fun­zionale all’espletamento delle finali­tà pub­bliche che ne gius­ti­f­i­cano l’esistenza;

- coor­di­nar­si e col­lab­o­rare con altri Comu­ni prossi­mi, di aree omo­ge­nee e aven­ti lo stes­so baci­no otti­male di uten­ti, attra­ver­so forme ges­tion­ali adeguate, in stret­to rap­por­to e nell’ambito del­la Pro­gram­mazione regionale e del­la Cit­tà metropolitana;

- improntare la ges­tione del Comune alla mas­si­ma Parte­ci­pazione, Infor­mazione e Trasparen­za nel­la fun­zion­ali­tà di Organi, Uffi­ci e Servizi, che devono essere anche online, di prossimi­tà e domiciliari;

- vig­i­lare sul rispet­to delle relazioni sin­da­cali e dei dirit­ti dei lavo­ra­tori del Comune e delle partecipate.

1. LA CULTURA E IL TURISMO

La cul­tura rap­p­re­sen­ta un fat­tore di cresci­ta sociale e un set­tore strate­gi­co deter­mi­nante, dal quale gener­are risorse e buona occu­pazione. Il cen­tro stori­co di Mari­no è uno dei più antichi dei Castel­li Romani, nonché uno dei borghi medievali più rap­p­re­sen­ta­tivi del Lazio. I siti arche­o­logi­ci all’interno dell’area del Par­co dell’Appia Anti­ca ed il Mitreo cos­ti­tu­is­cono un’unicità nel loro genere. Mari­no è l’unico Comune dei Castel­li Romani con un territorio

che insiste su due Parchi. Per­tan­to il pat­ri­mo­nio artis­ti­co e nat­u­ral­is­ti­co pre­sente in tut­to il Comune deve essere tute­la­to e val­oriz­za­to affinché il nos­tro ter­ri­to­rio si trasfor­mi in un “mon­u­men­to a cielo aper­to” in gra­do di attrarre e accogliere, in ogni sta­gione, tur­isti dall’Italia e dal mon­do. Il tur­is­mo, fonte di ric­chez­za impre­scindibile per l’area mari­nese, deve essere incen­ti­va­to con even­ti di alto liv­el­lo, al fine di pro­muo­vere e far conoscere le eccel­len­ze del nos­tro ter­ri­to­rio, siano esse del set­tore dell’artigianato, dell’agroalimentare e del­la viti­coltura. Il mar­chio “Sagra dell’Uva” noto in tut­to il mon­do, dovrà essere il volano di questo proces­so durante tut­to l’anno.

Essere Marino/PCI basa la quin­tes­sen­za del suo pro­gram­ma sul­la val­oriz­zazione del pat­ri­mo­nio artis­ti­co, architet­ton­i­co e arche­o­logi­co del ter­ri­to­rio, in sin­er­gia con le altre Isti­tuzioni pub­bliche; sul­la pro­mozione e il rilan­cio del tur­is­mo; sul riconosci­men­to delle eccel­len­ze locali.

Occorre, nel­lo specifico:
— avviare il cen­si­men­to e la cat­a­logazione dei beni artistici,

arche­o­logi­ci e architet­toni­ci pre­sen­ti sul territorio;

- avviare la pro­ce­du­ra per l’introduzione del trat­to dell’Appia Anti­ca pres­so le locali­tà di Frat­toc­chie e San­ta Maria delle Mole nel­la lista dei siti pat­ri­mo­nio dell’UNESCO;

- pro­porre l’aggiunta, nell’indicazione delle stazioni fer­roviarie di Mari­no e San­ta Maria delle Mole, rispet­ti­va­mente delle dic­i­ture “Mitreo” e “Appia Anti­ca” al fine di favorire apposi­ti per­cor­si tur­is­ti­ci ed archeologici;

- indi­vid­uare e creare nel cen­tro stori­co alcu­ni per­cor­si gui­dati final­iz­za­ti alla val­oriz­zazione delle bellezze stori­co-architet­toniche del­la cit­tà, inclusa la Mari­no sotterranea;

- riaprire final­mente il Mitreo e dar­gli il rilie­vo che meri­ta, con battage nazionale e inter­nazionale. Il Mitreo è vicinis­si­mo alla stazione fer­roviaria: pren­dere accor­di con Agen­zie di viag­gio e Tren­i­talia per con­vogli spe­ciali (treno o bus) Roma Ter­mi­ni-Mari­no e ritorno, final­iz­za­ti alla visi­ta, con guide poliglotte, degus­tazioni enogas­tro­nomiche e con­fezione-sou­venir ai partecipanti;

- sul­la scia del Mitreo, aprire o riaprire al pub­bli­co e/o poten­ziare tut­ti i luoghi di inter­esse cul­tur­ale. Ad es. il museo del car­ret­to a vino, o la Casi­na Par­adiso dei Colon­na, o il San­tu­ario dell’Acquasanta, ecc. Uti­liz­zare il cen­tralis­si­mo teatro-bom­boniera “Delle Ore” per let­ture, con­feren­ze, pre­sen­tazioni e rap­p­re­sen­tazioni. Impiantare un museo del­la civil­tà vini­co­la. Impiantare un museo let­ter­ario con pan­nel­li ded­i­cati agli scrit­tori pas­sati per Mari­no (Casano­va, Goethe, D’Azeglio, Ungaret­ti, Petroli­ni, Gad­da, Moravia, Pasoli­ni, ecc). Poten­ziare le attivi­tà del museo civi­co “Umber­to Mas­troian­ni”. Illu­minare di notte tutte le scul­ture che Mas­troian­ni ha dona­to a Mari­no. Val­oriz­zare la memo­ria del grande artista con una mostra per­ma­nente, e ridare vita alla Bien­nale dei gio­vani scul­tori, riat­ti­van­do il gemel­lag­gio tra peperi­no e mar­mo di Carrara;

- riat­ti­vare il dial­o­go tra il Comune, le PROLOCO e le asso­ci­azioni dei com­mer­cianti al fine di sta­bilire part­ner­ship com­mer­ciali e dif­fondere all’interno del ter­ri­to­rio di Roma e dei Castel­li Romani itin­er­ari tur­is­ti­ci ded­i­cati alla cit­tà di Marino;

- real­iz­zare per ospi­ti e tur­isti una con­fezione-sou­venir assem­b­lan­do le tipici­tà mari­ne­si, una sor­ta di car­ta d’identità per dire al mon­do “noi siamo questo”. E quin­di la bot­tiglia di vino, un dolce tipi­co (in autun­no la ciambel­la al mosto), un depli­ant infor­ma­ti­vo, un libro sul­la sto­ria e le tradizioni di Mari­no, un man­u­fat­to arti­gianale, ecc.;

- dare vita al mar­chio inter­nazionale “Sagra dell’Uva”. Desta­gion­al­iz­zare e inter­nazion­al­iz­zare la Sagra dell’Uva, anche e soprat­tut­to in vista del prossi­mo cen­te­nario. Occorre che la Sagra duri tut­to l’anno, con un fer­vore cre­ati­vo ‑pre e ‑post even­to otto­bri­no. Ogni edi­zione dovrà prevedere un Paese ospite inter­nazionale, con rel­a­tivi stand di inter­scam­bio (non solo vini, ma prodot­ti tipi­ci, arti­giana­to, bandiere, lib­ri, artisti, cul­tura, cuci­na) e suc­ces­si­vo con­tro- invi­to di Mari­no all’estero. Mari­no deve aprir­si e rim­para­re a dialog­a­re con il mondo;

- uti­liz­zare il mar­chio “Sagra dell’Uva” anche per pro­muo­vere il com­mer­cio e l’artigianato locale in Italia e all’estero, tramite l’e- com­merce ovvero la ven­di­ta di prodot­ti locali tradizion­ali medi­ante il web, e per orga­niz­zare fiere cam­pi­onar­ie (ded­i­cate ad es. alla micro­econo­mia del wed­ding, cioè il set­tore delle nozze, che costituisce

un impor­tante traino eco­nom­i­co del nos­tro ter­ri­to­rio) e sta­gion­ali, nonché mer­ca­ti­ni bio e dell’usato “equo e sol­i­dale”, o del barat­to, all’interno di apposi­ti spazi fissi;

- poten­ziare e riqual­i­fi­care le strut­ture ricettive di Mari­no (alberghi, pen­sioni, b & b) nel­la misura in cui la cit­tà ver­rà inseri­ta, com’è nos­tro intendi­men­to, nei cir­cuiti dei tour-oper­a­tor nazion­ali e inter­nazion­ali. Si com­in­cerà con l’attivare il tur­is­mo nazionale, attra­ver­so inizia­tive di inter­scam­bio enogas­tro­nom­i­co con altre cit­tà ital­iane. La visi­ta a Mari­no dovrà diventare un “must” anche nei viag­gi orga­niz­za­ti per tur­isti stranieri, amer­i­cani, cine­si, europei, con­sid­er­a­to per­al­tro che Mari­no ha nel suo ter­ri­to­rio una fines­tra affac­cia­ta sul mon­do: l’aeroporto inter­nazionale “Pas­tine” di Ciampino;

- pro­muo­vere l’attività didat­ti­ca del pres­ti­gioso Isti­tu­to Statale “P. Mer­curi” e dell’Istituto Pro­fes­sion­ale Alberghiero, coin­vol­gen­do atti­va­mente gli stu­den­ti nel tes­su­to socioe­co­nom­i­co del ter­ri­to­rio attra­ver­so le dinamiche di scuo­la-lavoro, per la val­oriz­zazione delle com­pe­ten­ze e dei saperi;

- elab­o­rare e avviare prog­et­ti mirati con le scuole del ter­ri­to­rio per coin­vol­gere gli stu­den­ti in attivi­tà for­ma­tive di tutor­ag­gio, dan­do vita anche a lab­o­ra­tori didat­ti­ci per­ma­nen­ti ded­i­cati ai bambini;

- impiantare ex novo delle scuole nazion­ali e inter­nazion­ali a Mari­no. Ad es. una scuo­la di enogas­trono­mia, in cui ci si pos­sa diplo­mare gourmet e som­me­li­er, strut­tura­ta a mo’ di college/foresteria: gli stu­den­ti restereb­bero a vivere a Mari­no per tut­ta la dura­ta dei cor­si, facen­do prat­i­ca e attivi­tà dimostra­ti­va negli eser­cizi enogas­tro­nomi­ci del ter­ri­to­rio. O anche una scuo­la di stu­di stori­ci e/o arche­o­logi­ci, o di restau­ro, o di cin­e­matografia (pos­si­bil­mente col­le­ga­ta a Cinecit­tà). Real­iz­zare e dif­fondere, a tal propos­i­to, un audio­vi­si­vo sul­la pre­sen­za dei set mari­ne­si nel cin­e­ma (cioè in quali film si vede Mari­no) e sul­la sto­ria di cineasti e attori nel ter­ri­to­rio, da Petroli­ni a Sofia Loren a Vit­to­rio Storaro, ecc.;

- pro­porre la creazione a Mari­no di un dis­tac­ca­men­to uni­ver­si­tario da Tor Ver­ga­ta, ad esem­pio Scien­ze del Tur­is­mo o Scien­ze del­la Nutrizione. Rian­i­mare lo sce­nario con pro­fes­sori e gio­vani di tal­en­to che, acquisendo pro­fes­sion­ali­tà, sap­pi­ano risveg­liare e trascinare le energie sopite del territorio;

- pro­muo­vere inizia­tive cul­tur­ali, for­ma­tive e di sva­go den­tro un cir­cuito poli­va­lente che coin­vol­ga anche altri Comu­ni dei Castel­li Romani. Incen­ti­vare la col­lab­o­razione con le asso­ci­azioni cul­tur­ali già pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio al fine di orga­niz­zare cor­si for­ma­tivi (teatro, pit­tura, musi­ca, infor­mat­i­ca, lingue, ceram­i­ca, ecc.) e rasseg­ne cin­e­matogra­fiche, teatrali, let­ter­arie, artis­tiche e musi­cali, estive e al coperto;

- uno degli aspet­ti stori­ca­mente pre­sen­ti nel nos­tro Comune è la cul­tura musi­cale, ali­men­ta­ta sia da numerose attivi­tà di asso­ci­azioni e orga­niz­zazioni spon­ta­nee, sia dal­la scuo­la media statale a ind­i­riz­zo musi­cale “G. Caris­si­mi”, sia da noti e affer­mati artisti di rilie­vo nazionale ed inter­nazionale che nel ter­ri­to­rio sono nati (come appun­to Caris­si­mi e Vit­to­rio Nocen­zi) o han­no sog­gior­na­to (come H. W. Hen­ze). Pro­prio gra­zie alla pre­sen­za caris­mat­i­ca di Vit­to­rio Nocen­zi, inten­di­amo val­oriz­zare Mari­no come cap­i­tale ital­iana del pro­gres­sive-rock, sia ricor­dan­do la glo­riosa sto­ria del “Ban­co di Mutuo Soc­cor­so”, ad es. medi­ante una mostra per­ma­nente, sia accoglien­do e soste­nen­do musicisti emer­gen­ti del­la nuo­va sce­na italiana;

- ripren­den­do una vec­chia e sug­ges­ti­va idea di Vit­to­rio Nocen­zi, trasferire gli uffi­ci comu­nali in altra sede, da indi­vid­uar­si, per des­tinare Palaz­zo Colon­na a grande cen­tro poli­va­lente in chi­ave cul­tur­ale, artis­ti­ca e tur­is­ti­ca di pri­mo liv­el­lo, persi­no col ruo­lo di per­no per una parte di area geografi­ca che vada oltre lo stes­so ter­ri­to­rio marinese;

- ampli­are e imple­mentare la bib­liote­ca comu­nale. Creare “cen­tri di let­tura e con­sul­tazione” all’interno dei più impor­tan­ti parchi del­la cit­tà per favorire la parte­ci­pazione anche dei bam­bi­ni e dei giovani;

- orga­niz­zare una “3 giorni” ded­i­ca­ta al libro e alla let­tura, a mo’ di pic­co­la fiera, con ban­car­elle di book-cross­ing (scam­bio gra­tu­ito di lib­ri) e let­ture pub­bliche teatral­iz­zate, even­ti per sen­si­bi­liz­zare i bam­bi­ni alla let­tura, pre­sen­tazioni di autori emer­gen­ti e affer­mati, read­ing e micro-fes­ti­val poet­i­ci, quiz e giochi ad estrazione dove si vin­cono lib­ri e/o buoni di acquis­to in libreria;

- dare risalto alla fol­ta comu­ni­tà rom­e­na pre­sente sul ter­ri­to­rio, con un cen­tro di rap­p­re­sen­tan­za cul­tur­ale, ven­di­ta di prodot­ti tipici,

pos­si­bili­tà di impara­re la lin­gua, par­tite di cal­cio ama­to­ri­ali Italia- Roma­nia, ecc. Stes­so dis­cor­so anche per Cuba e altre comu­ni­tà di rilievo;

- revo­care la cit­tad­i­nan­za ono­raria a Ben­i­to Mus­soli­ni ed invece con­ferir­la a tutte le eccel­len­ze pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio, anche in for­ma pos­tu­ma, ovvero alle per­son­ali­tà che fin dal pas­sato si sono dis­tinte nel rel­a­ti­vo set­tore di com­pe­ten­za por­tan­do alto il nome del­la cit­tà in Italia e nel mondo;

- orga­niz­zare il Pre­mio “Anto­nio Gram­sci” per far conoscere e tenere viva la memo­ria del grande filoso­fo che sog­giornò a Frat­toc­chie. Per sag­gi, tesi di lau­rea, traduzioni, opere letterarie.

Entro il pri­mo anno di ammin­is­trazione si pro­ced­erà al cen­si­men­to e alla con­seguente cat­a­logazione dei beni artis­ti­ci, arche­o­logi­ci e architet­toni­ci pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio. Si sot­to­scriver­an­no pro­to­col­li d’in­te­sa con i Comu­ni e le altre Isti­tuzioni per atti­vare sin­ergie e lavoro comune. Ci si avvar­rà di con­sulen­ti UE per inter­cettare fon­di europei gra­zie a cui finanziare i prog­et­ti. Si prevede di indire ban­di per la con­ces­sione d’uso di immo­bili di pro­pri­età comu­nali e per il riu­so del pat­ri­mo­nio edilizio esistente non uti­liz­za­to. Ver­ran­no indi­vid­uati spazi per le asso­ci­azioni sen­za scopo di lucro, anche con modali­tà dif­fer­en­ti dal­la locazione, sul­la base di prog­et­ti di svilup­po culturale.

2.IL SOCIALE

Le politiche sociali, nel­la nuo­va con­cezione, rispon­dono all’interesse pub­bli­co poiché ali­men­tano il benessere di tut­ta la col­let­tivi­tà. La sfi­da, quin­di, è quel­la di creare nel nos­tro Comune una rete di servizi pre­sen­ti in modo omo­ge­neo in tut­to il paese, con il prog­et­to “Mari­no Cit­tà sol­i­dale”, ori­en­tan­do gli inter­ven­ti sia alla quali­tà sociale, sia allo svilup­po locale. Non più, quin­di, una con­cezione di aiu­to riv­ol­ta soltan­to alle per­sone che ver­sano in uno sta­to di dis­a­gio con­clam­a­to, ben­sì a tut­ti i cit­ta­di­ni poiché si mira a rag­giun­gere non solo il benessere col­let­ti­vo ma anche lo svilup­po eco­nom­i­co, la cresci­ta urbana, l’e­qui­lib­rio del ter­ri­to­rio. Una sfi­da da real­iz­zare con il con­trib­u­to di tutte le real­tà sociali e di volon­tari­a­to del ter­ri­to­rio, pro­tag­o­niste e non solo oper­a­tori pas­sivi, anche attra­ver­so un vero pro­tag­o­nis­mo nel Piano Sociale di Zona. Pro­muover­e­mo l’attivazione di cucine popo­lari gestite dal volon­tari­a­to, ma atti­vate in sin­er­gia con la scuo­la alberghiera. Tra le sfide, la più com­p­lessa è sen­za dub­bio quel­la dell’inclusione.

Coni­u­gare accoglien­za e accettazione delle regole del­la con­viven­za civile, rispet­to dei cos­tu­mi e delle abi­tu­di­ni. Una sfi­da ambiziosa da sostenere come comu­ni­tà, e quin­di con i cit­ta­di­ni, le asso­ci­azioni e tut­ti col­oro da sem­pre impeg­nati in questo del­i­ca­to ambito sociale. O anco­ra il rispet­to dei dirit­ti pri­mari dei cit­ta­di­ni, come ad es. il “dirit­to all’acqua”, cioè il dirit­to del­la popo­lazione mari­nese, in par­ti­co­lare quel­la che ver­sa in sta­to di bisog­no, a non subire la chiusura indis­crim­i­na­ta dei rubi­net­ti. Ver­i­fi­care l’esatto adem­pi­men­to del con­trat­to del Servizio Idri­co Inte­gra­to Acea e, se nec­es­sario, agire legal­mente per ottenere il rispet­to del­lo stes­so e, in caso di inadem­pien­za, val­utare la riac­qui­sizione del­la ges­tione del servizio all’Ente comu­nale. Prevedere per tut­ti i cit­ta­di­ni, su tut­to il ter­ri­to­rio comu­nale, pari­tà di acces­so a servizi di quali­tà. Garan­tire l’equità nell’accesso ai servizi rel­a­ti­va­mente alle gen­er­azioni (anziani, gio­vani, bam­bi­ni), al genere (donne e uomi­ni), alla parte­ci­pazione ai costi (dif­feren­zian­doli in base alla capaci­tà eco­nomiche di ognuno). Pro­muo­vere prog­et­ti di cit­tad­i­nan­za atti­va in cui le per­sone in dif­fi­col­tà, per­ma­nente o tem­po­ranea, siano con­sid­er­ate pro­tag­o­niste del pro­prio prog­et­to di vita e siano esse stesse por­ta­tri­ci di risorse. Favorire il pieno disp­ie­ga­men­to del Piano di Zona Sociale. Pro­muo­vere l’attività sporti­va anche per i cit­ta­di­ni che ver­sano in dif­fi­col­tà eco­nom­i­ca. Accedere a tutte le mis­ure di finanzi­a­men­to esisten­ti, region­ali, statali, europee. Occorre impeg­nar­si per far sì che il servizio civile sia utile alla nos­tra col­let­tivi­tà e non invece quel che in gran parte delle Isti­tuzioni poi diviene, cioè una sor­ta di lavoro mal­p­a­ga­to. Uti­liz­zan­do al meglio i canali “servizio civile” e “garanzia gio­vani, si deve pro­muo­vere in prim­is la val­oriz­zazione delle pecu­liari­tà sociali, cul­tur­ali, enogas­tro­nomiche, arche­o­logiche e ambi­en­tali del ter­ri­to­rio, così da for­mare nuove pro­fes­sion­ali­tà e, al con­tem­po, creare occu­pazione di quali­tà. Real­iz­zare un “pun­to di ascolto per il cit­tadi­no” inte­so come un vero e pro­prio servizio di pron­to inter­ven­to sociale che aiu­ti a fron­teggia­re situ­azioni di emer­gen­za famil­iare o per­son­ale. All’interno di questo “con­teni­tore” saran­no pre­visti speci­fi­ci inter­ven­ti quali lo “sportel­lo antiv­i­o­len­za” e lo “sportel­lo antiusura”. Prevedere, nell’ottica dell’equità gen­er­azionale, speci­fi­ci inter­ven­ti per fasce di età e di popo­lazione, anche uti­liz­zan­do il Piano Sociale di zona e, nel­lo specifico:

- cen­tri estivi inte­grati che prevedano la parte­ci­pazione con­tem­po­ranea di bam­bi­ni e ragazzi, sia nor­mod­otati che disabili;

- sog­giorni estivi per dis­abili al fine sia di prevedere, per gli stes­si, momen­ti di sva­go e sociali­tà, sia di alleg­gerire il cari­co di lavoro e cura dei familiari;

- aumen­to delle ore di assis­ten­za domi­cil­iare al fine di man­tenere quan­to più a lun­go pos­si­bile le per­sone nelle pro­prie case e diminuire il ricor­so all’ospedalizzazione;

- servizio di trasporto riv­olto a per­sone con ridot­ta o impedi­ta capaci­tà moto­ria, che per­me­t­ta loro di rag­giun­gere uffi­ci pub­bli­ci, cen­tri medici e di analisi;

- accor­di con le asso­ci­azioni sportive al fine di garan­tire la prat­i­ca sporti­va anche ai cit­ta­di­ni in con­dizioni eco­nomiche svantaggiate;

- cor­si di gin­nas­ti­ca dolce riv­ol­ta alla popo­lazione anziana, con l’obiettivo sia di man­tenere il più a lun­go pos­si­bile le capaci­tà fisiche residue, sia di imple­mentare la socializzazione.

Entro il pri­mo anno di manda­to, o anche pri­ma in con­sid­er­azione del­la buona pre­sen­za svol­ta dai servizi sociali sul ter­ri­to­rio comu­nale, sarà effet­tua­ta una ric­og­nizione dei servizi esisten­ti ed una anal­isi dei bisog­ni dei cit­ta­di­ni di tut­to il ter­ri­to­rio al fine di imple­mentare gli inter­ven­ti più richi­esti ed elim­inare quel­li non nec­es­sari. In tal modo si avrà un’esatta fotografia del­lo sta­to delle politiche sociali nel ter­ri­to­rio e si recu­per­eran­no risorse che saran­no rein­ves­tite nei servizi alla per­sona. Suc­ces­si­va­mente alla ric­og­nizione e con l’ap­provazione del bilan­cio di pre­vi­sione, saran­no pro­gram­mati gli inter­ven­ti pre­visti. Entro la fine di ogni anno sarà effet­tua­ta una val­u­tazione del­lo sta­to dei servizi, al fine di un’esatta cog­nizione del fun­zion­a­men­to degli stes­si, con la pos­si­bili­tà di cor­reg­gere even­tu­ali inco­eren­ze pri­ma dell’approvazione del nuo­vo bilancio.

3.LA SCUOLA

La nos­tra Comu­ni­tà meri­ta un servizio sco­las­ti­co in gra­do di con­sen­tire a cias­cun cit­tadi­no mari­nese una cresci­ta sociale e cul­tur­ale di alto spes­sore, fun­zionale ad una col­let­tivi­tà di uomi­ni liberi dove cias­cun indi­vid­uo abbia gli spazi adeguati per esercitare dirit­ti e adem­piere doveri. Per le scuole di Mari­no vogliamo il meglio, quan­to a strut­ture e a quali­tà didattica.

Occorre, nel­lo specifico:

- vig­i­lare sul­la sicurez­za mon­i­toran­do lo sta­to di con­ser­vazione e di manuten­zione degli edi­fi­ci sco­las­ti­ci, adeguan­doli alle nor­ma­tive vigen­ti attra­ver­so la ristrut­turazione e, ove nec­es­sario, la costruzione di nuove strut­ture, nonché bonif­i­can­doli dalle emis­sioni di gas radon;

- nel rispet­to dei vin­coli nor­ma­tivi in mate­ria, pro­gram­mare un piano di inter­ven­to che, attra­ver­so forme di col­lab­o­razioni pub­bli­co-pri­va­to, garan­tis­cano un servizio di scuo­la dell’infanzia effi­ciente ed eco­nomi­ca­mente sosteni­bile dalle gio­vani coppie;

- atti­vare pro­to­col­li oper­a­tivi con le isti­tuzioni sco­las­tiche per rag­giun­gere, entro i 5 anni di manda­to, l’obiettivo “Scuo­la 2.0”;

- atti­vare una Con­sul­ta per­ma­nente con tutte le scuole del ter­ri­to­rio; — intro­durre o miglio­rare il servizio di refezione sco­las­ti­ca, con

prodot­ti bio­logi­ci del territorio;

- dotare la cit­tad­i­nan­za di strut­ture sco­las­tiche pro­porzion­ali all’attuale aumen­to demografi­co e prevedere ulte­ri­ori edi­fi­ci per isti­tu­ti supe­ri­ori, uti­liz­zan­do lo stru­men­to del PF;

- pre­sentare alle Direzioni Didat­tiche un prog­et­to da elab­o­rare insieme, “Pic­coli cit­ta­di­ni crescono”, final­iz­za­to alla for­mazione di una coscien­za ambi­en­tale, sol­i­dale ed inclusiva;

- a coro­n­a­men­to di un prog­et­to-scuo­la che intende lavo­rare per una comu­ni­tà dal futuro migliore e più gius­to, pen­sare per i dis­abili un’inclusione sco­las­ti­ca aut­en­ti­ca, e pre­dis­porre un servizio medico- diag­nos­ti­co pre­coce e ter­apie riabil­i­ta­tive all’interno degli edi­fi­ci sco­las­ti­ci e degli orari di lezione.

Entro il pri­mo anno di manda­to si darà avvio alle con­sul­tazioni con le isti­tuzioni sco­las­tiche final­iz­zate alla stesura di pro­to­col­li oper­a­tivi, per l’attuazione dei prog­et­ti “Scuo­la 2.0” e “Pic­coli cit­ta­di­ni crescono”. Si pro­ced­erà alla revi­sione del con­trat­to di refezione sco­las­ti­ca per l’introduzione di cibi bio­logi­ci prodot­ti nel ter­ri­to­rio, nonché al cen­si­men­to del­lo sta­to di con­ser­vazione degli edi­fi­ci scolastici,

all’attivazione delle pro­ce­dure di project financ­ing, allo svilup­po di prog­et­ti di medi­azione scolastica.

4.LA SANITÀ

Il pro­gram­ma di Essere Marino/PCI dis­tingue due piani di azione per il tema cru­ciale del­la sani­tà: sia nei con­fron­ti del­la Regione Lazio, alla quale spet­ta la com­pe­ten­za sull’ospedale, sia ver­so la ASL RMH per le ripar­tizioni ter­ri­to­ri­ali. Il Comune di Mari­no si prodigherà – sol­lecitan­do la Regione Lazio, cui spet­ta la piani­fi­cazione delle politiche san­i­tarie region­ali – per fare in modo che su tut­to il ter­ri­to­rio comu­nale sia pos­si­bile accedere a servizi san­i­tari di quali­tà. L’assenza d’intervento dell’attuale Ammin­is­trazione comu­nale ha, di fat­to, deter­mi­na­to il pro­gres­si­vo sman­tel­la­men­to del­la sani­tà mari­nese. L’assenza di con­trol­li ha anche por­ta­to a situ­azioni gravi di strut­ture pri­vate fatis­cen­ti e non a nor­ma. Al con­tem­po occorre val­oriz­zare quelle strut­ture di eccel­len­za che spes­so oper­a­no in silen­zio garan­ten­do stan­dard otti­mali e buona occu­pazione. La dura lezione inflit­ta dal Covid 19 non deve andare per­sa: è indis­pens­abile, per­tan­to, tornare a garan­tire ad ogni cit­tadi­no un facile acces­so a pre­si­di san­i­tari di quali­tà su tut­to il ter­ri­to­rio comunale.

A liv­el­lo locale ci fare­mo cari­co di pro­muo­vere i seguen­ti servizi, facen­do di Mari­no una cit­tà all’avanguardia anche per l’ambito sanitario:

- con­trol­li sull’inquinamento urbano;
— tutor­ag­gio sociale ver­so anziani, gio­vani e ado­les­cen­ti, con l’utilizzo

di locali decen­trati nelle frazioni;

- pro­mozione di attivi­tà fisiche dol­ci per gli anziani negli impianti sportivi comu­nali e con­ven­zion­a­men­to per il servizio di fisioter­apia territoriale;

- rispet­to degli obb­lighi di pre­dis­po­sizione di per­cor­si per ipove­den­ti e altri facilitati;

- poten­zi­a­men­to di servizi ded­i­cati alle per­sone diver­sa­mente abili, alla lot­ta con­tro le dipen­den­ze, allo screen­ing sco­las­ti­co san­i­tario per avviare per­cor­si ter­apeu­ti­ci mirati;

-assis­ten­za domi­cil­iare per la cura del­la per­sona, prog­et­to far­ma­ci a domi­cilio, telesoccorso;

- prog­et­to inte­gra­to di con­ti­nui­tà assis­ten­ziale per uten­ti non auto­suf­fi­ci­en­ti (assis­ten­za inte­gra­ta ULSS) e per l’infanzia;

- ver­i­fi­ca costante delle strut­ture pri­vate e del pri­va­to sociale per il rispet­to degli stan­dard pre­visti dalle norme.

Sarà, inoltre, affronta­to il tema del­la tutela degli ani­mali, soprat­tut­to quel­li randa­gi. Saran­no indi­vid­u­ate soluzioni che da un lato tutelino la salute pub­bli­ca e dall’altro pos­sano miglio­rare la vita dei nos­tri ami­ci ani­mali. La nos­tra sfi­da più grande sarà quel­la di rag­giun­gere tali risul­tati deter­mi­nan­do, altre­sì, un risparmio per le casse comu­nali, da rein­ve­stire suc­ces­si­va­mente in servizi per la tutela degli animali.

Occorre, nel­lo specifico:

- fare in modo che l’Ospedale San Giuseppe diven­ti una “Casa del­la salute” del­la Regione Lazio, con inclusa una RSA pub­bli­ca dove gli anziani non auto­suf­fi­ci­en­ti pos­sano trascor­rere ser­e­na­mente e dig­ni­tosa­mente gli ulti­mi anni di vita, met­ten­do a dis­po­sizione del­la cit­tad­i­nan­za – lad­dove pos­si­bile – la loro espe­rien­za umana e professionale;

- man­tenere e poten­ziare i repar­ti di diag­nos­ti­ca dell’Ospedale, tramite TAC e med­i­c­i­na nucleare;

- sal­va­guardare il fun­zion­a­men­to e l’efficienza del Con­sul­to­rio familiare;

- sup­port­are le strut­ture di eccel­len­za del pri­va­to e del pri­va­to sociale;

- garan­tire l’accesso facil­i­ta­to a servizi san­i­tari di quali­tà su tut­to il ter­ri­to­rio e a tut­ti i cit­ta­di­ni, anche preve­den­do pre­si­di dif­fusi, soprat­tut­to a San­ta Maria delle Mole, pun­to di rifer­i­men­to di tutte le frazioni in vir­tù dell’alta den­si­tà abitativa;

- inter­venire pres­so le sedi com­pe­ten­ti per attuare un piano di lim­i­tazione di voli, da e sull’aeroporto di Ciampino, al fine di diminuire

le emis­sioni sonore alla fonte, in par­ti­co­lar modo in prossimi­tà di inse­di­a­men­ti con più alto indice abi­ta­ti­vo, come pre­vis­to dal­la con­feren­za dei servizi 01 luglio 2010;

- mon­i­torare peri­odica­mente, con appo­site cen­tra­line, le emis­sioni di gas radon, soprat­tut­to negli edi­fi­ci pub­bli­ci, nelle scuole e nei luoghi di lavoro;

- aumentare il numero degli ani­mali adot­tati al fine di diminuire la quan­ti­tà di quel­li allo­cati nei canili pri­vati, nelle cliniche ed i randa­gi. Allo stes­so tem­po aumentare i con­trol­li al fine di pre­venire e, nel caso, sanzionare i casi di abbandono.

Entro il pri­mo anno di manda­to si darà avvio adazioni di pres­sione nei con­fron­ti del­la Regione Lazio affinché siano rag­giun­ti gli obi­et­tivi di pro­gram­ma. Ver­rà avvi­a­ta una stret­ta col­lab­o­razione con la ASL per ver­i­fi­care la tipolo­gia di servizi da atti­vare sul ter­ri­to­rio. Si provved­erà a un cen­si­men­to del pat­ri­mo­nio immo­bil­iare comu­nale per reperire locali idonei nei quali allo­care i pre­si­di san­i­tari, con­te­nen­do in tal modo la spe­sa rel­a­ti­va al paga­men­to degli affit­ti pres­so edi­fi­ci pri­vati. Ver­ran­no stip­u­late, sul­la scia di quan­to avviene nei Comu­ni lim­itrofi, delle con­ven­zioni con Asso­ci­azioni di volon­tari­a­to che oper­a­no sul ter­ri­to­rio in tema di tutela degli ani­mali e che, in stret­to con­tat­to con gli uffi­ci comu­nali, lavor­eran­no per aumentare il numero delle adozioni e lim­itare il fenom­e­no del randagismo.

5.LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

La crisi che investe pres­soché tut­ti i set­tori pro­dut­tivi, ha dras­ti­ca­mente col­pi­to il com­mer­cio e l’artigianato locale ed in par­ti­co­lare nel cen­tro stori­co, dove una ges­tione inerte, una cit­tà poco cura­ta e poco accogliente, e una via­bili­tà non razionale han­no por­ta­to alla chiusura di numerosi eser­cizi com­mer­ciali e lab­o­ra­tori arti­gianali. Oltre le riper­cus­sioni del­la crisi eco­nom­i­ca strut­turale in cor­so dal 2008, viepiù aggra­va­ta negli anni, il 2019 ha vis­to le con­seguen­ze del­la pan­demia abbat­ter­si ulte­ri­or­mente sul­la nos­tra soci­età. Diven­ta per­tan­to fon­da­men­tale porre in essere un’attività di sem­pli­fi­cazione delle pro­ce­dure ammin­is­tra­tive e incen­ti­vare un dial­o­go con gli oper­a­tori del set­tore, per dare nuo­vo impul­so e sti­mo­lo al com­mer­cio, con par­ti­co­lare riguar­do ai set­tori di nic­chia, rior­ga­niz­zan­do la via­bili­tà per

ren­der­la più scor­rev­ole al fine di val­oriz­zare le bellezze artis­tiche e i luoghi del com­mer­cio e dell’artigianato locale.

Occorre, nel­lo specifico:

- uti­liz­zare il brand “Sagra dell’Uva” per veico­lare ed esportare nel mon­do le nos­tre eccel­len­ze, facen­do vivere la Sagra tut­to l’anno e non soltan­to nei giorni deputati;

- imple­mentare e miglio­rare la quali­tà delle attivi­tà ricettive (tur­is­mo ed enogastronomia);

- creare una ban­ca dati del­la dis­tribuzione ter­ri­to­ri­ale delle imp­rese arti­giane, con­tin­uan­do le espe­rien­ze di e‑commerce pro­mosse fin qui, imple­men­tan­done la consistenza;

- sem­pli­fi­care le pro­ce­dure ammin­is­tra­tive per l’apertura di nuovi eser­cizi commerciali;

- pro­cedere ad una riqual­i­fi­cazione com­mer­ciale del cen­tro stori­co, con rel­a­ti­vo riordi­no urban­is­ti­co dell’intera area;

- ideare e real­iz­zare una “Mari­no card” di ben­e­fits (scon­ti, pre­mi a pun­ti, gad­gets, ecc.), val­i­da in tut­ti gli eser­cizi com­mer­ciali del­la cit­tà e utile a richia­mare e fideliz­zare acquirenti;

- razion­al­iz­zare il dial­o­go tra le PROLOCO e le asso­ci­azioni dei com­mer­cianti per indi­vid­uare soluzioni con­di­vise tra tut­ti gli oper­a­tori del settore.

Entro i pri­mi tre anni del manda­to saran­no pro­mosse intese tra l’Amministrazione Comu­nale e gli eser­centi per incen­ti­vare la con­ces­sione di licen­ze com­mer­ciali e per l’apertura di eser­cizi ded­i­cati alla ven­di­ta di prodot­ti locali. Attra­ver­so una stret­ta col­lab­o­razione tra le PROLOCO e le asso­ci­azioni di cat­e­go­ria, ver­ran­no indi­vid­u­ate norme di ind­i­riz­zo speci­fiche per ogni set­tore, al fine di ori­entare i nuovi eser­centi e assi­cu­rare una reale parte­ci­pazione degli oper­a­tori di set­tore alle scelte deci­sion­ali col­let­tive (ad esem­pio la ques­tione del­la lib­er­al­iz­zazione degli orari di eser­cizio e delle aper­ture domeni­cali e fes­tive, nonché del­la pedonal­iz­zazione del cen­tro stori­co sec­on­do giorni e orari presta­bil­i­ti). Sarà pre­vis­to un

piano di rilan­cio dei Cen­tri com­mer­ciali nat­u­rali, inte­si come aggregazione di eser­cizi com­mer­ciali, al fine di esaltare e pro­muo­vere le eccel­len­ze e le tradizioni del nos­tro ter­ri­to­rio, anche attra­ver­so la creazione di siti ad hoc per il com­mer­cio e l’artigianato. È pre­vis­to un piano di aiu­to per le aziende a ris­chio di chiusura attra­ver­so incen­tivi all’innovazione e alla ricon­ver­sione, e forme di col­lab­o­razione tra scuole ed arti­giani per dif­fondere la cul­tura del lavoro arti­giano tra le gio­vani gen­er­azioni. Sarà uti­liz­za­to a tal fine anche il pic­co­lo eserci­to di chi usufruisce il red­di­to di cit­tad­i­nan­za, sia nel­la for­ma attuale (se non subi­rà mod­i­fiche), sia, verosim­il­mente se sarà miglio­ra­to sul ver­sante di risor­sa per attivi­tà di lavoro. Sarà inoltre favorita la for­mazione di coop­er­a­tive sociali attra­ver­so il reper­i­men­to di apposi­ti fon­di europei. Al fine di ren­dere facil­mente rag­giun­gi­bili a tur­isti e res­i­den­ti i pun­ti di acces­so alla cit­tà, sarà miglio­ra­ta la via­bili­tà, preve­den­do la pos­si­bili­tà di zone di parcheg­gio ad esen­zione tick­et per peri­o­di di tem­po lim­i­ta­to, rive­den­do le tar­iffe del parcheg­gio mul­ti­p­i­ano, qua­si del tut­to inuti­liz­za­to, e cre­an­do appo­site aree per la sos­ta di pull­man e camper. Per incre­mentare il tur­is­mo sfrut­tan­do la vic­i­nan­za con Roma e rilan­cia­re l’occupazione, sarà favorita l’apertura di nuove strut­ture ricettive e rilan­ci­a­ta la strut­tura dell’Ostello del­la gioventù.

6.LA MOBILITÀ

Al fine di miglio­rare la quali­tà del­la vita dei cit­ta­di­ni di Mari­no deve essere real­iz­za­to un piano strate­gi­co che, sec­on­do i prin­cipi di parte­ci­pazione e con­di­vi­sione, indi­vidui le migliori soluzioni per una mobili­tà sosteni­bile. Real­iz­zare quin­di un piano di mobili­tà che garan­tis­ca una mag­giore sicurez­za del­la via­bili­tà, rid­u­ca l’inquinamento e il con­sumo di ener­gia, aumen­ti l’attrattiva e la quali­tà dell’ambiente urbano, incen­tivi l’uso di bici+treno, riqual­i­fichi e ottimizzi il sis­tema viario e i parcheg­gi. Real­iz­zare un nuo­vo Piano parcheg­gi sulle strisce blu, che agevoli i residenti.

Le nos­tre pro­poste per una mobili­tà urbana più sosteni­bile si arti­colano su tre livelli:

1) comu­nale: poten­zi­a­men­to delle linee del trasporto pub­bli­co locale, in par­ti­co­lare tra il cen­tro stori­co e le altre comu­ni­tà ter­ri­to­ri­ali. Con il sup­por­to dei Cen­tri Anziani, si ver­i­ficher­an­no quali trat­te ed orari siano più utili a ques­ta fas­cia d’età. Al fine di miglio­rare la mobilità,

inoltre, sarà poten­zi­a­ta la rete viaria ciclope­donale alter­na­ti­va alla carra­bile, soprat­tut­to nel­la zona delle vigne che inter­es­sa i comu­ni lim­itrofi di Grotta­fer­ra­ta e Ciampino. Per il cen­tro stori­co, pro­poni­amo di ver­i­fi­care la pos­si­bili­tà di acces­so (al liv­el­lo di Palaz­zo Colon­na o anche supe­ri­ore) con la creazione di una cab­i­novia a cremagliera che par­ta dall’area del­la stazione fer­roviaria di Mari­no e giun­ga all’altezza di Largo Ober­dan, qual­i­f­i­can­do a ter­mi­nal l’attuale “belvedere”: ciò sia per facil­itare l’accesso al cen­tro stori­co da parte di chi arri­va in treno, sia per uti­liz­zare al meglio il parcheg­gio di Cave di Peperi­no sen­za neces­si­tà di accedere al cen­tro stori­co con le auto;

2) inter­co­mu­nale: creazione di un uffi­cio inter­co­mu­nale di mobil­i­ty­man­ag­er tra Mari­no e i Comu­ni con­fi­nan­ti, a costi min­i­mi, al fine di miglio­rare l’accesso ai servizi sovra­co­mu­nali. Si svilup­per­an­no e saran­no resi più effi­ci­en­ti i col­lega­men­ti con gli altri Cen­tri castel­lani uti­liz­zan­do le reti già esisten­ti ma sot­touti­liz­zate (COTRAL-FF.SS.);

3) regionale: la nos­tra Ammin­is­trazione si farà parte atti­va e propos­i­ti­va, con gli Enti com­pe­ten­ti, per miglio­rare la quali­tà del­la rete fer­roviaria delle trat­te Roma-Vel­letri e Roma-Albano. A tal propos­i­to sarà, inoltre, ver­i­fi­ca­ta la pos­si­bili­tà di real­iz­zare un col­lega­men­to tra la stazione fer­roviaria di San­ta Maria delle Mole e il parcheg­gio del mer­ca­to, per facil­itare l’uso del treno. Lo stes­so inter­es­sa­men­to sarà final­iz­za­to all’ottenimento del rispet­to degli orari dei treni, nonché alla riv­is­i­tazione degli stes­si orari con pre­vi­sione di un’ultima cor­sa serale che non lim­i­ti le poten­ziali­tà eco­nomiche del nos­tro paese. Occorre inoltre riaprire un tavo­lo con i sogget­ti respon­s­abili rel­a­ti­va­mente alla elim­i­nazione degli incro­ci semafori­ci sull’Appia.

Entro i pri­mi sei mesi di manda­to è pre­vista la ric­og­nizione del con­trat­to di Trasporto Pub­bli­co Locale (TPL), al fine di evi­den­ziare economie che con­sen­tano l’aumento delle linee urbane di col­lega­men­to tra il cen­tro stori­co e le frazioni, e tra le frazioni stesse. Saran­no avvi­ate le con­sul­tazioni con i Comu­ni lim­itrofi per ver­i­fi­care la pos­si­bili­tà di creare, a costi min­i­mi, un uffi­cio del­la mobili­tà inter­co­mu­nale che facil­i­ti i col­lega­men­ti inter­co­mu­nali. Si darà luo­go a una imme­di­a­ta cam­pagna di pres­sione nei con­fron­ti degli Enti com­pe­ten­ti, final­iz­za­ta ad ottenere il poten­zi­a­men­to quan­ti­ta­ti­vo e qual­i­ta­ti­vo del­la fre­quen­za delle corse sulle trat­te ferroviarie,e sull’eliminazione degli incro­ci semafori­ci dell’Appia. Si pro­ced­erà a una

ver­i­fi­ca, con gli uffi­ci comu­nali, del­la pos­si­bili­tà di real­iz­zare il

col­lega­men­to tra la stazione fer­roviaria di San­ta Maria delle Mole e il parcheg­gio del mercato.

7.L’AGRICOLTURA E L’AMBIENTE

Il ter­ri­to­rio del Comune di Mari­no è com­pre­so a pieno tito­lo nel pae­sag­gio del cosid­det­to “agro romano”del quale, però, ha per­so nel cor­so degli anni l’identità e la vocazione per cui era ed è uni­ver­salmente conosci­u­to. L’uso sosteni­bile dei ter­reni agri­coli, attra­ver­so azioni des­ti­nate a pro­muo­vere l’imprenditoria agri­co­la e un prog­et­to di orti urbani, oltre a man­tenere l’equilibrio con le zone edifi­cate o edi­fi­ca­bili, con­sen­tirebbe di ridurre sen­si­bil­mente il ris­chio idro­ge­o­logi­co, di riap­pro­pri­ar­ci delle nos­tre tradizioni, di creare nuove oppor­tu­ni­tà di lavoro, anche per i gio­vani. È urgente l’avvio di un serio prog­et­to strate­gi­co riv­olto all’agricoltura i cui due pun­ti prin­ci­pali dovran­no essere, anche a Mari­no: una serie di agevolazioni per i gio­vani agri­coltori che si inse­di­ano nelle aree dema­niali in sta­to di abban­dono; una mora­to­ria del con­sumo di suo­lo agri­co­lo. Occorre poi inter­venire per rilan­cia­re e sal­va­guardare l’attività vitivini­co­la del nos­tro ter­ri­to­rio e dei pres­ti­giosi marchi del DOC Mari­no e Fras­cati, anche attra­ver­so il recu­pero pro­dut­ti­vo di pic­cole aziende e/o appez­za­men­ti abban­do­nati. Nel nos­tro ter­ri­to­rio è ripreso forte­mente il dibat­ti­to sul­la quali­tà dei servizi offer­ti e sul­la pro­duzione da avviare ai mer­cati sem­pre più diver­si­fi­cati, anche con i liv­el­li delle pic­cole scale, sem­pre più scelti da numerosi cit­ta­di­ni (mer­cati dei prodot­ti locali, prodot­ti a Km. zero, grup­pi di acquis­to sociali e/o sol­i­dali GAS e/o GAP). Tut­to ciò in stret­ta col­lab­o­razione con il Par­co dei Castel­li e quel­lo Arche­o­logi­co, e regionale, dell’Appia Anti­ca, uti­liz­zan­do le com­pe­ten­ze e le pro­fes­sion­ali­tà esistenti.

Le nos­tre pro­poste per l’agricoltura e l’ambiente indi­vid­u­ano tre ambiti di intervento:

1) set­tore agroalimentare:

- real­iz­zazione e adozione dell’atto gen­erale di ind­i­riz­zo per la redazione dei PUA (Piani di Uti­liz­zazione Azien­dale) nell’ambito ter­ri­to­ri­ale agri­co­lo, per delin­eare le pro­ce­dure di approvazione di com­pe­ten­za comu­nale, con cri­teri redat­ti ai sen­si del­la Legge Regionale n. 8/2003. Tale stru­men­to si rende par­ti­co­lar­mente nec­es­sario per le

aziende del ter­ri­to­rio che inten­dono usufruire dei fon­di pre­visti dal PSR (Pro­gram­ma di Svilup­po Rurale), ove pos­sano essere finanziati prog­et­ti imme­di­ata­mente cantierabili;

- pro­mozione di attivi­tà infor­ma­tive e di comu­ni­cazione, anche in col­lab­o­razione con altri enti ter­ri­to­ri­ali e asso­ci­azioni di cat­e­go­ria, delle mis­ure di finanzi­a­men­to pre­viste dal­la PAC (Politiche Agri­cole Comu­ni­tarie) nell’ambito del piano di svilup­po rurale 2014–2020 e di altre forme di aiu­to eco­nom­i­co-finanziario e tec­ni­co-prog­et­tuale alle imp­rese agricole;

-pro­mozione di attivi­tà cul­tur­ali e impren­di­to­ri­ali legate alla real­iz­zazione di prog­et­ti di agri­coltura sociale, orti urbani, val­oriz­zazione e pro­mozione dei prodot­ti locali, sosteg­no alle imp­rese agri­cole famil­iari anche con finali­tà sociali e culturali;

2) tutela ambientale:

- con­tenere e pre­venire il disses­to idro­ge­o­logi­co del ter­ri­to­rio, affinché non si ver­i­fichi­no più i gravi dan­ni provo­cati da allaga­men­ti, smot­ta­men­ti, frane, e i rel­a­tivi prob­le­mi eco­nomi­ci e sociali che ne conseguono;

3) verde urbano:

- nelle sue diver­sifi­cate forme e nei suoi moltepli­ci aspet­ti, il verde urbano assolve a numerose fun­zioni che con­cor­rono tutte all’aumento del benessere dei cit­ta­di­ni. Per questo è nec­es­sario che esso sia cura­to, quel­lo esistente, e prog­et­ta­to, quel­lo che ver­rà, in modo pun­tuale e mira­to alle speci­fiche esi­gen­ze dei cit­ta­di­ni e alle carat­ter­is­tiche delle aree, ovvero al con­testo pae­sag­gis­ti­co, stori­co e ambi­en­tale in cui si inserisce;

- tra gli ele­men­ti cui des­tinare par­ti­co­lari atten­zioni, anche per ragioni legate alla sicurez­za, ci sono sen­za dub­bio gli alberi, gli organ­is­mi veg­e­tali che soli­ta­mente rag­giun­gono le mag­giori dimen­sioni e che neces­si­tano di speci­fiche azioni di cura e mon­i­tor­ag­gio per la loro cor­ret­ta con­ser­vazione ma anche per la tutela dei luoghi che li accol­go­no (strade, piazze, parchi, gia­r­di­ni) e dei cit­ta­di­ni che ne usufruis­cono. In tale con­testo assume par­ti­co­lare ril­e­van­za, il recu­pero e la val­oriz­zazione del bosco Ferentum.

Entro il pri­mo anno di manda­to ver­rà indet­to un Con­siglio comu­nale per la redazione dei PUA nel set­tore agroal­i­menta­re. Si darà cor­so ad attivi­tà infor­ma­tive e di comu­ni­cazione per divul­gare le forme di aiu­to eco­nom­i­co-finanziario e tec­ni­co-prog­et­tuale alle imp­rese agri­cole. Ver­ran­no pro­mosse attivi­tà cul­tur­ali legate alla real­iz­zazione di prog­et­ti di agri­coltura sociale e alla val­oriz­zazione e pro­mozione dei prodot­ti locali, con sosteg­no alle pic­cole imp­rese agri­cole. Per la tutela ambi­en­tale si prog­et­ter­an­no nuove forme di manuten­zione del ter­ri­to­rio, con oper­a­tori speci­fi­ca­mente ded­i­cati allo scopo. Si pro­ced­erà al mon­i­tor­ag­gio delle aree a ris­chio inon­dazione, frana ed ero­sione, nonché allo stu­dio e alla prog­et­tazione di inter­ven­ti di sis­temazione e miglio­ra­men­to, con tec­niche ingeg­ner­is­tiche a bas­so impat­to ambi­en­tale (bioingeg­ne­r­ia) che favoriscano e prevedano l’uso del leg­no e dei veg­e­tali. Per il verde urbano si pro­ced­erà a un cen­si­men­to e mon­i­tor­ag­gio di quan­ti­tà e quali­tà del pat­ri­mo­nio verde pub­bli­co (boschi, parchi, giardini),e si pro­muover­an­no inizia­tive per la dif­fu­sione e l’incremento del­lo stes­so attra­ver­so la pianta­gione di nuovi alberi su aree pub­bliche in col­lab­o­razione con il set­tore del­la scuo­la, ai sen­si di quan­to dis­pos­to dal­la L. n° 10/2013.

8.L’URBANISTICA E I LAVORI PUBBLICI

Tutela del pae­sag­gio e Ter­ri­to­rio sono parole-chi­ave del pro­gram­ma di Essere Marino/PCI: è nec­es­sario dotar­si di stru­men­ti urban­is­ti­ci che regoli­no la capaci­tà edi­fi­ca­to­ria, riducen­dola com­p­lessi­va­mente, sino ad arrivare al minor con­sumo di suo­lo pos­si­bile. Ciò sarà deter­mi­na­to con l’adozione di un nuo­vo P.R.G. (Piano Rego­la­tore Gen­erale), con una par­ti­co­lare atten­zione alle Norme Tec­niche di Attuazione e con aumen­to delle dis­tanze tra gli edi­fi­ci rispet­to a quelle vigen­ti. Occorre inoltre fornire i piani urban­is­ti­ci di chiare stru­men­tazioni e norme atte a val­utare anche i dirit­ti già acquisi­ti, in par­ti­co­lare nei con­testi seg­nati da sovrab­bon­dan­za di offer­ta e carat­ter­iz­za­ti da vin­coli e par­ti­co­lare pre­gio paesaggistico.

Speci­fi­ca­mente nell’area del Divi­no Amore, con­sid­er­a­to che il potere di piani­fi­cazione in mate­ria urban­is­ti­ca appar­tiene in via prin­cip­i­ale al Comune, si pro­ced­erà a val­oriz­zare il par­ti­co­lare pre­gio del­la zona attra­ver­so inter­ven­ti di riqual­i­fi­cazione che ter­ran­no con­to del­la sua natu­ra agri­t­ur­is­ti­ca, stori­co-arche­o­log­i­ca e ambientale.

Per i Lavori Pub­bli­ci è indis­pens­abile par­tire dall’elenco delle opere incom­piute e da una map­patu­ra aggior­na­ta di cosa non è sta­to real­iz­za­to (dall’illuminazione stradale agli allac­ci alla rete fog­nar­ia). Ripar­tire da qui sig­nifi­ca non pro­gram­mare cat­te­drali nel deser­to, ma uti­liz­zare il pat­ri­mo­nio esistente, anche pri­va­to, e ricon­ver­tir­lo, oltre a real­iz­zare infra­strut­ture e servizi nec­es­sari mai real­iz­za­ti per negligenza.

Occorre, nel­lo specifico:

- avviare il recu­pero e la manuten­zione del pat­ri­mo­nio edilizio pri­va­to esistente e la sua val­oriz­zazione attra­ver­so mec­ca­n­is­mi di ricon­ver­sione. Sia il pat­ri­mo­nio pub­bli­co in dis­u­so, sia even­tu­ali volu­mi indus­tri­ali dismes­si, potran­no essere des­ti­nati ad un uti­liz­zo cul­tur­ale, sporti­vo, sociale;

- avviare con­sul­tazioni con le Asso­ci­azioni dei Pro­pri­etari e degli Inquili­ni, final­iz­zate all’approvazione di un accor­do per gli affit­ti calmierati;

- avviare un prog­et­to di recu­pero e risana­men­to di porzioni sig­ni­fica­tive del cen­tro stori­co, inte­so sia come mon­u­men­to urban­is­ti­co sia come espres­sione mate­ri­ale del­la sto­ria e dell’identità locale, per innescare un proces­so vir­tu­oso di restau­ro dell’edilizia minore che preve­da il ripristi­no di mate­ri­ali e di tec­niche tradizion­ali, sec­on­do un mod­el­lo alter­na­ti­vo a quel­li cor­ren­ti che trop­po spes­so han­no detur­pa­to l’edilizia storica;

- avviare un piano di recu­pero dell’intero Cen­tro stori­co e dei Cen­tri delle aree per­iferiche, con­cretiz­zan­do la sal­va­guardia delle aree con­ter­mi­ni a coro­na, nel rispet­to del­lo svilup­po e dei topon­i­mi di pregio;

- val­oriz­zare il sis­tema agro-ambi­en­tale e arche­o­logi­co dell’Appia Anti­ca-Mugilla-Falcog­nana-Divi­no Amore (aree ex Tudi­ni, Negroni), assec­on­dan­do la vocazione det­ta­ta dal­lo stes­so PTPR (Piano Ter­ri­to­ri­ale Pae­sis­ti­co Regionale). Qualo­ra nel­la fase dell’applicazione del­la vari­ante di sal­va­guardia emergessero pos­si­bili cause di con­tenzioso con le pro­pri­età Mugilla-Divi­no Amore, che risul­tassero par­ti­co­lar­mente gravose o insosteni­bili per le finanze del Comune, si pro­ced­erà di comune accor­do ad affrontare la ques­tione in ter­mi­ni di rine­gozi­azione degli inter­ven­ti, con il mas­si­mo rib­as­so di

vol­ume­tria e con il mag­gior ritorno in ter­mi­ni di opere pub­bliche a favore del­la collettività.

Nel pri­mo con­siglio comu­nale utile sarà adot­ta­ta una vari­ante di sal­va­guardia del ter­ri­to­rio. Per l’area del Divi­no Amore, in auto­tutela, si annuller­an­no tut­ti gli atti viziati che pos­sano com­portare pregiudizio all’interesse pub­bli­co. Entro i pri­mi sei mesi di manda­to sarà effet­tua­to il cen­si­men­to del pat­ri­mo­nio pub­bli­co immo­bil­iare e dei lavori pub­bli­ci incom­piu­ti, final­iz­za­to all’ottimizzazione dei servizi, ad una riduzione delle spese di bilan­cio nonché ad una even­tuale ricon­ver­sione degli immo­bili. Entro il pri­mo anno di ammin­is­trazione saran­no avviati stu­di per gli accor­di di pro­gram­mi tra Comune e pri­vati che si ren­dano disponi­bili, final­iz­za­ti alla costruzione di opere pubbliche.

9.LA GESTIONE DEI RIFIUTI

La nos­tra Ammin­is­trazione, con deter­mi­nazione e deci­sione, affron­terà la sfi­da di esten­dere e qual­i­fi­care la ges­tione dei rifiu­ti, a com­in­cia­re dal­la rac­col­ta dif­feren­zi­a­ta por­ta a por­ta. Noi di Essere Marino/PCI siamo con­sapevoli che ques­ta sia la stra­da migliore da intrapren­dere, e siamo sicuri che solo coin­vol­gen­do atti­va­mente i cit­ta­di­ni potremo rag­giun­gere gli obi­et­tivi ambiziosi che ci siamo proposti.L’approccio è con­sid­er­are il “rifi­u­to” come una “mate­ria pri­ma” da immet­tere in un cir­cuito vir­tu­oso ma, con­tem­po­ranea­mente, atti­vare anche delle sane pratiche col­let­tive che con­sen­tano di ridurre la pro­duzione di rifiu­ti all’origine. Inten­di­amo quin­di, attuare una ges­tione dei rifiu­ti basa­ta su quat­tro pun­ti fon­da­men­tali (riduzione, riciclo,riuso, rac­col­ta dif­feren­zi­a­ta por­ta a por­ta) in ottem­per­an­za alla Diret­ti­va Euro­pea, n.98/2008, in tema di rifiu­ti. L’estensione e la qual­i­fi­cazione di tale servizio si rende nec­es­saria, con­sideran­do che la tas­sa di smal­ti­men­to dei rifiu­ti soli­do-urbani a cari­co dei cittadini

dovrebbe essere pun­tual­mente lega­ta a para­metri dif­feren­ziali, ovvero: chi meglio e meno pro­duce rifiu­ti, meno paga.

Dall’analisi dei costi degli ulti­mi anni e delle entrate dalle tasse a cop­er­tu­ra del servizio, abbi­amo con­stata­to che il Comune di Mari­no, rag­giunge cir­ca il 70% di rac­col­ta dif­feren­zi­a­ta. Attuan­do il nos­tro pro­gram­ma, preve­di­amo di imple­mentare, al ter­mine dei 5 anni di Ammin­is­trazione, la rac­col­ta dif­feren­zi­a­ta. Pur con­sideran­do il cos­to mag­giore del­la dif­feren­zi­a­ta por­ta a por­ta, i van­tag­gi sono comunque

indis­cutibili dal pun­to di vista eco­nom­i­co san­i­tario e ambientale:minore abbat­ti­men­to di alberi; risparmio sul con­sumo di acqua; riduzione delle emis­sioni di anidride car­bon­i­ca; dimin­uzione delle malat­tie, dovute a pas­sag­gi di virus; elim­i­nazione delle dis­cariche e degli incener­i­tori por­ta­tori di malat­tie tumorali, di sin­dro­mi res­pi­ra­to­rie, di mal­for­mazioni e malat­tie del sangue.

Occorre, nel­lo specifico:

- agevolare la riduzione, pre­dispo­nen­do ogni misura in modo che si rid­u­ca la for­mazione del rifiuto;

- incen­ti­vare il riu­ti­liz­zo, atti­van­do oper­azioni che con­sen­tano una nuo­va des­ti­nazione d’uso dei rifiuti;

- pre­dis­porre il rici­clo, trasfor­man­do i rifiu­ti per ottenere nuovi prodot­ti, mate­ri­ali e sostanze da uti­liz­zare, sia nel­la loro fun­zione orig­i­nar­ia sia in altre modalità.

Le nos­tre pro­poste per la ges­tione dei rifiu­ti prevedono:

- isole eco­logiche. La ques­tione irrisol­ta del­la sec­on­da Iso­la Eco­log­i­ca, quel­la a servizio delle Frazioni, occorre ai cit­ta­di­ni che, ser­ven­dosi delle isole stesse, nelle modali­tà che saran­no indi­cate, potran­no ben­e­fi­cia­re di una tar­if­fa ridotta;

- stazione eco­log­i­ca: saran­no val­u­tate le con­dizioni per la real­iz­zazione di una Stazione Eco­log­i­ca per la sep­a­razione di rifiu­ti dif­feren­ziati par­ti­co­lari e riu­ti­liz­z­abili, come per esem­pio quel­li adoperati da deter­mi­nate cat­e­gorie di imp­rese. Un prog­et­to ambizioso che con­sen­tirebbe allo stes­so Ente di sal­va­guardare l’ambiente e, allo stes­so tem­po, di fare impre­sa coin­vol­gen­do le varie cat­e­gorie interessate;

- com­postag­gio domes­ti­co: cir­ca il 30% dei rifiu­ti soli­di urbani è com­pos­to dall’umido, la frazione organ­i­ca. L’organico è l’elemento che dà mag­giori prob­le­mi quan­do rimane mis­to agli altri, essendo questo modo dif­fi­cile e cos­toso da gestire. Per tale moti­vo favorire­mo la pro­duzione del com­post, che si rica­va dal­la decom­po­sizione di materie organiche da parte di micror­gan­is­mi. Un proces­so quin­di del tut­to nat­u­rale, di tipo bio­logi­co aer­o­bi­co. Il com­post potrà essere poi usato come concime per i prati o per la pri­ma aratu­ra, donan­do al suolo

nutri­tivi e miglio­ran­do la microflo­ra. Pro­prio per tali motivi inten­di­amo quin­di favorire anche l’uso di com­postiere domes­tiche, o per pic­cole imp­rese agricole;

- eco-sagra e mer­cati­no del­lo scam­bio e riu­so: ciò che per noi è inuti­liz­z­abile, per altri è invece prezioso; per questo biset­ti­manal­mente pro­por­re­mo un mer­cati­no dell’usato e del barat­to. Sarà orga­niz­za­ta anche una “eco-sagra” dei prodot­ti biologici;

- incen­tivi alle imp­rese “rici­clone”: le pic­cole imp­rese che vor­ran­no real­iz­zare beni e prodot­ti medi­ante l’uso di plas­tiche e di altri materiali

rici­clati benefi­cer­an­no di agevolazioni tariffarie;

- le scuole come pun­to di parten­za: la cul­tura del rici­clo per un futuro migliore deve par­tire dalle scuole, attra­ver­so prog­et­ti mirati e costru­iti dal basso;

- ripristi­no del­la pre­sen­za quo­tid­i­ana dei net­turbi­ni su tut­to il ter­ri­to­rio, anche con fun­zioni di con­trol­lo e deter­ren­za di even­tu­ali abusi ecologici.

Nel pri­mo Con­siglio Comu­nale utile ci impeg­ner­e­mo ad aderire alla strate­gia “Rifiu­ti Zero”, arti­co­la­ta nei seguen­ti 10 passi:

1.separazione alla fonte, cioè orga­niz­zare la rac­col­ta dif­feren­zi­a­ta. La ges­tione dei rifiu­ti non è un prob­le­ma tec­no­logi­co ma orga­niz­za­ti­vo, dove il val­ore aggiun­to non è quin­di la tec­nolo­gia ma il coin­vol­gi­men­to del­la comu­ni­tà chia­ma­ta a col­lab­o­rare in un pas­sag­gio-chi­ave per attuare la sosteni­bili­tà ambi­en­tale, anche seg­na­lan­do chi non rispet­ta le regole;

2. rac­col­ta por­ta a por­ta, cioè orga­niz­zare una rac­col­ta dif­feren­zi­a­ta “por­ta a por­ta”, che appare l’unico sis­tema effi­cace di RD in gra­do di rag­giun­gere in poco tem­po e su larga scala quote per­centu­ali supe­ri­ori al 70%;

3. com­postag­gio: real­iz­zazione di un impianto di com­postag­gio da prevedere preva­len­te­mente in aree rurali e quin­di vicine ai luoghi di uti­liz­zo da parte degli agricoltori;

4. rici­clo: real­iz­zazione di piattaforme impiantis­tiche per il rici­clo e il recu­pero dei mate­ri­ali, final­iz­za­to al rein­ser­i­men­to nel­la fil­iera produttiva;

5. riduzione dei rifiu­ti: dif­fu­sione del com­postag­gio domes­ti­co, sos­ti­tuzione di stoviglie e bot­tiglie in plas­ti­ca con rispet­tivi in vetro, uti­liz­zo dell’acqua del rubi­net­to (più sana e con­trol­la­ta di quel­la in bot­tiglia), uti­liz­zo dei pan­no­li­ni lavabili, acquis­to alla spina di lat­te, bevande, deter­gen­ti, prodot­ti ali­men­ta­ri, sos­ti­tuzione degli shop­persin plas­ti­ca con sporte riutilizzabili;

6. riu­so e riparazione: real­iz­zazione di cen­tri per la riparazione, il riu­so e la decostruzione degli edi­fi­ci, in cui beni durevoli, mobili, vesti­ti, infis­si, san­i­tari, elet­trodomes­ti­ci, vengano riparati, riu­ti­liz­za­ti e ven­du­ti. Ques­ta tipolo­gia di mate­ri­ali, che cos­ti­tu­isce cir­ca il 3% del totale degli scar­ti, riveste però un grande val­ore eco­nom­i­co, che può arric­chire le imp­rese locali, con un’ottima resa occu­pazionale dimostra­ta da molte esperienze;

7. tar­if­fazione pun­tuale: intro­duzione di sis­te­mi di tar­if­fazione che fac­ciano pagare le uten­ze sul­la base del­la pro­duzione effet­ti­va di rifiu­ti non rici­cla­bili da rac­cogliere. Questo mec­ca­n­is­mo pre­mia il com­por­ta­men­to vir­tu­oso dei cit­ta­di­ni e li incor­ag­gia ad acquisti più consapevoli;

8. recu­pero dei rifiu­ti: real­iz­zazione di un impianto di recu­pero e selezione dei rifiu­ti, in modo da recu­per­are altri mate­ri­ali rici­cla­bili sfug­gi­ti alla RD, impedire che rifiu­ti tossi­ci pos­sano essere inviati nel­la dis­car­i­ca pub­bli­ca tran­si­to­ria e sta­bi­liz­zare la frazione organ­i­ca residua;

9. cen­tro di ricer­ca e riprog­et­tazione: chiusura del ciclo e anal­isi del resid­uo a valle di RD, recu­pero, riu­ti­liz­zo, riparazione, rici­clag­gio, final­iz­za­ti alla riprog­et­tazione indus­tri­ale degli ogget­ti non rici­cla­bili, e alla for­ni­tu­ra di un feed­back alle imp­rese (real­iz­zan­do la Respon­s­abili­tà Este­sa del Pro­dut­tore) e alla pro­mozione di buone pratiche di acquis­to, pro­duzione e consumo;

10. azzera­men­to rifiu­ti: persegui­men­to dell’azzeramento dei rifiu­ti, ricor­dan­do che la strate­gia “Rifiu­ti Zero” si situa oltre il rici­clag­gio. In questo modo “Rifiu­ti Zero”, innesca­to dal “tram­poli­no” del por­ta a por­ta, diviene a sua vol­ta tram­poli­no per un vas­to per­cor­so di sosteni­bili­tà, che

in modo con­cre­to ci per­me­tte di met­tere a seg­no scelte a dife­sa del pianeta.

10.LA PROGRAMMAZIONE GENERALE E IL BILANCIO

Occorre far inter­a­gire la Pro­gram­mazione Nazionale, Euro­pea e Regionale con quel­la Comu­nale. Riqual­i­fi­care la Spe­sa pub­bli­ca elim­i­nan­do gli sprechi ed intro­durre il mon­i­tor­ag­gio del­la ges­tione medi­ante sis­te­mi di con­trol­lo parte­ci­pati e traspar­en­ti. Orga­niz­zare l’attività delle strut­ture ammin­is­tra­tive per pro­gram­mi, obi­et­tivi e risul­tati. Super­are la log­i­ca di adem­pi­men­to buro­crati­co nel­la piani­fi­cazione e pro­gram­mazione delle scelte ges­tion­ali e strate­giche, inserite in doc­u­men­ti di bilan­cio comu­nali man­can­ti di una chiara e ogget­ti­va anal­isi, sia di liv­el­lo macro che dis­ag­gre­ga­to, e di un esame quali-quan­ti­ta­ti­vo delle risorse a dis­po­sizione, che sia in gra­do di ispi­rarne le “scelte”. Pro­poni­amo l’adozione del bilan­cio parte­ci­pa­to e di con­sigli decen­trati parte­ci­pati, rib­al­tan­do la log­i­ca e la nor­ma approva­ta recen­te­mente dal con­siglio comu­nale di Mari­no. Uti­liz­zare stru­men­ti di piani­fi­cazione e con­trol­lo delle spese pub­bliche attra­ver­so un coin­vol­gi­men­to diret­to dei cit­ta­di­ni nelle scelte ges­tion­ali: dal Bilan­cio Parte­ci­pa­to al Bilan­cio Sociale per qual­i­fi­care sia la fase delle Pre­vi­sioni, sia dei Con­trol­li e del­la Ren­di­con­tazione. Definire e gestire un mod­er­no sis­tema di mon­i­tor­ag­gio per il rag­giung­i­men­to degli Obi­et­tivi, medi­ante pre­de­fin­i­ti Indi­ca­tori, Insie­mi e Cam­pi­oni che con­sen­tano alla cit­tad­i­nan­za una let­tura traspar­ente e parte­ci­pa­ta. Con­seg­nare ai cit­ta­di­ni stes­si la pos­si­bili­tà di gestire una quo­ta parte dei fon­di comunali.

Come pro­muo­vere la parte­ci­pazione dei Cittadini?

Le mod­i­fiche appor­tate dalle già richia­mate norme al Testo Uni­co degli Enti Locali pres­so alcu­ni Comu­ni han­no accel­er­a­to il ripen­sa­men­to delle modali­tà di decen­tra­men­to degli isti­tu­ti comu­nali sui ter­ri­tori, ancorché queste mod­i­fiche impongano di non isti­tuire organi di decen­tra­men­to nei Comu­ni con popo­lazione infe­ri­ore ai 100.000 abi­tan­ti. Il Testo Uni­co garan­tisce infat­ti ai Comu­ni di qual­si­asi dimen­sione di pot­er atti­vare nei pro­pri statu­ti forme asso­cia­tive e di parte­ci­pazione popo­lare, a con­dizione che siano rispet­tati i vin­coli finanziari. A questo propos­i­to, nell’Art. 8 del T.U. si fa rifer­i­men­to a quelle forme che pos­sono essere val­oriz­zate anche a liv­el­lo di quartiere e frazione, per favorire la parte­ci­pazione dei cit­ta­di­ni e delle asso­ci­azioni alla vita polit­i­ca e del

Comune. Nel rispettare le forme del­la parte­ci­pazione e del decen­tra­men­to, molte Ammin­is­trazioni Comu­nali han­no quin­di cer­ca­to di sper­i­menta­re modali­tà che garan­tis­sero la con­ti­nui­tà del legame con il ter­ri­to­rio. Nel dis­eg­nare modali­tà alter­na­tive alle Cir­co­scrizioni, molte Ammin­is­trazioni han­no recu­per­a­to espe­rien­ze e idee diverse. Queste modali­tà spaziano dall’istituzione di forme sta­bili e di organ­is­mi decen­trati alter­na­tivi (con­sulte di quartiere e con­sigli di quartiere), alla creazione di spazi di con­fron­to su temi speci­fi­ci aper­ti alla cit­tad­i­nan­za allarga­ta, attra­ver­so l’organizzazione di dibat­ti­ti pub­bli­ci e lab­o­ra­tori di dis­cus­sione, al dial­o­go con le real­tà asso­cia­tive esisten­ti sul ter­ri­to­rio e al raf­forza­men­to delle loro reti, alla val­oriz­zazione di canali di comu­ni­cazione e di scam­bio “vir­tu­ali” gra­zie alla dif­fu­sione di Inter­net e delle nuove tec­nolo­gie. I diver­si approc­ci ovvi­a­mente non si escludono a vicen­da. Tut­ti comunque pos­sono essere ricon­dot­ti ad alcune finali­tà principali:

1. tute­lare la rap­p­re­sen­tan­za del ter­ri­to­rio con organ­is­mi alter­na­tivi alla Circoscrizioni;

2. garan­tire l’ascolto da parte del Comune;
3.migliorare la comu­ni­cazione tra Ammin­is­trazione e cittadini;

4. coin­vol­gere atti­va­mente i cit­ta­di­ni nelle scelte dell’Amministrazione.

La nos­tra pro­pos­ta è la cos­ti­tuzione dei “Con­sigli Ter­ri­to­ri­ali di Parte­ci­pazione”. Dopo l’insediamento si pro­ced­erà ad una accu­ra­ta anal­isi delle risorse a dis­po­sizione e del­la situ­azione eco­nom­i­co- finanziaria dell’Ente. Dopo l’acquisizione di una det­tagli­a­ta relazione ges­tionale da parte dei ver­ti­ci ammin­is­tra­tivi, ver­ran­no pre­dis­poste le linee gui­da del­la ges­tione di manda­to, fino all’approvazione del Bilan­cio di manda­to. I tagli dei finanzi­a­men­ti statali lim­i­tano pesan­te­mente l’operatività dei Comu­ni, per cui si è sem­pre più dif­fusa l’assurda con­cezione del Comune-Azien­da che pun­ta esclu­si­va­mente a far quadrare i con­ti riducen­do le spese cor­ren­ti, lim­i­tan­do inves­ti­men­ti, aumen­tan­do tasse e tar­iffe, pri­va­tiz­zan­do oltremo­do i servizi.

Essere Marino/PCI propone:

-“no” all’adozione dell’IRPEF, perché è un’ulteriore tas­sa che si aggiunge alle già numerose sostenute;

- “no” agli aumen­ti gen­er­al­iz­za­ti delle tar­iffe, che invece van­no dif­feren­zi­ate in base a vari fat­tori, quali ad es. la pro­duzione di rifiu­ti, l’utilizzo dei beni e il loro valore;

- recu­pero dell’evasione trib­u­taria per la riduzione del­la pres­sione fis­cale, ma non (come invece è sta­to fat­to) con modali­tà di affi­da­men­to ad Equitalia;

- creazione di con­sorzi di ges­tione pub­bli­ci per trasporto pub­bli­co locale, rifiu­ti, verde pub­bli­co, vig­i­lan­za, etc., poiché si può ugual­mente ottenere effi­cien­za e con­teni­men­to delle spese real­iz­zan­do le ges­tioni, sen­za incidere sul piano tariffario;

- nel sis­tema di rac­col­ta dif­feren­zi­a­ta por­ta a por­ta, nel com­postag­gio dei rifiu­ti organi­ci, nel recu­pero e smal­ti­men­to dei rifiu­ti spe­ciali, atti­vare la sud­det­ta tar­if­fa puntuale;

- ver­i­fi­ca degli affi­da­men­ti fino­ra con­ces­si al fine di ottimiz­zare le risorse eco­nomiche e, nel con­tem­po, creazione di un’apposita uni­tà oper­a­ti­va che si dedichi al rispet­to delle norme con­trat­tuali e del­la car­ta dei servizi appal­tati, uti­liz­zan­do la Cen­trale uni­ca per gli acquisti.