Roma, Maritato(Lega): “Moria di pini e fondi non usati, Raggi chiarisca”

Roma, Maritato(Lega): “Moria di pini e fondi non usati, Raggi chiarisca”

03/09/2021 0 Di Marco Montini

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“Ha il numero di reg­istro uffi­ciale U0341088 l’atto data­to 15 aprile 2021, con cui la direzione regionale Parchi e aree pro­tette rende noto al diret­tore del dipar­ti­men­to Tutela ambi­en­tale di Roma cap­i­tale, architet­to Nico­la Bernar­di­ni, di met­tere a dis­po­sizione del Campi­doglio 500mila euro per inter­ven­ti di endoter­apia volti alla cura dei pini col­pi­ti dal­la Toumeyel­la Par­vi­cor­nis, meglio conosci­u­ta come coc­ciniglia”. Lo dichiara il can­dida­to con­sigliere comu­nale nel­la lista del­la Lega Michel Mar­i­ta­to, in tan­dem con Simon­et­ta Matone, che spie­ga: “Ė sot­to gli occhi di tut­ti la lenta ago­nia dei pini, cel­e­brati da scrit­tori, pit­tori e musicisti come eter­no sim­bo­lo di Roma, a cui ques­ta ammin­is­trazione sem­bra essere del tut­to indif­fer­ente. Gli uni­ci inter­ven­ti ese­gui­ti da una dit­ta cam­pana, ne han­no vis­to purtrop­po l’abbattimento o la potatu­ra sel­vaggia, in un peri­o­do tra l’altro scon­siglia­to. “Ci ha sor­pre­so per­ciò trovare in alcu­ni gran­di parchi romani, volon­tari che chiedono sot­to­scrizioni per pagare inter­ven­ti di endoter­apia, gli uni­ci riso­lu­tivi in questi casi, per­ché il comune non mette a dis­po­sizione le pro­prie risorse.” Il can­dida­to chiarisce che per gli uffi­ci capi­toli­ni, si trat­terebbe soltan­to di rispon­dere alla Regione, per met­tere in atto l’ter ammin­is­tra­ti­vo di trasfer­i­men­to dei fon­di. “Le cose sono due – incalza Mar­i­ta­to – o ci tro­vi­amo di fronte a un ingius­ti­fi­ca­bile ritar­do che sta cau­san­do la strage dei sec­o­lari alberi, di cui comunque l’amministrazione dovrà rispon­dere, oppure i fon­di sono sta­ti incam­erati ma restano in qualche cas­set­to, non si sa per quale moti­vo. Non vor­rem­mo si trat­ti delle solite scara­muc­ce tra Rag­gi e Zin­garet­ti. Nel rispet­to del­la trasparen­za, l’amministrazione comu­nale deve ren­derne con­to. I cit­ta­di­ni han­no il dirit­to di sapere”.