MONTECAVO: 150MILA PERSONE VOGLIONO UNA RISPOSTA

Vi invito a dedicare qualche minuto per vedere un video che interessa un territorio, ma nelle sue dinamiche riguarda il Paese intero.Da decenni su Montecavo spuntano abusivamente antenne radio-televisive come fossero funghi, e nessuno riesce a fermarle. Un fenomeno che i cittadini dei Castelli Romani conoscono bene e che denunciano da anni senza avere risposte concrete. Nel 2017 una sentenza del Consiglio di Stato ha decretato definitivamente che quelle antenne vanno abbattute, ma ancora niente è stato fatto. Per ben due volte le nostre interrogazioni alla Regione Lazio hanno avuto come risultato un silenzio imbarazzante e disinteressato. Mi sono confrontato con tante persone che vivono quotidianamente questo problema. Non stanno chiedendo se c’è vita su Plutone o cosa c'è nell'Aldilà, ma una cosa che in un Paese normale neanche andrebbe “chiesta”: Il rispetto di una sentenza di ultimo grado.Questo governo deve dare una risposta e non voltare la faccia come hanno fatto in precedenza le istituzioni. Ne va della salute di più di 150mila abitanti. Per questo ho depositato un’interrogazione parlamentare che coinvolge i ministeri dei Beni Culturali e dell’Ambiente e Territorio.

Pubblicato da Francesco Silvestri su Giovedì 31 ottobre 2019

Elettrosmog e Abusivismo. Parte l’interrogazione parlamentare per Montecavo

31/10/2019 1 Di Roberto Cicchetti

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l’Onorev­ole Francesco Sil­vestri, Capogrup­po Vic­ario in quo­ta M5S alla Cam­era dei Dep­u­tati, ha deposi­ta­to un’in­ter­rogazione par­la­mentare che coin­volge tre Min­is­teri (Salute, Beni Cul­tur­ali e Ambi­ente) per la risoluzione finale del­l’or­mai trenten­nale prob­le­ma delle antenne abu­sive di Mon­te­ca­vo.

Nel 2017 una sen­ten­za del Con­siglio di Sta­to ha dec­re­ta­to defin­i­ti­va­mente che quelle antenne van­no abbat­tute” ha dichiara­to Sil­vestri “Ma anco­ra niente è sta­to fat­to. Per ben due volte le nos­tre inter­rogazioni alla Regione Lazio han­no avu­to come risul­ta­to un silen­zio imbaraz­zante e dis­in­ter­es­sato.

Ora la pal­la pas­sa al Gov­er­no per­chè questo non è più un prob­le­ma di un solo ter­ri­to­rio, ma nazionale. E’ impos­si­bile che in un Paese nor­male una sen­ten­za defin­i­ti­va non ven­ga rispet­ta­ta.”

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