DEMANIO MARITTIMO, UN BANDO PER 27 BENI IN CONCESSIONE IN SICILIA

DEMANIO MARITTIMO, UN BANDO PER 27 BENI IN CONCESSIONE IN SICILIA

01/08/2019 0 Di puntoacapo

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Pros­egue l’at­tiv­ità di val­oriz­zazione, da parte del­la Regione Sicil­iana, dei beni immo­bili sit­uati sul demanio marit­ti­mo. E’ sta­to pub­bli­ca­to nei giorni scor­si, infat­ti, da parte del­l’asses­so­ra­to al Ter­ri­to­rio e ambi­ente, il sec­on­do ban­do per l’asseg­nazione ai pri­vati di ven­tisette edi­fi­ci spar­si in sei province del­l’Iso­la: Agri­gen­to, Cal­tanis­set­ta, Cata­nia, Mes­si­ma, Paler­mo e Tra­pani.

L’inizia­ti­va avvi­a­ta dal gov­er­no Musume­ci prevede la con­ces­sione delle strut­ture — a tito­lo oneroso con pro­ce­du­ra di evi­den­za pub­bli­ca — per un peri­o­do che varia da sei a cinquan­t’an­ni. Pre­vista la pos­si­bil­ità di nuove des­ti­nazioni d’u­so final­iz­zate allo svol­gi­men­to di attiv­ità eco­nomiche com­pat­i­bili con gli uti­lizzi del demanio marit­ti­mo.

Si trat­ta di strut­ture quali ex deposi­ti, caserme, mag­a­zz­i­ni, tor­ri antiche e vec­chi fab­bri­cati ormai abban­do­nati, posti in siti di par­ti­co­lare inter­esse pae­sag­gis­ti­co che — attra­ver­so l’ese­cuzione di inter­ven­ti di manuten­zione stra­or­di­nar­ia, con­sol­i­da­men­to, ristrut­turazione, recu­pero o, comunque, di riqual­i­fi­cazione — pos­sono essere resti­tu­iti alla pub­bli­ca fruizione e con­tem­po­ranea­mente mes­si a red­di­to.

«Abbi­amo trasfor­ma­to — com­men­ta il pres­i­dente del­la Regione Nel­lo Musume­ci — il pat­ri­mo­nio per­du­to dei beni stori­ci col­lo­cati sul demanio marit­ti­mo in un ele­men­to di attrat­tiv­ità e val­oriz­zazione del ter­ri­to­rio. E’ sta­to nec­es­sario un lun­go e atten­to lavoro di ric­og­nizione. Con la pub­bli­cazione del sec­on­do ban­do pos­si­amo dire che siamo rius­ci­ti a garan­tire la con­ser­vazione e il recu­pero di strut­ture storiche, alcune delle quali risalen­ti al XVII o al XVIII sec­o­lo e la loro mes­sa a red­di­to. L’af­fi­da­men­to, che avver­rà attra­ver­so un’at­ten­ta anal­isi delle richi­este darà modo all’im­pren­di­to­ria sana di Sicil­ia di met­ter­si in gio­co e parte­ci­pare alla val­oriz­zazione delle nos­tre ric­chezze».

Sono stai mes­si a ban­do i seguen­ti beni. Quat­tro in provin­cia di Agri­gen­to: ex “Cantiere Grazia” e “Palazz­i­na Piloti” siti nel por­to di Lica­ta, oltre a due lot­ti del fab­bri­ca­to sbar­ca­toio nel por­to di Lampe­dusa. Tre nel Nis­seno, tut­ti a Gela: la cosid­det­ta “Conchiglia”, il “Lido Eden” entram­bi sul Lun­go­mare Fed­eri­co II di Sve­via e un pon­tile sbar­ca­toio sul Lun­go­mare. Quat­tro in provin­cia di Cata­nia: due lot­ti riguardano le ex Agen­zia delle Dogane in via Duca del mare a Ripos­to e altri due il rud­ere del­l’im­mo­bile “San­t’An­na” a Mas­cali. Nel Messi­nese cinque gli immo­bili: l’ex colo­nia di via Cicer­a­ta a Bar­cel­lona Poz­zo di Got­to, l’ex “Samar” di via Con­tes­sa Violante a Messi­na, le ex “Cupole” di via Mari­naio d’I­talia a Milaz­zo, un bene sito a piaz­za Mari­na cor­ta di Lipari e un altro in via Cristo­foro Colom­bo a Oliv­eri.

In provin­cia di Paler­mo, sono inser­i­ti cinque strut­ture: l’ex “Agru­maria Cor­leone” di via Messi­na Marine e il “Pon­tile Romag­no­lo” nel capolu­o­go, l’ex “Are­na Gras­so” in largo Cadu­ti del mare a Ter­mi­ni Imerese, l’ex “Lido Olivel­la” a San­ta Flavia e la “Torre Pozzil­lo” a Cin­isi. Nel Tra­panese, infine, ci sono un mag­a­zz­i­no a Tra­pani (via Val­lona ango­lo Via Scu­d­amiglio) e una porzione del­la “Torre San Teodoro” sul­la stra­da provin­ciale a Marsala, oltre ad altri quat­tro beni nel­l’iso­la di Pan­tel­le­ria: un ex depos­i­to nel Por­to nuo­vo e un altro sul molo Wojty­la, il mag­a­zz­i­no di “Pun­ta Croce” e l’ex “Faro San Leonar­do”. Le domande van­no pre­sen­tate entro il 4 novem­bre.

«Abbiano ono­ra­to — aggiunge l’asses­sore al Ter­ri­to­rio e Ambi­ente Toto Cor­daro — l’im­peg­no assun­to con la legge Finanziaria del 2018. Tut­ti i beni immo­bili cen­si­ti sul demanio marit­ti­mo del­la Regione saran­no mes­si a ban­do. La final­ità è quel­la di perseguire tre obi­et­tivi: la tutela, il ripristi­no con la ristrut­turazione e la val­oriz­zazione dei beni. Quel­lo di oggi è il sec­on­do pas­sag­gio in ques­ta direzione e rap­p­re­sen­ta un ulte­ri­ore esem­pio del modus operan­di del gov­er­no Musume­ci: impeg­ni pre­si, impeg­ni man­tenu­ti».

All’inizio del­l’an­no era sta­to pub­bli­ca­to, sem­pre dal dipar­ti­men­to Ambi­ente guida­to da Giuseppe Battaglia, un pri­mo ban­do per l’asseg­nazione di altri 18 beni. Per questi è sta­ta com­ple­ta­ta l’istrut­to­ria da alcune set­ti­mane per nove e la rel­a­ti­va grad­u­a­to­ria è già sti­la­ta. La con­ces­sione riguar­da: il man­u­fat­to ex “Opa” di Sfer­ra­cav­al­lo a Paler­mo; l’ex bar e ris­torante “Can­natel­lo” di Agri­gen­to; due lot­ti rel­a­tivi agli ex bag­ni pub­bli­ci “Mari­na di Cot­tone” a Fiume­fred­do di Sicil­ia, nel Catanese; il Castel­lo di Fal­conara a Butera; la lanter­na-semaforo Car­ro di Sci­cli; l’ex abitazione di Pun­ta Sot­tile a Fav­i­g­nana e l’ex casa agri­co­la sul­la stra­da provin­ciale Tor­ret­ta Gran­i­to­la a Mazara del Val­lo.