Ustica un modello per Pantelleria. Intervista ad Attilio Licciardi

Ustica un modello per Pantelleria. Intervista ad Attilio Licciardi

22/05/2019 0 Di Angelo Fumuso

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Parliamo con Attilio Licciardi dell’Area Marina Protetta di Ustica, di cosa significa questa istituzione per l’isola e di cosa potrebbe significare per l’isola di Pantelleria.

 
di Ange­lo Fumu­so
Da tem­po ave­vo la voglia di affrontare la ques­tione del Par­co Mari­no di Pan­tel­le­ria. Fu il pri­mo tema ad essere dis­cus­so ed il pri­mo ad essere abban­do­na­to. Fu un tema cal­do, su cui cadde l’ex Sin­da­co Sal­va­tore Gabriele nel­la sua sec­on­da cam­pagna elet­torale. Un tema su cui con­ver­gono pareri favorevoli e con­trari, inter­es­si per­son­ali e col­let­tivi. Sem­bra­va che ad un cer­to pun­to si fos­se rag­giun­to un accor­do su una pro­pos­ta uni­fi­ca­trice, per poi ricadere nei liti­gi.
Ma se si vuole costru­ire un’im­mag­ine uni­ca del­l’iso­la di Pan­tel­le­ria, un’im­mag­ine di nic­chia che con­servi tradizioni, cul­tura e bellez­za, non si può fare a meno di ques­ta isti­tuzione. Ho incon­tra­to Attilio Lic­cia­r­di alla e c’è sta­ta una forte empa­tia tra di noi.
Attilio Lic­cia­r­di è sta­to sin­da­co di Usti­ca per tre man­dati. Ho approf­itta­to per par­lare con lui del­l’Area Mari­na Pro­tet­ta di Usti­ca, di cosa sig­nifi­ca ques­ta isti­tuzione per l’iso­la di Usti­ca e di cosa potrebbe sig­nifi­care per l’iso­la di Pan­tel­le­ria. Gli esem­pi vir­tu­osi si copi­ano! 
Ho vision­a­to tut­to quel­lo che c’era in youtube su di lui, dal­la sua pas­sione per la cor­sa, ai suoi comizi travol­gen­ti per le elezioni comu­nali di Usti­ca: si può vera­mente dire che Attilio Lic­cia­r­di è sta­to ed è un “Cap­i­tan Futuro“ per la sua iso­la. Capace di incidere sul­la vita ed econo­mia del­la sua iso­la. 
 

Attilio, dal tuo punto di vista, il Parco Marino quali benefici ha portato all’isola di Ustica?

 
Nel momen­to in cui si è dato vita al Par­co, allo­ra Area Mari­na Pro­tet­ta, è sta­to un proces­so di coin­vol­gi­men­to totale del­la popo­lazione locale, dei pesca­tori e degli oper­a­tori tur­is­ti­ci. È sta­ta un oper­azione che ormai risale a più di tren­t’an­ni fa da parte del­l’am­min­is­trazione di allo­ra ver­so tut­ta la popo­lazione e il set­tore pri­va­to. Abbi­amo vis­su­to alcu­ni anni d’in­certez­za, ma dob­bi­amo anche dire che dal 1990 al 2001 la Ris­er­va Mari­na Pro­tet­ta è sta­ta un volano eccezionale per lo svilup­po eco­nom­i­co di Usti­ca, lan­cian­dola a liv­el­lo inter­nazionale. Ha cre­ato relazioni con tut­to il mon­do del­la ricer­ca sci­en­tifi­ca, ha cre­ato relazioni con il mon­do del­l’as­so­ci­azion­is­mo ambi­en­tal­ista, ha sper­i­men­ta­to, anche lavori nuovi, come la gui­da ambi­en­tal­ista sub­ac­quea che è sta­ta inven­ta­ta per la pri­ma vol­ta a Usti­ca. Ha atti­ra­to l’at­ten­zione inter­nazionale su uno svilup­po tur­is­ti­co ad un uso del ter­ri­to­rio e del mare più con­sapevoli.
 

Quindi è stato un forte volano per lo sviluppo economico dell’isola di Ustica?

 
Un volano eco­nom­i­co, cer­ta­mente, e una spin­ta forte sul­l’e­cono­mia verde. Tan­to è vero che, dal­l’es­pe­rien­za di Usti­ca, sono nate tante Aree Marine Pro­tette. Poi nel 2001 con l’avven­to del gov­er­no di cen­trode­stra di Berlus­coni e con al Min­is­tero del­l’Am­bi­ente Mat­te­oli, ci fu un attac­co vero e pro­prio ver­so i parchi mari­ni e le ris­erve pro­tette. In pri­mo luo­go, furono attac­cati il Par­co Nazionale d’Abruz­zo e la Ris­er­va Mari­na Pro­tet­ta di Usti­ca sia in ter­mi­ni di trasfer­i­men­ti, sia in ter­mi­ni di aumen­to del­la buro­crazia e sia in ter­mi­ni di dimin­uzione del potere d’au­to­ges­tione dei parchi. Per questo moti­vo, è segui­to almeno un decen­nio, in cui ha sof­fer­to tut­to il sis­tema parchi in Italia.
Adesso il sis­tema si è sta­bi­liz­za­to, sopratut­to per  la con­sapev­olez­za che il piane­ta va dife­so in toto non solo nelle aree marine pro­tette. Quin­di le ris­erve sono state l’inizio, il pri­mo pas­so del­la con­sapev­olez­za che la dife­sa del­l’am­bi­ente com­in­cia da casa nos­tra. Oggi il tema del­la sosteni­bil­ità ambi­en­tale non riguar­da sola­mente le aree pro­tette, ma riguar­da tut­to il piane­ta come sap­pi­amo. Il cam­bi­a­men­to cli­mati­co, il riscal­da­men­to glob­ale del piane­ta o riguar­da tut­to il piane­ta o non se ne fa niente, non si rag­giunge nes­sun risul­ta­to. 
Le aree pro­tette sono dei pun­ti di eccel­len­za, ovvi­a­mente, ma devono essere il pri­mo pun­to del­la con­sapev­olez­za e del fare, per sal­vare il piane­ta.
 

Ustica come Pantelleria. La creazione di parchi marini o terrestri è un tentativo di creare delle nicchie per conservare paesaggi, tradizioni sociali, storico culturali e bellezze, costruendo un unicum che diventa un biglietto da visita esclusivo dell’isola. Le azioni che hai compiuto sulla tua isola vanno in questa direzione?

 
Cer­ta­mente. Il fat­to di carat­ter­iz­zarsi come Area Mari­na Pro­tet­ta, deter­mi­na in un pub­bli­co molto atten­to, la mag­giore atten­zione, un faro ver­so la tua iso­la. E ques­ta sen­si­bil­ità ambi­en­tale è molto cresci­u­ta nei gio­vani, negli anni. E il pot­er­si pre­sentare come un’iso­la o un luo­go che fa del­la tutela un suo mar­chio dà cer­ta­mente dei van­tag­gi come mar­ket­ing tur­is­ti­co, ma anche e soprat­tut­to come occa­sioni di lavoro par­ti­co­lari. Noi abbi­amo avu­to un incre­men­to stra­or­di­nario del­la pre­sen­za del tur­is­mo sub­ac­queo in questi ulti­mi tren­t’an­ni. È cresci­u­ta tan­tis­si­mo, poi un indot­to eco­nom­i­co impor­tante, per­ché il tur­is­mo sub­ac­queo è un tur­is­mo molto tran­quil­lo, che rimane come min­i­mo una set­ti­mana, che ama vivere la vita com­p­lessi­va del­l’iso­la e social­iz­za molto col tes­su­to sociale locale. Questo mar­chio del­l’Area Mari­na Pro­tet­ta è utile e carat­ter­iz­za la comu­ni­cazione glob­ale per le fiere per esem­pio. Per un tur­is­mo spe­cial­is­ti­co che por­ta van­tag­gi a tut­ti. Sul­la base di questo, alcu­ni alber­ga­tori, per esem­pio, han­no pre­so inizia­tive per la preser­vazione del­l’am­bi­ente, sul­l’u­so del­l’ac­qua, han­no com­in­ci­a­to per pri­mi a fare la rac­col­ta dif­feren­zi­a­ta loro, e a pro­muover­la. Si è introdot­ta nel­l’e­cono­mia isolana la cul­tura eco­log­i­ca e ne abbi­amo fat­to un mar­chio di riconosci­men­to.
 
Sic­come Usti­ca come Pan­tel­le­ria sono isole a vocazione tur­is­ti­ca, mi incu­rio­sisce sapere di più sul set­tore tur­is­ti­co che riguar­da gli oper­a­tori delle gite in mare intorno alle isole. A Pan­tel­le­ria ci sono molte spi­agge e golette che sono solo rag­giun­gi­bili da mare, come ci sono anche pesca­tori che coin­vol­go­no i tur­isti nelle uscite per andare a pesca, in una sor­ta di pesca-tur­is­mo.
 

Questa categoria di isolani hanno creato ad Ustica ostacoli nei confronti dell’Area Marina Protetta, per i limiti che questa pone? 

 
La stra­grande mag­gio­ran­za delle per­sone apprez­zano questo modo di approc­cia­r­si all’iso­la e si avvic­i­nano all’iso­la per questo moti­vo. Ci sono per­sone che fan­no un uso più util­i­taris­ti­co del ter­ri­to­rio, che lo vogliono con­sumare. Noi abbi­amo avu­to episo­di di pesca di fro­do, di immer­sioni sub­ac­quee fuori dal­la nor­ma, abbi­amo avu­to e abbi­amo nel­la zona A e B pesca non con­sen­ti­ta. Non è mai paci­fi­co l’u­ti­liz­zo intel­li­gente del ter­ri­to­rio. Ma questo vale a mare come vale a ter­ra! Ci sono inter­es­si per­son­ali che non ten­gono con­to del bene comune. Ques­ta è una battaglia cul­tur­ale da tenere sem­pre viva, soprat­tut­to ora che tutte le asso­ci­azioni gio­vanili ci dicono che lo sta­to di salute del piane­ta è grave. O si pren­dono provved­i­men­ti dras­ti­ci o la ter­ra col­las­sa. Cosa che la polit­i­ca ha capi­to ed incom­in­cia a fare.
 

Come Sindaco di un isola, hai sicuramente dovuto trattare quotidianamente il problema dei trasporti, quello della sanità, che pongono i sindaci delle isole “in trincea”. Come vivi queste situazioni?

 
Si, eccome! Noi abbi­amo avu­to e abbi­amo vis­su­to lo scan­da­lo che ha investi­to Usti­ca Lines. Un sis­tema di cor­ruzione dif­fu­so, che noi abbi­amo com­bat­tuto fin dal pri­mo momen­to anche in maniera dras­ti­ca, che vol­e­va sfruttare i bisog­ni delle isole per fare affari. Noi lo abbi­amo rad­i­cal­mente com­bat­tuto e denun­ci­a­to come osta­co­lo alla piena fruizione del­la con­ti­nu­ità ter­ri­to­ri­ale. È una con­tin­ua battaglia con­tro le riduzioni dei fon­di e delle corse, come se nelle isole non ci abitasse nes­suno. È una doppia battaglia, da un lato avere i servizi nec­es­sari e dal­l’al­tra denun­cia­re e com­bat­tere sprechi, cor­ruzioni, imbrogli e cose sim­i­lari. Le due cose sono da atten­zionare assieme.
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