La polizia Penitenziaria contesta il Provveditore: assente e gestore sconsiderato

La polizia Penitenziaria contesta il Provveditore: assente e gestore sconsiderato

04/04/2019 0 Di puntoacapo

Questo arti­co­lo è sta­to let­to 1867 volte!

Provveditore penitenziario di Lazio, Abruzzo e Molise: interlocutore assente e gestione sconsiderata della regione

Le scriven­ti OO.SS. devono nec­es­sari­a­mente sen­si­bi­liz­zare i Ver­ti­ci del­l’Am­min­is­trazione Pen­iten­ziaria per un inter­ven­to imme­di­a­to per risol­vere le gravis­sime prob­lem­atiche che, attual­mente, inter­es­sano gli isti­tu­ti ed i servizi pen­iten­ziari del Lazio.

Com­pe­tente in tal sen­so, dovrebbe essere il Provved­i­tore Regionale ma, ad oggi, le OO.SS con­tin­u­ano a riscon­trare la Sua com­ple­ta assen­za; assen­za che ci pre­oc­cu­pa e non poco, poiché i prob­le­mi non sono risolti ma peg­gio anco­ra si aggra­vano con­tin­u­a­mente e ciò non è più toller­a­bile.

Dal 2016 ad oggi, il Provved­i­tore di Lazio, Abruz­zo e Molise si è con­trad­dis­tin­to soltan­to per aver adot­ta­to azioni uni­lat­er­ali e non con­di­vise con le Orga­niz­zazioni Sin­da­cali; azioni che si sono, oltremo­do, riv­e­late desta­bi­liz­zan­ti ed han­no con­trib­u­to ad inde­bolire il già pre­cario sis­tema pen­iten­ziario regionale.

Il peg­gior esem­pio è sta­to l’aver stru­men­tal­iz­za­to l’in­tro­duzione del sis­tema infor­mati­co GUSWEB per “annullare”, sen­za alcun con­fron­to con le Orga­niz­zazioni Sin­da­cali, tut­ti gli accor­di sul­l’o­rario di lavoro ad oggi vigen­ti!

Tut­to questo, nonos­tante la con­sapev­olez­za che la mag­gior parte degli isti­tu­ti e dei servizi del Lazio, car­en­ti di per­son­ale di polizia pen­iten­ziaria e con moltepli­ci carichi di lavoro da assi­cu­rare, si “reggevano” sul pre­cario equi­lib­rio di accor­di decen­trati, siglati con la pre­vi­sione di doppi turni, uni­ca soluzione plau­si­bile che da un lato sop­peri­va alle quo­tid­i­ane e con­cla­mate esi­gen­ze di servizio a cos­to zero e dall’altro agevola­va il per­son­ale di polizia pen­iten­ziaria che, per esi­gen­ze per­son­ali e famil­iari, presta­va la pro­pria disponi­bil­ità nel­lo svol­gi­men­to di tale orario di servizio.

Ciò non di meno, ecco che a par­tire dal 1° novem­bre 2018, avvio del tan­to famiger­a­to GUSWEB, qua­si da per­fet­to estra­neo del­la realtà di pro­pria ges­tione, d’emblée il Provved­i­tore del Lazio, Abruz­zo e Molise estingue ogni Accor­do decen­tra­to, impo­nen­do alle Direzioni di atten­er­si scrupolosa­mente alle tur­nazioni pre­viste dall’Accordo Quadro Nazionale 2004, igno­ran­do che l’orario di lavoro rien­tra tra le com­pe­ten­ze delle Orga­niz­zazioni Sin­da­cali in ambito appun­to del­la con­trat­tazione decen­tra­ta!

E le con­seguen­ze non finis­cono qui, per­ché negli isti­tu­ti e nei servizi con il nuo­vo orario di lavoro (pri­vo di una con­cer­tazione sin­da­cale) si cer­ca di “far fronte” alle neces­sità quo­tid­i­ane con le poche unità di Polizia Pen­iten­ziaria in servizio, vista l’im­pos­si­bil­ità di ricor­rere ai “doppi turni” a cos­to zero, facen­do inevitabil­mente ricor­so allo stra­or­di­nario. Ma anco­ra peg­gio: il per­son­ale viene trat­tenu­to per 12 ore ed oltre ma non viene paga­ta la doppia pre­sen­za ne tan­tomeno l’incentivo.

Anche qui, fin da subito, le scriven­ti Orga­niz­zazioni Sin­da­cali han­no rap­p­re­sen­ta­to le pro­prie pre­oc­cu­pazioni per quan­to con­cerne la reale pos­si­bil­ità di cop­er­tu­ra dei fon­di per la liq­uidazione delle ore stra­or­di­nar­ie. Pre­oc­cu­pazione conc­re­ta vis­to che, a dis­tan­za di soli cinque mesi, il Provved­i­tore del Lazio, Abruz­zo e Molise “si accorge” che gli isti­tu­ti ed i servizi han­no super­a­to il monte ore disponi­bile richia­man­do le Direzioni degli isti­tu­ti e dei servizi a riv­is­itare l’or­ga­niz­zazione del lavoro! 

Siamo alla com­me­dia dell’assurdo: il Provved­i­tore che “impone” la mod­i­fi­ca dell’organizzazione del lavoro e poi “impone” a chi ave­va “impos­to” di rivedere quel­la stes­sa orga­niz­zazione!

Purtrop­po è sulle spalle del per­son­ale di Polizia Pen­iten­ziaria, però, che si riper­cuotono le deci­sioni scri­te­ri­ate di un Provved­i­tora­to dis­trat­to e forte­mente con­fu­so sul pro­prio ruo­lo e sulle pro­prie fun­zioni!

Il carcere di Cassi­no viene sfol­la­to di un repar­to per crit­ic­ità strut­turali tra Viter­bo e Rieti … ci si aspet­terebbe un’azione da parte del Provved­i­tore, una paro­la di sosteg­no … nul­la!

Viter­bo e Rieti riman­gono con lo stes­so iden­ti­co per­son­ale di Polizia Pen­iten­ziaria! Assur­do!

Di pochi giorni, la trage­dia di Viter­bo dove un detenu­to uccide il suo com­pag­no di cel­la.

Ci si aspet­terebbe un Provved­i­tore che prende in mano la situ­azione … e cosa accade? Nul­la!

Tut­to questo las­cia sen­za parole!

Spi­ace ancor di più toc­care con mano lo sta­to di abban­dono da parte di un Provved­i­tore che invece di sal­va­guardare il per­son­ale di Polizia Pen­iten­ziaria del Lazio lo las­cia solo, in balìa degli even­ti …

Bas­ta!

Noi Sigle scriven­ti siamo stanche, deluse, amareg­giate! Cos’al­tro dob­bi­amo anco­ra atten­der­ci?

È inac­cetta­bile che ad ogni man­can­za da parte del­l’Am­min­is­trazione Pen­iten­ziaria, sia chiam­a­to a rispon­dere davan­ti all’Au­torità Giudiziaria sem­pre il poliziot­to pen­iten­ziario che, per prestare il pro­prio dovere, si ritro­va ad essere etichet­ta­to come il colpev­ole di turno, sem­plice­mente per aver avu­to la sfor­tu­na di trovar­si a lavo­rare nel momen­to in cui è suc­ces­so qual­cosa!

Bas­ta!

Non serve par­lare di benessere del per­son­ale sul pos­to di lavoro, fir­mare pro­to­col­li d’in­te­sa per il sup­por­to psi­co­logi­co al per­son­ale di polizia pen­iten­ziaria, fare cor­si sul­la mind­ful­ness … eccetera … eccetera, quan­do poi “di fat­to” la Polizia Pen­iten­ziaria viene let­teral­mente pre­sa a schi­af­fi, cal­ci e pug­ni ogni giorno!

Bas­ta! È una ver­gogna!

Le scriven­ti Sigle Sin­da­cali vogliono i fat­ti!

Per­tan­to, con­sid­er­a­to quan­to sopra, nel richia­mare le note con­giunte del 25 mar­zo u.s. aven­ti per ogget­to “Sta­to di agi­tazione – procla­mazione mobil­i­tazione per la man­i­fes­tazione orga­niz­za­ta avan­ti al D.A.P. per la data del 05. APRILE 2019” e “Atti­vazione delle pro­ce­dure di raf­fred­da­men­to dei con­flit­ti” invi­ate al DAP e rimaste sen­za rispos­ta, si rib­adisce lo sta­to di agi­tazione del per­son­ale che avrà ter­mine solo nel momen­to in cui l’Amministrazione Cen­trale si adop­er­erà in modo con­cre­to per risol­vere le gravis­sime prob­lem­atiche che, ad oggi, afflig­gono gli isti­tu­ti ed i servizi del Lazio.

SAPPe OSAPP UIL Pen. SiNAPPe CISL FNS USPP FSA/CNPP

Som­ma Proi­et­ti Tuzi Pieruc­ci Costan­ti­no Di Ste­fano Rig­gi

Con­di­vi­di:
error14
fb-share-icon0
Tweet 20
fb-share-icon20