Sicilia: appello al Governo per non far morire le ex-Province

Sicilia: appello al Governo per non far morire le ex-Province

18/02/2019 0 Di puntoacapo

Questo arti­co­lo è sta­to let­to 346 volte!

SICILIA, EX PROVINCE, DA PALERMO APPELLO AL GOVERNO CONTE, TUTTI UNITI: MUSUMECI, ORLANDO E SIGLE SINDACALI

Parte dal­la Sala Alessi di Palaz­zo d’Or­leans l’appello delle isti­tuzioni sicil­iane al gov­er­no Con­te affinché le ex Province non muoiano.
È il risul­ta­to dell’incontro che il pres­i­dente del­la Regione Nel­lo Musume­ci ha volu­to con i par­la­men­tari nazion­ali elet­ti in Sicil­ia, per giun­gere subito all’e­m­anazione di un decre­to legge sug­li enti locali che eli­m­i­ni il mec­ca­n­is­mo del pre­lie­vo for­zoso che ha por­ta­to al col­las­so le ex Province del­l’Iso­la. Una mis­sion alla quale dep­u­tati e sen­a­tori — di mag­gio­ran­za e oppo­sizione pre­sen­ti al ver­tice — han­no assi­cu­ra­to pieno sosteg­no. Sarà l’assessore del­l’E­cono­mia, Gae­tano Armao, che con Roma è impeg­na­to da tem­po in una inter­locuzione su questi temi, a far­si por­tav­oce del­la richi­es­ta che il gov­er­na­tore con­denserà in un una nota uffi­ciale. 
Dal min­is­tero del­l’E­cono­mia, il gov­er­no Musume­ci ha già ottenu­to l’as­si­cu­razione di trovare una soluzione defin­i­ti­va alla crisi degli Enti di area vas­ta entro il prossi­mo 30 set­tem­bre, ma il pre­cip­itare del­la situ­azione impone di accel­er­are i tem­pi affinché all’Iso­la pos­sa essere ris­er­va­to lo stes­so trat­ta­men­to delle altre regioni d’I­talia dove i bilan­ci delle ex Province godono di un ris­toro sig­ni­fica­ti­vo da parte del­lo Sta­to.
È sta­ta la rifor­ma Del­rio a provo­care una insosteni­bile dis­par­ità tra Regioni ordi­nar­ie e a statu­to spe­ciale, ves­sate dal cosid­det­to con­trib­u­to di risana­men­to alla finan­za pub­bli­ca. All’incontro era­no pre­sen­ti, oltre ad Armao, anche gli asses­sori region­ali alle Autonomie locali Bernardette Gras­so e alla Salute Rug­gero Raz­za.
«Le con­seguen­ze di quel­la che può essere defini­ta una fin­ta rifor­ma — affer­ma il pres­i­dente Musume­ci — sono sot­to gli occhi di tut­ti e non las­ciano ulte­ri­ori mar­gi­ni di tem­po per trovare una soluzione: strade provin­ciali abban­do­nate al disses­to, servizi sociali essen­ziali negati, stipen­di a ris­chio per i dipen­den­ti. Il default è dietro l’an­go­lo anche per le ammin­is­trazioni che anco­ra non lo han­no dichiara­to. Il prob­le­ma si risolve a Roma ed è per questo che ho volu­to coin­vol­gere dep­u­tati e sen­a­tori sicil­iani affinché ognuno fac­cia la pro­pria parte. E’ sta­to un bel momen­to di sol­i­da­ri­età isti­tuzionale che, sono cer­to, tro­verà un suo riscon­tro nei fat­ti. Da Roma abbi­amo ottenu­to già alcu­ni impeg­ni ma adesso bisogna accel­er­are. L’ave­vano spac­cia­ta per una grande rifor­ma e, invece, han­no mas­sacra­to enti che per 160 anni ave­vano fat­to, e anche bene, il pro­prio lavoro». Il pres­i­dente ha annun­ci­a­to anche l’elaborazione di un dossier  che ricostru­irà «decen­ni di omis­sioni e di aval­li a scelte sceller­ate».  
La Regione già ai pri­mi di mar­zo, subito dopo la pub­bli­cazione del bilan­cio, è intan­to pronta a ver­sare nelle casse delle ex Province — come ha assi­cu­ra­to l’asses­sore Armao — 112 mil­ioni di euro stanziati con l’ul­ti­ma manovra.
«Men­tre i 540 mil­ioni che lo Sta­to si è già impeg­na­to a des­tinare nei prossi­mi sei anni a Liberi con­sorzi e Cit­tà met­ro­pol­i­tane — ha spie­ga­to — potran­no servire ad assor­bire il cari­co dei mutui con­trat­ti e a lib­er­are risorse per altri 23 mil­ioni di euro».
Al ver­tice han­no pre­so parte anche il pres­i­dente del­l’An­ci Sicil­ia Leolu­ca Orlan­do e i seg­re­tari region­ali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Questi ulti­mi han­no man­i­fes­ta­to apprez­za­men­to per l’inizia­ti­va del gov­er­na­tore e per «un nuo­vo mod­el­lo di col­lab­o­razione», avan­zan­do la richi­es­ta di tenere aper­to il tavo­lo del con­fron­to per seguire costan­te­mente, pas­so dopo pas­so, tutte le tappe suc­ces­sive.
Con­di­vi­di:
error0