FESTIVAL DELLE INNOVAZIONE DELLA SCIENZA E DELLE ARTI VELLETRI 2019

FESTIVAL DELLE INNOVAZIONE DELLA SCIENZA E DELLE ARTI VELLETRI 2019

15/01/2019 0 Di Fabio Ciarla

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Grande parte­ci­pazione alla Pri­ma edi­zione del Fes­ti­val delle Inno­vazioni del­la Scien­za e delle Arti, i tre giorni di appun­ta­men­ti han­no infat­ti reg­is­tra­to oltre 2 mila pre­sen­ze, ed han­no riu­ni­to, appas­sion­ati di tec­nolo­gia, arti­giani dig­i­tali, scuole, uni­ver­si­tari, edu­ca­tori, i cen­tri di ricer­ca, artisti, gli stu­den­ti, impren­di­tori e curiosi. L’Isa Fes­ti­val è nato con l’in­ten­to di far conoscere realtà diverse ma tutte unite da un filo con­dut­tore, il meto­do. Scop­erte, prog­et­ti, ricerche, opere artis­tiche sono impor­tan­ti non solo per­ché real­iz­zate ma anche per come sono state real­iz­zate. E su questo tema han­no por­ta­to la loro espe­rien­za per­son­ag­gi come il medico ricer­ca­tore Lau­ra Soucek, l’artista Alvaanq, il fisi­co Alessia Mat­tac­chioni, lo scenografo Gae­tano Castel­li e molti altri. Tut­ti accu­mu­nati dal­la pas­sione per la ricer­ca e l’in­no­vazione. Altro filo con­dut­tore è sta­ta l’ap­parte­nen­za, sia per nasci­ta sia per adozione alla cit­tà di Vel­letri. Molti dei pro­fes­sion­isti inter­venu­ti van­tano infat­ti numerosi lega­mi con la nos­tra cit­tà.

I tan­tis­si­mi vis­i­ta­tori del Fes­ti­val han­no così assis­ti­to al rac­con­to di come sia sta­ta cre­a­ta una gal­le­ria d’arte orbi­tante nel­lo spazio gra­zie a Pao­lo Mon­ti, Rober­to Som­ma e Rober­to Azzoli­ni. Il fisi­co Alessia Mat­tac­chioni ha emozion­a­to la sala con il prog­et­to artis­ti­co por­ta­to avan­ti all’interno dei lab­o­ra­tori del Cern. Un Audi­to­ri­um pieno e appas­sion­a­to ha applau­di­to Lau­ra Soucek in col­lega­men­to dal­la Spagna. Il pro­fes­sore Mario Fed­eri­co Rol­fo e il ricer­ca­tore Mau­r­izio Gat­ta, nel cor­so di scavi a Cis­ter­na di Lati­na, han­no por­ta­to alla luce resti risalen­ti ai tem­pi di Nean­derthal tra gli altri, rinoceron­ti e iene. Mar­ti­na Tesei ha dimostra­to l’importanza dei droni per la sicurez­za ambi­en­tale men­tre Francesca Calenne, insieme ai gio­vani ideatori di GDvERSE, ha pos­to l’attenzione sull’importanza di luoghi che fungano da incu­ba­tori di idee come Lazio Inno­va.

Il fisi­co Diego Taglioni ha entu­si­as­ma­to i ragazzi delle scuole supe­ri­ori spie­gan­do i big data e l’intelligenza arti­fi­ciale. Luca Bor­ro ha por­ta­to la tes­ti­mo­ni­an­za di un inter­ven­to di sep­a­razione di due gemelle siame­si rius­ci­to ad una inno­v­a­ti­va tec­ni­ca di stam­pa in 3D. Il Crea di Vel­letri ha por­ta­to la tes­ti­mo­ni­an­za di un nuo­vo meto­do di lavoro che per­me­tte di uti­liz­zare anche i sot­to­prodot­ti del vino per real­iz­zare nuove cat­e­gorie com­mer­ciali. Lucio Alle­gret­ti e Mat­teo Pal­loc­ca han­no por­ta­to le loro tes­ti­mo­ni­anze rispet­ti­va­mente dal mon­do del­la ricer­ca a da quel­lo del­la bioin­for­mat­i­ca. Ilar­ia Di Tul­lio e Ile­nia Masi han­no rac­con­ta­to, ai pre­sen­ti, le dif­fi­coltà che le donne, anco­ra oggi, pos­sono incon­trare nel loro cam­mi­no.

I docen­ti dell’Accademia delle Belle Arti di Roma- sede di Vel­letri han­no entu­si­as­ma­to i ragazzi con le infi­nite pos­si­bil­ità che l’arte offre a chi ne vuole fare una car­ri­era lavo­ra­ti­va. Lucio Argano, per sette anni diret­tore del Fes­ti­val del Cin­e­ma di Roma ha rac­con­ta­to la gen­e­si di un prog­et­to cul­tur­ale. Ser­gio Got­ti, insieme a Sil­via Sfreco­la Romani, ha por­ta­to al pub­bli­co pre­sente in Audi­to­ri­um, il rac­con­to di come da un mate­ri­ale povero, come il car­tone, sia rius­ci­to a far emerg­ere il Caos e il Silen­zio, temi del­la sua mostra. Il gio­vane cre­ati­vo Alvaanq ha tes­ti­mo­ni­a­to come, con meto­do e fan­ta­sia, i gran­di sog­ni, pos­sano real­iz­zarsi anche par­tendo da una stan­za a Vel­letri.

Il prog­et­tisti Fed­eri­co Ognibene e Mar­co Fras­caro­lo han­no ‘nar­ra­to’ la luce, rac­con­tan­do i numerosi prog­et­ti di illu­mi­nazione che han­no real­iz­za­to, tra cui quel­lo alla Basil­i­ca di San Francesco d’Assisi o quel­lo per le olimpia­di di Rio 2016. Gae­tano Castel­li, scenografo di dician­nove edi­zioni del Fes­ti­val di San­re­mo, ha rac­con­ta­to attra­ver­so i suoi lavori, decen­ni di cul­tura e sto­ria del­la tele­vi­sione ital­iana.

Il fes­ti­val ha viag­gia­to su tre diver­si bina­ri offen­do dif­fer­en­ti espe­rien­ze in base all’età dei parte­ci­pan­ti agli even­ti. Per gli alun­ni dei Licei, del­l’Is­ti­tu­to Tec­ni­co Agrario, Isti­tu­to Tec­ni­co Geometri e del­l’Is­ti­tu­to Tec­ni­co Infor­mati­co il nodo cen­trale degli inter­ven­ti era l’ori­en­ta­men­to. Oltre quin­di ad assis­tere ai con­veg­ni in cui i rela­tori han­no rac­con­ta­to le loro espe­rien­ze ed illus­tra­to le materie sci­en­ti­fiche alla base delle loro car­riere, gli stu­den­ti han­no potu­to conoscere e con­ver­sare con fisi­ci, bioin­for­mati­ci, ingeg­neri, prog­et­tisti, astrofi­ci ed artisti pren­den­do spun­to per una pos­si­bili e futu­ra car­ri­era uni­ver­si­taria. Per i più gio­vani invece, gra­zie alla pre­sen­za dei lab­o­ra­tori espe­rien­ziali di Fare-Edu­tain­ment, è sta­to pos­si­bile uscire dalle aule sco­las­tiche e avvic­i­nar­si alla scien­za e all’arte con esper­i­men­ti prati­ci. Nel cor­so dei pomerig­gi dei tre giorni del Fes­ti­val invece i vis­i­ta­tori del­l’Isa Fes­ti­val han­no potu­to assis­tere alle numerose con­feren­ze tem­atiche.

Tre i momen­ti espos­tivi pre­sen­ti all’in­ter­no degli spazi del­la Casa delle Cul­ture e del­la Musi­ca di Vel­letri. Il Mae­stro Ser­gio Got­ti con la sua mostra Caos e Silen­zio, il Mae­stro Pao­lo Mon­ti con le sue video instal­lazioni e la mostra fotografi­ca di Fed­eri­co Ognibene, che ha rac­con­ta­to un per­cor­so lun­go 50 anni di prog­et­ti di light design tra spet­ta­co­lo, arte e mon­u­men­ti.

Real­iz­za­to gra­zie ai fon­di del­la Regione Lazio, e forte­mente volu­to dal­l’asses­sore alla Cul­tura del Comune di Vel­letri, Romi­na Trenta, il Fes­ti­val delle Inno­vazioni del­la Scien­za e delle Arti è nato anche con l’in­ten­to di pro­durre val­ore, ovvero ha vis­to la coop­er­azione tra attori del ter­ri­to­rio, uni­tosi per val­oriz­zare le espe­rien­ze e le risorse pre­sen­ti, portare alla luce i buoni prog­et­ti ed atti­rare un tur­is­mo con­sapev­ole. Diverse realtà che si sono incon­trate per pre­sentare i pro­pri prog­et­ti e con­di­videre le pro­prie conoscen­ze e scop­erte. Per l’assessore Romi­na Trenta un val­ore di un fes­ti­val si quan­tifi­ca: “Nell’interesse che gen­era e nelle con­t­a­m­i­nazioni che va a inter­cettare. Tut­ti gli appun­ta­men­ti han­no gen­er­a­to curiosità ed han­no per­me­s­so a le moltissime per­sone inter­venute di sco­prire qual­cosa di nuo­vo.”

 

LE DICHIARAZIONI

Gian Pao­lo Manzel­la, Asses­sore Regione Lazio con deleghe allo Svilup­po Eco­nom­i­co, Com­mer­cio e Arti­giana­to, Start-Up, “Lazio Cre­ati­vo” e Inno­vazione: “Noi vivi­amo in una Regione, il Lazio, che van­ta numerose imp­rese inno­v­a­tive. Basti pen­sare che gra­zie a queste imp­rese rius­ci­amo a coprire tut­ta la fil­iera del­lo Spazio, dal­la costruzione dei com­po­nen­ti nec­es­sari per costru­ire la stazione orbi­tante, al lan­cio in orbi­ta fino al reper­i­men­to dei dati che arrivano dal­l’U­ni­ver­so. Siamo inoltre una grande Regione del­l’arte.  Il mio com­pi­to come ammin­is­tra­tore regionale è, quin­di, val­oriz­zare tut­to questo, recepen­do il grande com­pi­to del­la polit­i­ca mod­er­na: andare a sco­vare le gran­di pro­fes­sioni che esalti­no il nos­tro pat­ri­mo­nio. Siamo la Regione che investe di più, anche gra­zie ai Fon­di Europei. Sen­ti­amo spes­so una crit­i­ca su questo, per questo mi fa piacere dir­lo pro­prio qui, ad un fes­ti­val nato gra­zie ai finanzi­a­men­ti pub­bli­ci all’in­ter­no di una strut­tura, l’ex con­ven­to del Carmine, recu­per­a­to gra­zie ai Fon­di Europi. Un luo­go, questo, che fonde anti­co e mod­er­no insieme anche nel recu­pero, por­tan­do quin­di già nel­la sua strut­tura quelle idee di inno­vazione che sono alla base di questo Fes­ti­val. Mi sen­to, quin­di, di assi­cu­rare, con Daniele (Ognibene n.d.r.) che diven­ti un appun­ta­men­to fis­so.”

Daniele Ognibene, Con­sigliere Regione Lazio, Vice Pres­i­dente del­la Com­mis­sione Agri­coltura, ambi­ente: “L’Isa Fes­ti­val, così come even­ti sim­ili, ser­vono per guardare fuori dai nos­tri con­fi­ni .  Vel­letri può fare tan­to nel cam­po delle inno­vazioni e del­l’arte, bas­ta guardare alla Casa delle Cul­ture e del­la Musi­ca, è sta­ta recu­per­a­ta ques­ta strut­tura gra­zie a mod­erne tec­niche e suc­ces­si­va­mente, con questo Fes­ti­val è sta­ta riem­pi­ta di con­tenu­ti di alta qual­ità”.

Orlan­do Poc­ci, Sin­da­co Comune di Vel­letri: “Voglio evi­den­ziare l’im­por­tan­za di un fes­ti­val divul­ga­ti­vo come l’Isa per i gio­vani. In uno spazio come il Fes­ti­val delle Inno­vazioni del­la Scien­za e delle Arti pos­sono ascoltare, fare domande e avere i pri­mi con­tat­ti con scien­ziati, ricer­ca­tori, artisti, divul­ga­tori e capire come ori­en­tar­si nel­la scelta del­l’ind­i­riz­zo di stu­di da intrapren­dere all’U­ni­ver­sità. Per i più gio­vani, gra­zie ai lab­o­ra­tori espe­rien­ziali, il Fes­ti­val è sta­to utile per vivere diver­si attiv­ità legate alla scien­za e all’arte, fuori da un’aula sco­las­ti­ca ed ha per­me­s­so loro di toc­care con mano diver­si ambiti. Ma questo appun­ta­men­to ha avu­to il pre­gio di essere trasver­sale e di inter­es­sare ogni fas­cia d’età ”

Romi­na Trenta, Asses­sore alla Cul­tura Comune di Vel­letri: “Quan­do scegliamo un meto­do e lo por­ti­amo avan­ti con pas­sione abbi­amo già rag­giun­to un risul­ta­to. Con il tema di questo Fes­ti­val, il meto­do appun­to, abbi­amo cer­ca­to di evi­den­ziare l’im­por­tan­za del­la cul­tura che com­prende la scien­za e l’in­no­vazione e come si svilup­pano nei vari ambiti, anche artis­ti­ci. Ma la ricer­ca non può, ovvi­a­mente, restare fine a se stes­sa, per questo è fon­da­men­tale divul­gare, da qui è nata l’idea del Fes­ti­val. Vor­rei ringraziare tut­ta la macchi­na ammin­is­tra­ti­va del Comune di Vel­letri, il mio asses­so­ra­to, il pres­i­dente del­la Com­mis­sione Cul­tura Gior­gio Zaccagni­ni, i tec­ni­ci e le tutte le per­sone che ci han­no per­me­s­so di real­iz­zare questo even­to. Gra­zie a tut­ti, vi diamo appun­ta­men­to al 2020!”

Gior­gio Zaccagni­ni, Pres­i­dente Com­mis­sione Cul­tura Comune di Vel­letri: “Quel­la del Fes­ti­val delle Inno­vazioni del­la Scien­za e delle Arti è sta­ta innanz­i­tut­to una sfi­da a viso aper­to alla super­fi­cial­ità e all’im­provvisazione che sem­bra­no invadere la nos­tra quo­tid­i­an­ità. In questi tre giorni abbi­amo volu­to dimostrare che i risul­tati gli obi­et­tivi che cias­cuno di noi si pre­figge han­no bisog­no di pog­gia­re sal­da­mente su un meto­do di lavoro per essere rag­giun­ti. Ques­ta è la pre­mes­sa intorno alla quale abbi­amo costru­ito il Fes­ti­val. Il grosso lo han­no fat­to i ricer­ca­tori, gli scien­ziati, gli artisti, gli impren­di­tori e gli stu­den­ti che han­no volu­to con­di­videre i loro prog­et­ti, i loro stu­di, le loro ambizioni, le loro espe­rien­ze di vita. Tut­ti o qua­si legati in qualche modo a Vel­letri, l’al­tro ele­men­to carat­ter­iz­zante di questo fes­ti­val e forse anche il più roman­ti­co. Ringrazio pub­bli­ca­mente l’asses­sore alla Cul­tura Romi­na Trenta e la strut­tura comu­nale. L’idea è quel­la di inserire il fes­ti­val tra gli even­ti che la cit­tà offre annual­mente, con l’am­bizione di ren­der­lo un appun­ta­men­to qual­i­f­i­cante del ter­ri­to­rio. E la parte­ci­pazione a questi tre giorni ric­chi di appun­ta­men­ti è un seg­nale entu­si­as­mante e tut­t’al­tro che scon­ta­to. Quan­do deci­di di sper­i­menta­re nuove forme di coin­vol­gi­men­to infat­ti ti assu­mi il ris­chio che accom­pa­gna ogni novità, ma questo Fes­ti­val è sta­ta l’ul­te­ri­ore con­fer­ma del fer­men­to cul­tur­ale che si res­pi­ra a Vel­letri e che l’asses­so­ra­to alle Politiche Cul­tur­ali sta cer­can­do di esaltare e favorire, con appun­ta­men­ti di qual­ità che per­me­t­tono la cresci­ta col­let­ti­va del­la cit­tà.”

ALCUNI INTERVENTI

(sul sito www.isafestival.it tut­ti i rela­tori del Fes­ti­val)

Lau­ra Soucek, medico ricer­ca­tore: “Per me tut­to è inizia­to a Vel­letri, ero uno dei tan­ti pen­dolari che, ogni mat­ti­na, pren­de­va il treno dal­la stazione locale per rag­giun­gere l’u­ni­ver­sità a Roma. Ed è nelle aule de La Sapien­za che ho indi­vid­u­a­to la pro­teina che potrebbe per­me­t­tere di scon­fig­gere il can­cro. Mi era sta­to det­to che era impos­si­bile, che la mia scop­er­ta non era impor­tante e suc­ces­si­va­mente, quan­do ho insis­ti­to e fat­to ricerche, mi era sta­to det­to che anche se la mia fos­se sta­ta una scop­er­ta val­i­da non c’er­a­no i fon­di adeguati. Così sono par­ti­ta da Vel­letri pri­ma alla vol­ta degli Sta­ti Uni­ti d’Amer­i­ca e poi per la Spagna. Ora ho fonda­to una mia soci­età e, dopo ven­t’an­ni di sper­i­men­tazioni, sono pronta: la mia scop­er­ta sta per essere immes­sa sul mer­ca­to come far­ma­co per la cura con­tro il can­cro, un far­ma­co che, a dif­feren­za delle cure odierne come la chemio, non dan­neg­gia anche le cel­lule sane del mala­to. Non so se ho segui­to un meto­do, forse il mio meto­do è sta­ta la tes­tardag­gine un po’ tipi­ca di tut­ti i veliterni.”

Alvaanq, artista: “La mia car­ri­era ha pre­so il via dal­la mia stan­za a Vel­letri. Pub­bli­ca­vo sui social i miei dis­eg­ni ed ecco che un giorno un artista famoso, Chris Brown, ha con­di­vi­so un mio lavoro. Ho ottenu­to in pochissi­mo tem­po oltre 250 mila visu­al­iz­zazioni. E’ tut­to par­ti­to così, da allo­ra ho dis­eg­na­to numerose cop­er­tine di Lp di artisti famosi, aziende come Nike e Pra­da mi han­no ingag­gia­to come tes­ti­mo­ni­al, e la mag­gior parte di tut­to questo l’ho fat­to da Vel­letri, ser­ven­do­mi solo di una con­nes­sione. Ora da pochi mesi mi sono trasfer­i­to a Milano per esi­gen­ze lavo­ra­tive ma il mio motore e forse, il meto­do, riman­gono la mia famiglia e i miei ami­ci che sono a Vel­letri”

Gae­tano Castel­li, scenografo di pro­gram­mi come Fan­tas­ti­co e San­re­mo. Da ven­t’an­ni cura le scene del Moulin Rouge a Pari­gi: “In tut­ti questi anni di car­ri­era di quel­lo che sono più orgoglioso sono i suc­ces­si dei mie allievi. Purtrop­po oggi molti si definis­cono artisti sen­za averne le pos­si­bil­ità Fac­cio un esem­pio: oggi tut­ti de-costru­is­cono, destrut­tura­no ma per far­lo, per ‘dis­trug­gere’ occorre conoscere la sto­ria del­l’arte, la pit­tura, occorre aver imbrat­ta­to chilometri di tele con la pit­tura del pas­sato pri­ma di pas­sare all’as­trat­tismo. Se non lo conosci non puoi ‘dis­trug­ger­lo’.  Si sta per­den­do l’ar­ti­gianal­ità, che era il pun­to di forza del­l’I­talia. Ave­va­mo gran­di maestri arti­giani ma oggi i canali tele­vi­sivi com­pra­no i for­mat, real­iz­zan­do così scenografia tutte uguali in tut­to il mon­do come il Grande Fratel­lo o XFac­tor e così i gran­di arti­giani non ser­vono più. Nel mon­do del­la scenografia, inoltre, come in molti ambiti oggi, si è per­sa la magia con l’avven­to di inter­net.”

Fed­eri­co Ognibene, con la sua azien­da prog­et­tista sis­te­mi di illu­mi­nazione che sono imp­ie­gati in tut­to il mon­do, dai Fes­ti­val di San­re­mo, alle Olimpia­di, alla Basil­i­ca di San Francesco d’Assisi: “Ho avu­to il piacere di parte­ci­pare atti­va­mente a questo even­to, sia come orga­niz­za­tore che come ospite e devo dire che sono molto sod­dis­fat­to, ed in parte stupi­to, del­la pos­i­ti­va rispos­ta di così tan­to pub­bli­co. Durante il mio pri­mo talk del ven­erdì ho vis­to per­sone emozionar­si e ragazzi stupir­si, e questo è un bene. Rius­cire poi a portare al Fes­ti­val ed inter­vistare una vera star come Gae­tano Castel­li (che mi conosce da quan­do ero un fan­ci­ul­lo) è sta­to un grande orgoglio, e un tuffo nel pas­sato. E poi il saba­to, durante la con­feren­za sul­la luce che ho tenu­to assieme al mio caro ami­co e col­le­ga di tante battaglie Mar­co Fras­caro­lo, in un Audi­to­ri­um strapieno e vivo, con tante domande e tan­ti sti­moli per il futuro, è sta­to appa­gante. In un luo­go d’al­tri tem­pi, nel­la casa delle cul­ture e del­la Musi­ca, si è vera­mente assis­ti­ti alla nasci­ta — o forse ad un risveg­lio — di una voglia di conoscen­za, di cul­tura e soprat­tut­to, di mer­av­iglia. Gra­zie al nos­tro asses­sore alla Cul­tura Romi­na Trenta (per­al­tro otti­ma pre­sen­ta­trice), alla nos­tra addet­ta stam­pa Euge­nia Belvedere, a Gior­gio Zaccagni­ni, a Luca Masi, e ai tan­ti ami­ci e col­leghi che han­no con­tribuito alla rius­ci­ta di ques­ta edi­zione, come Sil­via Sfreco­la Romani e Ser­gio Got­ti.
Cer­chi­amo ora di cap­i­tal­iz­zare quan­to di buono è sta­to fat­to e pen­si­amo al prossi­mo Fes­ti­val.”

Pao­lo Maria Mon­ti, Rober­to Azzoli­ni, Rober­to Som­ma
Un artista, un astrofi­co e un man­ag­er del­lo spazio, insieme per rac­con­tare un inno­v­a­ti­vo prog­et­to artis­ti­co-sci­en­tifi­co ideato dal­l’artista Pao­lo Mon­ti e real­iz­za­to in col­lab­o­razione con il grup­po di Astro­d­i­nam­i­ca del­l’ate­neo romano. L’opera Taze­bAu si com­pone di ban­conote di dol­laro denudate dei sim­boli, sulle quali ven­gono apposte le firme delle per­sone incon­trate sul cam­mi­no: un metafori­co supera­men­to di tutte le fron­tiere, una ricon­ver­sione del val­ore nom­i­nale in val­ore relazionale. Il mate­ri­ale rac­colto è sta­to poi manda­to in orbi­ta in una sor­ta di pri­ma gal­le­ria orbi­tante nel­lo spazio. 

Alessia Mat­tac­chioni, fisi­ca: “Il Cern, oltre a stu­di­are l’ac­cel­er­azione delle par­ti­celle, ci sono degli artisti che tra­ducono in for­ma d’arte che sia arte e pit­tura il lavoro degli scien­ziati. Questo rende più fruibili alle per­sone il lavoro del Cern. Fumet­ti, scul­ture, dip­in­ti, non ci sono lim­i­ti all’e­spres­siv­ità degli artisti. L’arte si è fat­ta da tramite tra le per­sone che non stu­di­ano scien­za e la scien­za stes­sa. E così la scop­er­ta del Bosone di Hig­gs è diven­ta­ta una com­po­sizione musi­cale.”

Mat­teo Pal­loc­ca, bioin­for­mati­co: “Quan­do, alla doman­da che lavori svol­gi, rispon­do bioin­for­mati­co, nes­suno capisce cosa inten­do. Non esiste­va infat­ti, fino all’an­no scor­so, un cor­so di stu­di per ques­ta pro­fes­sione che unisce conoscen­ze infor­matiche a conoscen­ze di biolo­gia. Quin­di alla doman­da cosa fac­cio rispon­do che il mio prin­ci­pale sogget­to di stu­dio è il DNA e le pro­teine, tramite l’u­ti­liz­zo del com­put­er, che usa per rac­cogliere, con­sultare, anal­iz­zare i dati bio­logi­ci al fine di com­pren­dere i mec­ca­n­is­mi bio­logi­ci.”

Luca Bor­ro, tec­nolo­gia 3D: “All’ospedale pedi­atri­co Bam­bin Gesù di Roma è arriva­to il caso di due gemelline unite per il torace. Gra­zie alla stam­pa 3D abbi­amo potu­to stu­di­are meglio l’anato­mia di queste pazi­en­ti. I due cuori era­no prati­ca­mente attac­cati e il 3D ci ha per­me­s­so di capire come era pos­to lo ster­no delle due bam­bine e, all’e­quipe med­ica, di inter­venire con la mas­si­ma pre­ci­sione. Dopo ques­ta espe­rien­za è evi­dente che ogni ospedale, non solo pedi­atri­co, pos­sa ben­e­fi­cia­re molto del­l’u­ti­liz­zo delle nuove tec­nolo­gie come il 3D, la stam­pa 3D, la realtà vir­tuale e aumen­ta­ta e tutte le tec­nolo­gie immer­sive. Quin­di, sec­on­do il mio modesto parere, tut­ti i nuovi ospedali dovreb­bero avere al loro inter­no un dipar­ti­men­to di inno­vazione tec­no­log­i­ca che con­net­ta i medici con la tec­nolo­gia al servizio del­la salute umana in maniera trasver­sale.”

IN MOSTRA

Ser­gio Got­ti — “Nelle antiche cos­molo­gie con il gre­co χάος (caos) si indi­ca­va “il com­p­lesso degli ele­men­ti mate­ri­ali sen­za ordine preesistente al Cos­mo”ovvero un Uni­ver­so dis­or­di­na­to in con­trap­po­sizione ad un Uni­ver­so Ordi­na­to” come dire il pri­ma ed il dopo, il bel­lo e il brut­to, il bian­co e il nero, il pieno e il vuo­to, il rumore e il silen­zio… Ma il caos fa rumore?” A par­tire da ques­ta doman­da Ser­gio Got­ti ha costru­ito la sua ulti­ma mostra allesti­ta a Palaz­zo del­la Cul­tura e del­la Musi­ca a Vel­letri con­cepi­ta come una sor­ta di instal­lazione teatral­iz­za­ta. “Siamo abit­uati alle sue roboan­ti scul­ture mec­ca­niche ed alle sue splen­dide scenografie teatrali ma sta­vol­ta l’artista le ha messe insieme per creare un ambi­ente espe­rien­ziale, in cui gli spet­ta­tori diven­tano attori. Anche se non sap­pi­amo cosa ci aspet­ta, appare subito evi­dente quan­to diven­ti indis­pens­abile preparar­si ad affrontare la grande gal­le­ria di ritrat­ti, maschere e volti, che rico­pre, con un effet­to che i museografi chi­amereb­bero ad incrostazione, da quadreria sei­cen­tesca, tutte le pareti di una scat­o­la-con­teni­tore tal­mente grande da poter­ci entrare. Un’opera tal­mente impo­nente ed ambiziosa che sem­bra incred­i­bile sia sta­ta real­iz­za­ta con il car­tone. Un mate­ri­ale umile, povero, che Ser­gio ha cor­ag­giosa­mente richiam­a­to dal mon­do dell’imballaggio a quel­lo dell’arte. La tec­ni­ca è stra­or­di­nar­ia e sfi­da i ben­pen­san­ti (è sta­to costret­to a scriver­lo “taglia­to ed assem­bla­to a mano”) ma su tut­to è il dono di ani­mare demi­ur­gi­ca­mente la mate­ria a stupire: come un mod­er­no Prom­e­teo o un dr. Franken­stein con­tem­po­ra­neo, Ser­gio con­ferisce al car­tone una ener­gia nuo­va, vibrante, pal­pa­bile, come attin­gen­do all’origine nat­u­rale per risveg­liarne lo spir­i­to asso­pi­to. Ques­ta instal­lazione, appar­ente­mente sem­plice e chiara, lin­eare, qua­si ludi­ca, in realtà è con­no­ta­ta da impli­cazioni e sig­ni­fi­cati tali da essere una delle opere più com­p­lesse di Ser­gio Got­ti, che “dan­za con il tem­po come un filo d’erba[i]” (Bat­tia­to) e suona come un sereno ma inesora­bile memen­to mori, un ammon­i­men­to mis­te­rioso sul sen­so non solo dell’arte ma del­la vita” (abstract dal cat­a­l­o­go a cura di Sil­via Sfreco­la Romani).

Pao­lo Maria Mon­ti — Tra le tante col­lab­o­razioni con scien­ziati di varia for­mazione che si sono suc­ce­dute negli anni di par­ti­co­lare rilie­vo è sta­ta quel­la con il fisi­co Rober­to Azzoli­ni, respon­s­abile dell’Area Artide e Antar­tide del CNR-PNRA che ha rap­p­re­sen­ta­to l’Italia anche nel­lo Euro­pean Polar Board e nel Comi­ta­to Inter­nazionale per la Scien­za Arti­ca (IASC), nel 2015 è trai cura­tori al Com­p­lesso del Vit­to­ri­ano del­la mostra “Mis­sione Antar­tide: 30 anni di ricer­ca ital­iana nel con­ti­nente estremo”

L’incontro con Rober­to Azzoli­ni, che da molti anni vive a Vel­letri al quale è da sem­pre lega­to, ha vis­to real­iz­zarsi prob­a­bil­mente per la pri­ma vol­ta in Italia la parte­ci­pazione di un artista all’interno di un con­veg­no sci­en­tifi­co. Era infat­ti il 1998 quan­do Azzoli­ni lo invitò al Con­veg­no Inter­nazionale “The Artic Glob­al Change. NY-Ale­sund”, tenu­tosi nel­la stra­or­di­nar­ia cor­nice di Vil­la Rufo­lo a Rav­el­lo con la parte­ci­pazione del criti­co d’arte Pao­lo Bal­mas, un com­bi­na­to che seg­na prob­a­bil­mente in Italia un prece­dente sul “meto­do”, allo­ra anco­ra inusuale. Nel 2010 ha pre­so avvio il sodal­izio tra Pao­lo Mon­ti e l’ingegnere elet­tron­i­co Rober­to Som­ma, uno dei mas­si­mi esper­ti di Spazio aven­do lavo­ra­to fin dagli esor­di nel set­tore spaziale con varie com­pe­ten­ze e Senior Advi­sor del Pres­i­dente e Ammin­is­tra­tore Del­e­ga­to di Tal­h­es Ale­nia Space Italia. Si è occu­pa­to atti­va­mente anche del ris­chio di impat­to di aster­oi­di con la Ter­ra che gli è val­so il riconosci­men­to dell’Accademia Rus­sa delle Scien­ze con un aster­oide a lui ded­i­ca­to dal nome Rober­som­ma 7323. Nel 2014 è mod­er­a­tore per i 50 Anni di Spazio in Italia nel­la Com­mem­o­razione del 50° dal lan­cio del San Marco1 all’Agenzia Spaziale Ital­iana

Dal 2011, con l’invio in orbi­ta dell’opera di Mon­ti Taze­bAu s’pace – Sin­done 21’37” all’interno del satel­lite EduSat dell’A.S.I. mon­i­tora­ta dal N.O.R.A.D. ID: 37788, Rober­to Som­ma lo ha sem­pre affi­an­ca­to negli inter­ven­ti legati allo Spazio dive­nen­do il suo Infra-descrit­tore-cos­mi­co.

Sem­pre nel 2011 Azzoli­ni e Som­ma sono inter­venu­ti alla gior­na­ta di stu­di Parten­za Bru­ciante. L’Arte Infra-Vista dall’Alto ded­i­ca­ta al lan­cio dell’opera in orbi­ta, dove rela­tori di dis­ci­pline diverse si sono suc­ce­du­ti nell’auditorio del­la Gip­sote­ca alla Facoltà di Let­tere dell’Università Sapien­za di Roma dal tito­lo Parten­za Bru­ciante. L’Arte Infra-Vista dall’Alto.

Il Fes­ti­val dell’Innovazione, del­la Scien­za e delle Arti per Mon­ti è sta­to il con­testo ide­ale per riaf­fer­mare il Meto­do, invi­tan­do nuo­va­mente Rober­to Azzoli­ni e Rober­to Som­ma ad affi­an­car­lo nel trattare con mag­giore ampiez­za i con­tenu­ti pre­sen­ti nelle instal­lazioni in mostra. Argo­men­ti trat­tati con sguar­di incro­ciati, come quel­lo del­la ter­ra vista dal­la spazio e vicev­er­sa, dove il tema del Fes­ti­val diviene il legante per sti­mo­larne il coin­vol­gi­men­to del pub­bli­co

 

Fed­eri­co Ognibene, CEO del­la ILM Light­ing. — Al Fes­ti­val delle Inno­vazioni del­la Scien­za e delle Arti, il ‘nar­ra­tore’ del­la luce Fed­eri­co Ognibene ha por­ta­to oltre cinquan­t’an­ni di lavori e di prog­et­ti prove­ni­en­ti dai suoi archivi di famiglia. Dai pri­mi anni, seg­nati da una frut­tu­osa col­lab­o­razione tra Mar­cel­lo Ognibene ed i prog­et­tisti del­la RAI Radiotele­vi­sione ital­iana con la real­iz­zazione degli impianti di illu­mi­nazione delle scenografie dei più gran­di suc­ces­si dell’epoca d’oro del­la tele­vi­sione, inven­tan­do di fat­to la tri­cro­mia a cato­do fred­do (la pos­si­bil­ità di mis­ce­lare i col­ori rosso, verde e blu delle luci per gener­are infi­nite tonal­ità di col­ore). La mostra ha fat­to conoscere ai vis­i­ta­tori molti dei prog­et­ti e degli apparec­chi di illu­mi­nazione del­la ILM che han­no per­me­s­so di esaltare gioiel­li dell’arte e dell’architettura come la Chiesa di San­ta Cate­ri­na a Luc­ca (uno dei 100 luoghi del cuore del FAI) o la Basil­i­ca Papale di San Francesco di Assisi (pat­ri­mo­nio mon­di­ale del­l’u­man­ità), di aiutare l’u­ni­ver­sità Roma TRE a vin­cere il SOLAR Decathlon 2014 diven­tan­do di fat­to cam­pi­oni del mon­do e vin­cen­do e anche il pri­mo pre­mio in Light­ing Design, fornire sup­por­to tec­no­logi­co per la stesura delle linee gui­da del­la nuo­va illu­mi­nazione del Colosseo, real­iz­zare la nuo­va illu­mi­nazione del­lo stori­co par­co di attrazioni del Luneur e l’il­lu­mi­nazione di Casa Italia alle Olimpia­di di Rio 2016 e PyeongChang 2018.  

 

I LABORATORI ESPERIENZIALI

Sil­via Sfreco­la Romani di Fare Eduin­ta­ment a nome di tut­ta la sua asso­ci­azione sot­to­lin­ea: “Due stori­ci del­l’arte, una psi­coter­apeu­ta, una psi­colo­ga, due ambi­en­tologhe, un esper­to infor­mati­co. Ques­ta la squadra di sette oper­a­tori sci­en­tifi­ci di BABYCAMPUS e Fare Edu­tain­ment che ha accolto 800 ragazzi tra i 9 ed i 13 anni ai lab­o­ra­tori del I Fes­ti­val delle Inno­vazioni di Vel­letri. Abbi­amo par­la­to di Video Arte, Uso con­sapev­ole del cel­lu­lare, Fil­iera pro­dut­ti­va respon­s­abile e QRCode, Tec­nolo­gia ed Immag­i­nazione. Uno sfor­zo immen­so per un grande risul­ta­to.”

Gli alun­ni delle scuole han­no così potu­to parte­ci­pare ai seguen­ti lab­o­ra­tori:

SMART EXPLORERS | Lab­o­ra­to­rio per un uso con­sapev­ole del cel­lu­lare
Lab­o­ra­to­rio sci­en­tifi­co che offre ai ragazzi la pos­si­bil­ità di sfruttare le poten­zial­ità che i cel­lu­lari di ulti­ma gen­er­azione offrono alla didat­ti­ca. In un rib­al­ta­men­to di prospet­ti­va che ne farebbe solo dis­pos­i­tivi per l’altrove e l’irraggiungibile, uti­lizzer­e­mo gli smart­phone per appren­dere ed elab­o­rare un dato di parten­za, ad esem­pio una pianta o un ambi­ente, ampli­f­i­can­do la dimen­sione dell’hic et nunc. La tec­nolo­gia viene uti­liz­za­ta nell’approccio alla conoscen­za, del reale e del vis­i­bile, per trasfor­mare un tele­fono in uno stru­men­to di esplo­razione e scop­er­ta del­la realtà. Alla fine del­l’at­tiv­ità i ragazzi saran­no invi­tati a pro­durre un lavoro fotografi­co con il pro­prio cel­lu­lare.

QR CODE ISTRUZIONI PER L’USO | Per una fil­iera respon­s­abile dal seme alla car­ta
Lab­o­ra­to­rio didat­ti­co a par­tire dall’installazione di Ser­gio Got­ti “Caos e silen­zio” che diven­ta l’occasione per par­lare di fil­iera del­la car­ta, uso e riu­so, sosteni­bil­ità e respon­s­abil­ità. Cosa è un QR Code ed a cosa ci serve? Quali infor­mazioni ci offre e come si costru­isce? Inseg­ner­e­mo ai ragazzi ad orga­niz­zare i dati per costru­ire la fil­iera di un prodot­to. Nel­lo speci­fi­co prover­e­mo ad orga­niz­zare e comu­ni­care un cir­cuito respon­s­abile dal seme alla car­ta che pas­sa per defor­estazione con­trol­la­ta, sosteni­bil­ità dei pro­ces­si pro­dut­tivi, con­trol­lo delle risorse ener­getiche, etc.

M ZONE 37788 _ Quan­do la tec­nolo­gia incon­tra l’immaginazione.
Un lab­o­ra­to­rio sci­en­tifi­co che parte dalle fan­tas­magoriche instal­lazioni audio­vi­sive messe a dis­po­sizione da Pao­lo Mon­ti e Lau­ra Rossi. Dopo aver effet­tua­to l’esperienza immer­si­va nelle opere, i ragazzi/visitatori saran­no coin­volti in un gio­co-dibat­ti­to sull’essenza dell’arte sco­pren­done le pos­si­bil­ità espres­sive offerte dalle tec­nolo­gie con­tem­po­ra­nee e sper­i­men­tan­do un approc­cio diver­tente al mon­do sci­en­tifi­co, dall’esplorazione spaziale alla geome­tria frat­tale.

Per mag­giori infor­mazioni: www.isafestival.it