La riforma del III settore, cosa cambia per il volontariato

La riforma del III settore, cosa cambia per il volontariato

17/11/2016 0 Di Alessio Colacchi

Questo arti­co­lo è sta­to let­to 1914 volte!

Numerosi rap­p­re­sen­tan­ti di realtà asso­cia­tive si sono incon­trati nel­la cor­nice dei Sale­siani di via Marsala a Roma ieri pomerig­gio. Al cen­tro dell’incontro, pro­mosso dal­la rete dei Cen­tri di Servizio al Volon­tari­a­to, la rifor­ma del III set­tore; a cinque mesi dal­la sua approvazione il mon­do delle pic­cole asso­ci­azioni si dichiara pre­oc­cu­pa­to di un sbi­lan­ci­a­men­to a van­tag­gio dell’universo dell’impresa sociale; allo stes­so modo dichiara la platea inter­venu­ta che favorire una mag­giore coop­er­azione sul piano delle reti asso­cia­tive di sec­on­do liv­el­lo rischia di tagliare fuori quel­la stra­grande mag­gio­ran­za di pic­cole realtà che oper­a­no con dif­fi­coltà già nel­lo sce­nario attuale. A questo si aggiunge che oltre un ter­zo di chi opera nel mon­do del volon­tari­a­to lo fa al di fuori di asso­ci­azioni, per­tan­to una larga parte di questo uni­ver­so non viene toc­ca­to neanche da ques­ta rifor­ma. Infine il Reg­istro uni­co del III set­tore rischia di essere un’occasione man­ca­ta a det­ta dei respon­s­abili delle reti CSV, in quan­to si crea un mec­ca­n­is­mo, senz’altro gius­to sul piano dell’uniformità nor­ma­ti­va, ma al tem­po stes­so esclu­dente per tutte quelle pic­cole realtà che fat­i­cano ad essere in rego­la con dei para­metri trop­po strin­gen­ti.
Sui pun­ti toc­cati ha rispos­to il Sot­toseg­re­tario al Min­is­tero del Lavoro Lui­gi Bob­ba, il quale ha ricorda­to come ques­ta rifor­ma met­ta al cen­tro il volon­tario, definen­do final­mente lo sta­tus di quan­ti svol­go­no il Servizio Civile. Un isti­tu­to che è sta­to raf­forza­to, per­ché occa­sione di for­mazione per i gio­vani e di cresci­ta per le realtà asso­cia­tive che li accol­go­no. Inoltre l’On. Bob­ba ha ricorda­to che l’art. 10 del testo del­la rifor­ma pre­sen­ta la Fon­dazione Italia Sociale, che finanzierà con una dotazione €20.000.000 l’anno inizia­tive sociali che pos­sano creare indot­to e lavoro nel ter­ri­to­rio.
Il con­fron­to sul tema con­tin­uerà con la pre­sen­tazione dei prossi­mi Decreti Leg­isla­tivi attua­tivi del­la rifor­ma, tra cui quel­li rel­a­tivi all’impresa sociale, alle reti asso­cia­tive di sec­on­do liv­el­lo e quel­lo iner­ente la stes­sa fon­dazione Italia sociale, saran­no pron­ti entro fine anno.