Maledetti studenti italiani che la guerra l’avete voluta. A Giulianello di Cori il Calendario Civile con la Grande Guerra

Maledetti studenti italiani che la guerra l’avete voluta. A Giulianello di Cori il Calendario Civile con la Grande Guerra

02/11/2016 0 Di Marco Castaldi

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Saba­to 5 Novem­bre, alle ore 21:00, al cen­tro socio-cul­tur­ale ‘Il Ponte’ di Giu­lianel­lo, con il patrocinio del Comune di Cori, l’iniziativa orga­niz­za­ta dal Cir­co­lo Gian­ni Bosio in col­lab­o­razione di Donzel­li Edi­tore.

Delle guerre, meglio fes­teggia­re la fine, non l’inizio. Saba­to 5 Novem­bre, alle ore 21:00, il cen­tro socio-cul­tur­ale ‘Il Ponte’ di Giu­lianel­lo, con il patrocinio del Comune di Cori, ospi­ta un’altra tap­pa di Cal­en­dario Civile, l’iniziativa orga­niz­za­ta dal Cir­co­lo Gian­ni Bosio in col­lab­o­razione di Donzel­li Edi­tore.  “Maledet­ti stu­den­ti ital­iani che la guer­ra l’avete volu­ta” è uno spet­ta­co­lo-con­cer­to costru­ito, negli anni del cen­te­nario del­la Pri­ma Guer­ra Mon­di­ale, a par­tire dalle sto­rie e dalle can­zoni di chi quel­la guer­ra l’ha subi­ta ed è sta­to costret­to a com­bat­ter­la. Il tito­lo viene da una can­zone molto dif­fusa nel­la memo­ria popo­lare, tut­to­ra ricor­da­ta e can­ta­ta nel­la tradizione orale ed esprime assai bene il risen­ti­men­to nei con­fron­ti di un inter­ven­tismo clas­sista già pron­to a trasfor­mar­si in fas­cis­mo.

Dice la can­zone di “Gorizia”: “voi chia­mate il cam­po d’onore ques­ta ter­ra di là dai con­fi­ni …” Qualche anno fa, in una reg­is­trazione rac­col­ta da Alessan­dro Portel­li, un reduce con­tadi­no di Gines­tra Sabi­na can­ta­va: “voi chia­mate il cam­po dolore ques­ta ter­ra di là dai con­fi­ni …” Quel­lo che i sig­nori e la gente istru­i­ta chia­ma­vano onore, i con­ta­di­ni anal­fa­beti – per i quali quel tipo di lin­guag­gio era un lin­gua straniera ma che su quel “cam­po” ave­vano com­bat­tuto e sof­fer­to – lo chia­ma­vano dolore.

Ques­ta memo­ria alter­na­ti­va, questo scon­tro fra “onore” e “dolore”, attra­ver­sa insieme i can­ti e i rac­con­ti del­lo spet­ta­co­lo. Le can­zoni (alcune in ver­sioni inedite, recu­per­ate dagli archivi sonori del Cir­co­lo Bosio) sono pre­sen­tate da una delle voci più gran­di del­la nos­tra musi­ca popo­lare, Sara Modigliani, insieme con il grup­po Albero del­la Lib­ertà: Gabriele Modigliani, Ste­fano Pogel­li, Gav­ina Saba, Livia Tedes­chi­ni Lal­li, Lau­ra Zanac­chi. E si intrec­ciano con la let­tura del can­tas­to­rie Mau­ro Ger­aci trat­ta da Ter­ra mat­ta, lo stra­or­di­nario libro di mem­o­rie di Vin­cen­zo Rabito: un con­tadi­no sicil­iano sped­i­to a fare la guer­ra di trincea all’altro capo dell’Italia, che rac­con­ta sen­za un’ombra di ide­olo­gia, ma con tut­ta la rab­bia del­la cul­tura popo­lare incar­na­ta in una scrit­tura, la sof­feren­za di mil­ioni di per­sone.

Mar­co Castal­di

Addet­to Stam­pa & OLMR