MARINO, ANELLUCCI: LA BCC SAN BARNABA È UN PEZZO D’IDENTITA’ DI MARINO, BISOGNA DIFENDERLA

MARINO, ANELLUCCI: LA BCC SAN BARNABA È UN PEZZO D’IDENTITA’ DI MARINO, BISOGNA DIFENDERLA

07/10/2016 0 Di puntoacapo

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Aldo Anellucci

Aldo Anel­luc­ci

ALDO ANELLUCCI: “LA BCC SAN BARNABA E’ UN PEZZO D’IDENTITA’ DI MARINO, BISOGNA DIFENDERLA DA DECISIONI POCO LUNGIMIRANTI”

L’ex pres­i­dente dell’istituto di cred­i­to coop­er­a­ti­vo marinese,Aldo Anel­luc­ci inter­viene nel dibat­ti­to suc­ces­si­vo alla rifor­ma ban­car­ia chiaren­do il ruo­lo cen­trale lega­to al ter­ri­to­rio di apparte­nen­za che la ban­ca di via Garibal­di dovrà con­tin­uare ad avere
“Il Cred­i­to Cor­po­ra­ti­vo  è sta­to investi­to da ques­ta rifor­ma nec­es­saria, ma che prob­a­bil­mente svilirà la natu­ra e la fun­zione stor­i­ca delle banche di cred­i­to locali. Nel rispet­to del­lo spir­i­to del­la rifor­ma assis­ter­e­mo ad aggregazioni vor­ti­cose che prob­a­bil­mente non cen­tr­eran­no fino in fon­do l’obiettivo di raf­forzare le realtà locali sen­za rischiare di inde­bolire la pre­sen­za e la vic­i­nan­za eco­nom­i­ca ai ter­ri­tori stori­ci.
Sen­za dub­bio chi oggi è chiam­a­to a pren­dere inizia­tive nel­la ges­tione delle banche, deve far­lo nel­la con­sapev­olez­za che le scelte di oggi incider­an­no in modo irre­versibile sug­li asset­ti futuri”.
Con queste dichiarazioni rilas­ci­ate nel cor­so di un’intervista al quo­tid­i­ano “Il gior­nale del­la Provin­cia” di domeni­ca, l’ex pres­i­dente del­la Ban­ca di Cred­i­to Coop­er­a­ti­vo San Barn­a­ba di Mari­no, Aldo Anel­luc­ci tor­na ad esprimer­si sulle sor­ti dell’istituto di cred­i­to del quale per molti anni lui è sta­to alla gui­da. Lo fa a poco tem­po dall’entrata in vig­ore del­la rifor­ma del sis­tema ban­car­io che investe ovvi­a­mente anche le banche di cred­i­to coop­er­a­ti­vo attra­ver­so prog­et­ti legati a fusioni tra i vari isti­tu­ti su cui Anel­luc­ci si sof­fer­ma con dovizia invi­tan­do alla cautela.
“Mari­no rap­p­re­sen­ta ban­car­i­a­mente una piaz­za ric­ca – ha det­to anco­ra Anel­luc­ci —  diver­sa­mente da quel­lo che invece riescono ad esprimere le imp­rese locali che sof­frono la caren­za di pro­gram­mazione del ter­ri­to­rio, col­pa di una polit­i­ca del medio peri­o­do miope. In ques­ta fase dif­fi­cil­mente la Bcc potrà rap­p­re­sentare un volano per l’economia locale, in quan­to dovrà pri­ma trovare un asset­to che garan­tis­ca a se stes­sa la pos­si­bil­ità di oper­are con sod­dis­fazione nel futuro”.
Quan­to al futuro delle Bcc sul ter­ri­to­rio dei Castel­li Romani e in par­ti­co­lare a Mari­no dopo la rifor­ma di set­tore oper­a­ta dal gov­er­no, Anel­luc­ci fa sapere che “Nel caso del­la Bcc di Mari­no sarà cer­ta­mente nec­es­saria una fusione con una o, ancor meglio più con­sorelle, in modo da garan­tire la nasci­ta di un sogget­to soli­do che potrà accom­pa­gnare l’economia locale nel nec­es­sario  rilan­cio e con­sol­i­da­men­to. Nel proces­so di aggregazione si dovrà difend­ere quan­to di buono cre­ato in questi anni, e mi riferisco alla con­sol­i­da­ta clien­tela ed alle numerose pro­fes­sion­al­ità di qual­ità che fino ad oggi han­no con­sen­ti­to alla Bcc di crescere ed affer­mar­si. In sin­te­si va dife­sa con ogni mez­zo la rap­p­re­sen­ta­tiv­ità del­la San Barn­a­ba che fino ad oggi ha carat­ter­iz­za­to la nos­tra ban­ca. Questo è un aus­pi­cio che però non vedo real­iz­za­to nelle inizia­tive che, con fat­i­ca e sen­za una visione lungimi­rante, stan­no pren­den­do cor­po”.
Quin­di in con­clu­sione Anel­luc­ci che recen­te­mente – pri­ma delle Ammin­is­tra­tive – era sta­to in procin­to di entrare nell’agone politi­co mari­nese, ha ris­er­va­to un pen­siero al nuo­vo sin­da­co del­la cit­tà, Car­lo Col­iz­za del MoVi­men­to 5 Stelle:“ Oggi Mari­no esprime una gui­da M5S con un sin­da­co serio e prepara­to. Questo però non bas­ta per­ché poi ci vuole capac­ità ammin­is­tra­ti­va e sen­so politi­co nelle scelte. Il sin­da­co di Mari­no conosce bene la realtà locale e le esi­gen­ze del ter­ri­to­rio, ha la pos­si­bil­ità per­ciò di avviare un piano di inter­ven­to che sia il frut­to di una appro­fon­di­ta dis­cus­sione con tutte le par­ti sociali, ascoltan­do e uti­liz­zan­do al meglio le esi­gen­ze e le pro­poste che da esse ver­ran­no. L’atteggiamento non può e non deve essere un rifi­u­to a pri­ori di ciò che già esiste nel ter­ri­to­rio”.
Quan­to al pos­si­bile asse a 5 Stelle tra le ammin­is­trazioni di Mari­no e Gen­zano, due dei ter­ri­tori inter­es­sati dalle pos­si­bili fusioni delle banche di cred­i­to coop­er­a­ti­vo res­i­den­ti nei due comu­ni dei Castel­li, Anel­luc­ci è net­to: “il buon ammin­is­tra­tore pub­bli­co o di ban­ca conosce il pro­prio ruo­lo e dovrebbe conoscere il lim­ite del pro­prio manda­to. Come han­no mostra­to anche fat­ti di valen­za nazionale, la com­mistione ban­ca — polit­i­ca provo­ca dan­ni. Il prog­et­to di fusione con altre Bcc par­tirebbe col piede sbaglia­to se si priv­i­le­giasse la con­ti­gu­i­tà politi­co-ammin­is­tra­ti­va rispet­to al suo vero scopo che è quel­lo di raf­forzare le realtà locali man­te­nen­do il rap­por­to con i ter­ri­tori di rifer­i­men­to. Non cre­do comunque che questo sia l’intento delle attuali ammin­is­trazioni comu­nali. Vedo però crescere un inter­esse nel­la base sociale per le novità in arri­vo – ha con­clu­so Anel­luc­ci —  ed è da questo inter­esse che pos­sono venire spinte pos­i­tive per giun­gere alla creazione di un sogget­to ban­car­io forte e che pos­sa con­tin­uare a sup­port­are per i prossi­mi anni l’economia locale”.