Ci scrive un cittadino marinese: quali sono i confini tra democrazia e invadenza?

Ci scrive un cittadino marinese: quali sono i confini tra democrazia e invadenza?

15/06/2016 1 Di puntoacapo

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Marino rmEgre­gio Diret­tore, Egre­gia Direttrice,

vi seguo da un po’, inter­es­sato soprat­tuto dalle cronache di Mari­no e Grotta­fer­ra­ta, ma non ho mai scrit­to pri­ma ad un gior­nale. Lo fac­cio ora, da mari­nese, per esprimere un disagio.

Io vivo nel Cen­tro Stori­co, dietro Piaz­za Mat­teot­ti, e lavoro a Roma tut­to il giorno. Torno alle 7 la sera e amo cenare con mia moglie e portare a spas­so il mio Big­gy, pas­tore tedesco, tornare a casa, sten­der­mi a guardare un po’ di tv o leg­gere un libro o ascoltare Duke Elling­ton, cer­can­do di toglier­mi di dos­so lo stress del­la giornata.

Non seguo la polit­i­ca, se non tamite il vostro gior­nale, qualche chi­ac­chier­a­ta al bar la domeni­ca mat­ti­na e qualche cena con i miei cug­i­ni. Non ho tem­po e mi dis­tur­bano i toni e gli esi­ti, soprat­tut­to in quel di Mari­no. Mia moglie tal­vol­ta mi fa dare un’oc­chi­a­ta alle dis­cus­sioni sul suo pro­fi­lo social, ma riman­go sem­pre più nau­se­ato dai toni aspri e rab­biosi e dal­l’in­con­sis­ten­za dei con­tenu­ti. Sono un con­vi­to oppos­i­tore dei social che riten­go mez­zo di sfo­go del­la natu­ra umana più abbietta.

Ques­ta pre­mes­sa per spie­gare Loro che non amo la dis­cus­sione polit­i­ca urla­ta, impos­ta, basa­ta sulle accuse e sul­la rab­bia e la frus­trazione di sin­goli che di argo­men­ti dimostra­no di avere scarsa se non nul­la con­tez­za. Ma siamo in democrazia, quin­di rispet­to chi ha voglia di get­tar­si in questo ‘bor­del­lo’ medi­ati­co, bas­ta che non mi si chi­a­mi in causa.

Ed ecco­mi al moti­vo di ques­ta mia mis­si­va. Chiedo a Loro e ai mari­ne­si, che for­ma di rispet­to e democrazia è quel­la di imporre ai cit­ta­di­ni del Cen­tro Stori­co di dover ascoltare a tut­to vol­ume un comizio elettorale?

Se sono inter­es­sato, incu­rios­i­to da quan­to un sogget­to politi­co anela dir­mi, mi recherò pres­so il luo­go in cui mi esporrà le sue tesi. Se deci­do di non andare è per­ché non ho voglia, inter­esse, fan­ta­sia di ascoltar­lo, gius­to? Per­ché quel politi­co o quei politi­ci devono impor­mi l’as­colto dei loro comizi per forza, sparan­do deci­bel alle mie finestre nei soli momen­ti di riposo che ho nel­la mia vita?

Sto par­lan­do, ovvi­a­mente dei 5 stelle. Non voglio entrare nel mer­i­to del­la con­te­sa elet­torale mari­nese, non mi inter­es­sa e non è questo lo scopo del­la mia mis­si­va. Voglio esternare un dis­a­gio ed una pre­oc­cu­pazione e non sono l’u­ni­co a pen­sar­la così.

Cre­do che questo modo di imporre l’as­colto dei loro comizi elet­torali a tut­to il cen­tro stori­co sia una man­can­za di rispet­to per quan­ti, tra i cit­ta­di­ni non sono inter­es­sati al loro mes­sag­gio. Anche per­ché, vis­to che il comizio di ieri sera si svol­ge­va a 100 metri, chi era inter­es­sato pote­va benis­si­mo recar­si pres­so la piaz­za ad ascoltar­lo. A cena non rius­ci­va­mo nem­meno a par­lare, alla fine abbi­amo dovu­to chi­ud­ere le finestre anche noi, come già mi ave­va sug­ger­i­to di fare la mia vic­i­na, che ave­va fat­to analo­ga espe­rien­za alla chiusura prece­dente. Per for­tu­na, in quel caso erava­mo fuori cit­tà, ma ieri ho com­pre­so bene quan­to mi era sta­to raccontato.

For­tu­nata­mente la ser­a­ta era fres­ca e stare tre ore con le finestre chiuse non è sta­to trop­po pesante, ma se fos­se sta­ta, come mi dice­va la vic­i­na, una ser­a­ta cal­da? Sarem­mo sta­ti obbli­gati a stare con le finestre aperte e ad ascoltare.

Cre­do che ques­ta sia una tec­ni­ca stu­di­a­ta e pre­cisa di impo­sizione delle idee e non mi piace, non mi ras­si­cu­ra. Al bar in molti dice­vano la stes­sa cosa, ma vedo che nes­suno ha il cor­ag­gio di ribel­lar­si a ques­ta impo­sizione che riten­go vio­len­te­mente anti­de­mo­c­ra­t­i­ca. Per­ché? Il mar­i­to del­la mia vic­i­na è sta­to anco­ra più inqui­etante nel­l’af­fer­mare: ‘Questi vin­cer­an­no, meglio non farseli nemi­ci’, anche se l’ha det­to in dialet­to ed io non sono in gra­do di ripro­dur­lo adeguatamente.

Io mi chiedo, questo è il pro­dro­mo di quan­to vedremo se i 5 stelle andran­no a gov­ernare? Spero pro­prio di no. Intan­to come cit­tadi­no protesto per ques­ta impo­sizione che tro­vo sbagli­a­ta ed inef­fi­cace. Spero che i cit­ta­di­ni mari­ne­si riflet­tano su questi episo­di e che si cam­bi atteggia­men­to. Da cit­tadi­no mari­nese esi­go rispet­to per le mie idee e non accet­to impo­sizioni, sep­pur strate­giche per la cam­pagna elettorale.

Spero che questo mes­sag­gio rag­giun­ga chi di dovere e si las­ci, da adesso in avan­ti, la lib­ertà ai cit­ta­di­ni di scegliere se ascoltare o no un comizio elet­torale, sen­za creare un cli­ma che ricor­da forte­mente il triste e amaro ventennio.

Ringrazio Loro per la cortese atten­zione e spero di vedere pub­bli­ca­ta ques­ta mia.

Cor­dial­mente,

Fran­co Buzzi