Cori: mercoledì mattina manifestazione contro la nuova cava di Monte Maiurro

Cori: mercoledì mattina manifestazione contro la nuova cava di Monte Maiurro

01/02/2016 0 Di Marco Castaldi

Questo arti­co­lo è sta­to let­to 1479 volte!

MONTE MAIURRO - ATTUALE CAVA E SITO DELLA NUOVAMer­coledì 3 Feb­braio, alle ore 11, in local­ità fos­so Sco­la­guardia, in via San Nico­la, sito indi­vid­u­a­to per l’apertura del­la nuo­va cava di cal­care a Cori, nei pres­si del Monte Maiur­ro, recen­te­mente autor­iz­za­ta dagli uffi­ci del­la Regione Lazio, si ter­rà una man­i­fes­tazione pro­mossa da Cir­co­lo Legam­bi­ente ‘Cora Viridis’, Ammin­is­trazione comu­nale di Cori e Comi­ta­to ‘NO Cava’. Sarà pre­sente il Sin­da­co Tom­ma­so Con­ti, i suoi asses­sori e con­siglieri, e i volon­tari ambi­en­tal­isti. Tra gli invi­tati i pri­mi cit­ta­di­ni di: Ser­mon­e­ta, Maen­za, Sezze, Pon­tinia, Nor­ma, Roc­casec­ca, Bassiano e Carpine­to Romano.

Sul­la scia delle inizia­tive intrap­rese dal Comune di Cori e del­la mozione approva­ta in Con­siglio comu­nale il mese scor­so, l’azione vuole rib­adire la con­tra­ri­età del­la comu­nità locale e di altre realtà provin­ciali a questo e ad ulte­ri­ori sfre­gi al pae­sag­gio, in un ter­ri­to­rio che ave­va fino­ra ret­to al pro­lif­er­are indis­crim­i­na­to di escav­azioni, in una regione, il Lazio, tra le più sca­v­ate d’Italia, come con­fer­ma uno degli ulti­mi rap­por­ti nazion­ali del Cig­no Verde, che nelle prossime set­ti­mane ter­rà altri pre­si­di nelle zone più sen­si­bili del­la provin­cia di Lati­na.

In un peri­o­do in cui l’edilizia è in forte calo non vi è alcun ril­e­vante inter­esse socio eco­nom­i­co sovra­co­mu­nale a pro­cedere, e nel caso speci­fi­co l’eventuale pre­sen­za di tre cave in un faz­zo­let­to di ter­ra (Monte Maiur­ro, Con­tra­da Perunio, Colle Medico) potrebbe addirit­tura aprire la stra­da all’ipote­si di cos­ti­tuzione di un polo estrat­ti­vo, che sig­ni­ficherebbe pot­er con­tin­uare a scav­are ad oltran­za. Una situ­azione ancor più grave se si pen­sa all’irriso­rio ritorno di ben­efi­ci per la col­let­tiv­ità derivante dall’attività estrat­ti­va, ed anche in questo caso il Lazio detiene un pri­ma­to neg­a­ti­vo.

Allo stes­so tem­po si pun­ta a riportare l’intera mate­ria al cen­tro dell’attenzione e del­la deci­sione polit­i­ca, per evitare che scelte così ril­e­van­ti con­tin­uino ad essere deman­date ai buro­crati region­ali sen­za alcun con­trol­lo politi­co. La potestà pro­gram­ma­to­ria in questo set­tore spet­ta esclu­si­va­mente ai Comu­ni, nell’ambito del Piano Regionale delle Attiv­ità Estrat­tive. Per questo moti­vo si rin­no­va l’invito alla Regione Lazio a rimet­tere il tema cavazione in cima alla sua agen­da polit­i­ca, a ripen­sare le modal­ità di pro­gram­mazione dell’attività estrat­ti­va e a rivedere la nor­ma­ti­va di rifer­i­men­to.

Con­di­vi­di:
error14
fb-share-icon0
Tweet 20
fb-share-icon20