Il Dipartimento di Prevenzione della ASL RM/D rischia di essere trasferito a Casalbernocchi

Il Dipartimento di Prevenzione della ASL RM/D rischia di essere trasferito a Casalbernocchi

10/12/2013 0 Di puntoacapo

Questo arti­co­lo è sta­to let­to 2246 volte!

sanitàIl Dipar­ti­men­to di Pre­ven­zione del­la ASL RM/D rischia di essere trasfer­i­to a Casal­ber­noc­chi

Se le voci che stan­no cir­colan­do in questi giorni fos­sero con­fer­mate, ci tro­verem­mo di fronte a un fat­to di grav­ità inau­di­ta. Il Dipar­ti­men­to di Pre­ven­zione del­la ASL RM/D — attual­mente ubi­ca­to in viale Vas­co De Gama, ad Ostia — a quan­to pare sta per essere trasfer­i­to a Casal­ber­noc­chi. Il Dipar­ti­men­to effet­tua attiv­ità di vig­i­lan­za, for­mazione e infor­mazione in mate­ria di sicurez­za negli ambi­en­ti di lavoro (SPRESAL), igiene degli ali­men­ti e del­la nutrizione (SIAN), igiene e san­ità pub­bli­ca (SISP). Il per­son­ale offre con­sulen­za e si occu­pa di pre­ven­zione per un baci­no di uten­za che si attes­ta attorno ai 350mila abi­tan­ti, uti­liz­zan­do dei locali comu­nali per i quali la Regione cor­risponde un canone sim­bol­i­co. Negli ulti­mi tem­pi, si stan­no facen­do sem­pre più insis­ten­ti le voci in mer­i­to al pre­sun­to trasfer­i­men­to di questi servizi ter­ri­to­ri­ali nell’edificio di pro­pri­età pri­va­ta attual­mente in dis­u­so di fronte alla sede dell’Azienda san­i­taria, a Casal­ber­noc­chi. Non è chiaro se l’acquisizione da parte del­la ASL avver­rà per acquis­to o locazione, ma si può ritenere assur­da in entram­bi i casi. In pri­mo luo­go, per ovvie ragioni di ‘econo­mia azien­dale’. E soprat­tut­to per­ché, dis­lo­can­do dei servizi essen­ziali in un quartiere più per­iferi­co e dif­fi­cil­mente rag­giun­gi­bile, si viene meno al prin­ci­pio di ‘ter­ri­to­ri­al­ità’. Ciò a dan­no dei com­mer­cianti — che ovvi­a­mente si riv­ol­go­no al Dipar­ti­men­to — ma più in gen­erale di tut­ti i cit­ta­di­ni del X Munici­pio e del comune di Fiu­mi­ci­no. I tem­pi di ques­ta oper­azione anco­ra non si conoscono e, ancor meno, sono note le moti­vazioni. Non si può, infat­ti, par­lare né di “razion­al­iz­zazione”, né tan­tomeno di “ottimiz­zazione”. Al mas­si­mo, si potrebbe piut­tosto definir­la una “spec­u­lazione”. E questo non è accetta­bile.