Siccità, Confeuro: “Ok accordo su Lago Maggiore ma non basta contro emergenza idrica”

Siccità, Confeuro: “Ok accordo su Lago Maggiore ma non basta contro emergenza idrica”

17/08/2026 0 Di Marco Montini

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“Si è riu­ni­to l’organo bila­te­ra­le Ita­lia-Sviz­ze­ra per affron­ta­re la gra­ve situa­zio­ne di emer­gen­za idri­ca. Nel cor­so dell’incontro è sta­to sigla­to un accor­do in base al qua­le la Sviz­ze­ra ero­ghe­rà 5 metri cubi al secon­do di acqua aggiun­ti­va desti­na­ta al Lago Mag­gio­re. Un inter­ven­to impor­tan­te, che potreb­be con­tri­bui­re a evi­ta­re il col­las­so del­le col­tu­re sta­gio­na­li, ma che, secon­do Con­feu­ro, non può rap­pre­sen­ta­re una solu­zio­ne suf­fi­cien­te alla cri­si. L’accordo tra Ita­lia e Sviz­ze­ra sul Lago Mag­gio­re è uti­le e va cer­ta­men­te rico­no­sciu­to — dichia­ra Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro- Con­fe­de­ra­zio­ne Agri­col­to­ri Euro­pei — ma rac­con­ta anche, con estre­ma chia­rez­za, lo sta­to di dif­fi­col­tà in cui ver­sa il nostro siste­ma idri­co. Cin­que metri cubi al secon­do otte­nu­ti attra­ver­so nego­zia­ti inter­na­zio­na­li pos­so­no aiu­ta­re a tene­re in vita le col­tu­re per pochi gior­ni, ma die­ci gior­ni non pos­so­no esse­re scam­bia­ti per una poli­ti­ca idri­ca. La sic­ci­tà d’altronde non è più un’emergenza occa­sio­na­le, ma una con­di­zio­ne sem­pre più strut­tu­ra­le con cui agri­col­to­ri e ter­ri­to­ri sono costret­ti a fare i con­ti. Con il cuneo sali­no che risa­le il Po, il mais che sen­za irri­ga­zio­ne rischia di non esse­re più col­ti­va­bi­le in mol­te aree e tem­pe­ra­tu­re mari­ne sem­pre più ele­va­te, ser­vo­no inter­ven­ti con­cre­ti e di lun­go perio­do. Occor­re finan­zia­re e rea­liz­za­re il Pia­no Inva­si, acce­le­ra­re il riu­so del­le acque reflue depu­ra­te, ridur­re le per­di­te del­la rete e dare pie­na attua­zio­ne alla stra­te­gia euro­pea sul­la resi­lien­za idri­ca. Non pos­sia­mo con­ti­nua­re a inse­gui­re le emer­gen­ze quan­do arri­va­no — con­clu­de Tiso -. L’acqua deve diven­ta­re una prio­ri­tà nazio­na­le, con una pro­gram­ma­zio­ne capa­ce di met­te­re insie­me agri­col­tu­ra, ambien­te, infra­strut­tu­re e tute­la dei ter­ri­to­ri. Ser­vo­no inve­sti­men­ti, tem­pi cer­ti e una gover­nan­ce effi­ca­ce, per­ché sen­za acqua non c’è futu­ro per le nostre pro­du­zio­ni, per le impre­se agri­co­le e per la sicu­rez­za ali­men­ta­re del Pae­se”.

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