Marino/Castelli romani. (Maurizio Aversa) Castelli romani: la mia visione e la mia prassi dicono «sostenere la candidatura dei Castelli romani a Capitale della Cultura 2029». Con una proposta che vuol ricomporre le giuste critiche

Marino/Castelli romani. (Maurizio Aversa) Castelli romani: la mia visione e la mia prassi dicono «sostenere la candidatura dei Castelli romani a Capitale della Cultura 2029». Con una proposta che vuol ricomporre le giuste critiche

05/08/2026 0 Di Maurizio Aversa

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Mau­ri­zio Aver­sa, diri­gen­te PCI, ope­ra­to­re cul­tu­ra­le


C’è un orga­ni­smo, CSCR (Con­sor­zio Siste­ma Castel­li Roma­ni) che il 29 luglio ha riu­ni­to la pro­pria Assem­blea (dei Sin­da­ci) e all’unanimità ha accolto/deliberato la pro­po­sta di par­te­ci­pa­re alla «com­pe­ti­zio­ne» di poter fre­gia­re (con annes­se rica­du­te a medio lun­go perio­do, e con l’immediatezza — se accol­ta — di una serie di con­tri­bu­ti) i Castel­li roma­ni qua­le Capi­ta­le del­la Cul­tu­ra 2029. Ne è segui­ta comu­ni­ca­zio­ne da par­te del Pre­si­den­te Giu­sep­pe De Righi. Il 30 luglio già il diret­to­re del­lo stes­so Con­sor­zio, Gia­co­mo Tor­to­ri­ci, pote­va enu­clea­re pun­ti dell’importante impe­gno a cui il CSCR, ed egli stes­so mate­rial­men­te, dovran­no sod­di­sfa­re que­sto indi­riz­zo in un «dos­sier».

Giu­sep­pe De Righi, pre­si­den­te del Con­sor­zio Siste­ma Castel­li Roma­ni


1.A segui­re, ne cito solo alcu­ni ma è per dare la cifra dell’attenzione che sta susci­tan­do il fat­to, Lui­gi Iovi­no, Mau­ro Tom­bo­let­ti e Toni­no D’Annibale sono inter­ve­nu­ti nel meri­to. Sui quo­ti­dia­ni onli­ne, sui social e negli incon­tri per­so­na­li sia occa­sio­na­li sia nei vari momen­ti di aggre­ga­zio­ne di impe­gni e lot­te, c’è poi la par­te­ci­pa­zio­ne, già col­let­ti­va, a que­sta impor­tan­tis­si­ma noti­zia. Pure in que­sto cal­do ago­sto che impo­ne rit­mi ral­len­ta­ti per tut­to.

Gia­co­mo Tor­to­ri­ci, diret­to­re del CSCR


2.C’è un tema, che cre­do sia il tema dei temi nell’immediato: que­sta pro­po­si­zio­ne Capi­ta­le del­la Cul­tu­ra, nasce spon­ta­nea? Su una spin­ta cul­tu­ra­le endo­ge­na? Su una rifles­sio­ne offer­ta­ci da uno/a più intel­let­tua­li castel­la­ni e/o nazio­na­li, addi­rit­tu­ra inter­na­zio­na­li? Al momen­to non è chia­ro. Chia­ro ed espli­ci­to è inve­ce l’adesione/sostegno che il sin­da­co di Roma, nel­la qua­li­tà di pre­si­den­te dell’Area Metro­po­li­ta­na di Roma ha subi­to mani­fe­sta­to. Per que­sto, il tema dei temi è: mica sarà un modo sub­do­lo del sin­da­co Gual­tie­ri di a) spo­sta­re l’attenzione del movi­men­to che lo vede in aper­to, tota­le, incom­po­ni­bi­le fin qui, con­trap­po­si­zio­ne alla rea­liz­za­zio­ne dell’ecomostro ince­ne­ri­to­re? b) di far leg­ge­re que­sto suo soste­gno come pre­mio per quan­to deva­ste­rà? E’ evi­den­te che nell’una o nell’altra ipo­te­si, si trat­te­reb­be, appun­to di sub­do­lo ricat­to socio­po­li­ti­co rivol­to ad una col­let­ti­vi­tà.

Mau­ro Tom­bo­let­ti, espo­nen­te poli­ti­co e ambien­ta­li­sta


3.Comunque voglia­mo inter­ro­gar­ci, affron­tan­do nel meri­to la pro­po­sta — pri­ma di poter azzar­da­re un sug­ge­ri­men­to per il chia­ri­men­to di tut­to ciò che farò al ter­mi­ne — occor­re par­ti­re pro­prio dal que­si­to chi pro­muo­ve e come com­po­ne la richie­sta. La pri­ma cosa a cui per­so­nal­men­te ho pen­sa­to è l’impatto di Capi­ta­le del­la Cul­tu­ra uti­liz­za­to da Mate­ra. Nel sen­so che chi di noi già cono­sce­va, ed ave­va visi­ta­to ed apprez­za­to l’area mate­ra­na e la cit­tà, non ha avu­to biso­gno di un bol­li­no iri­da­to per man­giar­la con gli occhi il cer­vel­lo e gli orga­ni adat­ti alla culi­na­ria. Però è vero che quel bol­li­no iri­da­to ha con­sen­ti­to, ampli­fi­ca­to, per­fi­no inno­va­to alcu­ne moda­li­tà, alcu­ne infra­strut­tu­re sia cul­tu­ra­li ma non solo per met­te­re l’attenzione su una real­tà viva e impor­tan­te che, a segui­re, con­ti­nua ad otte­ne­re bene­fi­ci. Per­fi­no sul lato del­la lot­ta per l’ambiente, ad esem­pio, se è vero che la vicen­da del­la Val d’Agri il COVA dell’Eni a Vig­gia­no, con lo sver­sa­men­to di 400 ton­nel­la­te di petro­lio greg­gio nel sot­to­suo­lo a due pas­si dal lago Per­tu­sil­lo, si ampli­fi­cò e rese nota la dram­ma­ti­ca situa­zio­ne coin­vol­gen­te anche Total con Tem­pa Ros­sa ed altri e a deter­mi­na­re la con­dan­na giu­di­zia­ria per i sog­get­ti coin­vol­ti. Quin­di per cer­ti ver­si, se c’è azio­ne sub­do­la — stan­te che lì a Mate­ra c’è sta­to il suc­ces­so di vede­re asse­gna­to il tito­lo, e noi sia­mo anco­ra all’ipotesi di pre­sen­ta­zio­ne — essa stes­sa potrà enor­me­men­te ritor­ce­si con­tro chi nei Castel­li roma­ni, giac­chè un con­fi­ne ammi­ni­stra­ti­vo può giu­sti­fi­ca­re deli­be­ra­zio­ni, ma il con­fi­ne sto­ri­co, e cul­tu­ra­le, e antro­po­lo­gi­co non cono­sce la net­tez­za di un segno di mati­ta o di CAD, stia bri­gan­do per azio­ni di ricat­to socio­po­li­ti­co.

Lui­gi Iovi­no, amba­scia­to­re del­la cul­tu­ra dei Castel­li roma­ni, gior­na­li­sta


Chi pro­muo­ve, qui, l’azione uffi­cia­le è una isi­tu­zio­ne inter­me­dia, capa­ce di inter­pre­ta­re, sicu­ra­men­te dota­ta di cono­scen­za diret­ta, cer­ta­men­te avvez­za a dia­lo­ga­re con strut­tu­re sovraor­di­na­te del­le isti­tu­zio­ni e del­la poli­ti­ca. Ciò che col­pì, ad esem­pio, a Mate­ra, che nac­que tut­to­da una sem­pli­ce asso­cia­zio­ne di volon­ta­ria­to, imme­dia­ta­men­te soste­nu­ta dal sin­da­co cit­ta­di­no, e quin­di aumen­tan­do mano a mano fino a giun­ge­re, al momen­to dell’assegnazione alla costi­tu­zio­ne di una Fon­da­zio­ne ad Hoc, per gesti­re orga­niz­za­zio­ne, etc. Uni­co neo, dal mio pun­to di vista, sen­za pre­giu­di­zio, è che a capo di tut­to fu indi­vi­dua­to sicu­ra­men­te una eccel­len­te per­so­na­li­tà, visti i risul­ta­ti, ma… cata­pul­ta­to da Tori­no a Mate­ra. Ora la par­ten­za castel­la­na mi sem­bra già ampia e rap­pre­sen­ta­ti­va, eppu­re avreb­be neces­si­tà sicu­ra­men­te di un paio di com­po­nen­ti ad adiu­van­dum. Ad esem­pio Mate­ra fu soste­nu­ta anche da regio­ne e altra pro­vin­cia. Ebbe­ne noi potrem­mo sol­le­ci­ta­re le pro­vin­ce con­fi­nan­ti di Lati­na e Fro­si­no­ne per influen­za cul­tu­ra­le. Basti ricor­da­re che i Colon­na coi loro pos­se­di­men­ti si este­se­ro, con influen­za eco­no­mi­ca, poli­ti­ca e cul­tu­ra­le, fino Sez­ze e Cec­ca­no etc. E fin qui sia­mo al soste­gno moti­va­to. Ma sicu­ra­men­te una com­po­nen­te dell’associazionismo castel­la­no, sem­pre oltre lo spe­ci­fi­co con­fi­ne ami­ni­stra­ti­vo, ha di che offri­re a giu­sti­fi­ca­re la richie­sta per Capi­ta­le Cul­tu­ra­le.

Mas­si­mo Mar­cia­no, gior­na­li­sta


4.Quindi, restan­do al meri­to, si ci sono ampi spa­zi da poter copri­re per moti­va­re posi­ti­va­men­te la can­di­da­tu­ra. Del resto i Castel­li roma­ni sono gia­ci­men­to sto­ri­co poli­ti­co cul­tu­ra­le sto­ri­ca­men­te indi­vi­dua­bi­le e anche in età moder­na ed attua­le ha con­ti­nua­men­te affron­ta­to que­sto tema. Banal­men­te c’è nel­la memo­ria di ognu­no di noi come furo­no avan­za­te nel tem­po la rea­liz­za­zio­ne di un ente pro­vin­cia per carat­te­riz­za­re ancor più la valen­za di comu­ni­tà dei Castel­li. Non a caso è dal baci­no dei Castel­li che mol­te del­le atti­vi­tà poli­ti­che, eco­no­mi­che ed isti­tu­zio­na­li han­no pre­so le mos­se per esse­re poi rap­pre­sen­ta­te in ambi­to sicu­ra­men­te regio­na­le ma anche nazio­na­le. Sem­pre in ambi­to del­la trac­cia, mol­ti ricor­de­ran­no l’attività pro­mos­sa da un gran­de diri­gen­te comu­ni­sta castel­la­no, Pie­ro For­ti­ni, che incen­tro mol­ta par­te del­la pro­pria atti­vi­tà di con­tri­bu­to di ela­bo­ra­zio­ne ter­ri­to­ria­le nel­la ricer­ca del­la «mar­ca dei Castel­li roma­ni», cioè del reti­na­to che mostra­va tut­te le con­fluen­ze e le inter­re­la­zio­ni eco­no­mi­co socia­li e quin­di poli­ti­co cul­tu­ra­li che uni­va­no in un cor­po omo­ge­neo fat­to di dif­fe­ren­ze (non è un ossi­mo­ro è una let­tu­ra trans­lu­cen­te) tut­ti i Castel­li roma­ni. Le stes­se atti­vi­tà di ung rup­po di ope­ra­to­ri dell’informazione (cito Mas­si­mo Sil­vi caro com­pian­to ami­co che non è più con noi, ma anche Mas­si­mo Mar­cia­no e il gran­de Lui­gi Iovi­no) che tra Fra­sca­ti, Grot­ta­fer­ra­ta e Mari­no die­de­ro vita a Sedi­ci­news, una reda­zio­ne ed un gior­na­le onli­ne, tra i pri­mi castel­la­ni, che frut­ta­ro­no altre espe­rien­ze oltre al con­si­li­da­men­to pro­fes­sio­na­le dei pro­mo­to­ri.

Mas­si­mo Sil­vi, pre­am­tu­ra­men­te scom­par­so, Nostro caro ami­co e com­pa­gno, lo ricor­dia­mo qua­le docen­te, gior­na­li­sta, fine cri­ti­co intel­le­tua­le, ambien­ta­li­sta


Quel­la stes­sa reda­zio­ne, tra cro­na­ca e poli­ti­ca — che sfo­ce­rà per alcu­ni nel­la gestio­ne del­la reda­zio­ne castel­la­na de L’Unità/Mattina che ebbe gran­de suc­ces­so fino alla sua chiu­su­ra — cer­cò sem­pre di ele­va­re l’attenzione ai Castel­li roma­ni, per­chè era pos­si­bi­le, mol­to in chia­ve cul­tu­ra­le, sto­ri­co e ambien­ta­le. Mol­ti degli epi­go­ni di oggi sono figli di quel­la sta­gio­ne, mol­te di quel­le atti­vi­tà si sono incro­cia­te per dare spes­so­re e qua­li­tà ad ogni sin­go­la bat­ta­glia: Par­co dei Castel­li roma­ni, Par­co dell’Appia Anti­ca, Gli attua­li cam­mi­ni a comin­cia­re dal­la Fran­ci­ge­na. Poi ce n’è una in par­ti­co­la­re di lot­ta, che è quel­la con­tro l’inceneritore. Solo chi vuol svia­re il pro­ble­ma, ovve­ro igno­ran­te­men­te vuo­le soste­ne­re la non appar­te­nen­za di quell’area che insi­ste tra Pome­zia e Alba­no, ai Castel­li roma­ni, cer­che­rà di offri­re una visio­ne di estra­nei­tà di que­sto mede­si­mo humus. Lo dicia­mo con un esem­pio bana­le: il ritro­va­men­te di trac­ce archeo­lo­gi­che nel can­tie­re dell’inceneritore, non sono un’isola di archeo­lo­gia. Sono l’appertenenza al reti­co­lo di infra­strut­tu­re che diver­si­fi­can­do­si e dira­man­do­si dal­la Regi­na Via­rum copro­no Bovil­le, ver­so la via anzia­te, ver­so altri col­le­ga­men­ti che nel­la pia­na pome­ti­na e fino a quel­la pon­ti­na mostra­no una uni­ci­tà già sto­ri­co archeo­lo­gi­ca: figu­rar­si che l’una non c’entri nul­la con l’interezza!

Pie­ro For­ti­ni, già diri­gen­te del PCI, ope­ra­to­re cul­tu­ra­le


5.E, come da impe­gno pre­so, ecco la pro­po­sta che for­mu­lo per affron­ta­re la can­di­da­tu­ra a Capi­ta­le del­la Cul­tu­ra 2029 dei Castel­li roma­ni. Pre­met­ten­do che per­ciò stes­so, pur con­di­vi­den­do tan­te cri­ti­che, anzi osti­li­tà tota­li, di più riget­ti net­ti, cir­ca le volon­tà dei deva­sta­to­ri del nostro ambien­te e del­la nostra comu­ni­tà per la pro­ter­via a voler rea­liz­za­re l’inceneritore, per­so­nal­men­te mi schie­ro comun­que a favo­re di com­pie­re ogni pas­so (pure a fian­co dell’Area Metro­po­li­ta­na) per soste­ne­re con­vin­ta­men­te la can­di­da­tu­ra!

Toni­no D’An­ni­ba­le, già diri­gen­te poli­ti­co e alla testa dei movi­men­ti con­tro l’in­ce­ne­ri­to­re alle fal­de dei Castel­li


La pro­po­sta è rivol­ta alla pre­sen­ta­zio­ne. Il Dos­sier è sta­to det­to che lo ela­bo­re­rà, col­la­zio­ne­rà, e lo ren­de­rà flui­do Gia­co­mo Tor­to­ri­ci. Ecco io pro­pon­go che egli (natu­ral­men­te occor­re­rà il soste­gno di tut­ti) dia un tito­lo visi­bi­le che dia un cal­cio all’inceneritore nel pro­por­re i Castel­li roma­ni qua­le Capi­ta­le del­la Cul­tu­ra 2029. Con imme­dia­tez­za si dovrà com­pren­de­re, dal­la coper­ti­na, che la can­di­da­tu­ra è
«Annul­la­re l’inceneritore per testi­mo­nia­re i Castel­li roma­ni Capi­ta­le del­la Cul­tu­ra 2029».
Ovvia­men­te con la pro­po­sta non pre­ten­do che si assu­ma alla let­te­ra ciò che ho con­vin­ta­men­te scrit­to come tito­lo, ma sicu­ra­men­te, se ci sarà que­sto tipo di con­di­vi­sio­ne, l’ottimo Tortorici,e chi altro vor­rà con­tri­bui­re, potrà svol­ge­re un vero ser­vi­zio cul­tu­ra­le, socia­le, poli­ti­co, ambien­ta­le e d’amore ver­so le popo­la­zio­ni dei Castel­li roma­ni, ver­so il loro pas­sa­to che li ren­de ciò che sono oggi, ver­so l’attualità che li regi­stra come pro­ta­go­ni­sti dei pro­pri luo­ghi, del­le pro­prie vite e del futu­ro di tut­ti e tut­te.

Rober­to Guaal­tie­ri, met­te la pri­ma pie­tra (!) del­l’in­ce­ne­ri­to­re di San­ta Palom­ba, alle fal­de dei Castel­li


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