“Morti sul lavoro, una settimana tragica, è drammatica la catena di infortuni in cui hanno…
Una lettrice ci scrive: una poesia per le vittime sul lavoro di Latina
30/07/2026Questo articolo è stato letto 462 volte!
Gentile Redazione,
mi chiamo Yuleisy Cruz Lezcano, sono poetessa e attivista. Vi scrivo per chiedervi, con profondo rispetto, di valutare la pubblicazione della poesia che ho dedicato ai lavoratori morti a Latina. Questi versi nascono dal dolore suscitato dalla tragica scomparsa dei due operai deceduti mentre svolgevano il proprio lavoro. Non intendono sostituirsi alla cronaca né anticipare gli accertamenti sulle cause dei decessi, ma desiderano offrire uno spazio di riflessione, memoria e vicinanza umana.
Da circa quattro anni porto avanti un progetto poetico dedicato alle vittime degli infortuni sul lavoro. Attraverso la poesia cerco di trasformare il dolore in memoria collettiva e di contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore della sicurezza e della dignità del lavoro. Nel tempo ho ricevuto numerosi messaggi di gratitudine da parte dei familiari delle vittime, che hanno trovato nei miei versi un gesto di vicinanza e un modo per custodire il ricordo dei loro cari.
Per questo motivo mi permetto di chiedervi il favore di pubblicare queste poesie. Credo che la parola poetica possa affiancare l’informazione, non per attenuarne la forza, ma per accompagnare il dolore delle famiglie e mantenere viva l’attenzione su una realtà che continua a colpire il nostro Paese.
Vi ringrazio sinceramente per il tempo che vorrete dedicare a questa richiesta.
Con stima,
Yuleisy Cruz Lezcano
Le lancette della morte
Le lancette della morte ci ricordano che dobbiamo morire,
ma il calcolo del tempo sbaglia.
Non concede il tempo
per ascoltare le ultime campanate
del punto vivo della morte che siamo.
Il sole scrive sentenze
con un alfabeto di fuoco.
Il cemento trattiene il respiro,
il ferro diventa una febbre,
l’aria una porta senza uscita.
Si continua a costruire il domani
sulll’oggi sgretolato tra le mani.
Le impalcature assomigliano
a un albero senza ombra,
i mattoni pesano quanto il silenzio.
Viviamo nell’ignoranza
delle mappe delle catastrofi
che arrivano senza annunciarsi,
come un orologio che perde la misura,
come una clessidra colma di cenere.
Restano caschi rivolti al cielo,
scarpe che custodiscono passi interrotti,
attrezzi immobili
che conoscono il nome dell’attesa.
E il tempo, quel geometra imperfetto,
continua a contare i minuti dei vivi
dimenticando, talvolta,
che ogni ritorno a casa
è un diritto inascoltato.
Questa poesia nasce dal dolore suscitato dalla morte di Wladislaw Pernal e Francesco Gritto, due operai deceduti a Latina mentre stavano lavorando, nel giro di meno di ventiquattro ore. Al di là delle cause che saranno accertate dalle autorità competenti, la loro scomparsa richiama l’attenzione sulla fragilità della vita e sul diritto di ogni lavoratore a tornare a casa. I loro nomi diventano il simbolo di tutte le vite spezzate sul lavoro, spesso consumate nel silenzio e destinate a essere ricordate solo per pochi giorni.
Yuleisy Cruz Lezcano
CHI È YULEISY?
Yuleisy Cruz Lezcano è poetessa, scrittrice, traduttrice, giornalista culturale, attivista e professionista della salute. Nata a Cuba e residente a Marzabotto, in provincia di Bologna, è cittadina italiana e rappresenta una delle voci più riconoscibili della letteratura interculturale contemporanea. La sua attività si sviluppa all’incrocio tra scrittura, ricerca sociale, educazione, promozione dei diritti umani e divulgazione culturale, dando vita a un percorso originale in cui la letteratura diventa strumento di trasformazione sociale, prevenzione della violenza, educazione emotiva e costruzione della cittadinanza consapevole.
La sua formazione accademica riflette una costante attenzione alla persona e ai processi di cura. Dopo la Laurea in Scienze Biologiche e la Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche conseguite presso l’Università di Bologna, ha approfondito gli aspetti relazionali, psicologici e sociali della salute frequentando un Master universitario di II livello in Gestione della violenza in ambito sociale, sanitario ed educativo, durante il Quale ha fatto 150 ore di tirocinio in una casa rifugio che gestisce lo stress post traumatico, derivato dalla violenza di donne e bambini. Durante lo stage si è occupata di terapia psico sociale. Questa duplice prospettiva, scientifica e umanistica, caratterizza profondamente il suo lavoro letterario e culturale, orientato alla promozione del benessere individuale e collettivo attraverso la parola poetica.
Autrice di diciotto libri, alcuni dei quali pubblicati in edizione bilingue italiano-spagnolo e spagnolo-portoghese, ha costruito nel tempo una ricerca letteraria che attraversa i temi dell’identità migrante, della memoria, della fragilità umana, del translinguismo, della condizione femminile, delle relazioni affettive, della giustizia sociale e della dignità del lavoro. Le sue opere sono state tradotte in diverse lingue, tra cui spagnolo, portoghese, inglese, francese e albanese, e pubblicate in numerose riviste, antologie e progetti editoriali internazionali.
La sua scrittura si distingue per la capacità di coniugare intensità lirica e attenzione civile, dando voce a soggetti spesso marginalizzati e affrontando tematiche sociali contemporanee con un linguaggio poetico capace di trasformare la denuncia in occasione di riflessione e crescita collettiva. Nelle sue opere la parola poetica non è mai mero esercizio estetico, ma strumento di ascolto, testimonianza e responsabilità.
Attualmente, nel 2026, è andato in stampa il suo libro Crimini della sicurezza, con la casa editrice Il Ponte Vecchio. Il libro di racconti e poesie, racchiude storie vere di morti sul lavoro. Inoltre, questo libro è già stato vincitore del XIV edizione del Premio Internazionale Letteratura Italiana Contemporanea 2026.
Nel 2024 ha pubblicato il volume “Di un’altra voce sarà la paura”, edito da Leonida Edizioni, opera candidata al Premio Strega Poesia e selezionata per il Salone Internazionale del Libro di Torino. Il libro affronta il tema della violenza sulle donne e delle molteplici forme di abuso che attraversano la società contemporanea, dando voce alle vittime attraverso una scrittura intensa, empatica e profondamente umana. L’opera ha ottenuto attenzione da parte della critica, delle istituzioni e del mondo della scuola, diventando il punto di partenza di un articolato progetto nazionale di sensibilizzazione e prevenzione.
A partire dalla pubblicazione del volume, Yuleisy Cruz Lezcano ha infatti avviato un progetto itinerante che continua ancora oggi a coinvolgere scuole, biblioteche, associazioni, enti pubblici, festival e realtà culturali in diverse regioni italiane. Attraverso incontri, conferenze, reading e laboratori educativi, il progetto utilizza la letteratura come strumento di contrasto alla violenza in ambito sociale, sanitario ed educativo, promuovendo una cultura del rispetto, della responsabilità affettiva e della consapevolezza emotiva.
All’interno di questo percorso si inserisce il laboratorio “Il consenso non è un dettaglio”, rivolto agli studenti delle scuole superiori e sviluppato come strumento di educazione civica e prevenzione della violenza. Presso il Liceo delle Scienze Umane di Guidonia, in collaborazione con il corpo docente dell’istituto, ha guidato gli studenti in un approfondimento sul significato del consenso nelle relazioni umane, affrontando temi di grande attualità come la violenza psicologica, la manipolazione affettiva, il revenge porn, lo stealthing, il rispetto dei confini personali e l’uso consapevole delle tecnologie digitali. Attraverso letture, discussioni e attività laboratoriali, gli studenti sono stati coinvolti in un percorso di riflessione critica che ha evidenziato il ruolo della cultura e della letteratura nella prevenzione dei comportamenti abusanti e nella costruzione di relazioni equilibrate.
Parallelamente, l’autrice porta avanti da anni una ricerca educativa centrata sull’educazione emotiva e sul valore formativo della poesia. Da questa esperienza nasce il laboratorio “Il sentire e le emozioni”, nel quale bambini e adolescenti vengono accompagnati alla scoperta del proprio mondo interiore attraverso il linguaggio creativo. Utilizzando ritagli di giornali, libri, immagini e parole, gli studenti costruiscono rappresentazioni simboliche della propria identità emotiva e relazionale, dando vita a poesie individuali e collettive che favoriscono l’ascolto reciproco, la consapevolezza di sé e l’inclusione.
Particolarmente significativa è stata l’esperienza sviluppata presso l’Istituto Comprensivo Carducci-Paolillo di Cerignola, dove ha realizzato percorsi dedicati al caviardage poetico e alla poesia ludica. Attraverso la tecnica del caviardage, gli studenti hanno lavorato su testi tratti da “Di un’altra voce sarà la paura”, trasformando versi che raccontano il trauma, la sofferenza e la violenza in nuove composizioni capaci di esprimere resilienza, speranza e cambiamento. Questo metodo educativo, che unisce lettura, riflessione critica e scrittura creativa, ha consentito ai ragazzi di comprendere come il linguaggio possa diventare uno strumento di trasformazione personale e sociale.
Sempre a Cerignola ha condotto il laboratorio “Poesie in gioco, giochi in poesia”, dedicato alla scoperta delle potenzialità espressive della parola attraverso calligrammi, haiku, filastrocche, nonsense e poesia visiva. L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di promozione della lettura e della creatività che l’autrice porta avanti dal 2012 in numerose scuole italiane, con l’obiettivo di avvicinare bambini e adolescenti alla poesia come esperienza viva, accessibile e partecipata.
Accanto all’attività educativa svolge un’intensa attività conferenziale e divulgativa. Le sue conferenze affrontano temi legati alla salute relazionale, all’emancipazione femminile, alle neuroscienze delle emozioni, alla prevenzione della violenza e al ruolo della cultura nella costruzione del benessere sociale. Tra gli incontri più significativi si distingue la conferenza “Sinapsi sociali e biologia delle emozioni: la gentilezza come architettura dei beni relazionali e della trasformazione umana”, nella quale propone una riflessione interdisciplinare che intreccia neuroscienze, psicologia, sociologia e letteratura. In questo lavoro la gentilezza viene interpretata non come semplice forma di cortesia, ma come forza trasformativa capace di incidere concretamente sulla qualità delle relazioni e sulla salute delle comunità.
Un altro ambito fondamentale del suo impegno riguarda la sicurezza sul lavoro. Da oltre tre anni porta avanti una costante attività di sensibilizzazione sul fenomeno delle morti bianche e degli infortuni professionali, partecipando a incontri pubblici, tavole rotonde, iniziative culturali e campagne di sensibilizzazione. Attraverso la poesia e la narrativa civile contribuisce a mantenere viva la memoria delle vittime e a promuovere una cultura della prevenzione fondata sul rispetto della vita e della dignità umana. Una sua poesia dedicata alle vittime del lavoro è stata letta dall’attore Alessio Vassallo presso la Camera dei Deputati, mentre un altro suo testo è stato scelto dalla famiglia di Luana D’Orazio e dal Consiglio Regionale della Toscana per le iniziative commemorative dedicate alla giovane operaia scomparsa sul lavoro.
Da questo percorso di ricerca e attivismo nasce “Crimini della sicurezza”, opera di narrativa civile e poesia dedicata alle vittime delle morti sul lavoro e alle loro famiglie. Il libro rappresenta il risultato di anni di studio, ascolto e testimonianza e affronta il tema della responsabilità sociale, della memoria e della prevenzione attraverso una prospettiva profondamente umana. Nel 2026 l’opera è stata insignita del Premio Internazionale Letteratura Italiana Contemporanea, riconoscimento che ne ha sottolineato il valore letterario e civile.
Nel corso degli anni ha collaborato con numerose testate giornalistiche e riviste culturali italiane e internazionali, tra cui Corriere Nazionale, Il Newyorkese, I Love Italy News, Masticadores, Almablog, Femminile e Singolare, Arcipelago Milano, Odysseo, Nel Quotidiano News, Il Popolano e il Giornale Letterario del Premio Nabokov. Attraverso articoli, interviste e approfondimenti ha contribuito al dibattito culturale sui temi dell’inclusione, dei diritti delle donne, della memoria civile, della sicurezza sul lavoro e dell’educazione.
Numerosi sono i riconoscimenti ricevuti in ambito nazionale e internazionale. Tra i principali figurano il Premio Internazionale Letteratura Italiana Contemporanea, il Gran Premio della Giuria del Premio Internazionale Il Meleto di Guido Gozzano, il Premio Ginevra – Switzerland Literary Prize, il Gran Premio della Giuria del Premio Ossi di Seppia, il Premio Nadia Toffa, il Premio Francesco Petrarca, il Trofeo Penna d’Autore e numerosi altri riconoscimenti dedicati alla poesia e alla narrativa.
È stata inoltre chiamata a far parte delle giurie di importanti premi letterari, tra cui il Premio Nabokov, il Napoli Cultural Classic e il Premio Arte Bellariva. È membro d’onore del Festival Internazionale della Poesia di Tozeur, in Tunisia, e rappresenta Cuba in numerose manifestazioni internazionali dedicate alla poesia e alla letteratura.
Le sue opere sono state presentate presso ambasciate, università, biblioteche, festival, scuole, amministrazioni pubbliche e istituzioni culturali in tutta Italia. Tra i luoghi che hanno ospitato le sue presentazioni figurano l’Ambasciata di Cuba a Roma, il Salone Internazionale del Libro di Torino, la Biblioteca Casanatense di Roma, Casa Dante a Firenze, Casa Sanremo Writers, la Repubblica di San Marino RTV, il Festival del Buon Vivere di Forlì, il Festival Libri nel Borgo Antico, il Festival Sudamericana e numerose altre realtà culturali italiane.
Attraverso la sua attività letteraria, educativa e sociale, Yuleisy Cruz Lezcano continua a promuovere una concezione della poesia come strumento di conoscenza, cura e responsabilità civile. La sua opera si colloca in uno spazio di dialogo tra cultura, educazione e impegno sociale, contribuendo alla costruzione di una società più consapevole, inclusiva e attenta alla dignità della persona.
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