Una lettrice ci scrive: una poesia per le vittime sul lavoro di Latina

Una lettrice ci scrive: una poesia per le vittime sul lavoro di Latina

30/07/2026 0 Di Redazione

Que­sto arti­co­lo è sta­to let­to 462 vol­te!

Gen­ti­le Reda­zio­ne,

mi chia­mo Yulei­sy Cruz Lez­ca­no, sono poe­tes­sa e atti­vi­sta. Vi scri­vo per chie­der­vi, con pro­fon­do rispet­to, di valu­ta­re la pub­bli­ca­zio­ne del­la poe­sia che ho dedi­ca­to ai lavo­ra­to­ri mor­ti a Lati­na. Que­sti ver­si nasco­no dal dolo­re susci­ta­to dal­la tra­gi­ca scom­par­sa dei due ope­rai dece­du­ti men­tre svol­ge­va­no il pro­prio lavo­ro. Non inten­do­no sosti­tuir­si alla cro­na­ca né anti­ci­pa­re gli accer­ta­men­ti sul­le cau­se dei deces­si, ma desi­de­ra­no offri­re uno spa­zio di rifles­sio­ne, memo­ria e vici­nan­za uma­na.

Da cir­ca quat­tro anni por­to avan­ti un pro­get­to poe­ti­co dedi­ca­to alle vit­ti­me degli infor­tu­ni sul lavo­ro. Attra­ver­so la poe­sia cer­co di tra­sfor­ma­re il dolo­re in memo­ria col­let­ti­va e di con­tri­bui­re a sen­si­bi­liz­za­re l’o­pi­nio­ne pub­bli­ca sul valo­re del­la sicu­rez­za e del­la digni­tà del lavo­ro. Nel tem­po ho rice­vu­to nume­ro­si mes­sag­gi di gra­ti­tu­di­ne da par­te dei fami­lia­ri del­le vit­ti­me, che han­no tro­va­to nei miei ver­si un gesto di vici­nan­za e un modo per custo­di­re il ricor­do dei loro cari.

Per que­sto moti­vo mi per­met­to di chie­der­vi il favo­re di pub­bli­ca­re que­ste poe­sie. Cre­do che la paro­la poe­ti­ca pos­sa affian­ca­re l’in­for­ma­zio­ne, non per atte­nuar­ne la for­za, ma per accom­pa­gna­re il dolo­re del­le fami­glie e man­te­ne­re viva l’at­ten­zio­ne su una real­tà che con­ti­nua a col­pi­re il nostro Pae­se.

Vi rin­gra­zio sin­ce­ra­men­te per il tem­po che vor­re­te dedi­ca­re a que­sta richie­sta.

Con sti­ma,

Yulei­sy Cruz Lez­ca­no

Le lancette della morte

 

Le lan­cet­te del­la mor­te ci ricor­da­no che dob­bia­mo mori­re,

ma il cal­co­lo del tem­po sba­glia.

Non con­ce­de il tem­po

per ascol­ta­re le ulti­me cam­pa­na­te

del pun­to vivo del­la mor­te che sia­mo.

 

Il sole scri­ve sen­ten­ze

con un alfa­be­to di fuo­co.

Il cemen­to trat­tie­ne il respi­ro,

il fer­ro diven­ta una feb­bre,

l’a­ria una por­ta sen­za usci­ta.

 

Si con­ti­nua a costrui­re il doma­ni

sull­l’og­gi sgre­to­la­to tra le mani.

Le impal­ca­tu­re asso­mi­glia­no

a un albe­ro sen­za ombra,

i mat­to­ni pesa­no quan­to il silen­zio.

 

Vivia­mo nel­l’i­gno­ran­za

del­le map­pe del­le cata­stro­fi

che arri­va­no sen­za annun­ciar­si,

come un oro­lo­gio che per­de la misu­ra,

come una cles­si­dra col­ma di cene­re.

 

Resta­no caschi rivol­ti al cie­lo,

scar­pe che custo­di­sco­no pas­si inter­rot­ti,

attrez­zi immo­bi­li

che cono­sco­no il nome del­l’at­te­sa.

 

E il tem­po, quel geo­me­tra imper­fet­to,

con­ti­nua a con­ta­re i minu­ti dei vivi

dimen­ti­can­do, tal­vol­ta,

che ogni ritor­no a casa

è un dirit­to ina­scol­ta­to.

 

Que­sta poe­sia nasce dal dolo­re susci­ta­to dal­la mor­te di Wla­di­slaw Per­nal e Fran­ce­sco Grit­to, due ope­rai dece­du­ti a Lati­na men­tre sta­va­no lavo­ran­do, nel giro di meno di ven­ti­quat­tro ore. Al di là del­le cau­se che saran­no accer­ta­te dal­le auto­ri­tà com­pe­ten­ti, la loro scom­par­sa richia­ma l’at­ten­zio­ne sul­la fra­gi­li­tà del­la vita e sul dirit­to di ogni lavo­ra­to­re a tor­na­re a casa. I loro nomi diven­ta­no il sim­bo­lo di tut­te le vite spez­za­te sul lavo­ro, spes­so con­su­ma­te nel silen­zio e desti­na­te a esse­re ricor­da­te solo per pochi gior­ni.

Yulei­sy Cruz Lez­ca­no

CHI È YULEISY?

Yulei­sy Cruz Lez­ca­no è poe­tes­sa, scrit­tri­ce, tra­dut­tri­ce, gior­na­li­sta cul­tu­ra­le, atti­vi­sta e pro­fes­sio­ni­sta del­la salu­te. Nata a Cuba e resi­den­te a Mar­za­bot­to, in pro­vin­cia di Bolo­gna, è cit­ta­di­na ita­lia­na e rap­pre­sen­ta una del­le voci più rico­no­sci­bi­li del­la let­te­ra­tu­ra inter­cul­tu­ra­le con­tem­po­ra­nea. La sua atti­vi­tà si svi­lup­pa all’in­cro­cio tra scrit­tu­ra, ricer­ca socia­le, edu­ca­zio­ne, pro­mo­zio­ne dei dirit­ti uma­ni e divul­ga­zio­ne cul­tu­ra­le, dan­do vita a un per­cor­so ori­gi­na­le in cui la let­te­ra­tu­ra diven­ta stru­men­to di tra­sfor­ma­zio­ne socia­le, pre­ven­zio­ne del­la vio­len­za, edu­ca­zio­ne emo­ti­va e costru­zio­ne del­la cit­ta­di­nan­za con­sa­pe­vo­le.

La sua for­ma­zio­ne acca­de­mi­ca riflet­te una costan­te atten­zio­ne alla per­so­na e ai pro­ces­si di cura. Dopo la Lau­rea in Scien­ze Bio­lo­gi­che e la Lau­rea Magi­stra­le in Scien­ze Infer­mie­ri­sti­che e Oste­tri­che con­se­gui­te pres­so l’U­ni­ver­si­tà di Bolo­gna, ha appro­fon­di­to gli aspet­ti rela­zio­na­li, psi­co­lo­gi­ci e socia­li del­la salu­te fre­quen­tan­do un Master uni­ver­si­ta­rio di II livel­lo in Gestio­ne del­la vio­len­za in ambi­to socia­le, sani­ta­rio ed edu­ca­ti­vo, duran­te il Qua­le ha fat­to 150 ore di tiro­ci­nio in una casa rifu­gio che gesti­sce lo stress post trau­ma­ti­co, deri­va­to dal­la vio­len­za di don­ne e bam­bi­ni. Duran­te lo sta­ge si è occu­pa­ta di tera­pia psi­co socia­le. Que­sta dupli­ce pro­spet­ti­va, scien­ti­fi­ca e uma­ni­sti­ca, carat­te­riz­za pro­fon­da­men­te il suo lavo­ro let­te­ra­rio e cul­tu­ra­le, orien­ta­to alla pro­mo­zio­ne del benes­se­re indi­vi­dua­le e col­let­ti­vo attra­ver­so la paro­la poe­ti­ca.

Autri­ce di diciot­to libri, alcu­ni dei qua­li pub­bli­ca­ti in edi­zio­ne bilin­gue ita­lia­no-spa­gno­lo e spa­gno­lo-por­to­ghe­se, ha costrui­to nel tem­po una ricer­ca let­te­ra­ria che attra­ver­sa i temi del­l’i­den­ti­tà migran­te, del­la memo­ria, del­la fra­gi­li­tà uma­na, del trans­lin­gui­smo, del­la con­di­zio­ne fem­mi­ni­le, del­le rela­zio­ni affet­ti­ve, del­la giu­sti­zia socia­le e del­la digni­tà del lavo­ro. Le sue ope­re sono sta­te tra­dot­te in diver­se lin­gue, tra cui spa­gno­lo, por­to­ghe­se, ingle­se, fran­ce­se e alba­ne­se, e pub­bli­ca­te in nume­ro­se rivi­ste, anto­lo­gie e pro­get­ti edi­to­ria­li inter­na­zio­na­li.

La sua scrit­tu­ra si distin­gue per la capa­ci­tà di coniu­ga­re inten­si­tà liri­ca e atten­zio­ne civi­le, dan­do voce a sog­get­ti spes­so mar­gi­na­liz­za­ti e affron­tan­do tema­ti­che socia­li con­tem­po­ra­nee con un lin­guag­gio poe­ti­co capa­ce di tra­sfor­ma­re la denun­cia in occa­sio­ne di rifles­sio­ne e cre­sci­ta col­let­ti­va. Nel­le sue ope­re la paro­la poe­ti­ca non è mai mero eser­ci­zio este­ti­co, ma stru­men­to di ascol­to, testi­mo­nian­za e respon­sa­bi­li­tà.

Attual­men­te, nel 2026, è anda­to in stam­pa il suo libro Cri­mi­ni del­la sicu­rez­za, con la casa edi­tri­ce Il Pon­te Vec­chio. Il libro di rac­con­ti e poe­sie, rac­chiu­de sto­rie vere di mor­ti sul lavo­ro. Inol­tre, que­sto libro è già sta­to vin­ci­to­re del XIV edi­zio­ne del Pre­mio Inter­na­zio­na­le Let­te­ra­tu­ra Ita­lia­na Con­tem­po­ra­nea 2026.

Nel 2024 ha pub­bli­ca­to il volu­me “Di un’al­tra voce sarà la pau­ra”, edi­to da Leo­ni­da Edi­zio­ni, ope­ra can­di­da­ta al Pre­mio Stre­ga Poe­sia e sele­zio­na­ta per il Salo­ne Inter­na­zio­na­le del Libro di Tori­no. Il libro affron­ta il tema del­la vio­len­za sul­le don­ne e del­le mol­te­pli­ci for­me di abu­so che attra­ver­sa­no la socie­tà con­tem­po­ra­nea, dan­do voce alle vit­ti­me attra­ver­so una scrit­tu­ra inten­sa, empa­ti­ca e pro­fon­da­men­te uma­na. L’o­pe­ra ha otte­nu­to atten­zio­ne da par­te del­la cri­ti­ca, del­le isti­tu­zio­ni e del mon­do del­la scuo­la, diven­tan­do il pun­to di par­ten­za di un arti­co­la­to pro­get­to nazio­na­le di sen­si­bi­liz­za­zio­ne e pre­ven­zio­ne.

A par­ti­re dal­la pub­bli­ca­zio­ne del volu­me, Yulei­sy Cruz Lez­ca­no ha infat­ti avvia­to un pro­get­to iti­ne­ran­te che con­ti­nua anco­ra oggi a coin­vol­ge­re scuo­le, biblio­te­che, asso­cia­zio­ni, enti pub­bli­ci, festi­val e real­tà cul­tu­ra­li in diver­se regio­ni ita­lia­ne. Attra­ver­so incon­tri, con­fe­ren­ze, rea­ding e labo­ra­to­ri edu­ca­ti­vi, il pro­get­to uti­liz­za la let­te­ra­tu­ra come stru­men­to di con­tra­sto alla vio­len­za in ambi­to socia­le, sani­ta­rio ed edu­ca­ti­vo, pro­muo­ven­do una cul­tu­ra del rispet­to, del­la respon­sa­bi­li­tà affet­ti­va e del­la con­sa­pe­vo­lez­za emo­ti­va.

All’in­ter­no di que­sto per­cor­so si inse­ri­sce il labo­ra­to­rio “Il con­sen­so non è un det­ta­glio”, rivol­to agli stu­den­ti del­le scuo­le supe­rio­ri e svi­lup­pa­to come stru­men­to di edu­ca­zio­ne civi­ca e pre­ven­zio­ne del­la vio­len­za. Pres­so il Liceo del­le Scien­ze Uma­ne di Gui­do­nia, in col­la­bo­ra­zio­ne con il cor­po docen­te del­l’i­sti­tu­to, ha gui­da­to gli stu­den­ti in un appro­fon­di­men­to sul signi­fi­ca­to del con­sen­so nel­le rela­zio­ni uma­ne, affron­tan­do temi di gran­de attua­li­tà come la vio­len­za psi­co­lo­gi­ca, la mani­po­la­zio­ne affet­ti­va, il reven­ge porn, lo steal­thing, il rispet­to dei con­fi­ni per­so­na­li e l’u­so con­sa­pe­vo­le del­le tec­no­lo­gie digi­ta­li. Attra­ver­so let­tu­re, discus­sio­ni e atti­vi­tà labo­ra­to­ria­li, gli stu­den­ti sono sta­ti coin­vol­ti in un per­cor­so di rifles­sio­ne cri­ti­ca che ha evi­den­zia­to il ruo­lo del­la cul­tu­ra e del­la let­te­ra­tu­ra nel­la pre­ven­zio­ne dei com­por­ta­men­ti abu­san­ti e nel­la costru­zio­ne di rela­zio­ni equi­li­bra­te.

Paral­le­la­men­te, l’au­tri­ce por­ta avan­ti da anni una ricer­ca edu­ca­ti­va cen­tra­ta sul­l’e­du­ca­zio­ne emo­ti­va e sul valo­re for­ma­ti­vo del­la poe­sia. Da que­sta espe­rien­za nasce il labo­ra­to­rio “Il sen­ti­re e le emo­zio­ni”, nel qua­le bam­bi­ni e ado­le­scen­ti ven­go­no accom­pa­gna­ti alla sco­per­ta del pro­prio mon­do inte­rio­re attra­ver­so il lin­guag­gio crea­ti­vo. Uti­liz­zan­do rita­gli di gior­na­li, libri, imma­gi­ni e paro­le, gli stu­den­ti costrui­sco­no rap­pre­sen­ta­zio­ni sim­bo­li­che del­la pro­pria iden­ti­tà emo­ti­va e rela­zio­na­le, dan­do vita a poe­sie indi­vi­dua­li e col­let­ti­ve che favo­ri­sco­no l’a­scol­to reci­pro­co, la con­sa­pe­vo­lez­za di sé e l’in­clu­sio­ne.

Par­ti­co­lar­men­te signi­fi­ca­ti­va è sta­ta l’e­spe­rien­za svi­lup­pa­ta pres­so l’I­sti­tu­to Com­pren­si­vo Car­duc­ci-Pao­lil­lo di Ceri­gno­la, dove ha rea­liz­za­to per­cor­si dedi­ca­ti al caviar­da­ge poe­ti­co e alla poe­sia ludi­ca. Attra­ver­so la tec­ni­ca del caviar­da­ge, gli stu­den­ti han­no lavo­ra­to su testi trat­ti da “Di un’al­tra voce sarà la pau­ra”, tra­sfor­man­do ver­si che rac­con­ta­no il trau­ma, la sof­fe­ren­za e la vio­len­za in nuo­ve com­po­si­zio­ni capa­ci di espri­me­re resi­lien­za, spe­ran­za e cam­bia­men­to. Que­sto meto­do edu­ca­ti­vo, che uni­sce let­tu­ra, rifles­sio­ne cri­ti­ca e scrit­tu­ra crea­ti­va, ha con­sen­ti­to ai ragaz­zi di com­pren­de­re come il lin­guag­gio pos­sa diven­ta­re uno stru­men­to di tra­sfor­ma­zio­ne per­so­na­le e socia­le.

Sem­pre a Ceri­gno­la ha con­dot­to il labo­ra­to­rio “Poe­sie in gio­co, gio­chi in poe­sia”, dedi­ca­to alla sco­per­ta del­le poten­zia­li­tà espres­si­ve del­la paro­la attra­ver­so cal­li­gram­mi, hai­ku, fila­stroc­che, non­sen­se e poe­sia visi­va. L’i­ni­zia­ti­va si inse­ri­sce in un più ampio per­cor­so di pro­mo­zio­ne del­la let­tu­ra e del­la crea­ti­vi­tà che l’au­tri­ce por­ta avan­ti dal 2012 in nume­ro­se scuo­le ita­lia­ne, con l’o­biet­ti­vo di avvi­ci­na­re bam­bi­ni e ado­le­scen­ti alla poe­sia come espe­rien­za viva, acces­si­bi­le e par­te­ci­pa­ta.

Accan­to all’at­ti­vi­tà edu­ca­ti­va svol­ge un’in­ten­sa atti­vi­tà con­fe­ren­zia­le e divul­ga­ti­va. Le sue con­fe­ren­ze affron­ta­no temi lega­ti alla salu­te rela­zio­na­le, all’e­man­ci­pa­zio­ne fem­mi­ni­le, alle neu­ro­scien­ze del­le emo­zio­ni, alla pre­ven­zio­ne del­la vio­len­za e al ruo­lo del­la cul­tu­ra nel­la costru­zio­ne del benes­se­re socia­le. Tra gli incon­tri più signi­fi­ca­ti­vi si distin­gue la con­fe­ren­za “Sinap­si socia­li e bio­lo­gia del­le emo­zio­ni: la gen­ti­lez­za come archi­tet­tu­ra dei beni rela­zio­na­li e del­la tra­sfor­ma­zio­ne uma­na”, nel­la qua­le pro­po­ne una rifles­sio­ne inter­di­sci­pli­na­re che intrec­cia neu­ro­scien­ze, psi­co­lo­gia, socio­lo­gia e let­te­ra­tu­ra. In que­sto lavo­ro la gen­ti­lez­za vie­ne inter­pre­ta­ta non come sem­pli­ce for­ma di cor­te­sia, ma come for­za tra­sfor­ma­ti­va capa­ce di inci­de­re con­cre­ta­men­te sul­la qua­li­tà del­le rela­zio­ni e sul­la salu­te del­le comu­ni­tà.

Un altro ambi­to fon­da­men­ta­le del suo impe­gno riguar­da la sicu­rez­za sul lavo­ro. Da oltre tre anni por­ta avan­ti una costan­te atti­vi­tà di sen­si­bi­liz­za­zio­ne sul feno­me­no del­le mor­ti bian­che e degli infor­tu­ni pro­fes­sio­na­li, par­te­ci­pan­do a incon­tri pub­bli­ci, tavo­le roton­de, ini­zia­ti­ve cul­tu­ra­li e cam­pa­gne di sen­si­bi­liz­za­zio­ne. Attra­ver­so la poe­sia e la nar­ra­ti­va civi­le con­tri­bui­sce a man­te­ne­re viva la memo­ria del­le vit­ti­me e a pro­muo­ve­re una cul­tu­ra del­la pre­ven­zio­ne fon­da­ta sul rispet­to del­la vita e del­la digni­tà uma­na. Una sua poe­sia dedi­ca­ta alle vit­ti­me del lavo­ro è sta­ta let­ta dal­l’at­to­re Ales­sio Vas­sal­lo pres­so la Came­ra dei Depu­ta­ti, men­tre un altro suo testo è sta­to scel­to dal­la fami­glia di Lua­na D’O­ra­zio e dal Con­si­glio Regio­na­le del­la Tosca­na per le ini­zia­ti­ve com­me­mo­ra­ti­ve dedi­ca­te alla gio­va­ne ope­ra­ia scom­par­sa sul lavo­ro.

Da que­sto per­cor­so di ricer­ca e atti­vi­smo nasce “Cri­mi­ni del­la sicu­rez­za”, ope­ra di nar­ra­ti­va civi­le e poe­sia dedi­ca­ta alle vit­ti­me del­le mor­ti sul lavo­ro e alle loro fami­glie. Il libro rap­pre­sen­ta il risul­ta­to di anni di stu­dio, ascol­to e testi­mo­nian­za e affron­ta il tema del­la respon­sa­bi­li­tà socia­le, del­la memo­ria e del­la pre­ven­zio­ne attra­ver­so una pro­spet­ti­va pro­fon­da­men­te uma­na. Nel 2026 l’o­pe­ra è sta­ta insi­gni­ta del Pre­mio Inter­na­zio­na­le Let­te­ra­tu­ra Ita­lia­na Con­tem­po­ra­nea, rico­no­sci­men­to che ne ha sot­to­li­nea­to il valo­re let­te­ra­rio e civi­le.

Nel cor­so degli anni ha col­la­bo­ra­to con nume­ro­se testa­te gior­na­li­sti­che e rivi­ste cul­tu­ra­li ita­lia­ne e inter­na­zio­na­li, tra cui Cor­rie­re Nazio­na­le, Il New­yor­ke­se, I Love Ita­ly News, Masti­ca­do­res, Alma­blog, Fem­mi­ni­le e Sin­go­la­re, Arci­pe­la­go Mila­no, Odys­seo, Nel Quo­ti­dia­no News, Il Popo­la­no e il Gior­na­le Let­te­ra­rio del Pre­mio Nabo­kov. Attra­ver­so arti­co­li, inter­vi­ste e appro­fon­di­men­ti ha con­tri­bui­to al dibat­ti­to cul­tu­ra­le sui temi del­l’in­clu­sio­ne, dei dirit­ti del­le don­ne, del­la memo­ria civi­le, del­la sicu­rez­za sul lavo­ro e del­l’e­du­ca­zio­ne.

Nume­ro­si sono i rico­no­sci­men­ti rice­vu­ti in ambi­to nazio­na­le e inter­na­zio­na­le. Tra i prin­ci­pa­li figu­ra­no il Pre­mio Inter­na­zio­na­le Let­te­ra­tu­ra Ita­lia­na Con­tem­po­ra­nea, il Gran Pre­mio del­la Giu­ria del Pre­mio Inter­na­zio­na­le Il Mele­to di Gui­do Goz­za­no, il Pre­mio Gine­vra – Swi­tzer­land Lite­ra­ry Pri­ze, il Gran Pre­mio del­la Giu­ria del Pre­mio Ossi di Sep­pia, il Pre­mio Nadia Tof­fa, il Pre­mio Fran­ce­sco Petrar­ca, il Tro­feo Pen­na d’Au­to­re e nume­ro­si altri rico­no­sci­men­ti dedi­ca­ti alla poe­sia e alla nar­ra­ti­va.

È sta­ta inol­tre chia­ma­ta a far par­te del­le giu­rie di impor­tan­ti pre­mi let­te­ra­ri, tra cui il Pre­mio Nabo­kov, il Napo­li Cul­tu­ral Clas­sic e il Pre­mio Arte Bel­la­ri­va. È mem­bro d’o­no­re del Festi­val Inter­na­zio­na­le del­la Poe­sia di Tozeur, in Tuni­sia, e rap­pre­sen­ta Cuba in nume­ro­se mani­fe­sta­zio­ni inter­na­zio­na­li dedi­ca­te alla poe­sia e alla let­te­ra­tu­ra.

Le sue ope­re sono sta­te pre­sen­ta­te pres­so amba­scia­te, uni­ver­si­tà, biblio­te­che, festi­val, scuo­le, ammi­ni­stra­zio­ni pub­bli­che e isti­tu­zio­ni cul­tu­ra­li in tut­ta Ita­lia. Tra i luo­ghi che han­no ospi­ta­to le sue pre­sen­ta­zio­ni figu­ra­no l’Am­ba­scia­ta di Cuba a Roma, il Salo­ne Inter­na­zio­na­le del Libro di Tori­no, la Biblio­te­ca Casa­na­ten­se di Roma, Casa Dan­te a Firen­ze, Casa San­re­mo Wri­ters, la Repub­bli­ca di San Mari­no RTV, il Festi­val del Buon Vive­re di For­lì, il Festi­val Libri nel Bor­go Anti­co, il Festi­val Suda­me­ri­ca­na e nume­ro­se altre real­tà cul­tu­ra­li ita­lia­ne.

Attra­ver­so la sua atti­vi­tà let­te­ra­ria, edu­ca­ti­va e socia­le, Yulei­sy Cruz Lez­ca­no con­ti­nua a pro­muo­ve­re una con­ce­zio­ne del­la poe­sia come stru­men­to di cono­scen­za, cura e respon­sa­bi­li­tà civi­le. La sua ope­ra si col­lo­ca in uno spa­zio di dia­lo­go tra cul­tu­ra, edu­ca­zio­ne e impe­gno socia­le, con­tri­buen­do alla costru­zio­ne di una socie­tà più con­sa­pe­vo­le, inclu­si­va e atten­ta alla digni­tà del­la per­so­na.

 

Related Images: