«In queste ore – dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – l’Italia è attraversata…
Caldo, Confeuro: “Agricoltura a rischio. Puntare su prevenzione e non emergenza”
13/07/2026Questo articolo è stato letto 238 volte!
Caldo, Confeuro: “Agricoltura a rischio. Puntare su prevenzione e non emergenza”
“Le ondate di fortissimo caldo e l’allarme siccità stanno mettendo a dura prova l’agricoltura italiana. Raccolti, allevamenti ed economie delle imprese agricole sono sempre più esposti agli effetti del cambiamento climatico. Non siamo più di fronte a un’emergenza temporanea, ma a una condizione strutturale che richiede risposte altrettanto strutturali e di lungo periodo”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei. “È necessario ripensare gli strumenti di tutela del comparto agricolo, a partire dal sistema assicurativo, che oggi interviene prevalentemente nelle situazioni più critiche senza garantire una reale protezione del reddito, soprattutto per i piccoli e medi agricoltori. Serve una strategia condivisa anche a livello europeo, perché il cambiamento climatico è una sfida che coinvolge tutti i Paesi dell’Unione e richiede politiche comuni ed efficaci. Allo stesso tempo è indispensabile dare finalmente attuazione a un grande piano infrastrutturale per la gestione delle risorse idriche: una rete moderna, efficiente e tecnologicamente avanzata, capace di raccogliere, conservare e distribuire l’acqua. Una necessità particolarmente urgente nel Mezzogiorno, dove la siccità è sempre più persistente e preoccupante, ma che riguarda ormai anche il Nord, come dimostra la difficile situazione del bacino del Po. Senza interventi concreti rischiamo di compromettere produzioni e coltivazioni che rappresentano un patrimonio strategico per il Paese. È inoltre fondamentale investire con maggiore decisione nelle pratiche agroecologiche, migliorando la fertilità dei suoli e la loro capacità di trattenere l’acqua, così da rendere le aziende agricole più resilienti agli eventi climatici estremi. Occorre cambiare approccio: meno logica dell’emergenza e più cultura della prevenzione. Solo attraverso programmazione, investimenti e politiche lungimiranti sarà possibile garantire un futuro competitivo e sostenibile all’agricoltura italiana”, conclude Tiso.
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Classe ’82, giornalista pubblicista dal 2012, cronista di strada dal 2007, scrivo ormai da tempo di sport, politica, sociale e cultura. Attualmente collaboro con testate dei Castelli Romani e della Capitale, fornendo al contempo prestazioni e consulenze di comunicazione per numerose realtà territoriali, private e pubbliche. Laziale, teatrante, animale sociale, adoro viaggiare, conoscere e nutrirmi della diversità, del nuovo, dello sconosciuto.

