Caldo, Confeuro: “Agricoltura a rischio. Puntare su prevenzione e non emergenza”

Caldo, Confeuro: “Agricoltura a rischio. Puntare su prevenzione e non emergenza”

13/07/2026 0 Di Marco Montini

Que­sto arti­co­lo è sta­to let­to 238 vol­te!

Cal­do, Con­feu­ro: “Agri­col­tu­ra a rischio. Pun­ta­re su pre­ven­zio­ne e non emer­gen­za”

“Le onda­te di for­tis­si­mo cal­do e l’al­lar­me sic­ci­tà stan­no met­ten­do a dura pro­va l’a­gri­col­tu­ra ita­lia­na. Rac­col­ti, alle­va­men­ti ed eco­no­mie del­le impre­se agri­co­le sono sem­pre più espo­sti agli effet­ti del cam­bia­men­to cli­ma­ti­co. Non sia­mo più di fron­te a un’e­mer­gen­za tem­po­ra­nea, ma a una con­di­zio­ne strut­tu­ra­le che richie­de rispo­ste altret­tan­to strut­tu­ra­li e di lun­go perio­do”. Così Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro- Con­fe­de­ra­zio­ne Agri­col­to­ri Euro­pei. “È neces­sa­rio ripen­sa­re gli stru­men­ti di tute­la del com­par­to agri­co­lo, a par­ti­re dal siste­ma assi­cu­ra­ti­vo, che oggi inter­vie­ne pre­va­len­te­men­te nel­le situa­zio­ni più cri­ti­che sen­za garan­ti­re una rea­le pro­te­zio­ne del red­di­to, soprat­tut­to per i pic­co­li e medi agri­col­to­ri. Ser­ve una stra­te­gia con­di­vi­sa anche a livel­lo euro­peo, per­ché il cam­bia­men­to cli­ma­ti­co è una sfi­da che coin­vol­ge tut­ti i Pae­si del­l’U­nio­ne e richie­de poli­ti­che comu­ni ed effi­ca­ci. Allo stes­so tem­po è indi­spen­sa­bi­le dare final­men­te attua­zio­ne a un gran­de pia­no infra­strut­tu­ra­le per la gestio­ne del­le risor­se idri­che: una rete moder­na, effi­cien­te e tec­no­lo­gi­ca­men­te avan­za­ta, capa­ce di rac­co­glie­re, con­ser­va­re e distri­bui­re l’ac­qua. Una neces­si­tà par­ti­co­lar­men­te urgen­te nel Mez­zo­gior­no, dove la sic­ci­tà è sem­pre più per­si­sten­te e pre­oc­cu­pan­te, ma che riguar­da ormai anche il Nord, come dimo­stra la dif­fi­ci­le situa­zio­ne del baci­no del Po. Sen­za inter­ven­ti con­cre­ti rischia­mo di com­pro­met­te­re pro­du­zio­ni e col­ti­va­zio­ni che rap­pre­sen­ta­no un patri­mo­nio stra­te­gi­co per il Pae­se. È inol­tre fon­da­men­ta­le inve­sti­re con mag­gio­re deci­sio­ne nel­le pra­ti­che agroe­co­lo­gi­che, miglio­ran­do la fer­ti­li­tà dei suo­li e la loro capa­ci­tà di trat­te­ne­re l’ac­qua, così da ren­de­re le azien­de agri­co­le più resi­lien­ti agli even­ti cli­ma­ti­ci estre­mi. Occor­re cam­bia­re approc­cio: meno logi­ca del­l’e­mer­gen­za e più cul­tu­ra del­la pre­ven­zio­ne. Solo attra­ver­so pro­gram­ma­zio­ne, inve­sti­men­ti e poli­ti­che lun­gi­mi­ran­ti sarà pos­si­bi­le garan­ti­re un futu­ro com­pe­ti­ti­vo e soste­ni­bi­le all’a­gri­col­tu­ra ita­lia­na”, con­clu­de Tiso.

Related Images: