Ue, Petizione Euromò al Parlamento: “Troppe sedi: spreco soldi e danno per ambiente” 

Ue, Petizione Euromò al Parlamento: “Troppe sedi: spreco soldi e danno per ambiente” 

16/06/2026 0 Di Marco Montini

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Il Diret­ti­vo nazio­na­le del Movi­men­to “Euro­pa Uni­ca — Euro­mò” ha invia­to alla Com­mis­sio­ne per le Peti­zio­ni del Par­la­men­to Euro­peo, con­te­stual­men­te all’avvio di una spe­ci­fi­ca rac­col­to fir­me — a cui potran­no ade­ri­re tut­ti i cit­ta­di­ni euro­pei -, per richie­de­re la razio­na­liz­za­zio­ne logi­sti­ca del Par­la­men­to Euro­peo, la ridu­zio­ne del­l’im­pat­to ambien­ta­le isti­tu­zio­na­le in linea con il Green Deal e l’ottimizzazione del­le risor­se pub­bli­che. “Ogni mese, miglia­ia di depu­ta­ti, assi­sten­ti, fun­zio­na­ri e tra­dut­to­ri — insie­me a ton­nel­la­te di docu­men­ti e attrez­za­tu­re — si spo­sta­no per quat­tro gior­ni da Bru­xel­les a Stra­sbur­go per svol­ge­re le ses­sio­ni ple­na­rie. Que­sto siste­ma a dop­pia sede — esor­di­sce il por­ta­vo­ce nazio­na­le di Euro­mò, Roc­co Tiso — rap­pre­sen­ta oggi un’a­no­ma­lia non più tol­le­ra­bi­le. In un momen­to sto­ri­co in cui ai cit­ta­di­ni euro­pei ven­go­no chie­sti sacri­fi­ci eco­no­mi­ci e sfor­zi lega­ti alle tran­si­zio­ni indu­stria­li ed eco­lo­gi­che, il man­te­ni­men­to di que­sto asset­to riflet­te un’i­sti­tu­zio­ne distan­te dagli obiet­ti­vi di soste­ni­bi­li­tà che essa stes­sa legi­fe­ra”. Qua­li, nel­lo spe­ci­fi­co, le moti­va­zio­ni pri­ma­rie che ha spin­to Euro­mò a pro­muo­ve­re la peti­zio­ne? “Pri­mo, l’impatto ambien­ta­le in con­tra­sto con il Green Deal: le caro­va­ne logi­sti­che men­si­li pro­du­co­no un’e­mis­sio­ne sti­ma­ta in oltre 10mila ton­nel­la­te di CO2 all’an­no. Il Par­la­men­to Ue non può eser­ci­ta­re appie­no la sua auto­ri­tà mora­le e legi­sla­ti­va in mate­ria cli­ma­ti­ca se non azze­ra l’im­pron­ta eco­lo­gi­ca pro­dot­ta dal pro­prio pen­do­la­ri­smo isti­tu­zio­na­le”, dice Tiso. Che poi con­ti­nua: “Due, spre­co di risor­se pub­bli­che ed effi­cien­za di bilan­cio: la costan­te tran­su­man­za del­l’ap­pa­ra­to buro­cra­ti­co gene­ra costi milio­na­ri nel lun­go perio­do a cari­co dei con­tri­buen­ti. Un’am­mi­ni­stra­zio­ne effi­cien­te richie­de la mas­si­ma otti­miz­za­zio­ne del­le spe­se di fun­zio­na­men­to”. Infi­ne, ma non meno impor­tan­te, l’inefficienza e la fram­men­ta­zio­ne isti­tu­zio­na­le: “La disper­sio­ne geo­gra­fi­ca fram­men­ta l’at­ti­vi­tà legi­sla­ti­va e ridu­ce l’ef­fi­cien­za del con­trol­lo demo­cra­ti­co che il Par­la­men­to deve eser­ci­ta­re, essen­do le altre isti­tu­zio­ni con­cen­tra­te a Bru­xel­les”. Alla luce di que­sto con­te­sto, Euro­mò dun­que chie­de di pro­muo­ve­re una riso­lu­zio­ne par­la­men­ta­re che impe­gni for­mal­men­te il Par­la­men­to Ue a sol­le­ci­ta­re il Con­si­glio Euro­peo per l’av­vio del­le pro­ce­du­re neces­sa­rie alla fis­sa­zio­ne di un’u­ni­ca sede per­ma­nen­te e indi­vi­si­bi­le a Bru­xel­les; un’au­di­zio­ne pub­bli­ca pres­so la Com­mis­sio­ne “Peti” per quan­ti­fi­ca­re i rea­li costi ambien­ta­li ed eco­no­mi­ci del pen­do­la­ri­smo isti­tu­zio­na­le, met­ten­do­li in rela­zio­ne con gli strin­gen­ti obiet­ti­vi del­l’U­nio­ne in mate­ria di neu­tra­li­tà cli­ma­ti­ca. Infi­ne, Euro­mó invi­ta l’Uf­fi­cio di Pre­si­den­za del Par­la­men­to ad adot­ta­re “tut­te le misu­re inter­ne di con­te­ni­men­to dei costi e del­le emis­sio­ni lega­te agli spo­sta­men­ti, ridu­cen­do al mini­mo l’im­pat­to sul bilan­cio del­la Ue”.

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