Agricoltura, Confeuro: “Bene dati Istat su valore aggiunti e Meridione. Investire al sud”

Agricoltura, Confeuro: “Bene dati Istat su valore aggiunti e Meridione. Investire al sud”

15/06/2026 0 Di Marco Montini

Que­sto arti­co­lo è sta­to let­to 407 vol­te!

Agri­col­tu­ra, Con­feu­ro: “Bene dati Istat su valo­re aggiun­ti e Meri­dio­ne. Inve­sti­re al sud”

“Con­feu­ro ha ana­liz­za­to con gran­de atten­zio­ne gli ulti­mi dati dif­fu­si dall’Istat sul com­par­to agri­co­lo nazio­na­le, dai qua­li emer­go­no ele­men­ti inco­rag­gian­ti ma anche cri­ti­ci­tà che richie­do­no inter­ven­ti mira­ti e una visio­ne stra­te­gi­ca di lun­go perio­do”. Così Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro com­men­ta i risul­ta­ti dell’indagine sta­ti­sti­ca sul set­to­re pri­ma­rio. “L’Italia — pro­se­gue Tiso — pur scen­den­do al quar­to posto in Euro­pa per valo­re del­la pro­du­zio­ne agri­co­la, si con­fer­ma al pri­mo posto nel­la Ue per valo­re aggiun­to, che rag­giun­ge i 46,6 miliar­di di euro rispet­to ai 44,2 miliar­di dell’anno pre­ce­den­te. Un dato signi­fi­ca­ti­vo che testi­mo­nia la qua­li­tà e la capa­ci­tà del nostro siste­ma agroa­li­men­ta­re di gene­ra­re ric­chez­za attra­ver­so pro­du­zio­ni ad alto valo­re, for­te­men­te lega­te ai ter­ri­to­ri e all’identità agri­co­la nazio­na­le. Si trat­ta di un risul­ta­to che riflet­te il model­lo agri­co­lo ita­lia­no, fon­da­to sul lavo­ro di pic­co­li e medi impren­di­to­ri, sul­la valo­riz­za­zio­ne del­le eccel­len­ze agroa­li­men­ta­ri, del­le pro­du­zio­ni Dop e Igp, del­la bio­di­ver­si­tà e del lega­me con le comu­ni­tà loca­li. Un patri­mo­nio che deve esse­re pre­ser­va­to e soste­nu­to attra­ver­so poli­ti­che orien­ta­te all’agroecologia, alla soste­ni­bi­li­tà e alla tute­la del­le spe­ci­fi­ci­tà ter­ri­to­ria­li”. Il pre­si­den­te Con­feu­ro evi­den­zia tut­ta­via anche alcu­ni aspet­ti che desta­no pre­oc­cu­pa­zio­ne: “Non pos­sia­mo igno­ra­re la per­di­ta di posi­zio­ne dell’Italia nel valo­re del­la pro­du­zio­ne agri­co­la a van­tag­gio del­la Spa­gna. Allo stes­so modo, se da un lato il valo­re aggiun­to cre­sce in ter­mi­ni mone­ta­ri, dall’altro regi­stra una fles­sio­ne del­lo 0,1% in volu­me. Un ulte­rio­re ele­men­to di atten­zio­ne riguar­da il calo dell’occupazione agri­co­la, feno­me­no che impo­ne rifles­sio­ni appro­fon­di­te e misu­re con­cre­te per garan­ti­re la tenu­ta eco­no­mi­ca e socia­le del set­to­re. Tra le note posi­ti­ve — con­clu­de Tiso — va sot­to­li­nea­to il dato rela­ti­vo al Mez­zo­gior­no che, insie­me al Cen­tro, regi­stra una cre­sci­ta del valo­re aggiun­to in ter­mi­ni di volu­me. Ci augu­ria­mo che non si trat­ti di un risul­ta­to epi­so­di­co, ma dell’inizio di una ten­den­za strut­tu­ra­le. Per­ché ciò avven­ga, è indi­spen­sa­bi­le inve­sti­re nel Sud attra­ver­so il poten­zia­men­to del­le infra­strut­tu­re idri­che, il soste­gno agli inve­sti­men­ti pro­dut­ti­vi, poli­ti­che effi­ca­ci per il ricam­bio gene­ra­zio­na­le e stru­men­ti capa­ci di valo­riz­za­re il capi­ta­le uma­no e impren­di­to­ria­le pre­sen­te nei ter­ri­to­ri. Solo così il Meri­dio­ne potrà diven­ta­re un auten­ti­co moto­re di svi­lup­po loca­le e nazio­na­le, con­tri­buen­do in manie­ra deter­mi­nan­te alla cre­sci­ta dell’intero siste­ma agri­co­lo ita­lia­no”.

Related Images: