MARINO, PIAZZONI (PD): OTTIMA LA SCELTA DEL CANDIDATO UNITARIO. ORA VOLTIAMO PAGINA CON DE LUCA…
Marino/Salerno. La cultura viaggia e i protagonisti rivendicano partigianeria per schierarsi in modo netto. Marco Onofrio vs Erri De Luca
11/06/2026Questo articolo è stato letto 1343 volte!
I Primo Consumo al Festival Salerno Letteratura con “Maledizione della guerra”: parole e musiche per un cuore desto

I Primo Consumo, la piccola band castellana creata e capitanata dallo scrittore Marco Onofrio, saranno di scena al prestigioso Festival “Salerno Letteratura” con il loro spettacolo di poesia e musica “Maledizione della guerra”. Protagonisti, oltre allo stesso Onofrio, due giovani e promettenti musicisti: da Grottaferrata la figlia dello scrittore, Valentina, alle percussioni; da Monteporzio Catone Lorenzo Giammarioli, al basso e alla chitarra acustica. L’appuntamento è domenica 14 giugno, ore 22.30, a Largo Pomona, Salerno. Il Festival, giunto alla sua quattordicesima edizione e animato da alcuni tra i nomi più autorevoli della cultura italiana (ad esempio per questa edizione, in ordine alfabetico, Bianchini, Castaldo, Culicchia, Fusini, Maraini, Marcoaldi, Raffo, Riotta, Scarpa, Smeriglio, Trevi), è stato al centro dell’attenzione mediatica nei giorni scorsi per l’esclusione di Erri De Luca dalla prolusione ufficiale a seguito delle dichiarazioni sioniste dello scrittore napoletano e soprattutto della sua negazione del genocidio in corso a Gaza. Genocidio su cui invece si è più volte espresso pubblicamente il sindaco della città campana, omonimo dello scrittore: Vincenzo De Luca.

Erri De Luca intervistato dal giornalista Italo Arcuri
Sollecitato sulla questione, che ha sollevato accese polemiche in merito alla decisione dei due condirettori artistici del Festival, Gennaro Carillo e Paolo Di Paolo, e ha prodotto il conseguente forfait di altri partecipanti, come Bartezzaghi, Cotroneo e Lodoli, si è espresso a chiare lettere – come sua consuetudine – Marco Onofrio: «Credo sia ingiustificabile chiamare in causa la libertà d’opinione quando si parla di un Festival, che non è un evento aperto a chiunque voglia prendere la parola ma una creazione artistica ben precisa, con dei temi portanti e una linea-guida stabilita dagli organizzatori all’interno di un programma. Al Festival non si partecipa con “pretesa” democratica, ma a seguito di un invito che presuppone una scelta, cioè il riconoscimento di un ruolo culturale. Carillo e Di Paolo hanno pieno diritto, secondo me, di sfilare la prolusione a Erri De Luca laddove ritengano che le discutibili dichiarazioni dello scrittore lo abbiano reso inadatto a tale ruolo. Anch’io sono direttore artistico di un Festival, il “Visioni” nelle Marche, e rivendico il diritto di convocare o escludere chi ritengo opportuno, o viceversa inopportuno, al mio programma».

I Primo Consumo, Marco Onofrio
Sollecitato anche sulla questione palestinese, Marco Onofrio ha così dichiarato: «Il Festival Salerno Letteratura 2026 si ispira alla memoria del grande poeta Alfonso Gatto e da lui attinge lo slogan ufficiale: “Il cuore desto avrà parole”. E così il logo del Festival riprende una sveglia vintage, come a dire: diamoci tutti una svegliata. La creazione dei Primo Consumo e la composizione dell’opera-pop che stiamo portando in scena, obbedisce proprio a questo appello, per cui esibirci a Salerno, grazie all’invito di Paolo Di Paolo, ci sembra quasi un esito naturale di certe premesse. “Maledizione della guerra” parla di tutte le guerre della storia, e della eterna fragilità della pace – mirabile utopia degli uomini giusti – ma nasce sicuramente dallo sdegno indicibile per ciò che sta accadendo in Medio Oriente. Non si può accettare l’olocausto dei palestinesi, così come era inaccettabile quello degli ebrei 80 anni fa. È la nostra umanità che si ribella e si rivolta a tanto orrore. Siamo offesi proprio in quanto uomini, e sinceramente non capisco come gli ebrei sani, che sono la maggioranza, non insorgano potentemente contro chi, in nome del sionismo, alimenta l’antisemitismo più dei peggiori e dichiarati nemici: tranne Moni Ovadia, infatti, non ho ascoltato le parole indignate che mi sarei aspettato. Il sionismo, come il fascismo, non è un’opinione politica ma un crimine. Israele è un errore a monte poiché nasconde e svela un progetto colonialistico che l’occidente coltiva e appoggia dal 1948, con il pretesto di risarcire gli ebrei dall’olocausto e in realtà con interessi geopolitici più che evidenti su un’area cruciale del mondo. Ma l’olocausto lo hanno compiuto i tedeschi, non i palestinesi: perché devono essere questi ultimi a pagare le colpe dei nazisti? Perché Israele non è stato creato in Germania? Perché non si crea oggi negli USA, visto che Trump è così amico e complice di Netanyahu? La rimozione della colpa ha prodotto questo orrore: gli ebrei hanno imparato la “lezione satanica” dai loro carnefici per rifarsi su popoli innocenti, come palestinesi e libanesi, con la complicità degli USA e dell’Europa (Spagna esclusa). L’incredibile impunità di Israele farebbe infuriare anche l’uomo più mite, ma qui ciascuno guarda al proprio orticello: chi sa, tace; chi non sa, dorme; chi non vuol sapere, fa finta di nulla. Con “Maledizione della guerra” noi Primo Consumo vogliamo dare il nostro minuscolo ma significativo contributo alla causa della giustizia, senza la quale nessuna pace è possibile».

Il logo/simbolo del Festival salernitano
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Un operatore dell’informazione. Un attivista culturale impegnato a diffondere le buone pratiche che aumentano ed estendono la fruizione del miglior bene immateriale di cui l’umanità dispone: il sapere, la conoscenza, la cultura. Questo il mio intimo a cui mi ispiro e la mia veste “giornalistica”. Professionalmente provengo da esperienze “strutturate” come sono gli Uffici Stampa pesanti: La Lega delle Cooperative, Botteghe Oscure. Ma anche esperienze di primo impatto: Italia Radio; e il mondo delle Rassegne Stampa cooperativa DIRE, Diretel, Rastel, Telpress. Per la carta stampata oltre una esperienza “in proprio” come direttore scientifico della rivista “Vini del Lazio”, ho collaborato con Paese Sera, con L’Unità, con Oggi Castelli.
