Fertilizzanti, Confeuro: “Ok Commissione Ue ma svolta è agricoltura meno dipendente da chimica”

Fertilizzanti, Confeuro: “Ok Commissione Ue ma svolta è agricoltura meno dipendente da chimica”

11/06/2026 0 Di Marco Montini

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Fer­ti­liz­zan­ti, Con­feu­ro: “Ok Com­mis­sio­ne Ue ma svol­ta è agri­col­tu­ra meno dipen­den­te da chi­mi­ca”

“Acco­glia­mo con favo­re la sen­si­bi­li­tà dimo­stra­ta dal­la Com­mis­sio­ne euro­pea nei con­fron­ti del­le dif­fi­col­tà che stan­no affron­tan­do gli agri­col­to­ri, in par­ti­co­la­re a cau­sa del­le ten­sio­ni geo­po­li­ti­che inter­na­zio­na­li e del con­se­guen­te aumen­to dei costi dei fer­ti­liz­zan­ti. Tut­ta­via, è neces­sa­rio man­te­ne­re un approc­cio rea­li­sti­co: il per­cor­so che dovrà por­ta­re all’ap­pro­va­zio­ne defi­ni­ti­va del­la pro­po­sta rischia infat­ti di esse­re lun­go e com­ples­so, doven­do pas­sa­re attra­ver­so il vaglio e il voto del Par­la­men­to euro­peo e del Con­si­glio del­l’U­nio­ne euro­pea. Un iter che potreb­be deter­mi­na­re un pre­oc­cu­pan­te allun­ga­men­to dei tem­pi, pro­prio men­tre il set­to­re pri­ma­rio neces­si­ta di rispo­ste rapi­de ed effi­ca­ci”.* Così Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro — Con­fe­de­ra­zio­ne degli Agri­col­to­ri Euro­pei, com­men­ta la pro­po­sta del­la Com­mis­sio­ne euro­pea di raf­for­za­re la riser­va agri­co­la del­la Pac con ulte­rio­ri 300 milio­ni di euro desti­na­ti a soste­ne­re gli agri­col­to­ri col­pi­ti dagli effet­ti del­la guer­ra in Medio Orien­te e dal­l’in­cre­men­to dei prez­zi dei fer­ti­liz­zan­ti. “Que­sta ini­zia­ti­va ria­pre ine­vi­ta­bil­men­te anche una rifles­sio­ne più ampia sul fun­zio­na­men­to del­le isti­tu­zio­ni euro­pee e sul­la neces­si­tà di ren­de­re i pro­ces­si deci­sio­na­li più snel­li, tem­pe­sti­vi e real­men­te vici­ni alle esi­gen­ze con­cre­te dei cit­ta­di­ni e del­le impre­se agri­co­le. In un con­te­sto carat­te­riz­za­to da cri­si sem­pre più fre­quen­ti e impre­ve­di­bi­li, l’Eu­ro­pa deve esse­re in gra­do di inter­ve­ni­re con mag­gio­re rapi­di­tà. Al tem­po stes­so, emer­ge con for­za una que­stio­ne strut­tu­ra­le che non può più esse­re igno­ra­ta: il siste­ma agri­co­lo euro­peo con­ti­nua a dipen­de­re ecces­si­va­men­te da pro­dot­ti chi­mi­ci e fer­ti­liz­zan­ti impor­ta­ti da Pae­si ter­zi. Una dipen­den­za che espo­ne il com­par­to alle oscil­la­zio­ni dei mer­ca­ti inter­na­zio­na­li e agli effet­ti dei con­flit­ti geo­po­li­ti­ci, minan­do quel­la sta­bi­li­tà indi­spen­sa­bi­le per la cre­sci­ta e la com­pe­ti­ti­vi­tà del­le pic­co­le e medie impre­se agri­co­le. È arri­va­to il momen­to di inver­ti­re la rot­ta e costrui­re un model­lo pro­dut­ti­vo più resi­lien­te, auto­no­mo e soste­ni­bi­le. Per rag­giun­ge­re que­sto obiet­ti­vo occor­re inve­sti­re con deci­sio­ne nel­le Tea, nel­l’a­groe­co­lo­gia, nel­la dif­fu­sio­ne del­le pra­ti­che di agri­col­tu­ra rige­ne­ra­ti­va e nel­l’u­so di fer­ti­liz­zan­ti alter­na­ti­vi, come il dige­sta­to. L’ap­proc­cio green non rap­pre­sen­ta un lus­so ideo­lo­gi­co o ambien­ta­le, ma una scel­ta stra­te­gi­ca indi­spen­sa­bi­le per raf­for­za­re la sicu­rez­za, la com­pe­ti­ti­vi­tà e il futu­ro del­l’a­gri­col­tu­ra euro­pea”, con­clu­de il pre­si­den­te nazio­na­le Con­feu­ro, Andrea Tiso.

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