Ue, Confeuro: “Flessibilità scelta strategica, ora va estesa anche all’agricoltura”

Ue, Confeuro: “Flessibilità scelta strategica, ora va estesa anche all’agricoltura”

04/06/2026 0 Di Marco Montini

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Ue, Con­feu­ro: “Fles­si­bi­li­tà scel­ta stra­te­gi­ca, ora va este­sa anche all’agricoltura”

“Con­feu­ro appren­de con sod­di­sfa­zio­ne il via libe­ra del­la Com­mis­sio­ne euro­pea alle dero­ghe al Pat­to di sta­bi­li­tà, una deci­sio­ne che con­sen­ti­rà agli Sta­ti mem­bri di affron­ta­re con mag­gio­re effi­ca­cia le sfi­de del­la con­giun­tu­ra eco­no­mi­ca attua­le e di acce­le­ra­re il per­cor­so ver­so la tran­si­zio­ne ener­ge­ti­ca e ambien­ta­le. Si trat­ta di un’op­por­tu­ni­tà di gran­de rile­van­za stra­te­gi­ca per il futu­ro dell’Europa e dei suoi siste­mi pro­dut­ti­vi — dichia­ra Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro -. Una fles­si­bi­li­tà che deve tra­dur­si in inve­sti­men­ti con­cre­ti, capa­ci di soste­ne­re l’innovazione, la com­pe­ti­ti­vi­tà e lo svi­lup­po soste­ni­bi­le. In que­sto con­te­sto, l’agricoltura può e deve assu­me­re un ruo­lo da pro­ta­go­ni­sta, con­tri­buen­do in manie­ra deter­mi­nan­te agli obiet­ti­vi del­la tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca attra­ver­so model­li pro­dut­ti­vi sem­pre più effi­cien­ti, resi­lien­ti e rispet­to­si dell’ambiente”. Secon­do Con­feu­ro, il set­to­re pri­ma­rio dispo­ne già di stru­men­ti e solu­zio­ni in gra­do di gene­ra­re bene­fi­ci eco­no­mi­ci, ambien­ta­li e socia­li. “Pen­sia­mo all’agrivoltaico, quan­do pro­get­ta­to in modo equi­li­bra­to e com­pa­ti­bi­le con la voca­zio­ne agri­co­la dei ter­ri­to­ri; al bio­gas e al bio­me­ta­no, che rap­pre­sen­ta­no esem­pi vir­tuo­si di valo­riz­za­zio­ne del­le risor­se azien­da­li nell’ottica dell’economia cir­co­la­re; oppu­re alle inno­va­zio­ni tec­no­lo­gi­che che con­sen­to­no una gestio­ne più soste­ni­bi­le del­le pro­du­zio­ni agri­co­le. Si trat­ta di per­cor­si che meri­ta­no di esse­re soste­nu­ti e incen­ti­va­ti attra­ver­so ade­gua­te poli­ti­che euro­pee e nazio­na­li”. Par­ti­co­la­re atten­zio­ne, inol­tre, dovreb­be esse­re riser­va­ta allo svi­lup­po del­le comu­ni­tà ener­ge­ti­che nel­le aree rura­li, capa­ci di favo­ri­re l’autonomia ener­ge­ti­ca dei ter­ri­to­ri e di gene­ra­re nuo­ve oppor­tu­ni­tà di red­di­to per le impre­se agri­co­le, così come alla dif­fu­sio­ne dell’agricoltura rige­ne­ra­ti­va, model­lo che coniu­ga pro­dut­ti­vi­tà, tute­la del­le risor­se natu­ra­li e con­tra­sto agli effet­ti dei cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci. Ecco per­ché — con­clu­de Tiso — rite­nia­mo che la fles­si­bi­li­tà pro­mos­sa dal­la Ue rap­pre­sen­ti una scel­ta lun­gi­mi­ran­te, soprat­tut­to se appli­ca­ta con deci­sio­ne al com­par­to agri­co­lo. Per rag­giun­ge­re que­sti obiet­ti­vi è neces­sa­rio che le isti­tu­zio­ni rico­no­sca­no sem­pre più il valo­re stra­te­gi­co dell’agricoltura, garan­ten­do stru­men­ti finan­zia­ri ade­gua­ti e una visio­ne poli­ti­ca capa­ce di accom­pa­gna­re le impre­se agri­co­le ver­so le sfi­de del futu­ro, tra­sfor­man­do la tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca in una con­cre­ta occa­sio­ne di cre­sci­ta, svi­lup­po e com­pe­ti­ti­vi­tà per l’intero siste­ma agroa­li­men­ta­re euro­peo”.

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