Festa dell’Europa, Tiso(Euromò): “I giovani chiedono Ue forte e pronta a sfide globali”

Festa dell’Europa, Tiso(Euromò): “I giovani chiedono Ue forte e pronta a sfide globali”

07/05/2026 0 Di Marco Montini

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Festa dell’Europa, Tiso(Euromò): “I gio­va­ni chie­do­no Ue for­te e pron­ta a sfi­de glo­ba­li”

“Que­sto saba­to 9 mag­gio si cele­bra la gior­na­ta dell’Europa, una data dall’elevato signi­fi­ca­to sim­bo­li­co e socia­le, in cui di fron­te ai muta­men­ti e alle sfi­de del mon­do di oggi, sia­mo chia­ma­ti a sol­le­ci­ta­re una Unio­ne Euro­pea che sia dav­ve­ro pron­ta a resta­re for­te e indi­pen­den­te: que­sto signi­fi­ca uni­re le for­ze in nome del­la sicu­rez­za e del­la pro­spe­ri­tà e pro­teg­ge­re la nostra liber­tà di deci­de­re in che tipo di socie­tà e demo­cra­zia voglia­mo vive­re. E anche nel nostro pae­se non man­che­ran­no le ini­zia­ti­ve, come a Mila­no dove una rete di gio­va­ni ita­lia­ni è pron­ta a ritro­var­si in piaz­za San Fede­le. Scen­de­ran­no in cam­po per una scom­mes­sa tan­to sem­pli­ce quan­to sco­mo­da: che il tem­po dell’Europa sia ades­so, o non sia mai. Tra cam­pi lar­ghi, lar­ghis­si­mi, stret­tis­si­mi alla gene­ra­zio­ne che a mala­pe­na ha visto l’Italia vin­ce­re i Mon­dia­li del 2006. Quel cam­po è il cam­po euro­peo. Non una cosa di sini­stra, destra o cen­tro. Non un fan club brus­sel­le­se, anzi. Un pre­si­dio di per­so­ne che ritie­ne che l’Europa non sia anco­ra abba­stan­za pre­sen­te negli Sta­ti mem­bri, e che il momen­to di rea­liz­za­re il sogno euro­pei­sta sia ora o mai più. Festeg­ge­ran­no la Gior­na­ta dell’Europa dal sapo­re agro­dol­ce. Bel­li i video di reper­to­rio in cui Robert Schu­man fir­ma la Dichia­ra­zio­ne che avreb­be por­ta­to alla nasci­ta del­la Comu­ni­tà euro­pea del car­bo­ne e dell’acciaio. Bel­li ma vec­chi. Que­gli abi­ti non van­no più di moda, così come il sen­so di respon­sa­bi­li­tà che li por­te­rà in piaz­za. È inu­ti­le che le Isti­tu­zio­ni con­ti­nua­no a guar­dar­si la pun­ta del­le scar­pe, incol­pan­do que­sto o quel gover­no pri­ma del loro… “ma io non c’e­ro”. Intan­to i ragaz­zi sono costret­ti a scap­pa­re dall’Italia per ave­re uno sti­pen­dio che giu­sti­fi­chi anni di stu­dio. Tra l’al­tro un gover­no nazio­na­le può fare poco con­tro una cri­si ener­ge­ti­ca glo­ba­le, pochis­si­mo con­tro i colos­si tec­no­lo­gi­ci ame­ri­ca­ni e cine­si che ridi­se­gna­no le rego­le del lavo­ro e dell’informazione, zero con­tro un’epidemia o il cam­bia­men­to cli­ma­ti­co. La sca­la a cui si gio­ca­no le sfi­de del­le nuo­ve e vec­chie gene­ra­zio­ni è asso­lu­ta­men­te euro­pea. Non dimen­ti­chia­mo­lo”.

Così, in una nota, il fon­da­to­re e por­ta­vo­ce di “Euro­mò- Movi­men­to nazio­na­le Unio­ne Euro­pea Con­ti­nen­ta­le (Uec), Roc­co Tiso.

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