Sociale, Tiso(Accademia IC): “Anziani “offline” e rischio isolamento nell’era di internet”

Sociale, Tiso(Accademia IC): “Anziani “offline” e rischio isolamento nell’era di internet”

06/05/2026 0 Di Marco Montini

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Socia­le, Tiso(Accademia IC): “Anzia­ni “offli­ne” e rischio iso­la­men­to nell’era di inter­net”

“In un’epoca in cui la tec­no­lo­gia per­mea ogni gesto quo­ti­dia­no — pre­no­ta­re una visi­ta medi­ca, paga­re una bol­let­ta, comu­ni­ca­re con la pub­bli­ca ammi­ni­stra­zio­ne, per­fi­no sali­re su un auto­bus — esse­re “offli­ne” non è più una sem­pli­ce scel­ta o una carat­te­ri­sti­ca gene­ra­zio­na­le. Per mol­ti anzia­ni, la dif­fi­col­tà nell’utilizzare dispo­si­ti­vi digi­ta­li si tra­du­ce in un osta­co­lo con­cre­to alla par­te­ci­pa­zio­ne socia­le, all’accesso ai ser­vi­zi e all’esercizio dei pro­pri dirit­ti. Il cosid­det­to digi­tal divi­de non riguar­da sol­tan­to la man­can­za di com­pe­ten­ze tec­ni­che. È un feno­me­no più pro­fon­do, che intrec­cia fat­to­ri eco­no­mi­ci, cul­tu­ra­li e psi­co­lo­gi­ci. Mol­ti anzia­ni non pos­sie­do­no dispo­si­ti­vi aggior­na­ti, non han­no una con­nes­sio­ne sta­bi­le o non si sen­to­no sicu­ri nell’utilizzo di app e piat­ta­for­me. Altri, sem­pli­ce­men­te, non han­no nes­su­no che li accom­pa­gni nell’apprendimento. Il risul­ta­to è un sen­so di spae­sa­men­to cre­scen­te: men­tre il mon­do acce­le­ra, loro rischia­no di rima­ne­re fer­mi ai mar­gi­ni. Quan­do l’esclusione diven­ta con­cre­ta? Le con­se­guen­ze dell’essere “offli­ne” sono ormai tan­gi­bi­li: dall’eccesso ai ser­vi­zi sani­ta­ri al rap­por­to con la pub­bli­ca ammi­ni­stra­zio­ne; dal­la gestio­ne del­le finan­ze, alle rela­zio­ni socia­li, fino alla par­te­ci­pa­zio­ne civi­ca: mol­te ini­zia­ti­ve, infor­ma­zio­ni e dibat­ti­ti ad esem­pio si svol­go­no onli­ne. Restar­ne fuo­ri signi­fi­ca per­de­re voce nel­la comu­ni­tà. L’isolamento digi­ta­le diven­ta così iso­la­men­to socia­le. Si badi bene: non è la tec­no­lo­gia in sé a crea­re esclu­sio­ne, ma la man­can­za di per­cor­si acces­si­bi­li per impa­rar­la. Mol­ti anzia­ni, quan­do sup­por­ta­ti, dimo­stra­no infat­ti curio­si­tà, entu­sia­smo e capa­ci­tà di appren­di­men­to sor­pren­den­ti. L’invecchiamento del­la popo­la­zio­ne dun­que ren­de urgen­te una rifles­sio­ne col­let­ti­va: non pos­sia­mo costrui­re un mon­do digi­ta­le che fun­zio­na solo per chi è già com­pe­ten­te. Garan­ti­re agli anzia­ni la pos­si­bi­li­tà di resta­re con­nes­si non è un favo­re, ma un dove­re socia­le. Signi­fi­ca rico­no­sce­re il loro valo­re, la loro sto­ria e il loro dirit­to a par­te­ci­pa­re pie­na­men­te alla vita del­la comu­ni­tà. In un mon­do iper­tec­no­lo­gi­co, l’inclusione digi­ta­le è una nuo­va for­ma di cit­ta­di­nan­za. E nes­su­no dovreb­be esser­ne esclu­so”.

Così, in una nota stam­pa, Car­me­la Tiso, por­ta­vo­ce nazio­na­le di Acca­de­mia Ini­zia­ti­va Comu­ne e pre­si­den­te del­la asso­cia­zio­ne Ban­die­ra Bian­ca.

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