Marino/S. Maria delle Mole. Domenica 3 maggio Stare, mangiare, decidere: a Marino la politica riapre uno spazio

Marino/S. Maria delle Mole. Domenica 3 maggio Stare, mangiare, decidere: a Marino la politica riapre uno spazio

04/05/2026 0 Di Maurizio Aversa

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Corio­la­no Gior­gi


Una gior­na­ta di comu­ni­tà e un con­fron­to poli­ti­co aspro al Par­co Car­roz­za, ospi­ta­ti da Biblio­pop. Il menù come tra­du­zio­ne poli­ti­ca del tito­lo «Radi­ci. Futu­ro. Ades­so.» — e tren­ta­sei anni di sto­ria di Mari­no al cen­tro del con­fron­to.
Nel­la bel­la cor­ni­ce qua­si esti­va del Par­co Mau­ra Car­roz­za, ospi­ta­ti da Biblio­pop e accol­ti dal Pre­si­den­te Ser­gio San­ti­nel­li, si è svol­ta dome­ni­ca 3 mag­gio l’i­ni­zia­ti­va «Esse­re Mari­no. Radi­ci. Futu­ro. Ades­so.», pro­mos­sa dal­la lista civi­ca Esse­re Mari­no, dal­l’as­so­cia­zio­ne Attua­re la Costi­tu­zio­ne e dal Par­ti­to Comu­ni­sta Ita­lia­no – Sezio­ne “E.Berlinguer” di Mari­no. Il tito­lo del­la gior­na­ta — «Radi­ci. Futu­ro. Ades­so.» — ha tro­va­to la sua con­se­guen­za poli­ti­ca nel menù del­l’e­ven­to, anch’es­so scan­di­to in tre paro­le: «Sta­re. Man­gia­re. Deci­de­re.» Tre ver­bi che han­no costi­tui­to il cuo­re del­l’i­ni­zia­ti­va pri­ma anco­ra che il suo pro­gram­ma. Sta­re insie­me nel par­co come comu­ni­tà, man­gia­re insie­me come gesto di radi­ca­men­to, deci­de­re insie­me come atto poli­ti­co.

L’APERTURA: CONVIVIALITÀ E MUSICA La gior­na­ta si è aper­ta nel segno del­la con­vi­via­li­tà. Pasta alla put­ta­ne­sca, sal­sic­ce alla pia­stra, insa­la­te assor­ti­te, ver­du­re gri­glia­te, un dol­ce a sor­pre­sa e caf­fè — il menù del­la lava­gna si è mate­ria­liz­za­to sui tavo­li del par­co. La musi­ca del DJ Ema­nue­le Dezi ha fat­to da sfon­do a un ini­zio soft, costrui­to per sta­re insie­me pri­ma di con­fron­tar­si: il tem­po len­to del mat­ti­no e del pri­mo pome­rig­gio come pre­mes­sa neces­sa­ria al tem­po poli­ti­co, quel­lo del pome­rig­gio. Han­no pre­so posto alle tavo­la­te ragaz­ze e ragaz­zi, fami­glie, mili­tan­ti sto­ri­ci e nuo­vi sim­pa­tiz­zan­ti — una com­po­si­zio­ne gene­ra­zio­na­le che è essa stes­sa un dato poli­ti­co, in una cit­tà dove il dato ana­gra­fi­co ten­de a pola­riz­zar­si e dove le iscri­zio­ni all’AI­RE (l’anagrafe degli ita­lia­ni resi­den­ti all’estero) sono cre­sciu­te del 37,8% in sei anni, segno di un’e­mi­gra­zio­ne qua­li­fi­ca­ta che riguar­da pro­prio i più gio­va­ni.

Oriet­ta Gumi­na


IL POMERIGGIO POLITICO · LE VOCI DEL CONFRONTO Nel pome­rig­gio sono ini­zia­ti i con­fron­ti. A mode­ra­re l’in­con­tro Mau­ri­zio Aver­sa. L’in­tro­du­zio­ne è sta­ta affi­da­ta a Corio­la­no Gior­gi, con una rela­zio­ne costrui­ta a par­ti­re dai nume­ri di Mari­no: la demo­gra­fia che invec­chia (il dato over-65 pro­iet­ta­to dal 20,7% al 31,1% entro il 2046), il sal­do natu­ra­le tor­na­to nega­ti­vo nel 2025, la geo­gra­fia elet­to­ra­le del­le 32 sezio­ni, il voto refe­ren­da­rio sul­la magi­stra­tu­ra — un’a­na­li­si che ha col­lo­ca­to la Piat­ta­for­ma Poli­ti­ca non come dichia­ra­zio­ne d’in­ten­ti ma come rispo­sta a pro­ble­mi misu­ra­bi­li.

Vale­rio Canu


VALERIO CANU: BIBLIOPOP COME MODELLO Par­ti­co­lar­men­te apprez­za­to è sta­to l’in­ter­ven­to del gio­va­ne Vale­rio Canu per Esse­re Mari­no, che ha arti­co­la­to una dop­pia rifles­sio­ne. Da un lato, una let­tu­ra del­la geo­gra­fia dei ter­ri­to­ri e del­le iden­ti­tà del ter­ri­to­rio mari­ne­se — fra­zio­ni, cen­tri sto­ri­ci, peri­fe­rie agri­co­le, aree com­mer­cia­li — come tes­su­to mate­ria­le su cui ogni pro­po­sta poli­ti­ca deve misu­rar­si. Dal­l’al­tro, e con mag­gio­re ori­gi­na­li­tà, Canu ha indi­ca­to in Biblio­pop stes­sa una fon­te di ispi­ra­zio­ne e un model­lo repli­ca­bi­le per la cit­tà: uno spa­zio nato dal bas­so, auto­ge­sti­to, che pro­du­ce comu­ni­tà e cul­tu­ra sen­za chie­de­re il per­mes­so, e che dimo­stra con­cre­ta­men­te come si pos­sa costrui­re wel­fa­re di pros­si­mi­tà là dove l’am­mi­ni­stra­zio­ne si ritrae. Pror­pio l’origine del­la scel­ta del nome “Esse­re Mari­no”, nato nel­la fuci­na del­le idee cui ha con­cor­so ad esem­pio Mar­co Ono­frio, che di que­sto pen­sie­ro è sta­to con­vin­to pro­po­si­to­re. «Mari­no ha biso­gno di mol­ti­pli­ca­re i suoi Biblio­pop», è sta­ta la sin­te­si: spa­zi pub­bli­ci riap­pro­pria­ti, gesti­ti dai cit­ta­di­ni, capa­ci di tene­re insie­me socia­li­tà, for­ma­zio­ne e azio­ne poli­ti­ca. Una pro­po­sta con­cre­ta che ha rove­scia­to l’or­di­ne con­sue­to del discor­so poli­ti­co — non più solo cosa l’am­mi­ni­stra­zio­ne deve fare, ma cosa la comu­ni­tà può fare, e cosa l’am­mi­ni­stra­zio­ne deve rico­no­sce­re e accom­pa­gna­re. Per il PCI di Mari­no è inter­ve­nu­ta la Segre­ta­ria di Sezio­ne Oriet­ta Gumi­na; per la Fede­ra­zio­ne roma­na, a por­ta­re la voce del­la dimen­sio­ne metro­po­li­ta­na, il Segre­ta­rio Mar­co Moro­si­ni.

IL CONFRONTO SI FA ASPRO Da quel pun­to sono ini­zia­te dan­ze asper­ri­me di con­fron­to. L’ar­chi­tet­to socia­li­sta Anto­nel­lo Roc­ca ha por­ta­to un inter­ven­to ser­ra­to sul­l’u­so del ter­ri­to­rio da par­te di tut­te le com­pa­gi­ni poli­ti­che che si sono suc­ce­du­te alla gui­da del­la cit­tà — un atto d’ac­cu­sa gene­ra­le, sen­za scon­ti né ali­bi. Ne è nato uno scon­tro pas­sio­na­le con il Segre­ta­rio del Cir­co­lo PD di Mari­no Cen­tro, Mar­co Coman­di­ni, e un con­fron­to altret­tan­to inten­so con il Segre­ta­rio del PSI di Mari­no, Fabio Mesti­ci, sul­le ragio­ni del NO all’in­ce­ne­ri­to­re di San­ta Palom­ba e sul­le respon­sa­bi­li­tà del Sin­da­co di Roma Gual­tie­ri.

Fabio Mesti­ci


In quel bai­lam­me con­vul­so — defi­ni­zio­ne che ren­de meglio di qua­lun­que altra l’in­ten­si­tà del momen­to — si sono rico­strui­ti cir­ca tren­ta­sei anni di sto­ria poli­ti­ca mari­ne­se. Non un eser­ci­zio nostal­gi­co, ma una resa dei con­ti aper­ta: chi ha gover­na­to, con qua­li scel­te, con qua­li ere­di­tà. Signi­fi­ca­ti­vo, infi­ne, il con­tri­bu­to di Iva­no Moret­ti di Avan­ti Mari­no, con­trol­lo­re spes­so duro del­l’at­tua­le ammi­ni­stra­zio­ne di cen­tro­de­stra, che ha por­ta­to nel dibat­ti­to la voce di chi quo­ti­dia­na­men­te veri­fi­ca gli atti del­l’en­te.

Mar­co Coman­di­ni


IL SENSO POLITICO L’in­con­tro è sta­to aspro. Ed è pro­prio que­sto il pun­to: la sua asprez­za ne è sta­ta la cifra poli­ti­ca. A dimo­stra­zio­ne di quan­to gli spa­zi del­l’a­gi­re poli­ti­co sia­no sta­ti schiac­cia­ti dal libe­ri­smo eco­no­mi­co — e di quan­to sia oggi neces­sa­rio ria­prir­li, anche con il rumo­re del con­fron­to. L’in­con­tro si è chiu­so in modo inter­lo­cu­to­rio, lascian­do alle par­ti poli­ti­che pre­sen­ti spun­ti con­cre­ti per il pro­sie­guo del per­cor­so. La Piat­ta­for­ma è in cam­mi­no. Il 2027 si costrui­sce ora.
LE TAVOLATE · IL VOLTO DELLA COMUNITÀ
Una comu­ni­tà che man­gia insie­me. L’im­ma­gi­ne del­le due tavo­la­te sot­to gli albe­ri è la sin­te­si visi­va del­la gior­na­ta. Pasta alla put­ta­ne­sca nei piat­ti di car­ta, bot­ti­glie d’ac­qua e di vino sul tavo­lo, tova­glia ros­sa, albe­ri a fil­tra­re la luce di mez­zo­gior­no. È in que­ste foto­gra­fie che si vede il sen­so del tito­lo: Radi­ci sono i cor­pi sedu­ti al tavo­lo; Futu­ro è la com­po­si­zio­ne gene­ra­zio­na­le di chi è venu­to; Ades­so è il fat­to che sia­no lì, oggi, in que­sto par­co, in que­sta cit­tà. La pre­sen­za accan­to al par­co del­le ban­die­re — quel­la pale­sti­ne­se, quel­la di Cuba, quel­la del PCI, il tri­co­lo­re e quel­la del­la pace — ha tenu­to insie­me l’o­riz­zon­te loca­le e quel­lo inter­na­zio­na­le. Una scel­ta non ritua­le: in una fase in cui la guer­ra è tor­na­ta al cen­tro del­la poli­ti­ca euro­pea e l’in­ce­ne­ri­to­re di San­ta Palom­ba pone que­stio­ni di demo­cra­zia metro­po­li­ta­na, par­la­re di Mari­no signi­fi­ca anche par­la­re del mon­do che la attra­ver­sa. Le due tavo­la­te han­no rac­con­ta­to due cose insie­me. La pri­ma è una com­po­si­zio­ne: stu­den­ti, lavo­ra­to­ri, pen­sio­na­ti, mili­tan­ti, sim­pa­tiz­zan­ti curio­si. Non l’ag­gre­ga­zio­ne di un ceto poli­ti­co, ma il pez­zo di cit­tà che que­sta ini­zia­ti­va è riu­sci­ta a chia­ma­re a rac­col­ta. La secon­da è un meto­do: il tem­po len­to del­la con­vi­via­li­tà come pre­mes­sa, non come deco­ra­zio­ne, del con­fron­to poli­ti­co. Non si deci­de da soli, e non si deci­de nem­me­no par­lan­do­si addos­so: si deci­de dopo aver man­gia­to insie­me. È in que­sta cor­ni­ce — fat­ta di sole qua­si esti­vo, albe­ri, bam­bi­ni al par­co gio­chi accan­to, vigne­ti dei Castel­li sul­lo sfon­do — che si è svol­to poi il pome­rig­gio poli­ti­co. Il filo tra il tavo­lo e la pre­sen­ta­zio­ne del­la Piat­ta­for­ma non è sta­to un cam­bio di regi­stro, ma un pas­sag­gio coe­ren­te: dal­lo sta­re al deci­de­re, attra­ver­so il man­gia­re. I ver­bi del menù come meto­do di lavo­ro.

L’iniziativa in bre­ve
Quan­do: Dome­ni­ca 3 mag­gio 2026, ore 10.00 – 20.00
Dove: Par­co Mau­ra Car­roz­za, Mari­no (RM) — pres­so Biblio­pop
Pro­muo­vo­no: Lista civi­ca Esse­re Mari­no · Asso­cia­zio­ne Attua­re la Costi­tu­zio­ne · Par­ti­to Comu­ni­sta Ita­lia­no, Sezio­ne “E. Berlinguer”di Mari­no
Padro­ne di casa: Ser­gio San­ti­nel­li, Pre­si­den­te di Biblio­pop
Mode­ra: Mau­ri­zio Aver­sa · Intro­du­ce: Corio­la­no Gior­gi
Inter­ven­go­no: Vale­rio Canu (Esse­re Mari­no), Oriet­ta Gumi­na (Segr. PCI Mari­no), Mar­co Moro­si­ni (Segr. Fede­ra­zio­ne PCI Roma)
Dal pub­bli­co: Anto­nel­lo Roc­ca (archi­tet­to, PSI), Mar­co Coman­di­ni (Segr. PD Mari­no Cen­tro), Fabio Mesti­ci (Segr. PSI Mari­no), Iva­no Moret­ti (Avan­ti Mari­no)
Musi­ca: DJ Ema­nue­le Dezi

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