Roma. “Maledizione della guerra” al Caffè Letterario “Horafelix” di Roma, con Marco Onofrio, Stefania Di Lino e Bernardo Santos. Successo per lo spettacolo dei Primo Consumo

Roma. “Maledizione della guerra” al Caffè Letterario “Horafelix” di Roma, con Marco Onofrio, Stefania Di Lino e Bernardo Santos. Successo per lo spettacolo dei Primo Consumo

27/04/2026 0 Di Maurizio Aversa

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Il pub­bli­co pre­sen­te a Hora­fe­lix


I Castel­li trion­fa­no a Roma con i Pri­mo Con­su­mo, la pic­co­la band crea­ta da Mar­co Ono­frio, poe­ta e can­tau­to­re, che ha entu­sia­sma­to per la sesta esi­bi­zio­ne pub­bli­ca del­la per­for­man­ce poe­ti­co-musi­ca­le “Male­di­zio­ne del­la guer­ra”, pres­so il Caf­fè Let­te­ra­rio “Hora­fe­lix”, a pochi metri da Por­ta Pia. L’occasione era par­ti­co­la­re: la vigi­lia del­la Libe­ra­zio­ne, vener­dì 24 apri­le, il che ha con­fe­ri­to ulte­rio­re riso­nan­za emo­ti­va alle paro­le reci­ta­te (sta­vol­ta in col­la­bo­ra­zio­ne con Maria­ri­ta Poci­no) e alle 12 can­zo­ni can­ta­te da Mar­co Ono­frio, per­no e mat­ta­to­re dell’intero spet­ta­co­lo. Pre­ci­si e vir­tuo­si anche i due gio­va­ni “pri­mo­con­su­mi­sti”, Loren­zo Giam­ma­rio­li, al bas­so e alla chi­tar­ra acu­sti­ca, e Valen­ti­na, la figlia di Ono­frio, alle per­cus­sio­ni. Il loca­le era gre­mi­to di per­so­ne, oltre che di libri alle pare­ti, il che con­fi­gu­ra­va una rap­pre­sen­ta­zio­ne emble­ma­ti­ca di uno dei più for­ti anti­do­ti alla guer­ra e ai fasci­smi che la sobil­la­no: l’impegno di resi­sten­za uma­na e civi­le, uni­to alla for­za scar­di­nan­te del­la cul­tu­ra.

Ber­nar­do San­tos, ospi­te inter­na­zio­na­le per Mar­co Ono­frio, per Pri­mo Con­su­mo, per Male­di­zio­ne del­la guer­ra


Intro­dot­ta dal salu­to del respon­sa­bi­le di “Hora­fe­lix”, Mau­ri­zio Mes­si­na, l’esibizione ha svi­lup­pa­to tut­to l’arco del suo per­cor­so come un ben­ga­la nel buio del­la not­te. Gli spet­ta­to­ri sono sta­ti tra­sci­na­ti dal rit­mo ser­ra­to che, sen­za un atti­mo di pau­sa, alter­na in poco più di un’ora testi poe­ti­ci a can­zo­ni e inter­mez­zi stru­men­ta­li. “Male­di­zio­ne del­la guer­ra” ha la strut­tu­ra orga­ni­ca di un “musi­cal” o di un “con­cept album”: ogni ele­men­to è per­ciò in rela­zio­ne con tut­ti gli altri, e nul­la è col­lo­ca­to a caso nel posto che occu­pa. Ono­frio ha pre­mes­so una bre­ve spie­ga­zio­ne, anzi­tut­to riguar­do al nome del grup­po: “Pri­mo Con­su­mo, come dire le cose essen­zia­li che l’iperconsumo glo­ba­liz­za­to di mas­sa ci fa per­de­re di vista”; poi, rife­ren­do­si allo spet­ta­co­lo che sta­va per ini­zia­re, ha così dichia­ra­to: “Que­sto incon­tro crea­ti­vo tra gene­ra­zio­ni – tra me e i miei gio­va­ni musi­ci­sti cor­ro­no, come si vede, 40 anni di dif­fe­ren­za – pro­du­ce una rifles­sio­ne sugli sce­na­ri e i moti­vi pro­fon­di di que­sti tem­pi fol­li che stia­mo viven­do. L’orrore del­la guer­ra, cer­to, ma anche la real­tà di que­sta spor­ca tra­ge­dia che con­se­gue a cer­ti incor­reg­gi­bi­li erro­ri, gli stes­si da mil­len­ni, e dun­que i suoi ingra­nag­gi nasco­sti e i suoi lega­mi con le zone oscu­re del­la natu­ra uma­na. Quel­lo che vedre­te è un viag­gio del­la coscien­za che par­te dagli squi­li­bri pla­ne­ta­ri pro­dot­ti dal­la ricer­ca cie­ca del pro­fit­to e dal­le con­se­guen­ti ingiu­sti­zie, poi attra­ver­sa l’inferno del­la guer­ra, rag­giun­ge l’arcobaleno del­la pace – mai pur­trop­po dura­tu­ra – e ten­de mani dispe­ra­te ver­so i semi di spe­ran­za che voglio­no con­clu­de­re il per­cor­so con una nota lumi­no­sa. Vi augu­ro buon ascol­to”.

Mar­co Ono­frio, inten­sa­men­te impe­gna­to nel­la per­for­man­ce poe­ti­co­mu­si­ca­le


E buon ascol­to in effet­ti c’è sta­to, anche gra­zie alle onde con­cen­tri­che di emo­zio­ne libe­ra­te da paro­le e musi­che, che han­no com­mos­so e fat­to riflet­te­re i pre­sen­ti. La sera­ta ha vis­su­to il suo legit­ti­mo sug­gel­lo con il bre­ve e inten­so inter­ven­to di due auto­ri invi­ta­ti da Ono­frio per un bre­ve rea­ding di poe­sia civi­le: la roma­na Ste­fa­nia Di Lino, vin­ci­tri­ce asso­lu­ta del Pre­mio “Moby Dick” 2025, e lo spa­gno­lo Ber­nar­do San­tos, in pro­cin­to di tor­na­re a Sivi­glia dopo un cor­ro­bo­ran­te sog­gior­no nel­la Caput Mun­di.

un momen­to del con­cer­to

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