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Roma. “Maledizione della guerra” al Caffè Letterario “Horafelix” di Roma, con Marco Onofrio, Stefania Di Lino e Bernardo Santos. Successo per lo spettacolo dei Primo Consumo
27/04/2026Questo articolo è stato letto 482 volte!

Il pubblico presente a Horafelix
I Castelli trionfano a Roma con i Primo Consumo, la piccola band creata da Marco Onofrio, poeta e cantautore, che ha entusiasmato per la sesta esibizione pubblica della performance poetico-musicale “Maledizione della guerra”, presso il Caffè Letterario “Horafelix”, a pochi metri da Porta Pia. L’occasione era particolare: la vigilia della Liberazione, venerdì 24 aprile, il che ha conferito ulteriore risonanza emotiva alle parole recitate (stavolta in collaborazione con Mariarita Pocino) e alle 12 canzoni cantate da Marco Onofrio, perno e mattatore dell’intero spettacolo. Precisi e virtuosi anche i due giovani “primoconsumisti”, Lorenzo Giammarioli, al basso e alla chitarra acustica, e Valentina, la figlia di Onofrio, alle percussioni. Il locale era gremito di persone, oltre che di libri alle pareti, il che configurava una rappresentazione emblematica di uno dei più forti antidoti alla guerra e ai fascismi che la sobillano: l’impegno di resistenza umana e civile, unito alla forza scardinante della cultura.

Bernardo Santos, ospite internazionale per Marco Onofrio, per Primo Consumo, per Maledizione della guerra
Introdotta dal saluto del responsabile di “Horafelix”, Maurizio Messina, l’esibizione ha sviluppato tutto l’arco del suo percorso come un bengala nel buio della notte. Gli spettatori sono stati trascinati dal ritmo serrato che, senza un attimo di pausa, alterna in poco più di un’ora testi poetici a canzoni e intermezzi strumentali. “Maledizione della guerra” ha la struttura organica di un “musical” o di un “concept album”: ogni elemento è perciò in relazione con tutti gli altri, e nulla è collocato a caso nel posto che occupa. Onofrio ha premesso una breve spiegazione, anzitutto riguardo al nome del gruppo: “Primo Consumo, come dire le cose essenziali che l’iperconsumo globalizzato di massa ci fa perdere di vista”; poi, riferendosi allo spettacolo che stava per iniziare, ha così dichiarato: “Questo incontro creativo tra generazioni – tra me e i miei giovani musicisti corrono, come si vede, 40 anni di differenza – produce una riflessione sugli scenari e i motivi profondi di questi tempi folli che stiamo vivendo. L’orrore della guerra, certo, ma anche la realtà di questa sporca tragedia che consegue a certi incorreggibili errori, gli stessi da millenni, e dunque i suoi ingranaggi nascosti e i suoi legami con le zone oscure della natura umana. Quello che vedrete è un viaggio della coscienza che parte dagli squilibri planetari prodotti dalla ricerca cieca del profitto e dalle conseguenti ingiustizie, poi attraversa l’inferno della guerra, raggiunge l’arcobaleno della pace – mai purtroppo duratura – e tende mani disperate verso i semi di speranza che vogliono concludere il percorso con una nota luminosa. Vi auguro buon ascolto”.

Marco Onofrio, intensamente impegnato nella performance poeticomusicale
E buon ascolto in effetti c’è stato, anche grazie alle onde concentriche di emozione liberate da parole e musiche, che hanno commosso e fatto riflettere i presenti. La serata ha vissuto il suo legittimo suggello con il breve e intenso intervento di due autori invitati da Onofrio per un breve reading di poesia civile: la romana Stefania Di Lino, vincitrice assoluta del Premio “Moby Dick” 2025, e lo spagnolo Bernardo Santos, in procinto di tornare a Siviglia dopo un corroborante soggiorno nella Caput Mundi.

un momento del concerto
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Un operatore dell’informazione. Un attivista culturale impegnato a diffondere le buone pratiche che aumentano ed estendono la fruizione del miglior bene immateriale di cui l’umanità dispone: il sapere, la conoscenza, la cultura. Questo il mio intimo a cui mi ispiro e la mia veste “giornalistica”. Professionalmente provengo da esperienze “strutturate” come sono gli Uffici Stampa pesanti: La Lega delle Cooperative, Botteghe Oscure. Ma anche esperienze di primo impatto: Italia Radio; e il mondo delle Rassegne Stampa cooperativa DIRE, Diretel, Rastel, Telpress. Per la carta stampata oltre una esperienza “in proprio” come direttore scientifico della rivista “Vini del Lazio”, ho collaborato con Paese Sera, con L’Unità, con Oggi Castelli.

