Agricoltura, Tiso(Accademia IC): “Donne colonna portante settore: politiche mirate”

Agricoltura, Tiso(Accademia IC): “Donne colonna portante settore: politiche mirate”

27/04/2026 0 Di Marco Montini

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Agri­col­tu­ra, Tiso(Accademia IC): “Don­ne colon­na por­tan­te set­to­re: poli­ti­che mira­te”

“In Ita­lia l’agricoltura par­la sem­pre più al fem­mi­ni­le: oggi sareb­be­ro 355mila le impren­di­tri­ci agri­co­le, una pre­sen­za signi­fi­ca­ti­va che con­tri­bui­sce in modo deci­si­vo alla pro­du­zio­ne ali­men­ta­re del Pae­se. Eppu­re, nono­stan­te que­sto peso pro­dut­ti­vo, le don­ne pos­sie­do­no meno del 20% del­la ter­ra agri­co­la. Un diva­rio che riflet­te una dispa­ri­tà strut­tu­ra­le anco­ra radi­ca­ta: chi lavo­ra di più non sem­pre ha acces­so alle risor­se, ai ter­re­ni e alle oppor­tu­ni­tà eco­no­mi­che. Il nodo più cri­ti­co riguar­da l’innovazione. Le azien­de agri­co­le gui­da­te da uomi­ni avreb­be­ro più acces­so a tec­no­lo­gie avan­za­te, finan­zia­men­ti, mac­chi­na­ri moder­ni, for­ma­zio­ne tec­ni­ca. Le impren­di­tri­ci, inve­ce, si tro­va­no spes­so a gesti­re azien­de più pic­co­le, con meno capi­ta­li e meno stru­men­ti digi­ta­li. Que­sto chia­ra­men­te limi­ta la pos­si­bi­li­tà di spe­ri­men­ta­re, inve­sti­re e com­pe­te­re in un mer­ca­to che richie­de sem­pre più com­pe­ten­ze tec­no­lo­gi­che. Il risul­ta­to è un diva­rio di inno­va­zio­ne che non dipen­de dal­le capa­ci­tà, ma dal­le oppor­tu­ni­tà. Ricor­dia­mo che l’Onu ha pro­cla­ma­to il 2026 “Anno Inter­na­zio­na­le del­la Don­na Agri­col­tri­ce”, un rico­no­sci­men­to che vuo­le por­ta­re l’attenzione glo­ba­le sul ruo­lo fem­mi­ni­le nel­le cam­pa­gne. L’obiettivo è chia­ro: valo­riz­za­re il con­tri­bu­to del­le don­ne alla sicu­rez­za ali­men­ta­re; ridur­re le disu­gua­glian­ze nell’accesso alla ter­ra; pro­muo­ve­re for­ma­zio­ne, dirit­ti e inno­va­zio­ne; soste­ne­re le impren­di­tri­ci nei Pae­si in via di svi­lup­po e in quel­li indu­stria­liz­za­ti È un pas­so sim­bo­li­co ma impor­tan­te, che può favo­ri­re poli­ti­che più eque e inve­sti­men­ti mira­ti. Ed è pro­prio qui la sfi­da dei pros­si­mi anni: tra­sfor­ma­re que­sto rico­no­sci­men­to in poli­ti­che con­cre­te, capa­ci di garan­ti­re alle impren­di­tri­ci agri­co­le gli stes­si stru­men­ti, dirit­ti e oppor­tu­ni­tà dei loro col­le­ghi uomi­ni. Solo così l’agricoltura potrà diven­ta­re un set­to­re dav­ve­ro moder­no, inclu­si­vo e soste­ni­bi­le”.

Così, in una nota stam­pa, Car­me­la Tiso, por­ta­vo­ce nazio­na­le di Acca­de­mia Ini­zia­ti­va Comu­ne e pre­si­den­te del­la asso­cia­zio­ne Ban­die­ra Bian­ca.

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