“Il vasto incendio delle scorse ore nei pressi del campo rom di via Candoni ha…
Roma. Gianfranco Pagliarulo, presidente ANPI nazionale ha commentato la presa di posizione della Presidente Meloni. Morosini, neosegretario PCI Roma ha ulteriormente replicato
26/04/2026Questo articolo è stato letto 1214 volte!
Grandissime manifestazioni e ricchissima e plurale partecipazione hanno riempito le piazze e tempestato tutto il Paese di centinaia di appuntamenti locali in occasione della Festa della Liberazione dal nazifascismo. Ottantunesimo anno. Due sopra tutte le altre hanno attirato l’attenzione dei media e dei social: Roma e Milano. Milano per una cosa falsamente gonfiata, e l’attentato terroristico contro due aderenti l’Anpi a Roma.

Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale ANPI
Il presidente nazionale dell’ANPI, Gianfranco Pagliarulo così ha dichiarato circa le frasi della presidente del consiglio Giorgia Meloni: “Ieri a Roma due persone che portavano il fazzoletto dell’Anpi sono state ferite a colpi di pistola da un motociclista sconosciuto. Un evento gravissimo, mai avvenuto in passato. Lo ho immediatamente segnalato durante il mio intervento a Milano in piazza Duomo. La Presidente del Consiglio ha denunciato vari casi di tensione durante le manifestazioni del 25 aprile, compreso Milano naturalmente, affermando: “Abbiamo un problema “.
Ma non ha detto una parola sul ben più drammatico accadimento romano. Francamente, è sconcertante.
In effetti abbiamo un problema”.

Marco Morosini, segretario della Federazione PCI area metropolitana di Roma
Sulla stessa linea di sconcerto, con denuncia politica forte viene anche dai comunisti della capitale che col loro segretario Marco Morosini così sono intervenuti:” È preoccupante il fatto che la giornata in memoria della Liberazione dal nazifascismo sia stata oltraggiata da due episodi che ci ribadiscono che il fascismo non è mai morto. L’episodio più grave a Roma dove una coppia con al collo il fazzoletto dell’ANPI è stata bersagliata con colpi sparati con una pistola a piombini, sconcertante il silenzio della presidente del Consiglio.
Il secondo episodio è avvenuto alla manifestazione di Milano dove un gruppo di provocatori sionisti si è inserito nel corteo scortato dalla polizia con bandiere di Israele e usa inneggiando a Trump mentre è ancora in corso il genocidio del popolo palestinese, l’occupazione di parte del Libano e la guerra con l’Iran. L’ANPI era stata chiara — conclude il dirigente comunista -: come non dovranno esserci le bandiere russe tanto meno dovranno esserci quelli israeliane, sventolare quelle bandiere è stato un atto di pura provocazione e bene hanno fatto gli organizzatori a reagire bloccando il corteo fino a quando i provocatori non sono stati allontanati. L’antisionismo non è antisemitismo, altre persone di religione ebraica che con i loro striscioni chiedevano pace e la fine di ogni fascismo sono stati accolti tra gli applausi.La RESISTENZA deve continuare”.

Le bandiere della provocazione a Milano

cosa è sionismo (errato per la partecipazione e quindi espulso); e cosa è più che lecito (nessun antisemitismo!)
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Un operatore dell’informazione. Un attivista culturale impegnato a diffondere le buone pratiche che aumentano ed estendono la fruizione del miglior bene immateriale di cui l’umanità dispone: il sapere, la conoscenza, la cultura. Questo il mio intimo a cui mi ispiro e la mia veste “giornalistica”. Professionalmente provengo da esperienze “strutturate” come sono gli Uffici Stampa pesanti: La Lega delle Cooperative, Botteghe Oscure. Ma anche esperienze di primo impatto: Italia Radio; e il mondo delle Rassegne Stampa cooperativa DIRE, Diretel, Rastel, Telpress. Per la carta stampata oltre una esperienza “in proprio” come direttore scientifico della rivista “Vini del Lazio”, ho collaborato con Paese Sera, con L’Unità, con Oggi Castelli.

