Agroalimentare, Confeuro: “Via agroecologica e tutela piccoli medi produttori” 

Agroalimentare, Confeuro: “Via agroecologica e tutela piccoli medi produttori” 

14/04/2026 0 Di Marco Montini

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 “È sta­to un pia­ce­re inter­ve­ni­re all’evento orga­niz­za­to da Aida, Lipu, Rete Semi Rura­li e WWF nell’ambito del pro­get­to “Dia­lo­go Stra­te­gi­co per la Tran­si­zio­ne Eco­lo­gi­ca dei Siste­mi Agroa­li­men­ta­ri in Ita­lia”, svol­to­si pres­so la Sala Euro­pa del­la Rap­pre­sen­tan­za in Ita­lia del Par­la­men­to euro­peo, a Roma. Un appun­ta­men­to auto­re­vo­le, con l’obiettivo di pro­muo­ve­re un con­fron­to sul futu­ro dei siste­mi agroa­li­men­ta­ri nel nostro Pae­se, in un con­te­sto inter­na­zio­na­le in rapi­da evo­lu­zio­ne”. Così Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro, Con­fe­de­ra­zio­ne Agri­col­to­ri Euro­pei. “Il siste­ma agroa­li­men­ta­re nazio­na­le e glo­ba­le — pro­se­gue Tiso — attra­ver­sa oggi una fase com­ples­sa, segna­ta da nume­ro­se cri­ti­ci­tà: dall’impatto sul­le risor­se ambien­ta­li alla per­di­ta di bio­di­ver­si­tà, dal­la cre­scen­te vul­ne­ra­bi­li­tà ai cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci e alle cri­si geo­po­li­ti­che, fino alle dif­fi­col­tà eco­no­mi­che e alle ingiu­sti­zie socia­li che attra­ver­sa­no il set­to­re. A que­ste si aggiun­go­no feno­me­ni come la pro­gres­si­va e allar­man­te mar­gi­na­liz­za­zio­ne dell’agricoltura di pic­co­la sca­la”. Secon­do Con­feu­ro, di fron­te a tut­to que­sto diven­ta quin­di “fon­da­men­ta­le inve­sti­re con deci­sio­ne in un model­lo di agri­col­tu­ra eco­lo­gi­ca­men­te soste­ni­bi­le. Ma pur­trop­po vivia­mo in una fase in cui la poli­ti­ca ten­de a sot­to­li­nea­re anco­ra trop­po poco il valo­re dell’agroecologia. Eppu­re — sot­to­li­nea il pre­si­den­te Tiso — la tran­si­zio­ne dei siste­mi agroa­li­men­ta­ri rap­pre­sen­ta una del­le sfi­de deci­si­ve per il futu­ro del­la nostra agri­col­tu­ra. Per que­sto rite­nia­mo neces­sa­rio che l’agroecologia si inse­ri­sca anche in un per­cor­so di soste­ni­bi­li­tà eco­no­mi­ca, in gra­do di garan­ti­re ai pic­co­li e medi agri­col­to­ri un red­di­to giu­sto e digni­to­so rispet­to al lavo­ro svol­to. In que­sto per­cor­so devo­no pro­ce­de­re insie­me equi­tà socia­le e tute­la dell’ambiente, all’interno di una visio­ne di vera e pro­pria giu­sti­zia agri­co­la. I siste­mi agroa­li­men­ta­ri infat­ti devo­no esse­re orien­ta­ti a valo­riz­za­re il ruo­lo degli agri­col­to­ri, in par­ti­co­la­re del­le real­tà di pic­co­la e media dimen­sio­ne, che rap­pre­sen­ta­no un pre­si­dio fon­da­men­ta­le per i ter­ri­to­ri. Dob­bia­mo esse­re con­sa­pe­vo­li infi­ne — con­clu­de Tiso — che non può esi­ste­re una vera tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca sen­za un pro­fon­do muta­men­to cul­tu­ra­le che rimet­ta al cen­tro il valo­re del­la ter­ra, del cibo, del lavo­ro agri­co­lo e il ruo­lo dei pic­co­li e medi pro­dut­to­ri come custo­di dell’ambiente e del pae­sag­gio”.

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