Maltempo, Confeuro: “In Italia gestione idrica e prevenzione territorio disastroso. Politica si svegli”

Maltempo, Confeuro: “In Italia gestione idrica e prevenzione territorio disastroso. Politica si svegli”

08/04/2026 0 Di Marco Montini

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Mal­tem­po, Con­feu­ro: “In Ita­lia gestio­ne idri­ca e pre­ven­zio­ne ter­ri­to­rio disa­stro­so. Poli­ti­ca si sve­gli”

“Dopo i gra­vi even­ti regi­stra­ti a Nisce­mi, in Sici­lia, e quel­li che stan­no inte­res­san­do Sil­vi, in Abruz­zo, insie­me alle dif­fu­se cri­ti­ci­tà in diver­se aree del Sud Ita­lia, appa­re ormai evi­den­te come il mal­tem­po straor­di­na­rio con­ti­nui a lascia­re segni pro­fon­di sul ter­ri­to­rio nazio­na­le, met­ten­do dram­ma­ti­ca­men­te in luce tut­te le fra­gi­li­tà del nostro Pae­se nel­la gestio­ne del rischio idro­geo­lo­gi­co”. Lo dichia­ra Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro — Con­fe­de­ra­zio­ne degli Agri­col­to­ri Euro­pei. “Ci tro­via­mo di fron­te a una nuo­va emer­gen­za lega­ta alla gestio­ne del­la risor­sa idri­ca, que­sta vol­ta in sen­so oppo­sto rispet­to alle cri­si degli ulti­mi anni. Non si trat­ta solo del­la scar­si­tà d’acqua, ma anche del­la dif­fi­col­tà di gesti­re even­ti estre­mi carat­te­riz­za­ti da pre­ci­pi­ta­zio­ni inten­se e con­cen­tra­te, che richie­do­no infra­strut­tu­re ade­gua­te e una pia­ni­fi­ca­zio­ne ter­ri­to­ria­le effi­ca­ce per garan­ti­re il cor­ret­to deflus­so del­le acque. In Ita­lia, pur­trop­po, la gestio­ne idri­ca con­ti­nua a mostra­re gra­vi lacu­ne e una pre­oc­cu­pan­te man­can­za di visio­ne stra­te­gi­ca”. Tiso poi con­ti­nua: “Il nostro Pae­se ha avu­to a dispo­si­zio­ne risor­se ingen­ti, anche attra­ver­so il Pia­no Nazio­na­le di Ripre­sa e Resi­lien­za, ma trop­po spes­so que­sti stru­men­ti non si sono tra­dot­ti in inter­ven­ti strut­tu­ra­li capa­ci di raf­for­za­re la pre­ven­zio­ne e la sicu­rez­za dei ter­ri­to­ri. Nel frat­tem­po, gli effet­ti del cam­bia­men­to cli­ma­ti­co e del­la tro­pi­ca­liz­za­zio­ne del cli­ma sono sem­pre più evi­den­ti: even­ti meteo­ro­lo­gi­ci estre­mi, alter­nan­za tra sic­ci­tà e piog­ge tor­ren­zia­li, feno­me­ni che col­pi­sco­no in modo diret­to e pesan­te il com­par­to agri­co­lo e le comu­ni­tà loca­li. È evi­den­te che ser­va un cam­bio di pas­so. Con­ti­nua­re a sot­to­va­lu­ta­re la por­ta­ta del­la cri­si cli­ma­ti­ca, resta­re anco­ra­ti a model­li ener­ge­ti­ci basa­ti sul­le fon­ti fos­si­li e non inve­sti­re con deci­sio­ne nel­la pre­ven­zio­ne idro­geo­lo­gi­ca e nel­le infra­strut­tu­re signi­fi­ca espor­re il Pae­se a rischi sem­pre mag­gio­ri. La poli­ti­ca deve assu­mer­si fino in fon­do le pro­prie respon­sa­bi­li­tà e met­te­re final­men­te al cen­tro del­la pro­pria agen­da la sicu­rez­za dei ter­ri­to­ri, la gestio­ne soste­ni­bi­le dell’acqua e una vera stra­te­gia ener­ge­ti­ca nazio­na­le. Da cit­ta­di­no ita­lia­no e da pre­si­den­te di un’organizzazione che rap­pre­sen­ta il mon­do agri­co­lo — con­clu­de Tiso — guar­do con for­te pre­oc­cu­pa­zio­ne al pre­sen­te e al futu­ro del­le nostre comu­ni­tà e dei nostri ter­ri­to­ri. È arri­va­to il momen­to di sve­gliar­si e di avvia­re poli­ti­che con­cre­te, lun­gi­mi­ran­ti e coor­di­na­te: il tem­po del­le ana­li­si e del­le pro­mes­se è fini­to”.

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