Oltre il buio, a ritmo di musica: Abdu Killa, il rapper melodico

Oltre il buio, a ritmo di musica: Abdu Killa, il rapper melodico

07/04/2026 0 Di Giacomo Policardo

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Oltre il buio, a ritmo di musica: la storia di Abdu Killa, il rapper che insegna l’informatica

Giacomo Policardo intervista per noi il giovanissimo rapper non vedente che ha scelto di sostituire la volgarità con la melodia e che sfida i pregiudizi un bit alla volta. Un dialogo profondo su musica, accessibilità e la forza di guardare lontano, anche senza la vista

di Gia­co­mo Poli­car­do

C’è chi vede i limi­ti come osta­co­li e chi, come Abdel­lah Sim­mou, li tra­sfor­ma in tram­po­li­ni di lan­cio. In arte Abdu Kil­la, que­sto gio­va­nis­si­mo talen­to di soli 14 anni sta riscri­ven­do le rego­le del rap dal­la sua casa a Vero­na. Non veden­te dal­la nasci­ta, Abdel­lah non si è limi­ta­to a supe­ra­re le bar­rie­re digi­ta­li diven­tan­do un esper­to di infor­ma­ti­ca e assi­sten­za tec­ni­ca, ma ha deci­so di por­ta­re una ven­ta­ta di fre­schez­za nel pano­ra­ma musi­ca­le ita­lia­no con il suo “rap melo­di­co”: uno sti­le puli­to, pri­vo di vol­ga­ri­tà, che pun­ta drit­to al cuo­re e al con­te­nu­to. Gia­co­mo Poli­car­do lo ha incon­tra­to per PacOn­li­nein un’intervista che par­la di resi­lien­za, tec­no­lo­gia e sogni che non han­no biso­gno del­la vista per esse­re rea­liz­za­ti.

Amici di PacOnline, buon pomeriggio, da Giacomo Policardo. Oggi ho il piacere di intervistare un giovane ragazzo emergente che della disabilità ne ha creato addirittura un’opportunità. È un ragazzo non vedente che usa del suo tempo nel fare informatica e addirittura dà assistenza tecnica a altri ragazzi che comunque non sono bravi come lui nell’informatica. Ma oggi concentriamo questa intervista non tanto per l’informatica ma per la sua grande passione che è la musica. Il ragazzo in questione si chiama Abdul e ve lo voglio presentare. Buon pomeriggio, Abdul.

Buon pome­rig­gio a tut­ti, ragaz­zi. Rin­gra­zio Gia­co­mo Poli­car­do per la pos­si­bi­li­tà del­l’in­ter­vi­sta. Sono vera­men­te feli­ce di sta­re qui con voi. Come ha det­to Gia­co­mo, io sono un ragaz­zo non veden­te, ita­lo-maroc­chi­no, sono un po’ di Anni che sono a Vero­na. Stu­dio anco­ra, fac­cio le medie, scuo­le medie qua a Vero­na. Ho quat­tor­di­ci anni ed è da un anno che fac­cio musi­ca, rap melo­di­co.

Ecco bravo, rap melodico, ti interrompo subito. Che significa rap melodico?

Allo­ra, il rap pur­trop­po vie­ne cate­go­riz­za­to, cioè vie­ne mes­so in una cate­go­ria. Vie­ne det­to come il rap aggres­si­vo, il rap pur­trop­po dove dico­no solo paro­lac­ce e van­no aggres­si­vi.

Il rap­per melo­di­co, che è una cosa dicia­mo che uti­liz­zo io, dove non è obbli­ga­to a ridi­re una paro­lac­cia e non ci si deve anda­re giù aggres­si­vi. Pren­der­se­la alla tran­quil­la, fare melo­die, ecco.

Quindi se ho interpretato bene, cioè lanciare un messaggio ma senza essere volgari, senza essere troppo…

Esat­ta­men­te, esat­ta­men­te.

Ecco, da quant’è che fai musica, Abdul?

 Io la musi­ca la fac­cio da… dal 2024, pre­ci­sa­men­te il 2 giu­gno del 2024. Le pri­me cose si tro­va­no sul mio pro­fi­lo Tik­Tok.

Diamo i profili TikTok così che se la gente ti vuole ascoltare…

Allo­ra, su You­Tu­be, su Tik­Tok, Insta­gram sono sem­pre Abdu kil­la. Su Insta­gram è Abdu-kil­la e anche su You­Tu­be Abdu kil­la è così. Poi ulti­ma­men­te sono anche su Face e su Spo­ti­fy.

Mi tro­va­te sem­pre con il nick Abdu­kil­la, che è il mio sopran­no­me. Basta che cer­ca­te comun­que Abdu­kil­la su Goo­gle e anche su Dee­zer. Mi tro­va­te anche lì.

Parliamo degli ultimi tuoi lavori. So che hai fatto un pezzo ultimamente e che ci tieni tanto a questa canzone, forse è una dedica che hai fatto per qualcuno. Ne vogliamo parlare?

Allo­ra, que­sto pez­zo si chia­ma “Male­det­to pen­sie­ro”, che è la can­zo­ne tra l’al­tro che è sta­ta più vista tra tut­te. Que­sta can­zo­ne par­la del­le per­so­ne che pen­sa­no poco a se stes­se e trop­po agli altri. Que­sto pur­trop­po in que­sto ulti­mo perio­do suc­ce­de spes­so, per­ché come noi ben sap­pia­mo la gen­te fa del­le cose per pia­ce­re agli altri pur­trop­po e alcu­ne vol­te, non dico sem­pre, però alcu­ne vol­te è così. Inol­tre, “Male­det­to pen­sie­ro” rac­con­ta anche la mia sto­ria, in un cer­to sen­so, per­ché io ho pen­sa­to trop­po a cer­te per­so­ne che si sono rive­la­te non meri­te­vo­li di que­sta atten­zio­ne.

Quindi tu hai cercato di aiutare queste persone, però poi hai… vediamo se possiamo sintetizzarla, magari hai preso bastonate, figurate diciamo, metaforicamente.

Esat­ta­men­te.

Quindi questo è l’ultimo pezzo, ma ci sono altri pezzi. È un CD che farai, ci saranno altre canzoni?

Una è in arri­vo, con il pri­mo video uffi­cia­le, quin­di ci sarà anche un video, e si chia­ma “Que­sta vita è cam­bia­ta”. Tut­ti lo sap­pia­mo che que­sta vita è cam­bia­ta, che que­sta vita gira intor­no ai sol­di, alle cose di lus­so e poco a se stes­si e quin­di sì. Que­sta sarà anche la pri­ma can­zo­ne regi­stra­ta in un vero e pro­prio stu­dio, per­ché fino­ra io ho sem­pre regi­stra­to la mia musi­ca con Volo­co, che è un’ap­pli­ca­zio­ne di musi­ca e non è per fare pub­bli­ci­tà. Mol­to acces­si­bi­le a me, tra l’al­tro…

Parliamo anche di questo, perché sì, tu sei un grande appassionato di musica, però sappiamo che purtroppo chi non vede deve cercare delle applicazioni particolari per poter fare questo tipo di attività, quindi ti sei trovato bene con questi nuovi modelli tecnologici? Parlaci un po’, come riesci a realizzare i tuoi pezzi da non vedente? Perché già è difficile fra chi vede, ma soprattutto per chi non vede. Che tecnologie ci sono che i non vedenti possono usare?

Pur­trop­po per noi non veden­ti que­sta cosa è mol­to ridot­ta, come tut­te le altre. Un non veden­te pur­trop­po non può tro­va­re le cose facil­men­te. Io ho cer­ca­to meta­fo­ri­ca­men­te i mari e mon­ti per tro­va­re que­st’ap­pli­ca­zio­ne che si chia­ma Volo­co ed è un’ap­pli­ca­zio­ne acces­si­bi­le, acces­si­bi­le è un modo di dire per­ché nien­te sarà com­ple­ta­men­te acces­si­bi­le pur­trop­po.

Que­sta è un’app che puoi uti­liz­za­re sia a paga­men­to che a non e ti per­met­te di sce­glie­re sia la base che rego­la­re la tua voce e rego­la­re anche gli stru­men­ti, la velo­ci­tà e il rit­mo.

Bene, direi che questo ragazzo è veramente interessantissimo. Dicevamo all’inizio, in premessa, che tu fai anche dei corsi di informatica per ragazzi che non vedono. Ci vuoi parlare brevemente a fine intervista di come riesci a fare informatica per chi non vede come te e come me. Credetemi, e ne parlo in prima persona, io ho conosciuto questo ragazzo in questi giorni via pc e credetemi non ha due occhi, ma sembra che ne abbia otto, perché addirittura fa teleassistenza ai pc delle persone che sono in difficoltà, quindi questo ti rende onore. Parlaci un po’ di questi corsi che fai per i ragazzi come noi.

Allo­ra, dicia­mo che il mio sogno era di fare il pro­gram­ma­to­re, che pur­trop­po mi è sta­to impe­di­to dal­la scuo­la, dal­la scuo­la supe­rio­ri.

Perché?

Per­ché pur­trop­po nel­l’in­di­riz­zo c’è la mate­ria Dise­gno Tec­ni­co e sap­pia­mo che noi non veden­ti non pos­sia­mo far­lo, pur­trop­po. Quin­di cosa è suc­ces­so? Io ho det­to io non mol­lo, per­ché mai mol­la­re, ragaz­zi, non si deve mai mol­la­re.

Quin­di ho ini­zia­to a stu­dia­re l’in­for­ma­ti­ca per i fat­ti miei, entran­do anche in link, in grup­pi di gen­te che fa infor­ma­ti­ca e ce l’ab­bia­mo fat­ta. So qual­co­sa di nvda, che è un pro­gram­ma che uti­liz­zia­mo noi non veden­ti.

Sì, è uno screenreader, detto in inglese, in italiano lettore di schermo, che permette a chi vede di poter passare da una pagina all’altra del pc.

Scu­si, la cor­reg­go, per chi non ne vede…

Ma siccome permette è come se ci vediamo. È stata voluta, è stata voluta. Ma noi vediamo col cuore, vero Abdul?

Esat­to, pur­trop­po i veri cie­ca­ti sono quel­li che non vedo­no col cuo­re.

Bene, direi che con questa frase possiamo chiudere qui questa intervista.

Rin­gra­zia­mo i let­to­ri di PacOn­li­ne che ci leg­go­no, e rin­gra­zio soprat­tut­to Abdul per aver­mi con­ces­so 10 minu­ti del suo tem­po per poter rea­liz­za­re que­sta inter­vi­sta, che potreb­be esse­re uti­le anche per ragaz­zi come noi, che non smet­to­no di sogna­re.

Abdukilla

Abdu­kil­la

 

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