Omar Di Felice ha completato “La Ruta del Condor” in bicicletta

Omar Di Felice ha completato “La Ruta del Condor” in bicicletta

01/04/2026 0 Di Redazione

Que­sto arti­co­lo è sta­to let­to 277 vol­te!

THE GREAT SOUTH AMERICA — LA RUTA DEL CONDOR

Omar Di Felice ha completato “La Ruta del Condor” in bicicletta, una lunga avventura attraverso il continente sudamericano durata 44 giorni

Dopo 44 gior­ni (di cui 40 effet­ti­vi di peda­la­ta e 4 di sosta a La Paz per l’acclimatamento all’alta quo­ta) tra­scor­si in sel­la, Omar Di Feli­ce ha com­ple­ta­to “La Ruta del Con­dor”, una lun­ga avven­tu­ra attra­ver­so il con­ti­nen­te suda­me­ri­ca­no.

La tra­ver­sa­ta, ini­zia­ta dal sito di Machu Pic­chu, e pro­se­gui­ta con l’attraversamento del Perù e l’ingresso in Boli­via nel­la zona del Lago Titi­ca­ca, si è svi­lup­pa­ta nel­la sua pri­ma par­te, lun­go alcu­ni dei pas­si più alti del­le vet­te andi­ne, e tra i deser­ti boli­via­ni e cile­ni (tra cui il Salar de Uyu­ni e Ata­ca­ma, ma anche le zone remo­te tra le lagu­ne d’alta quo­ta) pri­ma di pas­sa­re alla secon­da par­te, la più lun­ga e senz’altro più com­ples­sa che l’ha visto peda­la­re tut­ta l’Argen­ti­na lun­go la miti­ca Ruta Nacio­nal 40.

La regio­ne del­la Puna pri­ma e, a segui­re, le lan­de sem­pre più deso­la­te e bat­tu­te dal ven­to, han­no carat­te­riz­za­to la secon­da metà, in cui gli sce­na­ri moz­za­fia­to tra i laghi andi­ni si sono sus­se­gui­ti alle cen­ti­na­ia di chi­lo­me­tri nel­la diste­sa e scon­fi­na­ta Pata­go­nia più dura e aspra.

Non sono man­ca­te le dif­fi­col­tà: ini­zial­men­te per le con­se­guen­ze di una for­te inso­la­zio­ne ad alta quo­ta che, in aggiun­ta (e, pro­ba­bil­men­te, anche come con­se­guen­za diret­ta) ai pro­ble­mi deri­van­ti dall’acclimatazione, han­no costret­to Omar a fer­mar­si 4 gior­ni a La Paz (Boli­via) per curar­ne gli effet­ti.

Tra le cri­ti­ci­tà lega­te alla logi­sti­ca in zone remo­te e l’alternanza velo­ce e a trat­ti improv­vi­sa del­le tipo­lo­gie di cli­mi attra­ver­sa­ti, c’è sta­to anche un inci­den­te (per for­tu­na sen­za con­se­guen­ze mag­gio­ri) dovu­to ai for­tis­si­mi ven­ti e alle aller­te meteo che han­no carat­te­riz­za­to alcu­ne gior­na­te in ter­ra pata­go­ni­ca.

Le ulti­me due set­ti­ma­ne, però, è riu­sci­to via via a recu­pe­ra­re un pò dei chi­lo­me­tri per­si per la sosta ini­zia­le, con tap­pe di oltre 240–250 km al gior­no, il più del­le vol­te carat­te­riz­za­te dai for­tis­si­mi ven­ti e dal disli­vel­lo che non ha mai man­ca­to di appe­san­ti­re ideal­men­te, la mar­cia di Omar.

“Un viag­gio incre­di­bi­le di cui vi rac­con­te­rò le emo­zio­ni man mano che flui­ran­no dal cuo­re alla men­te. Ora c’è solo il tem­po per quel­la più gran­de, improv­vi­sa, pro­va­ta quan­do sul lun­go Ocea­no di Pun­ta Are­nas, il mio sguar­do si è rivol­to a sud, andan­do a cer­ca­re ideal­men­te quel luo­go cui ho dedi­ca­to una par­te impor­tan­te del­la mia vita: l’Antartide.

Arri­va­re in sel­la alla mia bici­clet­ta qui, da cui si sal­pa e si vola per il con­ti­nen­te più estre­mo, dopo aver attra­ver­sa­to deser­ti, pas­si andi­ni, lam­ben­do le vet­te più alte del Sud Ame­ri­ca, viven­do com­ple­ta­men­te in con­nes­sio­ne con me stes­so, per 40 gior­ni, ha gene­ra­to un’esplosione nel cuo­re, che non cre­de­vo avrei pro­va­to in que­sto modo così inten­so e improv­vi­so.

Ora pos­so sdra­iar­mi, chiu­de­re gli occhi e tor­na­re a sogna­re…

Que­ste le paro­le di Omar, appe­na arri­va­to a Pun­ta Are­nas, pri­ma del meri­ta­to ripo­so.

Dopo un perio­do di recu­pe­ro, pren­de­rà par­te ad una serie di even­ti in cui rac­con­te­rà i det­ta­gli tec­ni­ci ed emo­zio­na­li dell’avventura, a par­ti­re da una diret­ta in live strea­ming sui cana­li Insta­gram e social media in col­la­bo­ra­zio­ne con Avven­tu­re nel Mon­do, part­ner sto­ri­co del­le avven­tu­re e dei viag­gi di Omar.  

(Gio­ve­dì 2 Apri­le, a par­ti­re dal­le 16.00 ora ita­lia­na)

LINK / SOCIAL — LIVE TRACKING DELL’AVVENTURA

 

Related Images: