Sociale, Tiso(IC): “Invecchiamento popolazione, trasformazione sociale in atto”

Sociale, Tiso(IC): “Invecchiamento popolazione, trasformazione sociale in atto”

30/03/2026 1 Di Marco Montini

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Socia­le, Tiso(IC): “Invec­chia­men­to popo­la­zio­ne, tra­sfor­ma­zio­ne socia­le in atto”

“In tut­ta Euro­pa, e in Ita­lia in par­ti­co­la­re, l’invecchiamento del­la popo­la­zio­ne non è più un feno­me­no futu­ro: è già qui, e sta cam­bian­do pro­fon­da­men­te il modo in cui vivia­mo, lavo­ria­mo e ci pren­dia­mo cura del­le per­so­ne più fra­gi­li. Le pro­ie­zio­ni par­le­reb­be­ro chia­ro: entro il 2040 si rag­giun­ge­rà il pic­co sto­ri­co di over 75, una fascia di popo­la­zio­ne che richie­de più assi­sten­za, più cure e più strut­tu­re dedi­ca­te. Que­sto aumen­to non è solo un dato demo­gra­fi­co: è una tra­sfor­ma­zio­ne socia­le che met­te alla pro­va l’intero siste­ma di wel­fa­re. Le fami­glie sono sem­pre più pic­co­le, spes­so lon­ta­ne geo­gra­fi­ca­men­te, e non rie­sco­no più a garan­ti­re da sole l’assistenza quo­ti­dia­na. Le resi­den­ze per anzia­ni diven­ta­no quin­di un pun­to di rife­ri­men­to indi­spen­sa­bi­le. Ma pro­prio nel momen­to in cui la doman­da cre­sce, il siste­ma potreb­be mostra­re le sue fra­gi­li­tà. Le RSA e le case di ripo­so infat­ti sta­reb­be­ro viven­do una cri­si silen­zio­sa. Man­ca­no spes­so infer­mie­ri, ope­ra­to­ri socio-sani­ta­ri, fisio­te­ra­pi­sti, edu­ca­to­ri. Con un para­dos­so evi­den­te: men­tre aumen­ta­no gli anzia­ni che avreb­be­ro biso­gno di assi­sten­za, dimi­nui­sco­no le per­so­ne che pos­so­no offrir­la. A com­pli­ca­re ulte­rior­men­te il qua­dro c’è l’aumento dei costi. Le ret­te del­le resi­den­ze per anzia­ni stan­no cre­scen­do in tut­ta Ita­lia, spin­te dall’inflazione, dai costi ener­ge­ti­ci e dal­la neces­si­tà di assu­me­re per­so­na­le qua­li­fi­ca­to. Per mol­te fami­glie, il rico­ve­ro in una strut­tu­ra diven­ta un impe­gno eco­no­mi­co enor­me, spes­so inso­ste­ni­bi­le. Que­sto crea una frat­tu­ra socia­le: chi può per­met­ter­se­lo tro­va assi­sten­za, chi non può rischia di rima­ne­re sen­za alter­na­ti­ve. La com­bi­na­zio­ne di invec­chia­men­to demo­gra­fi­co, caren­za di per­so­na­le e aumen­to dei costi met­te in discus­sio­ne il model­lo di wel­fa­re così come lo cono­scia­mo. Le isti­tu­zio­ni stan­no ini­zian­do a discu­te­re di nuo­ve stra­te­gie: poten­zia­re l’assistenza domi­ci­lia­re, ren­de­re più attrat­ti­ve le pro­fes­sio­ni socio-sani­ta­rie, inve­sti­re in for­ma­zio­ne e sta­bi­liz­za­zio­ne del per­so­na­le; e ripen­sa­re il ruo­lo del­le RSA come luo­ghi non solo di cura, ma anche di vita e socia­li­tà. Sono pas­si neces­sa­ri, ma richie­do­no tem­po, risor­se e una visio­ne di lun­go perio­do. In con­clu­sio­ne, l’invecchiamento del­la popo­la­zio­ne non è un pro­ble­ma tout court degli anzia­ni: è una que­stio­ne che riguar­da l’intera socie­tà. Riguar­da il modo in cui imma­gi­nia­mo il futu­ro, il valo­re che attri­buia­mo alla cura, la capa­ci­tà di costrui­re un siste­ma che non lasci indie­tro chi è più fra­gi­le. Le resi­den­ze per anzia­ni sono un tas­sel­lo fon­da­men­ta­le di que­sto siste­ma, ma sen­za per­so­na­le suf­fi­cien­te e sen­za inve­sti­men­ti ade­gua­ti rischia­no di non reg­ge­re l’urto dei pros­si­mi anni”.

Così, in una nota, Car­me­la Tiso, por­ta­vo­ce nazio­na­le di Acca­de­mia Ini­zia­ti­va Comu­ne e pre­si­den­te del­la asso­cia­zio­ne Ban­die­ra Bian­ca.

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