Ruvolo, Confimprenditori: “Il Governo ha perso il contatto con l’Italia che produce”

Ruvolo, Confimprenditori: “Il Governo ha perso il contatto con l’Italia che produce”

25/03/2026 0 Di Redazione

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RUVOLO, CONFIMPRENDITORI: “IL GOVERNO HA PERSO IL CONTATTO CON L’ITALIA CHE PRODUCE”

“BENE LA RICHIESTA DI DIMISSIONI PER LA MINISTRA SANTANCHE’ MA IL TURISMO È ABBANDONATO A SÉ STESSO DA MESI” 

Di seguito, la dichiarazione del Presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo

“Il voto refe­ren­da­rio non è sta­to sol­tan­to un pas­sag­gio isti­tu­zio­na­le. È sta­to un segna­le poli­ti­co net­to, che il gover­no non può più fin­ge­re di non vede­re. Qua­si sei ita­lia­ni su die­ci sono anda­ti alle urne e han­no tra­sfor­ma­to quel voto in un giu­di­zio sull’azione dell’esecutivo. Quan­do un Pae­se si mobi­li­ta così, vuol dire che il disa­gio è pro­fon­do e rea­le”.

Da mesi le pic­co­le e medie impre­se chie­do­no ascol­to, rispo­ste, misu­re con­cre­te. Inve­ce, rice­vo­no pro­mes­se disat­te­se, rin­vii, prov­ve­di­men­ti par­zia­li. Il caro bol­let­te con­ti­nua a stran­go­la­re atti­vi­tà pro­dut­ti­ve, nego­zi, arti­gia­ni e impren­di­to­ri, men­tre il gover­no con­ti­nua a rin­cor­re­re le emer­gen­ze sen­za affron­tar­le alla radi­ce. Non basta annun­cia­re inter­ven­ti: il pro­ble­ma è che le impre­se con­ti­nua­no a paga­re costi ener­ge­ti­ci inso­ste­ni­bi­li”.

“Nel frat­tem­po, Palaz­zo Chi­gi appa­re schiac­cia­to sul­la poli­ti­ca este­ra, alli­nea­to alle prio­ri­tà di Bru­xel­les e anco­ra impe­gna­to a soste­ne­re eco­no­mi­ca­men­te e mili­tar­men­te il fron­te ucrai­no, men­tre nel Pae­se rea­le si allar­ga la distan­za tra isti­tu­zio­ni e tes­su­to pro­dut­ti­vo. Gli impren­di­to­ri ita­lia­ni chie­do­no pro­te­zio­ne eco­no­mi­ca, liqui­di­tà, ridu­zio­ne del cari­co fisca­le e con­di­zio­ni per resta­re aper­ti”.

“In Sici­lia que­sto scol­la­men­to è diven­ta­to per­si­no più evi­den­te, e la pesan­te pre­sa di posi­zio­ne con una per­cen­tua­le così net­ta per il No ne è sta­ta una dimo­stra­zio­ne cri­stal­li­na. Dopo l’emer­gen­za mal­tem­po, le impre­se aspet­ta­no anco­ra rispo­ste ade­gua­te. I risto­ri annun­cia­ti non can­cel­la­no ritar­di, incer­tez­ze e insuf­fi­cien­ze. E sul­le poliz­ze cata­stro­fa­li il gover­no ha ali­men­ta­to ulte­rio­re con­fu­sio­ne, sca­ri­can­do nuo­vi obbli­ghi su impre­se già fra­gi­li e lascian­do aper­te trop­pe con­trad­di­zio­ni pro­prio men­tre inte­ri ter­ri­to­ri fan­no anco­ra i con­ti, dopo mesi, con i dan­ni degli even­ti estre­mi”.

“Anche que­sta resa dei con­ti – tar­di­va  — a cui stia­mo assi­sten­do all’interno del gover­no, per quel che riguar­da la richie­sta di dimis­sio­ni del­la Mini­stra del Turi­smo Danie­la San­tan­chè, dimo­stra uno scol­la­men­to con il pae­se rea­le. La pre­si­den­te del con­si­glio si accor­ge solo oggi che un tas­sel­lo stra­te­gi­co deter­mi­nan­te per l’economia del pae­se, il turi­smo, è abban­do­na­to a sé stes­so ormai da mesi, a cau­sa del com­mis­sa­ria­men­to, di fat­to, del­la sua mini­stra, per le vicen­de giu­di­zia­rie che la vedo­no coin­vol­ta. E a far­ne le spe­se sono pro­prio gli impren­di­to­ri che lavo­ra­no in que­sto set­to­re così impor­tan­te e trop­po spes­so tra­scu­ra­to, spe­cie in quel­le regio­ni del Sud che vivo­no di turi­smo e avreb­be­ro biso­gno di scel­te for­ti e una visio­ne stra­te­gi­ca al pas­so con la com­pe­ti­zio­ne inter­na­zio­na­le”.

Que­sto ese­cu­ti­vo ha scel­to di ras­si­cu­ra­re ban­che e gran­di grup­pi, men­tre sul­le pic­co­le impre­se con­ti­nua a cala­re la scu­re fisca­le e buro­cra­ti­ca. È un erro­re poli­ti­co gra­ve, oltre che eco­no­mi­co. Se il gover­no non tor­na subi­to ad ascol­ta­re chi pro­du­ce, chi inve­ste e chi crea lavo­ro, il mes­sag­gio arri­va­to dal­le urne rischia di esse­re solo il pri­mo di una lun­ga serie”.

Con­fim­pren­di­to­ri 

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