Marino. In Italia, come pure a Marino, Il Governo e la maggioranza di centrodestra sconfitti!

Marino. In Italia, come pure a Marino, Il Governo e la maggioranza di centrodestra sconfitti!

23/03/2026 0 Di Maurizio Aversa

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Un Gover­no, dota­to di una mag­gio­ran­za poli­ti­ca schiac­cian­te deri­van­te da un con­sen­so vit­to­rio­so nel­le urne in pre­ce­den­za, ha volu­to pro­por­re un Refe­ren­dum per modi­fi­ca­re 7 arti­co­li del­la Costi­tu­zio­ne repub­bli­ca­na anti­fa­sci­sta vigen­te. Di fat­to un attac­co espli­ci­to alla Costi­tu­zio­ne stes­sa. Le modi­fi­che si pote­va­no otte­ne­re col con­fron­to par­la­men­ta­re — due ter­zi del Par­la­men­to, quin­di a segui­to di con­fron­to con le oppo­si­zio­ni — ma non si è scel­ta que­sta stra­da, ben­sì quel­la dell’autoritarismo per stra­vin­ce­re.
Gli ita­lia­ni e le ita­lia­ne si sono reca­ti alle urne ed han­no espres­so, in Ita­lia e a Mari­no, un esi­to chia­ris­si­mo: boc­cia­tu­ra del­le pro­po­ste di meri­to, boc­cia­tu­ra poli­ti­ca del meto­do arro­gan­te.
Noi, Par­ti­to Comu­ni­sta Ita­lia­no, Lista civi­ca Esse­re Mari­no, Asso­cia­zio­ne Attua­re la
Costi­tu­zio­ne, a Mari­no e nei Castel­li ci sia­mo ado­pe­ra­ti per la cam­pa­gna per il NO al
Refe­ren­dum, in modo net­to e ragio­na­to. Ascri­via­mo anche a noi, in pic­co­la par­te, que­sta vit­to­ria con­tro l’attacco alla Costi­tu­zio­ne, impe­gnan­do­ci comun­que a risol­ve­re, pro­prio con richie­ste al Gover­no, le que­stio­ni vera­men­te atti­nen­ti al miglio­ra­men­to del fun­zio­na­men­to del­la giu­sti­zia in Ita­lia: a comin­cia­re dal­la desti­na­zio­ne di risor­se vere.

Voglia­mo sot­to­li­nea­re un dato che va oltre il risul­ta­to: nel­le gran­di aree metro­po­li­ta­ne il No ha vin­to con per­cen­tua­li schiac­cian­ti. Roma oltre il 60,31% %, Mila­no oltre il 58 %, Bolo­gna e Firen­ze oltre il 68,06% %. Le cit­tà in cui il disa­gio socia­le, l’impoverimento dei ceti medi, la cri­si del­la sani­tà pub­bli­ca e del tra­spor­to si toc­ca­no con mano ogni gior­no, han­no rispo­sto con una chia­rez­za che non lascia dub­bi. Non è sta­to solo un voto sul que­si­to: è sta­to un voto sul pae­se che si vuo­le.

Oriet­ta Gumi­na, segre­ta­ria del PCI, sezio­ne E. Ber­lin­guer di Mari­no


E i gio­va­ni, nono­stan­te la ver­go­gna dei fuo­ri sede esclu­si — una discri­mi­na­zio­ne di clas­se tra­ve­sti­ta da nor­ma buro­cra­ti­ca, che ha impe­di­to a chi stu­dia o lavo­ra lon­ta­no dal­la resi­den­za ana­gra­fi­ca di eser­ci­ta­re il pro­prio dirit­to di voto — han­no rispo­sto in mas­sa. Quel­la gene­ra­zio­ne ha costrui­to la pro­pria coscien­za poli­ti­ca anche nel­le piaz­ze per la Pale­sti­na, dove ha impa­ra­to che il pote­re si può sfi­da­re e che il silen­zio non è neu­tro. Il refe­ren­dum è sta­to un’onda lun­ga di quel­la mobi­li­ta­zio­ne. Le ana­li­si lo con­fer­me­ran­no. Que­sti dati sono per noi un pun­to di par­ten­za, non di arri­vo. La gran­de par­te­ci­pa­zio­ne, la rispo­sta del­le cit­tà e dei gio­va­ni, segna­la­no che esi­ste nel pae­se una doman­da di alter­na­ti­va rea­le che il bal­bet­tan­te cen­tro­si­ni­stra non rie­sce a inter­cet­ta­re. Una doman­da che nasce dal fal­li­men­to con­cre­to, nei nume­ri, di que­sta clas­se diri­gen­te post-mis­si­na: quat­tro anni con­se­cu­ti­vi di calo del­la pro­du­zio­ne indu­stria­le, sala­ri rea­li tra i più bas­si dell’Europa occi­den­ta­le, un siste­ma sani­ta­rio in ago­nia, un pae­se sem­pre più subal­ter­no nel­le scel­te inter­na­zio­na­li. Una clas­se diri­gen­te che cita Fal­co­ne e Bor­sel­li­no ad ogni comi­zio e poi blin­da al suo posto un sot­to­se­gre­ta­rio alla Giu­sti­zia risul­ta­to in affa­ri con ambien­ti lega­ti alla camor­ra. Che rifor­ma la Costi­tu­zio­ne con meto­do auto­ri­ta­rio e abo­li­sce l’abuso d’ufficio per pro­teg­ge­re i col­let­ti bian­chi.
Quel­la doman­da di alter­na­ti­va è la mate­ria pri­ma del­la poli­ti­ca che voglia­mo costrui­re. Una poli­ti­ca che par­li di sala­ri, di casa, di sani­tà, di pace, di par­te­ci­pa­zio­ne rea­le: non con le con­fe­ren­ze stam­pa blin­da­te del “Dicia­mo”, ma con il con­fron­to aper­to e la pre­sen­za nei luo­ghi in cui si vive e si lavo­ra.

Per quan­to all’esito poli­ti­co, atten­dia­mo se ci saran­no rifles­sio­ni e/o riper­cus­sio­ni nel Gover­no e nel­la mag­gio­ran­za. Sicu­ra­men­te non sta­re­mo a guar­da­re: par­te­ci­pe­re­mo alle lot­te, mol­te a base socia­le e con­tro la guer­ra, già indet­te e che saran­no pro­mos­se. Vi par­te­ci­pe­re­mo con due con­sa­pe­vo­lez­ze: che da un lato va resa chia­ra l’alternatività poli­ti­ca e socia­le che que­sta ampia par­te­ci­pa­zio­ne al voto indi­ca a tut­ti, a comin­cia­re dal bal­bet­tan­te cen­tro­si­ni­stra; e dall’altro che non ci fare­mo irre­ti­re nel sospin­gi­men­to all’angolo del­la poli­ti­ca, spe­cial­men­te loca­le, per­ché por­ta­to­ri net­ti di inno­va­zio­ne assen­te nel­le pre­ce­den­ti pro­po­ste e/o com­por­ta­men­ti che for­ze loca­li del­la sini­stra han­no mes­so in cam­po.
Intan­to, per esse­re dav­ve­ro fede­li alla Costi­tu­zio­ne repub­bli­ca­na anti­fa­sci­sta, una nostra dele­ga­zio­ne doma­ni, 24 mar­zo — anni­ver­sa­rio dell’eccidio del­le Fos­se Ardea­ti­ne — si reche­rà a ren­de­re omag­gio al Mau­so­leo, come ogni anno, in nome di tut­ti gli anti­fa­sci­sti.

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