Il M5S Marino in cerca delle migliori professionalità del territorio per la sua squadra di…
Marino. In Italia, come pure a Marino, Il Governo e la maggioranza di centrodestra sconfitti!
23/03/2026Questo articolo è stato letto 1132 volte!


Un Governo, dotato di una maggioranza politica schiacciante derivante da un consenso vittorioso nelle urne in precedenza, ha voluto proporre un Referendum per modificare 7 articoli della Costituzione repubblicana antifascista vigente. Di fatto un attacco esplicito alla Costituzione stessa. Le modifiche si potevano ottenere col confronto parlamentare — due terzi del Parlamento, quindi a seguito di confronto con le opposizioni — ma non si è scelta questa strada, bensì quella dell’autoritarismo per stravincere.
Gli italiani e le italiane si sono recati alle urne ed hanno espresso, in Italia e a Marino, un esito chiarissimo: bocciatura delle proposte di merito, bocciatura politica del metodo arrogante.
Noi, Partito Comunista Italiano, Lista civica Essere Marino, Associazione Attuare la
Costituzione, a Marino e nei Castelli ci siamo adoperati per la campagna per il NO al
Referendum, in modo netto e ragionato. Ascriviamo anche a noi, in piccola parte, questa vittoria contro l’attacco alla Costituzione, impegnandoci comunque a risolvere, proprio con richieste al Governo, le questioni veramente attinenti al miglioramento del funzionamento della giustizia in Italia: a cominciare dalla destinazione di risorse vere.

Vogliamo sottolineare un dato che va oltre il risultato: nelle grandi aree metropolitane il No ha vinto con percentuali schiaccianti. Roma oltre il 60,31% %, Milano oltre il 58 %, Bologna e Firenze oltre il 68,06% %. Le città in cui il disagio sociale, l’impoverimento dei ceti medi, la crisi della sanità pubblica e del trasporto si toccano con mano ogni giorno, hanno risposto con una chiarezza che non lascia dubbi. Non è stato solo un voto sul quesito: è stato un voto sul paese che si vuole.

Orietta Gumina, segretaria del PCI, sezione E. Berlinguer di Marino
E i giovani, nonostante la vergogna dei fuori sede esclusi — una discriminazione di classe travestita da norma burocratica, che ha impedito a chi studia o lavora lontano dalla residenza anagrafica di esercitare il proprio diritto di voto — hanno risposto in massa. Quella generazione ha costruito la propria coscienza politica anche nelle piazze per la Palestina, dove ha imparato che il potere si può sfidare e che il silenzio non è neutro. Il referendum è stato un’onda lunga di quella mobilitazione. Le analisi lo confermeranno. Questi dati sono per noi un punto di partenza, non di arrivo. La grande partecipazione, la risposta delle città e dei giovani, segnalano che esiste nel paese una domanda di alternativa reale che il balbettante centrosinistra non riesce a intercettare. Una domanda che nasce dal fallimento concreto, nei numeri, di questa classe dirigente post-missina: quattro anni consecutivi di calo della produzione industriale, salari reali tra i più bassi dell’Europa occidentale, un sistema sanitario in agonia, un paese sempre più subalterno nelle scelte internazionali. Una classe dirigente che cita Falcone e Borsellino ad ogni comizio e poi blinda al suo posto un sottosegretario alla Giustizia risultato in affari con ambienti legati alla camorra. Che riforma la Costituzione con metodo autoritario e abolisce l’abuso d’ufficio per proteggere i colletti bianchi.
Quella domanda di alternativa è la materia prima della politica che vogliamo costruire. Una politica che parli di salari, di casa, di sanità, di pace, di partecipazione reale: non con le conferenze stampa blindate del “Diciamo”, ma con il confronto aperto e la presenza nei luoghi in cui si vive e si lavora.

Per quanto all’esito politico, attendiamo se ci saranno riflessioni e/o ripercussioni nel Governo e nella maggioranza. Sicuramente non staremo a guardare: parteciperemo alle lotte, molte a base sociale e contro la guerra, già indette e che saranno promosse. Vi parteciperemo con due consapevolezze: che da un lato va resa chiara l’alternatività politica e sociale che questa ampia partecipazione al voto indica a tutti, a cominciare dal balbettante centrosinistra; e dall’altro che non ci faremo irretire nel sospingimento all’angolo della politica, specialmente locale, perché portatori netti di innovazione assente nelle precedenti proposte e/o comportamenti che forze locali della sinistra hanno messo in campo.
Intanto, per essere davvero fedeli alla Costituzione repubblicana antifascista, una nostra delegazione domani, 24 marzo — anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine — si recherà a rendere omaggio al Mausoleo, come ogni anno, in nome di tutti gli antifascisti.
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Un operatore dell’informazione. Un attivista culturale impegnato a diffondere le buone pratiche che aumentano ed estendono la fruizione del miglior bene immateriale di cui l’umanità dispone: il sapere, la conoscenza, la cultura. Questo il mio intimo a cui mi ispiro e la mia veste “giornalistica”. Professionalmente provengo da esperienze “strutturate” come sono gli Uffici Stampa pesanti: La Lega delle Cooperative, Botteghe Oscure. Ma anche esperienze di primo impatto: Italia Radio; e il mondo delle Rassegne Stampa cooperativa DIRE, Diretel, Rastel, Telpress. Per la carta stampata oltre una esperienza “in proprio” come direttore scientifico della rivista “Vini del Lazio”, ho collaborato con Paese Sera, con L’Unità, con Oggi Castelli.

