Caso Monopoli, appello di Maritato(Criminologo della famiglia): “Giustizia per Donato”

Caso Monopoli, appello di Maritato(Criminologo della famiglia): “Giustizia per Donato”

19/03/2026 0 Di Marco Montini

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Le paro­le dei geni­to­ri di Dona­to Mono­po­li non sono sol­tan­to una testi­mo­nian­za di dolo­re: sono un atto di digni­tà, un gri­do com­po­sto ma fer­mo che attra­ver­sa il tem­po e inter­ro­ga le coscien­ze. Come cri­mi­no­lo­go del­la fami­glia, sen­to il dove­re — pri­ma anco­ra che pro­fes­sio­na­le, uma­no — di rac­co­glie­re que­sto appel­lo e rilan­ciar­lo con for­za. Non sia­mo di fron­te a una sem­pli­ce vicen­da giu­di­zia­ria. Sia­mo di fron­te a una feri­ta aper­ta, a un ban­co di pro­va per il sen­so stes­so di giu­sti­zia e per il valo­re che attri­buia­mo alla vita uma­na”. Que­ste le paro­le del cri­mi­no­lo­go del­la fami­glia Mono­po­li, Michel Emi Mari­ta­to, sul­la tra­gi­ca vicen­da di Dona­to, gio­va­ne di 26 anni di Ceri­gno­la, che il 6 otto­bre 2018 fu vit­ti­ma di una bru­ta­le aggres­sio­ne in una disco­te­ca di Fog­gia. “Dopo anni di atte­se e di pas­sag­gi pro­ces­sua­li — con­ti­nua Mari­ta­to -, il ritor­no in aula rap­pre­sen­ta per que­sta fami­glia non un momen­to tec­ni­co, ma la ria­per­tu­ra di un dolo­re mai sopi­to. Dona­to ave­va 26 anni. Non è un nume­ro: è una vita inter­rot­ta, è un futu­ro sot­trat­to, è una pro­mes­sa che non ha avu­to il tem­po di com­pier­si. La vio­len­za che lo ha strap­pa­to ai suoi affet­ti non può esse­re rela­ti­viz­za­ta né dimen­ti­ca­ta. Il suo ricor­do vive nel­la deter­mi­na­zio­ne dei suoi geni­to­ri, che con­ti­nua­no a chie­de­re, con digni­tà e fer­mez­za, ciò che spet­ta a ogni esse­re uma­no: la veri­tà. Alla comu­ni­tà civi­le, alle isti­tu­zio­ni, ai cit­ta­di­ni: non disto­glie­te lo sguar­do. L’indifferenza — aggiun­ge il cri­mi­no­lo­go Mari­ta­to — è il pri­mo allea­to dell’ingiustizia. La sto­ria di Dona­to riguar­da tut­ti noi, riguar­da il valo­re che attri­buia­mo alla sicu­rez­za, alla tute­la dei gio­va­ni, al rispet­to del­la vita. Noi non chie­dia­mo ven­det­ta. Chie­dia­mo veri­tà. Chie­dia­mo giu­sti­zia. Chie­dia­mo rispet­to per Dona­to. E lo dicia­mo con la schie­na drit­ta: non ci fer­me­re­mo. Non arre­tre­re­mo. Non per­met­te­re­mo che il silen­zio pren­da il posto del­la veri­tà. Giu­sti­zia per Dona­to”, chio­sa Michel Mari­ta­to.

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