Personale di Luigi Salvatori alla Fondazione Amedeo Modigliani di Roma

Personale di Luigi Salvatori alla Fondazione Amedeo Modigliani di Roma

12/03/2026 0 Di Anna Maria Gavotti

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“Il crea­to e l’uomo nel desi­de­rio dell’invisibile” è il tito­lo del­la Mostra
Con­fe­ren­za e Inau­gu­ra­zio­ne il 14 mar­zo 2026 ore 16,30

Si ter­rà dal 14 al 22 mar­zo 2026 la Mostra “Il crea­to e l’uomo nel desi­de­rio dell’invisibile”, per­so­na­le di Lui­gi Sal­va­to­ri, ospi­ta­ta negli spa­zi del­la Fon­da­zio­ne Ame­deo Modi­glia­ni, nel cuo­re di Tra­ste­ve­re in Via di San Cri­so­go­no 45 a Roma.
Un even­to arti­sti­co di alto pro­fi­lo cul­tu­ra­le da non per­de­re che si svol­ge sot­to l’Alto Patro­ci­nio del Par­la­men­to Euro­peo e con il patro­ci­nio di ICAS, Con­si­glio Regio­na­le del Lazio, Pre­si­den­te Com­mis­sio­ne Cul­tu­ra Came­ra dei Depu­ta­ti, Asses­so­ra­to alla Cul­tu­ra di Roma Capi­ta­le, Fon­da­zio­ne Ame­deo Modi­glia­ni, in col­la­bo­ra­zio­ne con l’Archi­vio Sal­va­ti.
La con­fe­ren­za con l’inaugurazione uffi­cia­le sono pre­vi­ste per saba­to 14 mar­zo alle ore 16:30, con ingres­so libe­ro, alla pre­sen­za dell’artista e di auto­re­vo­li rap­pre­sen­tan­ti isti­tu­zio­na­li e del mon­do cul­tu­ra­le qua­li: l’On. Fede­ri­co Mol­li­co­ne, Pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne Arte e Cul­tu­ra del­la Came­ra Depu­ta­ti Par­la­men­to Ita­lia­no; Anto­nel­lo Auri­gem­ma, Pre­si­den­te del Con­si­glio Regio­na­le del Lazio; Fabri­zio Chec­chi, Pre­si­den­te del­la Fon­da­zio­ne Ame­deo Modi­glia­ni; Sil­via Guer­ra, Diret­tri­ce con­si­glio di ammi­ni­stra­zio­ne del­la Fon­da­zio­ne Ame­deo Modi­glia­ni; Rober­to Lucia­ni, Cura­to­re del­la mostra; Ele­na Gra­di­ni, Sto­ri­ca del­l’Ar­te; Andrea Sal­va­ti, in rap­pre­sen­tan­za dell’Archivio Pao­lo Sal­va­ti.
L’e­ven­to sarà allie­ta­to con un momen­to musi­ca­le affi­da­to al pia­ni­sta e Diret­to­re d’or­che­stra Ymar Caguing.
Chi è Lui­gi Sal­va­to­ri? Cono­scia­mo da vici­no l’artista
Nato a Pale­stri­na nel 1951, Lui­gi Sal­va­to­ri è una figu­ra di rilie­vo nel pano­ra­ma dell’arte con­tem­po­ra­nea ita­lia­na. Archi­tet­to di for­ma­zio­ne, ha svi­lup­pa­to una poe­ti­ca pit­to­ri­ca in cui il pae­sag­gio non è mera rap­pre­sen­ta­zio­ne natu­ra­li­sti­ca, ma luo­go inte­rio­re, spa­zio sim­bo­li­co in cui si riflet­to­no memo­ria, spi­ri­tua­li­tà e ten­sio­ne meta­fi­si­ca.
La sua ricer­ca si muo­ve lun­go un cri­na­le sot­ti­le: quel­lo tra mate­ria e tra­scen­den­za. Il colo­re diven­ta vibra­zio­ne emo­ti­va, la luce un var­co ver­so dimen­sio­ni non imme­dia­ta­men­te per­ce­pi­bi­li. Nei suoi lavo­ri il crea­to non è sem­pli­ce sce­na­rio, ma pre­sen­za viva, inter­lo­cu­to­re silen­zio­so dell’uomo nel suo desi­de­rio di infi­ni­to.
L’esposizione roma­na pro­po­ne un iti­ne­ra­rio visi­vo che invi­ta lo spet­ta­to­re a inter­ro­gar­si sul rap­por­to tra natu­ra e coscien­za, tra limi­te uma­no e aspi­ra­zio­ne all’assoluto. Ogni tela è un dia­lo­go aper­to, una soglia che con­du­ce oltre il visi­bi­le. L’importante rete di patro­ci­ni testi­mo­nia il valo­re cul­tu­ra­le dell’iniziativa, che con­no­tan­do­si come un even­to di alta cara­tu­ra isti­tu­zio­na­le, si inse­ri­sce nel sol­co del­le atti­vi­tà pro­mos­se dal­la Fon­da­zio­ne Ame­deo Modi­glia­ni per la valo­riz­za­zio­ne dell’arte con­tem­po­ra­nea e del patri­mo­nio arti­sti­co ita­lia­no.
Tre le sezio­ni tema­ti­che in cui si sno­da un rac­con­to eti­co e spi­ri­tua­le che strut­tu­ra­no un per­cor­so nar­ra­ti­vo coe­ren­te e pro­fon­da­men­te sim­bo­li­co:
• Inno alla Natu­ra – una cele­bra­zio­ne liri­ca del crea­to, in cui il pae­sag­gio diven­ta can­to visi­vo, armo­nia cro­ma­ti­ca e con­tem­pla­zio­ne silen­zio­sa; Il Mae­stro Sal­va­to­ri inse­gue una Bel­lez­za che non si lascia pos­se­de­re né defi­ni­re, ma si rive­la solo a chi la con­tem­pla con purez­za e ascol­to inte­rio­re. Le ope­re diven­ta­no così un dia­lo­go con il miste­ro, un cam­mi­no tra fati­ca ed esta­si ver­so quell’unità pro­fon­da che resti­tui­sce all’uomo il sen­so del­la pro­pria rina­sci­ta.
• L’Uomo Custo­de e costrut­to­re – sezio­ne dedi­ca­ta alla respon­sa­bi­li­tà uma­na, alla capa­ci­tà di edi­fi­ca­re, pro­teg­ge­re e tra­sfor­ma­re il mon­do con con­sa­pe­vo­lez­za; ritrae Roma — dai tet­ti alle anti­chi­tà, dal­le chie­se alle archi­tet­tu­re con­tem­po­ra­nee — come testi­mo­nian­za viva del­la respon­sa­bi­li­tà uma­na nel pla­sma­re e pre­ser­va­re la bel­lez­za. Attra­ver­so una pit­tu­ra dal vero, nutri­ta di viag­gio e memo­ria, l’artista tra­sfi­gu­ra scor­ci e monu­men­ti in visio­ni sospe­se, dove stu­dio, con­tem­pla­zio­ne e rein­ter­pre­ta­zio­ne si fon­do­no in atmo­sfe­re lumi­no­se e medi­ta­te.
• La Rot­tu­ra del pat­to di custo­dia – rifles­sio­ne inten­sa sul­le frat­tu­re con­tem­po­ra­nee, sul dise­qui­li­brio tra pro­gres­so e tute­la, tra desi­de­rio e limi­te. Il M° dà voce alla frat­tu­ra tra uomo e crea­to attra­ver­so imma­gi­ni di for­te ten­sio­ne sim­bo­li­ca: l’albero ago­niz­zan­te che gri­da con­tro la guer­ra, i vol­ti segna­ti dal­la vio­len­za, le inter­mi­na­bi­li migra­zio­ni nel deser­to. Le ope­re denun­cia­no la per­di­ta di respon­sa­bi­li­tà ver­so la ter­ra e ver­so l’altro, intrec­cian­do memo­ria rina­sci­men­ta­le e dram­ma con­tem­po­ra­neo in una pit­tu­ra essen­zia­le e inten­sa, attra­ver­sa­ta da accen­ti mono­cro­mi e strug­gen­ti cam­pi­tu­re azzur­re. Attra­ver­so que­ste tre tap­pe, Sal­va­to­ri pro­po­ne un iti­ne­ra­rio che supe­ra la dimen­sio­ne pura­men­te este­ti­ca per far­si medi­ta­zio­ne civi­le e spi­ri­tua­le. La natu­ra non è sem­pli­ce sce­na­rio, ma inter­lo­cu­tri­ce viva; l’uomo non è spet­ta­to­re pas­si­vo, ben­sì pro­ta­go­ni­sta chia­ma­to alla respon­sa­bi­li­tà.
Il M° ovun­que espri­me la ten­sio­ne dell’uomo ver­so l’infinito e la spi­ri­tua­li­tà, tra­sfor­man­do dolo­re e soli­tu­di­ne in for­za crea­ti­va. Le ope­re evo­ca­no una tra­sfi­gu­ra­zio­ne asso­lu­ta, dove l’arte diven­ta dia­lo­go tra uma­ni­tà e divi­no.
Un per­cor­so ben cali­bra­to con­du­ce il visi­ta­to­re tra visi­bi­le e invi­si­bi­le. La mostra si con­fi­gu­ra così come un momen­to di rifles­sio­ne con­di­vi­sa tra isti­tu­zio­ni, mon­do acca­de­mi­co e pub­bli­co, in un con­te­sto di pre­sti­gio che esal­ta il dia­lo­go tra tra­di­zio­ne e con­tem­po­ra­nei­tà.

FOTO

Uno dei quadri dell'artista Luigi Salvatori

Uno dei qua­dri del­l’ar­ti­sta Lui­gi Sal­va­to­ri

Uno dei quadri dell'artista Luigi Salvatori

Uno dei qua­dri del­l’ar­ti­sta Lui­gi Sal­va­to­ri

Uno dei quadri dell'artista Luigi Salvatori

Uno dei qua­dri del­l’ar­ti­sta Lui­gi Sal­va­to­ri

Uno dei quadri dell'artista Luigi Salvatori

Uno dei qua­dri del­l’ar­ti­sta Lui­gi Sal­va­to­ri

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