Sociale, Tiso(Accademia IC): “Povertà educativa fenomeno preoccupante”

Sociale, Tiso(Accademia IC): “Povertà educativa fenomeno preoccupante”

06/03/2026 1 Di Marco Montini

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“La pover­tà non è sol­tan­to man­can­za di dena­ro. Esi­ste una for­ma più silen­zio­sa e meno visi­bi­le, ma altret­tan­to gra­ve: la pover­tà edu­ca­ti­va. Si trat­ta del­la con­di­zio­ne in cui bam­bi­ni e ado­le­scen­ti non han­no acces­so a oppor­tu­ni­tà for­ma­ti­ve ade­gua­te, stru­men­ti cul­tu­ra­li e ambien­ti sti­mo­lan­ti che per­met­ta­no loro di svi­lup­pa­re pie­na­men­te le pro­prie capa­ci­tà. Secon­do diver­se orga­niz­za­zio­ni inter­na­zio­na­li, la pover­tà edu­ca­ti­va è stret­ta­men­te col­le­ga­ta alla con­di­zio­ne eco­no­mi­ca del­le fami­glie, ma non si limi­ta ad essa. Anche in Pae­si eco­no­mi­ca­men­te svi­lup­pa­ti pos­so­no esi­ste­re quar­tie­ri e con­te­sti socia­li in cui i mino­ri cre­sco­no sen­za libri, sen­za acces­so a inter­net, sen­za atti­vi­tà cul­tu­ra­li o spor­ti­ve. Qua­li le cau­se prin­ci­pa­li del­la pover­tà edu­ca­ti­va? Sono mol­te­pli­ci: dal­le disu­gua­glian­ze eco­no­mi­che alla scar­sa offer­ta di ser­vi­zi edu­ca­ti­vi nei ter­ri­to­ri più svan­tag­gia­ti; dall’abbandono sco­la­sti­co pre­co­ce al diva­rio digi­ta­le. In mol­te aree peri­fe­ri­che o rura­li, ad esem­pio, le scuo­le han­no meno risor­se, strut­tu­re ina­de­gua­te e meno atti­vi­tà di sup­por­to. Que­sto crea un cir­co­lo vizio­so: chi nasce in una fami­glia con dif­fi­col­tà eco­no­mi­che ha mag­gio­ri pro­ba­bi­li­tà di resta­re intrap­po­la­to nel­la stes­sa con­di­zio­ne. E que­sto con­te­sto rischia di inci­de­re pro­fon­da­men­te sul futu­ro di una socie­tà. I gio­va­ni con mino­ri oppor­tu­ni­tà for­ma­ti­ve avran­no più dif­fi­col­tà a inse­rir­si nel mon­do del lavo­ro e a par­te­ci­pa­re atti­va­men­te alla vita civi­ca. È chia­ro ed evi­den­te dun­que che per con­tra­sta­re la pover­tà edu­ca­ti­va è neces­sa­rio un impe­gno con­di­vi­so, mag­gio­ri inve­sti­men­ti pub­bli­ci nel­la scuo­la, acces­so gra­tui­to o age­vo­la­to a ser­vi­zi cul­tu­ra­li e spor­ti­vi, pro­gram­mi di soste­gno per le fami­glie in dif­fi­col­tà, e ridu­zio­ne del diva­rio digi­ta­le. Non pos­sia­mo per­met­ter­ci che la pover­tà edu­ca­ti­va con­ti­nui a pri­va­re i bam­bi­ni non solo di cono­scen­ze, ma di pos­si­bi­li­tà. Garan­ti­re pari oppor­tu­ni­tà for­ma­ti­ve signi­fi­ca offri­re a ogni ragaz­zo la pos­si­bi­li­tà di costrui­re il pro­prio futu­ro con digni­tà e auto­no­mia. Com­bat­te­re la pover­tà edu­ca­ti­va non è solo una scel­ta poli­ti­ca: è un inve­sti­men­to nel capi­ta­le uma­no e nel­la cre­sci­ta di una socie­tà più equa e inclu­si­va”.

Così, in una nota, Car­me­la Tiso, por­ta­vo­ce nazio­na­le di Acca­de­mia Ini­zia­ti­va Comu­ne e pre­si­den­te del­la asso­cia­zio­ne Ban­die­ra Bian­ca.

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