Sol Expo, Confeuro: “Olio d’oliva eccellenza italiana da rilanciare”

Sol Expo, Confeuro: “Olio d’oliva eccellenza italiana da rilanciare”

02/03/2026 0 Di Marco Montini

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Sol Expo, Con­feu­ro: “Olio d’oliva eccel­len­za ita­lia­na da rilan­cia­re”

“Al via la secon­da edi­zio­ne di SOL Expo, un’iniziativa impor­tan­te e signi­fi­ca­ti­va per valo­riz­za­re una del­le eccel­len­ze ita­lia­ne più rico­no­sciu­te e apprez­za­te nel mon­do: l’olio di oli­va. Un com­par­to stra­te­gi­co per l’agricoltura nazio­na­le, sim­bo­lo del­la nostra tra­di­zio­ne pro­dut­ti­va e pila­stro del­la die­ta medi­ter­ra­nea. L’olio di oli­va rap­pre­sen­ta un patri­mo­nio eco­no­mi­co, cul­tu­ra­le e iden­ti­ta­rio del nostro Pae­se — dichia­ra Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro, Con­fe­de­ra­zio­ne Agri­col­to­ri Euro­pei -. L’Italia è tra i lea­der mon­dia­le per qua­li­tà, bio­di­ver­si­tà, un pri­ma­to costrui­to nel tem­po gra­zie al lavo­ro e alla com­pe­ten­za dei nostri agri­col­to­ri. Pro­prio per que­sto moti­vo rite­nia­mo neces­sa­rio raf­for­za­re con anco­ra mag­gio­re deter­mi­na­zio­ne le poli­ti­che di inter­na­zio­na­liz­za­zio­ne del set­to­re, con­so­li­dan­do e amplian­do la pre­sen­za del nostro olio sui mer­ca­ti este­ri. Tut­ta­via, accan­to ai pun­ti di for­za, per­ma­ne una cri­ti­ci­tà evi­den­te: nono­stan­te l’olio di oli­va sia una del­le colon­ne por­tan­ti del­la die­ta medi­ter­ra­nea e una del­le pro­du­zio­ni sim­bo­lo del Made in Ita­ly agroa­li­men­ta­re, l’Italia è tra i prin­ci­pa­li impor­ta­to­ri mon­dia­li di olio di oli­va. Si trat­ta di una con­trad­di­zio­ne che dimo­stra come la nostra pro­du­zio­ne inter­na sia attual­men­te insuf­fi­cien­te a copri­re il fab­bi­so­gno nazio­na­le — pro­se­gue Tiso -. Per col­ma­re que­sto diva­rio e pun­ta­re all’autosufficienza pro­dut­ti­va è indi­spen­sa­bi­le inve­sti­re in inno­va­zio­ne tec­no­lo­gi­ca e in nuo­ve tec­ni­che di col­ti­va­zio­ne”. Inno­va­zio­ne, però, non deve signi­fi­ca­re per­di­ta di iden­ti­tà. “È fon­da­men­ta­le — sot­to­li­nea infi­ne il pre­si­den­te nazio­na­le Con­feu­ro — che l’aumento del­la pro­dut­ti­vi­tà non avven­ga a sca­pi­to del­la qua­li­tà e del­la tipi­ci­tà che ren­do­no uni­co l’olio ita­lia­no. Dob­bia­mo ripar­ti­re dal­la nostra eccel­len­te base pro­dut­ti­va e affian­ca­re agli stan­dard qua­li­ta­ti­vi che ci con­trad­di­stin­guo­no stru­men­ti moder­ni e solu­zio­ni capa­ci di ren­de­re le impre­se agri­co­le più com­pe­ti­ti­ve e soste­ni­bi­li. In que­sto sen­so, guar­da­re alle buo­ne pra­ti­che euro­pee può rap­pre­sen­ta­re un’opportunità. Pae­si come la Spa­gna han­no sapu­to incre­men­ta­re in modo signi­fi­ca­ti­vo le pro­du­zio­ni di olio extra­ver­gi­ne di oli­va sen­za com­pro­met­ter­ne la qua­li­tà. Anche l’Italia può e deve intra­pren­de­re un per­cor­so ana­lo­go, valo­riz­zan­do le pro­prie spe­ci­fi­ci­tà ter­ri­to­ria­li ma adot­tan­do model­li orga­niz­za­ti­vi e inno­va­ti­vi più effi­cien­ti”.

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