Agricoltura, Confeuro: “Da Ue 1 miliardo ma pochi risultati: Conte Conti allarmante”

Agricoltura, Confeuro: “Da Ue 1 miliardo ma pochi risultati: Conte Conti allarmante”

27/02/2026 0 Di Marco Montini

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Agri­col­tu­ra, Con­feu­ro: “Da Ue 1 miliar­do ma pochi risul­ta­ti: Con­te Con­ti allar­man­te”

“Quan­to emer­ge dal­la rela­zio­ne spe­cia­le del­la Cor­te dei Con­ti euro­pea è un chia­ro allar­me, che non può esse­re igno­ra­to: pra­ti­ca­men­te un miliar­do di euro inve­sti­to dall’Unione Euro­pea tra il 2014 e il 2022 per l’innovazione in agri­col­tu­ra non avreb­be pro­dot­to i risul­ta­ti atte­si. È un dato che pre­oc­cu­pa pro­fon­da­men­te e che impo­ne una rifles­sio­ne seria sul­la gestio­ne del­le risor­se comu­ni­ta­rie desti­na­te al set­to­re pri­ma­rio”. Così Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le di Con­feu­ro-Con­fe­de­ra­zio­ne Agri­col­to­ri Euro­pei, com­men­ta le con­clu­sio­ni dei revi­so­ri Ue, “che evi­den­zia­no come oltre la metà dei pro­get­ti finan­zia­ti non avreb­be gene­ra­to risul­ta­ti con­cre­ti e come solo un quar­to del­le ini­zia­ti­ve sareb­be riu­sci­to a tra­dur­si in solu­zio­ni real­men­te adot­ta­te su lar­ga sca­la dal­le impre­se agri­co­le. Si trat­ta di nume­ri pre­oc­cu­pan­ti — pro­se­gue Tiso — che cer­ti­fi­ca­no una distan­za evi­den­te tra la pro­gram­ma­zio­ne euro­pea e le rea­li esi­gen­ze degli agri­col­to­ri. Non pos­sia­mo per­met­ter­ci che fon­di desti­na­ti alla moder­niz­za­zio­ne del­le cam­pa­gne resti­no intrap­po­la­ti in per­cor­si buro­cra­ti­ci o si tra­du­ca­no in inter­ven­ti di scar­sa uti­li­tà pra­ti­ca. Anco­ra più gra­ve è il fat­to che uno stru­men­to pen­sa­to per soste­ne­re l’agricoltura abbia spes­so finan­zia­to atti­vi­tà con un lega­me mar­gi­na­le rispet­to al lavo­ro nei cam­pi: un para­dos­so che mina la cre­di­bi­li­tà dell’intero impian­to di soste­gno”. Secon­do Con­feu­ro, l’innovazione tec­no­lo­gi­ca rap­pre­sen­ta una leva stra­te­gi­ca impre­scin­di­bi­le per affron­ta­re le sfi­de del­la com­pe­ti­ti­vi­tà, del­la soste­ni­bi­li­tà ambien­ta­le e del­la sicu­rez­za ali­men­ta­re. Tut­ta­via, sot­to­li­nea Tiso, “l’innovazione deve esse­re con­cre­ta, acces­si­bi­le e orien­ta­ta ai biso­gni rea­li del­le azien­de agri­co­le, in par­ti­co­la­re di quel­le pic­co­le e medie, che costi­tui­sco­no l’ossatura del com­par­to euro­peo. Ser­ve una pro­gram­ma­zio­ne di lun­go perio­do, strut­tu­ra­ta e coe­ren­te — con­clu­de Tiso — con inve­sti­men­ti mira­ti e vin­co­la­ti real­men­te al set­to­re pri­ma­rio. Ma soprat­tut­to è neces­sa­rio coin­vol­ge­re in manie­ra sta­bi­le e siste­ma­ti­ca le orga­niz­za­zio­ni agri­co­le e le asso­cia­zio­ni di rap­pre­sen­tan­za nel­la fase di pia­ni­fi­ca­zio­ne e valu­ta­zio­ne dei pro­get­ti e degli inve­sti­men­ti. Solo così le risor­se euro­pee potran­no tra­sfor­mar­si in stru­men­ti effi­ca­ci di cre­sci­ta e svi­lup­po per le nostre impre­se agri­co­le, evi­tan­do che l’ennesimo allar­me resti ina­scol­ta­to”.

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