Ambiente, Tiso(Accademia IC): “Riscoperta ruolo pastore tra tradizione e innovazione”

Ambiente, Tiso(Accademia IC): “Riscoperta ruolo pastore tra tradizione e innovazione”

16/02/2026 0 Di Marco Montini

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Ambien­te, Tiso(Accademia IC): “Risco­per­ta ruo­lo pasto­re tra tra­di­zio­ne e inno­va­zio­ne”

“In un’epoca domi­na­ta dal­la tec­no­lo­gia, dal­la velo­ci­tà e dal­la vita urba­na, il mestie­re del pasto­re appa­re a mol­ti come un retag­gio del pas­sa­to, desti­na­to a scom­pa­ri­re. Eppu­re, negli ulti­mi anni, si sta assi­sten­do a una len­ta ma signi­fi­ca­ti­va risco­per­ta di que­sta pro­fes­sio­ne anti­ca, che tor­na a esse­re vista non solo come lavo­ro, ma come scel­ta di vita, custo­dia del ter­ri­to­rio e rispo­sta con­cre­ta alle sfi­de ambien­ta­li con­tem­po­ra­nee. Il pasto­re non è sem­pli­ce­men­te colui che con­du­ce il greg­ge al pasco­lo. È un cono­sci­to­re pro­fon­do del­la natu­ra, dei rit­mi sta­gio­na­li e degli equi­li­bri deli­ca­ti tra uomo, ani­ma­le e ambien­te. Attra­ver­so la tran­su­man­za, pra­ti­ca mil­le­na­ria rico­no­sciu­ta anche dall’Unesco come patri­mo­nio cul­tu­ra­le imma­te­ria­le, il pasto­re ha model­la­to per seco­li il pae­sag­gio rura­le, con­tri­buen­do alla bio­di­ver­si­tà e alla pre­ven­zio­ne del degra­do ambien­ta­le. Oggi que­sto mestie­re tor­na a par­la­re alle nuo­ve gene­ra­zio­ni, soprat­tut­to a chi sen­te il biso­gno di un’esistenza più auten­ti­ca e soste­ni­bi­le. Sem­pre più gio­va­ni scel­go­no di allon­ta­nar­si dal­la cit­tà per intra­pren­de­re un per­cor­so lega­to all’allevamento ovi­no e capri­no, spes­so unen­do tra­di­zio­ne e inno­va­zio­ne: tec­no­lo­gie digi­ta­li per il moni­to­rag­gio degli ani­ma­li, ven­di­ta diret­ta dei pro­dot­ti, agri­tu­ri­smi e filie­re cor­te che valo­riz­za­no for­mag­gi e lana loca­li. Risco­pri­re il mestie­re del pasto­re signi­fi­ca anche riva­lu­ta­re il valo­re del lavo­ro manua­le e del­la pazien­za. È una pro­fes­sio­ne fati­co­sa, che richie­de sacri­fi­cio, dedi­zio­ne e una pro­fon­da capa­ci­tà di adat­ta­men­to. Tut­ta­via, offre in cam­bio un rap­por­to pri­vi­le­gia­to con la natu­ra, una liber­tà rara e la sod­di­sfa­zio­ne di con­tri­bui­re in modo con­cre­to alla tute­la dell’ambiente e alla qua­li­tà dell’alimentazione. In un mon­do che cer­ca nuo­ve stra­de per uno svi­lup­po più equi­li­bra­to, dun­que, il ruo­lo del pasto­re diven­ta sim­bo­lo di un pos­si­bi­le futu­ro che affon­da le radi­ci nel pas­sa­to. Risco­pri­re que­sto mestie­re non signi­fi­ca tor­na­re indie­tro, ma anda­re avan­ti con mag­gio­re con­sa­pe­vo­lez­za, recu­pe­ran­do sape­ri anti­chi per costrui­re un doma­ni più soste­ni­bi­le e uma­no. Un con­cet­to che vale tan­tis­si­mo per le nostre gio­va­ni gene­ra­zio­ni”.

Così, in una nota stam­pa, Car­me­la Tiso, por­ta­vo­ce nazio­na­le di Acca­de­mia Ini­zia­ti­va Comu­ne e pre­si­den­te del­la asso­cia­zio­ne Ban­die­ra Bian­ca

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