Marchio Biologico Italiano, Confeuro: “Ottimo segnale. Tutelare eccellenze italiane”

Marchio Biologico Italiano, Confeuro: “Ottimo segnale. Tutelare eccellenze italiane”

10/02/2026 0 Di Marco Montini

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Mar­chio Bio­lo­gi­co Ita­lia­no, Con­feu­ro: “Otti­mo segna­le. Tute­la­re eccel­len­ze ita­lia­ne”

“Con­feu­ro acco­glie con sod­di­sfa­zio­ne i recen­ti risul­ta­ti del­la Con­fe­ren­za del­le Regio­ni, che ha espres­so l’intesa in sede di Con­fe­ren­za Sta­to-Regio­ni sul decre­to che defi­ni­sce con­di­zio­ni e moda­li­tà di attri­bu­zio­ne e uti­liz­zo del Mar­chio Bio­lo­gi­co Ita­lia­no. Si trat­ta di un ele­men­to posi­ti­vo e di un ulte­rio­re, auto­re­vo­le stru­men­to di distin­zio­ne del­le pro­du­zio­ni agroa­li­men­ta­ri e del­la qua­li­tà del nostro Made in Ita­ly» — dichia­ra Andrea Tiso, pre­si­den­te nazio­na­le Con­feu­ro -. È una con­fer­ma con­cre­ta di quan­to il nostro Pae­se stia inve­sten­do nel bio­lo­gi­co, nel­la pro­du­zio­ne soste­ni­bi­le e nel­la tute­la dell’ambiente. In que­sto ambi­to l’Italia ha sapu­to fare scuo­la in Euro­pa, diven­tan­do un pun­to di rife­ri­men­to per inno­va­zio­ne e qua­li­tà”. Secon­do Con­feu­ro, la valo­riz­za­zio­ne del­le eccel­len­ze deve però anda­re di pari pas­so con una mag­gio­re atten­zio­ne all’intero siste­ma pro­dut­ti­vo nazio­na­le: “Se da una par­te è giu­sto pro­muo­ve­re i pro­dot­ti di pun­ta — pro­se­gue Tiso — dall’altra è dove­ro­so moni­to­ra­re con atten­zio­ne l’andamento gene­ra­le del­la pro­du­zio­ne agri­co­la ita­lia­na. Un esem­pio emble­ma­ti­co è il set­to­re dell’olio d’oliva, che nell’ultimo anno ha regi­stra­to un for­te e pre­oc­cu­pan­te incre­men­to del­le impor­ta­zio­ni dal­la Tuni­sia. Que­sta dina­mi­ca ha gene­ra­to squi­li­bri di mer­ca­to e un abbas­sa­men­to dei prez­zi del nostro olio, pena­liz­zan­do soprat­tut­to i pic­co­li e medi agri­col­to­ri, che già per­ce­pi­sco­no mar­gi­ni ridot­ti rispet­to alla gran­de distri­bu­zio­ne orga­niz­za­ta. Per que­sto — con­clu­de Tiso — è fon­da­men­ta­le pun­ta­re su una mag­gio­re pro­dut­ti­vi­tà com­ples­si­va del siste­ma agri­co­lo ita­lia­no, in par­ti­co­la­re per quei pro­dot­ti sim­bo­lo, come l’olio d’oliva, che rap­pre­sen­ta­no auten­ti­ci amba­scia­to­ri del Made in Ita­ly nel mon­do. Solo raf­for­zan­do la filie­ra e tute­lan­do i pro­dut­to­ri potre­mo difen­de­re dav­ve­ro le nostre eccel­len­ze e garan­ti­re un futu­ro soste­ni­bi­le all’agricoltura nazio­na­le”.

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