Marino. Successo alla cerimonia del Premio Letterario Nazionale “Moby Dick-Gruppo H 24”. A Gabriella Volpi, per la narrativa e Stefania Di Lino per la poesia, il primo premio assoluto

Marino. Successo alla cerimonia del Premio Letterario Nazionale “Moby Dick-Gruppo H 24”. A Gabriella Volpi, per la narrativa e Stefania Di Lino per la poesia, il primo premio assoluto

29/01/2026 0 Di Maurizio Aversa

Que­sto arti­co­lo è sta­to let­to 1003 vol­te!


Si un suc­ces­so. Come da mol­ti com­men­ta­to­ri pre­sen­ti all’evento di saba­to 24 gen­na­io, pres­so la Sala Con­si­lia­re “Zac­ca­ria Negro­ni” di Palaz­zo Colon­na, a Mari­no. E’ sta­to un even­to cul­tu­ra­le com­ple­to con il can­tau­to­re Mat­teo Madaf­fe­ri, e la pre­sen­za di Fra’ Sor­ren­ti­no, che han­no por­ta­to ener­gia e paro­le duran­te le pre­mia­zio­ni. Ori­gi­na­le e a trat­ti com­me­ven­te, come nel­le paro­le del­la figlia Fede­ri­ca, il video-fram­men­to trat­to da “Ho ruba­to la mar­mel­la­ta”, vita e ope­re di Remo Remot­ti”, a cui è sta­ta asse­gna­ta una tar­ga in memo­riam.

“Per la quar­ta edi­zio­ne con­se­cu­ti­va, il Pre­mio Nazio­na­le “Moby Dick-H24” si è rive­la­to un suc­ces­so di par­te­ci­pa­zio­ne e armo­nia con­di­vi­sa. — dichia­ra dal­la pre­si­den­za del Pre­mio Mar­co Ono­frio — Anco­ra una vol­ta bel­lis­si­ma e inten­sa la Ceri­mo­nia di Pre­mia­zio­ne, ani­ma­ta da tan­te vali­de voci let­te­ra­rie con­ve­nu­te da tut­ta Ita­lia nel­la pre­sti­gio­sa Sala Con­si­lia­re di Palaz­zo Colon­na, a Mari­no (RM), per dar vita a una festa del­la cul­tu­ra che, come ogni anno, ha cele­bra­to l’autenticità e l’eternità dei valo­ri uma­ni, a dispet­to del­lo scon­for­tan­te perio­do sto­ri­co che stia­mo pur­trop­po viven­do. Gra­zie a tut­ti: ACAB/BiblioPop aps Mari­no, Ammi­ni­stra­zio­ne del Comu­ne di Mari­no, Spon­sor (H24), segre­te­ria, giu­ra­ti, musi­ci­sti, auto­ri e spet­ta­to­ri (la Sala era come al soli­to gre­mi­ta). Sia­mo già a lavo­ro per la pros­si­ma edi­zio­ne, pie­na di novi­tà e di sor­pre­se! Resta­te con­nes­si!”.

Edi­zio­ne 2025 – I pre­mia­ti
SEZIONE A: POESIA
VINCITORI 2025
1° Ste­fa­nia Di Lino, con “Roma bru­cia”, 
2° Iva­no Mugnai­ni, con “Spes­so ti vor­rei chie­de­re divo­ra­mi”, 
3° Chia­ra Moi­mas, con “Nomi smar­ri­ti”, 
4° Vale­rio Di Pao­lo, con “Urlo (Pale­sti­na: Nata­le 2024)”, 
5° Fran­co Fio­ri­ni, con “Sali a pren­der­ti la luna”, 
FINALISTI
Mar­ghe­ri­ta Bar­bie­ro, con “Buon legno”
Pie­tro Cata­la­no, con “Il mon­do cono­sciu­to”
Lucia­no Cen­si, con “Ritor­no imma­te­ria­le”
Ema­nue­la Dal­la Libe­ra, con “L’ultimo ad andar­se­ne fu il ven­to”
Rena­to Fio­ri­to, con “Tri­lo­gia azzur­ra”
Tizia­na Mari­ni, con “Levia­ta­ni invin­ci­bi­li”
Gui­do Redael­li, con “La for­ma del vive­re”
Gian­lui­gi San­to­ro Robo­tic, con “Auten­ti­ca sostan­za”
Vero­ni­ca Talas­si, con “Moby Dick, l’aurora”
Giu­lia Van­nuc­chi, con “Mute­vo­le”
MENZIONI D’ONORE
Men­zio­ne “Mario Gavot­ti”
a Moni­ca Mar­ti­nel­li, con “La pol­ve­re del­le nuvo­le”, 
Men­zio­ne “Mau­ra Car­roz­za”
a Pao­lo Car­luc­ci, con “Pas­sag­gio pae­sag­gio”, 
Men­zio­ne “Gisel­da Rosa­ti”
ad Anna Valen­za, con “Il mio rifu­gio”,
PREMI SPECIALI
a Vin­cen­zo Guar­ra­ci­no e Anto­nel­la Casa­bu­ri, con “Glou­sko­pis – Dia­lo­ghi”, 
ad Ales­san­dro Por­ri, con “Ausch­wi­tz 1944, l’amore di una madre”, 
SEZIONE B: NARRATIVA
VINCITORI 2025
1° Gabriel­la Vol­pi, con “Nien­te Achab sot­to l’ombrellone”, 
2° Giu­lio Redael­li, con “Il mari­no (la mia vita)”, 
3° Gio­van­ni Ber­ti­ni, con “La bale­na di Nemi”, 
4° Fede­ri­ca Sar­go­li­ni, con “Con­tro­ven­to”, 
5° Ales­san­dro Di Mat­tia, con “La bale­na sot­to il ghiac­cio”, 
FINALISTI (in ordi­ne alfa­be­ti­co)
Lui­gi Bra­si­li, con “Il sor­ri­so di Mar­ta”
Fede­ri­ca Cane­pa, con “Mare aper­to”
Tizia­na Colus­so, con “Mob­bing Dick o l’invisibile bale­na del­la ves­sa­zio­ne”
Maria Gra­zia Giac­chet­ta, con “Tra­sgres­sio­ne”
Raf­fae­le Ippo­li­to, con “Pas­sa­to nel futu­ro”
Ales­san­dro Man­zi, con “Bian­co”
Luca Occhi, con “Le infi­ni­te rot­te per il para­di­so”
Gian­lu­ca Papa­dia, con “Mare nero”
Gio­van­ni Rava­sio, con “Bale­na Bian­cal­go­rit­mo”
Gian­lui­gi San­to­ro Robo­tic, con “La mia vera bale­na”

MENZIONI D’ONORE
Men­zio­ne “Rug­ge­ro Lupi­ni”
a Ales­san­dro Di Mat­tia, con “La bale­na sot­to il ghiac­cio”, 
Men­zio­ne “Mario Di Fal­co”
a Gio­van­ni Rava­sio, con “Bale­na Bian­cal­go­rit­mo”, 
Men­zio­ne “Mas­si­mo Con­so­li”
a Gio­van­ni Ber­ti­ni, con “La bale­na di Nemi”, 
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA
a Fede­ri­ca Sar­go­li­ni, con “Con­tro­ven­to”, 
SEGNALAZIONI DI MERITO
a Patri­zia Bir­to­lo, con “Il tar­lo”, 
a Pao­lo Palaz­zo, con “San­dro”, 
a Ste­fa­no Val­li­ni, con “Nuvo­le”, 
Le moti­va­zio­ni dei Pre­mi asse­gna­ti e del­le men­zio­ni, pre­mi spe­cia­li e segna­la­zio­ni, sono dispo­ni­bi­li sul sito uffi­cia­le del https://premiomobydick.wordpress.com/edizione-2025-i-premiati/
L’intervento del
Pre­si­den­te del Pre­mio Nazio­na­le “Moby Dick”
Mar­co Ono­frio in aper­tu­ra dell’evento: “Buo­na­se­ra a tut­ti, sono feli­ce di pre­sie­de­re que­sta ceri­mo­nia che, ogni anno di più, diven­ta la cele­bra­zio­ne uma­ni­sti­ca di un mon­do che vor­rem­mo e che pur­trop­po vedia­mo sem­pre meno intor­no a noi.
Il pre­mio ha una dimen­sio­ne real­men­te nazio­na­le: vi con­cor­ro­no auto­ri da tut­te le regio­ni, e il suc­ces­so che riscuo­te — di anno in anno cre­scen­te — ci ripa­ga del gran­de lavo­ro neces­sa­rio “die­tro le quin­te” per giun­ge­re a cer­ti risul­ta­ti.
Rin­gra­zio di cuo­re lo spon­sor H‑24 per il fon­da­men­ta­le soste­gno, l’amministrazione del Comu­ne di Mari­no per il sup­por­to e il patro­ci­nio, il pre­si­den­te di ACAB/BIBLIOPOP Ser­gio San­ti­nel­li, Rober­to Pal­loc­ca, ala­cre segre­ta­rio del Pre­mio non­ché diret­to­re del­la giu­ria per la sezio­ne Nar­ra­ti­va, i com­po­nen­ti del­la mia giu­ria, per la sezio­ne Poe­sia, ovve­ro Ange­lo Bla­set­ti (atto­re e pre­sen­ta­to­re), Tizia­na Flec­chia (inse­gnan­te e divul­ga­tri­ce), Pao­lo Mon­ta­na­ri (archeo­lo­go), Maria­ri­ta Poci­no (gior­na­li­sta e diret­tri­ce edi­to­ria­le), Anto­nel­la Pom­pei (antro­po­lo­ga), Fra’ Sor­ren­ti­no (rap­per). Rin­gra­zio infi­ne tut­ti voi gen­til­men­te con­ve­nu­ti a que­sto incon­tro.
Ebbe­ne lo sap­pia­mo, stia­mo viven­do tem­pi brut­ti, di gran­de ango­scia per il futu­ro, dove si è costret­ti ad assi­ste­re impo­ten­ti ad abu­si e sopru­si di ogni gene­re. L’involuzione uma­na sem­bra ricon­dur­ci in balia degli istin­ti ret­ti­lia­ni, in una jun­gla dove il dirit­to non è più effi­ca­ce poi­ché pre­va­le di nuo­vo la leg­ge del più for­te: pote­re e pre­po­te­re esau­to­ra­no ogni resi­duo valo­re di civil­tà.
Noi inve­ce sia­mo qui per affer­ma­re che non sia­mo que­sto, non voglia­mo e non pos­sia­mo per­met­ter­ci di esser­lo. Con il pre­mio “Moby Dick” cele­bria­mo la let­te­ra­tu­ra come rispo­sta alle offe­se del mon­do e del­la vita, come stru­men­to di con­sa­pe­vo­lez­za, come lie­vi­to di riscat­to. La nostra posi­zio­ne “osti­na­ta e con­tra­ria” è assi­mi­la­bi­le a quel­la di Richard Wright in “Ragaz­zo negro”, allor­ché rifiu­ta con corag­gio di assue­far­si al pre­giu­di­zio e alla discri­mi­na­zio­ne raz­zia­le dell’America Wasp, così che, per sve­glia­re com­ple­ta­men­te la pro­pria coscien­za, si attac­ca alla let­tu­ra feb­bri­le dei libri, del­le pagi­ne rive­la­tri­ci che schiu­do­no uni­ver­si.
Que­sto, infat­ti, rap­pre­sen­ta­no le paro­le: apri­bot­ti­glie che stap­pa­no odo­ri e sapo­ri di cono­scen­za, crean­do var­chi di nuo­ve pos­si­bi­li­tà.
Gli auto­ri sono qui chia­ma­ti a fare di Moby Dick non il soli­to reso­con­to mime­ti­co dell’immortale roman­zo di Mel­vil­le, ma una meta­fo­ra pro­fon­da di ciò che anco­ra ci ren­de uma­ni: sogno, uto­pia, resi­sten­za, idea­le, lot­ta, ricer­ca, dolo­re, bel­lez­za, amo­re.
La rispo­sta è ecce­zio­na­le, sia per quan­ti­tà, sia per qua­li­tà: segno evi­den­te che l’idea di que­sto pre­mio vie­ne incon­tro a un’esigenza espres­si­va lar­ga­men­te con­di­vi­sa. Ed è dav­ve­ro affa­sci­nan­te esplo­ra­re le sutu­re nevral­gi­che del tem­po attra­ver­so la “son­da” del­le scrit­tu­re e i diver­si “caro­tag­gi” che gli auto­ri trag­go­no dal sot­to­suo­lo di ciò che spes­so non ha voce. Leg­ge­re i testi che per­ven­go­no a con­cor­so è un’avventura del­lo spi­ri­to che arric­chi­sce ogni giu­ra­to, indu­cen­do­lo a con­di­vi­de­re pun­ti di vista sem­pre diver­si e uni­ci, come i det­ta­gli invi­si­bi­li che por­ta­no alla luce.
La poe­sia, dice­va Char­lie Cha­plin, è “una let­te­ra d’amore indi­riz­za­ta al mon­do”. Per affi­da­re alle acque del futu­ro que­sta cap­su­la del tem­po vis­su­to che è la scrit­tu­ra, come un mes­sag­gio den­tro la bot­ti­glia, ma anche per acco­glier­la e leg­ger­la a distan­za di seco­li, occor­re ave­re fede nell’umanità e nel­la comu­nio­ne meta­sto­ri­ca dei cuo­ri: esse­re con­vin­ti che tut­ti gli esse­ri uma­ni di ogni tem­po e luo­go si somi­glia­no, pro­va­no le stes­se emo­zio­ni fon­da­men­ta­li e quin­di pos­so­no capi­re. Ecco per­ché gli scrit­to­ri, e gli arti­sti in gene­re, indi­ca­no al mon­do la “via del­la pace” impli­ci­ta nel­la fra­tel­lan­za.
La scrit­tu­ra non solo acco­glie la con­so­la­zio­ne del­la memo­ria e il fer­vo­re dell’immaginazione, ma con­sen­te la spe­di­zio­ne degli argo­nau­ti in cer­ca del­la veri­tà, ver­so l’ignoto dei “mari estre­mi”.
Per que­sto è social­men­te “peri­co­lo­sa”: ogni libro auten­ti­co con­tie­ne dina­mi­te uma­ni­sti­ca, e infat­ti le sue paro­le – sem­pre poten­zial­men­te leg­gi­bi­li, dal momen­to che “scrip­ta manent” – sono guar­da­te con sospet­to dai tiran­ni, quan­do non aper­ta­men­te osteg­gia­te e ridi­co­liz­za­te, per la cari­ca di eman­ci­pa­zio­ne gra­zie a cui scar­di­na­no le rego­le e cam­bia­no i con­no­ta­ti del­la “nor­ma­li­tà”, rischian­do di sve­glia­re i sud­di­ti dal tor­po­re nar­co­ti­co del con­sen­so e dal vin­co­lo pas­si­vo dell’obbedienza.

Mai come in que­sto tra­va­glia­to perio­do abbia­mo biso­gno di capi­re e pren­de­re coscien­za, per libe­rar­ci dal gri­giu­me dif­fu­so che ci oppri­me.
La poe­sia è per natu­ra fomen­ta­tri­ce e incu­ba­tri­ce di sogni, di slan­ci, di ribel­lio­ni. È un lie­vi­to che pro­fu­ma di irre­si­sti­bi­le liber­tà e ha in sé con­ge­ni­ta la radi­ce del cam­bia­men­to. L’artista è per natu­ra un “pro­vo­ca­to­re di veri­tà”, per que­sto è ten­den­zial­men­te sco­mo­do al pote­re… tan­to che, se poi accet­ta gli agi piu­ma­ti del cor­ti­gia­no, smet­te imme­dia­ta­men­te d’essere arti­sta e diven­ta la cari­ca­tu­ra orren­da di se stes­so.
La poe­sia è nel­la sto­ria e pro­du­ce civil­tà atti­va di valo­ri per­ché abbrac­cia il suo­no del­la vita, da cui nasce e a cui appar­tie­ne, ed è per que­sto che può crea­re iden­ti­fi­ca­zio­ne. Ogni arti­sta ha que­sto pote­re maieu­ti­co che poi diven­ta anche tera­peu­ti­co, di cura­to­re-gua­ri­to­re dell’anima, pro­pria e altrui.
Non ci nutria­mo di faci­li illu­sio­ni, ma il pre­mio “Moby Dick” esi­ste anche per riba­di­re il ruo­lo del­lo scrit­to­re come semi­na­to­re: spar­ge­re “ger­mo­gli di luce”, la mag­gior par­te dei qua­li andrà sicu­ra­men­te per­sa ma di cui qual­cu­no potreb­be radi­car­si in un cuo­re, dove schiu­de­re frut­ti di nuo­va uma­ni­tà.
Con­clu­do annun­cian­do uffi­cial­men­te l’indizione del ban­do per la V Edi­zio­ne del Pre­mio, i cui lavo­ri dun­que comin­ce­ran­no a stret­to segui­to di que­sta pre­mia­zio­ne.
Ad maio­ra! “.
I rin­gra­zia­men­ti dei vin­ci­to­ri e dei pre­mia­ti, le paro­le del­la con­si­glie­ra dele­ga­ta dal sin­da­co Fran­ce­sca Puli­ti, il salu­to di Vit­to­rio Nocen­zi, pre­si­den­te ono­ra­rio del Pre­mio che, in viag­gio per moti­vi di tour­nee musi­ca­le, ha volu­to comun­que invia­re un bre­ve video di rin­gra­zia­men­to e inco­rag­gia­men­to. Sono que­sti tut­ti aspet­ti del­la cro­na­ca che ha con­di­to la minie­ra cul­tu­ra­le che è sta­ta sca­va­ta nel­la pre­sen­ta­zio­ne data dal­le paro­le del Pre­si­den­te del Pre­mio e del­la giu­ria Poe­sia Mar­co Ono­frio, di Rober­to Pal­loc­ca Pre­si­den­te del­la Giu­ria nar­ra­ti­va e segre­ta­rio del Pre­mio, da quel­le del Pre­si­den­te del­la asso­cia­zio­ne orga­niz­za­tri­ce, Ser­gio San­ti­nel­li di Acab/Bibliopop APS, così come dal ricor­do e col­le­ga­men­to spi­ri­tua­le, idea­le e attua­le cir­ca l’assassinio di Renee Good poe­tes­sa di Min­nea­po­lis da par­te degli agen­ti ICE di Trump.
E’ sta­ta annun­cia­ta la Quin­ta edi­zio­ne (2026) il cui ban­do sarà a bre­ve dispo­ni­bi­le pub­bli­ca­men­te. Sem­pre con le stes­se cate­go­rie, sem­pre con alcu­ni rico­no­sci­men­ti di meri­to, sem­pre con bor­se in dena­ro ai pri­mi tre clas­si­fi­ca­ti di nar­ra­ti­va e poe­sia gra­zie allo spon­sor-mece­na­te Grup­po H24.

Related Images: